ADHD e collezionismo di piante: come coltivare la passione senza sentirsi sopraffatti

Revisione clinica diDott.ssa Debora Galli
  • 6 min di lettura
  • 1 capitolo
  • 4 fonti scientifiche
collezionismo di pianteContenuto verificato

Perché il collezionismo di piante può diventare particolarmente coinvolgente per una persona ADHD e come coltivare questa passione senza trasformarla in una fonte di stress? 

Dedicarsi alle piante può essere un hobby piacevole, creativo e gratificante: scegliere una nuova specie, osservarne la crescita, imparare a riconoscere le sue esigenze e costruire poco alla volta una collezione può dare soddisfazione e senso di continuità. Per una persona ADHD, però, una passione molto stimolante può anche diventare difficile da dosare. Il problema non è avere molte piante né appassionarsi a un hobby, ma riuscire a regolare il coinvolgimento, soprattutto quando la collezione cresce più velocemente delle proprie energie e del tempo disponibile.

L’obiettivo di questo articolo è capire perché il collezionismo di piante può risultare così assorbente nell’ADHD e individuare alcuni modi concreti per mantenere la passione piacevole, senza sentirsi sopraffatti dalla gestione della collezione.

ADHD e collezionismo di piante: perché questa passione può diventare così coinvolgente?

Una delle ragioni può essere legata all’iperfocus, cioè uno stato di attenzione intensa, ristretta e prolungata che può comparire durante attività particolarmente interessanti o gratificanti. 

La ricerca di Hupfeld, Abagis e Shah ha rilevato che gli adulti con una maggiore sintomatologia ADHD riferivano una maggiore frequenza di iperfocus, anche durante gli hobby (Hupfeld et al., “Living ‘in the zone’: hyperfocus in adult ADHD”, 2019). Questo aiuta a comprendere perché un’attività come prendersi cura delle piante possa catturare completamente l’attenzione. Cercare informazioni su una specie, confrontare i terricci, osservare nuove foglie o progettare dove collocare una pianta possono diventare attività molto gratificanti proprio perché concrete, stimolanti e ricche di piccoli obiettivi.

Non significa, però, che tutte le persone ADHD sviluppino iperfocus verso le piante o che il collezionismo sia una caratteristica dell’ADHD. L’iperfocus non è infatti un criterio diagnostico e non si manifesta necessariamente nello stesso modo in tutte le persone.

Pensi di essere ADHD?

Compila il test di autovalutazione! Ti darà un’indicazione sull’opportunità di approfondire con diagnosi e terapia. Bastano 3 minuti per avere il risultato.

Fai il test ADHD

Quando coltivare una passione diventa difficile da gestire?

Il passaggio dalla passione al sovraccarico può essere meno evidente di quanto sembri. 

Una nuova pianta può richiedere pochi minuti di attenzione; dieci, trenta o cinquanta piante richiedono invece organizzazione, pianificazione, memoria e continuità. Sono proprio alcune di queste capacità a rientrare nelle cosiddette funzioni esecutive. Una ricerca di Pimenta, Gruhnert, Fuermaier e Groen, “The role of executive functions in mediating the relationship between adult ADHD symptoms and hyperfocus in university students”, 2024, ha trovato un’associazione tra maggiore gravità dei sintomi ADHD, difficoltà nelle funzioni esecutive e maggiore frequenza di iperfocus; le difficoltà esecutive spiegavano parzialmente la relazione tra sintomi del Disturbo dell’Attenzione e iperfocus. Questo non significa che una collezione di piante sia necessariamente difficile da gestire. Significa piuttosto che la passione e la gestione pratica della passione sono due cose diverse.

Una persona può amare profondamente le proprie piante e, allo stesso tempo, dimenticare di annaffiarne alcune, rimandare il rinvaso, acquistare nuovi esemplari senza aver pensato allo spazio disponibile o ritrovarsi con una quantità di attività che non riesce più a sostenere.

In questi casi, il problema non è la passione: è il carico organizzativo che si è creato intorno ad essa.

Prenota un colloquio gratuito per l’ADHD

Pensi che l’ADHD limiti la tua vita? Un colloquio gratuito con un nostro psicologo può chiarire molti dubbi, così potrai decidere se iniziare un percorso di diagnosi o trattamento.

Prenota colloquio gratuito ADHD

ADHD e piante: perché una collezione sempre più grande può far sentire sopraffatti?

Avere una collezione numerosa non equivale a soffrire di un disturbo da accumulo. Questa distinzione è fondamentale, soprattutto quando si parla di collezionismo di piante e ADHD.

Uno studio di Grassi e colleghi ha rilevato una maggiore presenza di sintomi di accumulo nel campione adulto ADHD rispetto ai gruppi di confronto. (Grassi et al., “Who really hoards? Hoarding symptoms in adults with attention-deficit hyperactivity disorder (ADHD), obsessive-compulsive disorder (OCD) and healthy controls”, 2023). Questo dato non permette di concludere che il collezionismo di piante sia un comportamento di accumulo nell’ADHD.

Una collezione può essere perfettamente compatibile con un hobby sano, anche quando è molto ampia.

Può essere invece utile osservare cosa succede nella quotidianità. La collezione inizia a diventare problematica se genera continuamente senso di colpa, impedisce di utilizzare normalmente gli spazi, comporta spese che non si riescono a sostenere o crea un numero di incombenze tale da provocare stress.

E’ più utile guardare al rapporto con gli oggetti e al loro impatto sul funzionamento quotidiano che stabilire un limite numerico alla quantità di piante possedute.

Hai il sospetto che l’ADHD ti stia influenzando la vita?

Se credi che l’ADHD possa limitarti, un percorso diagnostico ti aiuterà a ottenere chiarezza e a capire come affrontarlo al meglio.

Prenota la diagnosi ADHD

Come coltivare la passione per le piante con ADHD senza accumulare troppe responsabilità?

Una strategia utile è separare il piacere del collezionismo dalla quantità di attività necessarie per mantenerlo.

Può aiutare, per esempio, stabilire alcune regole semplici:

  • Definire uno spazio massimo per la collezione, invece di decidere ogni volta se acquistare una nuova pianta.
  • Tenere una lista delle piante e delle loro esigenze, così da non affidarsi esclusivamente alla memoria.
  • Creare una routine di cura semplice e realistica, evitando calendari troppo complessi.
  • Prima di acquistare una nuova pianta, chiedersi quanto tempo, spazio e attenzione richiederà.
  • Prevedere periodicamente una fase di “riordino” della collezione, eliminando ciò che non interessa più o che è diventato troppo impegnativo da mantenere.

Queste strategie non servono a limitare la passione, ma a renderla sostenibile nel tempo. Le difficoltà nelle funzioni esecutive possono infatti rendere più complesso trasformare un’intenzione in un comportamento organizzato; per questo, rendere visibili le informazioni e ridurre il numero di decisioni da prendere può essere più efficace che affidarsi alla sola forza di volontà.

Anche il contatto con la natura può rappresentare una parte interessante di questa passione. La revisione sistematica di Hood e Baumann, “Could Nature Contribute to the Management of ADHD in Children? A Systematic Review”, ha esaminato gli studi disponibili sull’esposizione alla natura e sull’ADHD in età scolare, rilevando nel complesso un’associazione tra esposizione alla natura e minore diagnosi o gravità dei sintomi, pur sottolineando l’eterogeneità degli studi inclusi 

Il risultato va interpretato con cautela: non significa che coltivare piante sia un trattamento per l’ADHD, né che i risultati osservati nei bambini possano essere automaticamente applicati agli adulti. Può però aiutare a leggere il giardinaggio e la cura delle piante anche come attività legate al contatto con la natura, senza ridurre il discorso alla sola gestione dei sintomi.

Il tuo punto di riferimento per l’ADHD

Se cerchi un aiuto concreto per affrontare l’ADHD, il nostro Centro Clinico è qui per te. Offriamo diagnosi accurate, trattamenti personalizzati e supporto continuo per aiutarti a vivere al meglio.

Centro Clinico ADHD

Quando la passione per il collezionismo di piante prende il sopravvento: segnali da non ignorare?

Il punto non è stabilire quante piante siano “troppe”. La domanda più utile è: questa passione continua a farmi stare bene oppure sta iniziando a pesare sulla mia vita?

Alcuni segnali meritano attenzione:

  1. La cura delle piante genera più ansia e senso di colpa che soddisfazione.
  2. Gli acquisti diventano difficili da controllare e comportano conseguenze economiche.
  3. La collezione occupa spazi necessari o crea conflitti con le altre persone.
  4. Le attività di cura vengono continuamente rimandate fino a trasformarsi in un arretrato difficile da recuperare.
  5. Si continua ad acquistare nuove piante nonostante la consapevolezza di non avere tempo o risorse sufficienti per gestirle.

Il coinvolgimento intenso può essere particolarmente presente nelle attività gratificanti. Questo significa che il problema non è necessariamente smettere di appassionarsi, ma imparare a riconoscere quando l’interesse sta diventando difficile da regolare.

GAM Medical, clinica esperta in ADHD, propone percorsi pensati per comprendere meglio il funzionamento individuale e individuare strategie più sostenibili nella vita quotidiana. Un percorso di psicoeducazione individuale ADHD può aiutare a riconoscere le proprie modalità di attenzione e organizzazione e a sviluppare strategie concrete per gestire il tempo, organizzare gli impegni e mantenere le proprie passioni senza sentirsi sopraffatti. 

Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.

Fonti:

  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30267329/ 
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38039699/ 
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37741062/ 
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38928982/

Fine dell’articolo

Grazie per aver letto fin qui.

Questo articolo ti è stato utile?

Grazie! Il tuo parere ci aiuta a scrivere articoli più utili.

ADHD a 360 gradi
Condividilo

Chi c’è dietro questo articolo

Scopri tutti gli articoli di psicologia e psicoterapia scritti dai professionisti di GAM Medical! Tutti i contenuti sono verificati dal Team di revisione clinica.

Contenuto verificato

Revisione clinica a cura di

Dott.ssa Debora Galli

Coordinatrice della revisione psicologico-clinica, esperta in psicodiagnostica e disturbi del neurosviluppo.

Ultima revisione clinica: 18 Settembre 2026

Coordinamento editoriale: Denise Puglisi

Commenti

Non ci sono ancora commenti. Se vuoi, inizia tu.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Guarda le nostre recensioni

Pensi di essere ADHD?

Fai ora il test di autovalutazione che può fornirti una prima indicazione sulla possibilità di intraprendere un percorso diagnostico. Bastano 3 minuti per avere il risultato.

Fai il test ADHD gratuito
Test ADHD Avanti 3 MINUTI

Se ti è piaciuto l'articolo iscriviti alla newsletter per non perdere tutte le nostre comunicazioni.

Colloquio gratuitoonline, senza impegno Prenota ora