Diagnosi ADHD: il percorso diagnostico per adulti

La diagnosi ADHD è un percorso diagnostico clinico strutturato, diverso da un test di screening o da un questionario di autovalutazione online. La valutazione clinica dell’ADHD considera i sintomi attuali, la storia dello sviluppo, il loro impatto nei diversi contesti di vita e l’eventuale presenza di altre condizioni che possono accompagnare o spiegare alcuni sintomi.

Negli adulti, il percorso può comprendere colloqui clinici, interviste diagnostiche, questionari standardizzati, valutazione psicologica e valutazione medico-psichiatrica.

Presso GAM Medical, il percorso di diagnosi ADHD per adulti prevede una fase di valutazione psicologica e una successiva valutazione medico-psichiatrica.

Se invece vuoi effettuare un primo screening per capire se alcuni sintomi possono essere compatibili con l’ADHD, puoi utilizzare il nostro Test ADHD online: è uno strumento di autovalutazione e non sostituisce una diagnosi clinica.

Di seguito trovi spiegato come funziona la diagnosi ADHD per adulti presso GAM Medical. 

Perché la diagnosi ADHD nell’adulto richiede una valutazione approfondita?

Nell’adulto, la diagnosi dell’ADHD può essere più complessa perché i sintomi possono cambiare modalità di espressione nel corso della vita, essere compensati da strategie sviluppate nel tempo o sovrapporsi alle manifestazioni di altre condizioni.

Per questo la valutazione non si basa sulla sola presenza di alcuni sintomi: vengono considerate anche la storia dello sviluppo, la presenza di manifestazioni riconducibili all’ADHD fin dall’infanzia, il funzionamento attuale nei diversi contesti e le eventuali condizioni associate.

Una valutazione clinica approfondita permette quindi di verificare se il quadro complessivo soddisfa i criteri per una diagnosi di ADHD e di distinguere, per quanto possibile, i sintomi da quelli riconducibili ad altre condizioni.

Diagnosi ADHD
Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Validazione scientifica e supervisione dei contenuti: Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta con alta esperienza nell’ADHD in età adulta. Supervisiona contenuti clinici e utilizzo di strumenti di screening/valutazione basati su criteri diagnostici e scale validate. Revisioni periodiche per garantirne accuratezza e aggiornamento.

Contenuto verificato

Revisione clinica a cura di

Dott.ssa Debora Galli

Coordinatrice della revisione psicologico-clinica, esperta in psicodiagnostica e disturbi del neurosviluppo.

Ultima revisione clinica: 2 Agosto 2026

Coordinamento editoriale: Claudio Giovenzana

Supervisione medico-scientifica

Dott. Giancarlo Giupponi

Completata il 2 Agosto 2026

Come funziona il percorso di diagnosi ADHD nell’adulto?

La diagnosi dell’ADHD nell’adulto richiede una valutazione clinica approfondita. I sintomi possono infatti modificarsi nel corso della vita, essere compensati da strategie sviluppate nel tempo o sovrapporsi a quelli di altre condizioni.

Per questo il percorso diagnostico considera non soltanto i sintomi attuali, ma anche la storia dello sviluppo, il funzionamento nei diversi contesti di vita e l’eventuale presenza di condizioni associate o alternative. Le linee guida raccomandano infatti una valutazione clinica e psicosociale completa, insieme alla ricostruzione della storia evolutiva e psichiatrica.

Presso GAM Medical, il percorso di diagnosi ADHD per adulti si articola principalmente in due fasi:

  1. valutazione psicologica ADHD;
  2. valutazione medico-psichiatrica ADHD.
Valutazione psicologica ADHD

Valutazione psicologica ADHD

La prima fase del percorso prevede una valutazione psicologica attraverso colloqui clinici, interviste diagnostiche e questionari standardizzati.

La valutazione permette di approfondire i sintomi attuali, ricostruire la loro presenza nel corso dello sviluppo e analizzarne l’impatto sulla vita personale, sociale, scolastica o lavorativa. Viene inoltre considerata la possibile presenza di altre condizioni psicologiche o neuropsichiatriche che possono coesistere con l’ADHD o presentare manifestazioni simili.

I risultati della valutazione vengono raccolti in una relazione psicologica, utilizzata anche nelle successive fasi del percorso diagnostico.

Valutazione medica ADHD

Valutazione medico-psichiatrica ADHD

La valutazione medico-psichiatrica integra le informazioni emerse nella fase psicologica con l’anamnesi medica e psichiatrica e con la valutazione clinica dello specialista dell’ADHD.

Lo psichiatra considera la presenza di eventuali condizioni mediche o psichiatriche che possono contribuire ai sintomi o richiedere una diagnosi differenziale. Quando clinicamente indicato, può richiedere ulteriori accertamenti o approfondimenti.

Al termine del percorso, se il quadro clinico soddisfa i criteri diagnostici per l’ADHD, viene formulato l’esito diagnostico e rilasciata la relativa documentazione, compresa la certificazione di diagnosi quando prevista dal percorso.

Specialisti nella diagnosi ADHD

prenota diagnosi adhd

Il percorso diagnostico di GAM Medical coinvolge professionisti dell’area psicologica e psichiatrica con esperienza nella valutazione dell’ADHD in età adulta.

La collaborazione tra le diverse figure consente di integrare valutazione psicologica, approfondimento medico-psichiatrico e diagnosi differenziale, fino alla definizione dell’esito diagnostico e della relativa documentazione.

Il percorso può essere svolto online, consentendo di effettuare le diverse fasi della valutazione da remoto.

STEP 1 - Come si svolge la valutazione psicologica ADHD

La valutazione psicologica rappresenta la prima fase del percorso diagnostico ADHD e integra diverse fonti di informazione. Presso GAM Medical può comprendere:

  • colloqui clinici e intervista diagnostica;
  • questionari e strumenti standardizzati;
  • raccolta della storia personale e dello sviluppo;
  • osservazione clinica.
Psicologi ADHD di GAM Medical
Interviste diagnostiche ADHD

Colloqui ADHD

Intervista diagnostica ADHD: DIVA-5

Nel percorso diagnostico dell’adulto può essere utilizzata la DIVA-5 (Diagnostic Interview for ADHD in Adults), un’intervista diagnostica semistrutturata sviluppata per approfondire i criteri dell’ADHD nell’infanzia e nell’età adulta.

L’intervista permette di ricostruire la presenza dei sintomi nel corso della vita e di valutarne l’impatto in diversi ambiti, come studio, lavoro, relazioni, famiglia e organizzazione della vita quotidiana.

Quando possibile, possono essere raccolte anche informazioni da una persona che conosce bene la storia dell’interessato, in particolare per ricostruire le manifestazioni presenti durante l’infanzia. Queste informazioni rappresentano un elemento di supporto alla valutazione complessiva.

I 3 colloqui di GAM Medical

Presso GAM Medical, la valutazione psicologica richiede in media tre colloqui (o interviste), con eventuali approfondimenti aggiuntivi quando necessari.

Nel corso degli incontri vengono progressivamente approfonditi:

  1. storia personale e anamnesi, per ricostruire lo sviluppo della persona e il contesto in cui sono emerse le difficoltà;
  2. sintomi e funzionamento quotidiano, con particolare attenzione alla loro presenza nell’infanzia e nell’età adulta e all’impatto su studio, lavoro, relazioni e organizzazione;
  3. diagnosi differenziale e condizioni associate, per valutare la presenza di altri quadri clinici che possono coesistere con l’ADHD o contribuire a spiegare alcuni sintomi.
questionari ADHD

Questionari e strumenti standardizzati

Nel corso della valutazione possono essere utilizzati questionari e scale standardizzate per approfondire i sintomi dell’ADHD, ricostruire alcune manifestazioni presenti durante lo sviluppo e valutare l’eventuale presenza di condizioni associate.

Gli strumenti utilizzati vengono scelti dal professionista in base alle caratteristiche della persona e alle informazioni emerse durante i colloqui. I risultati dei questionari non determinano da soli la diagnosi, ma vengono interpretati insieme all’intervista clinica, alla storia dello sviluppo e alle altre informazioni raccolte durante il percorso. Una diagnosi di ADHD non dovrebbe essere formulata esclusivamente sulla base di scale di valutazione o dati osservazionali.

Tra gli strumenti che possono essere impiegati nel percorso rientrano, a seconda del caso, scale per la valutazione dei sintomi ADHD nell’adulto, delle manifestazioni presenti nell’infanzia e di eventuali condizioni psicologiche associate.

Osservazioni comporetamentali ADHD

Osservazione clinica

Durante i colloqui, il professionista considera anche gli elementi che emergono dall’osservazione clinica, come modalità di interazione, andamento dell’attenzione, eventuale irrequietezza o impulsività e organizzazione del racconto e inoltre:

  • Gestione del tempo e puntualità
  • Dinamismo comunicativo
  • Reciprocità sociale
  • Ricerca di novità e spontaneità
  • Espressività verbale e non verbale
  • Irrequietezza motoria
  • Impulsività nelle risposte
  • Difficoltà di concentrazione prolungata
  • Ricerca sensoriale e bisogno di stimolazione

Queste osservazioni possono integrare le informazioni raccolte tramite anamnesi, interviste e questionari, ma non costituiscono da sole una prova diagnostica dell’ADHD. Devono essere interpretate nel contesto complessivo della valutazione.

Criteri diagnostici dell’ADHD nell’adulto

La diagnosi di ADHD non viene formulata sulla base di un singolo test o questionario. Il professionista valuta il quadro clinico complessivo verificando la presenza dei criteri diagnostici previsti dai principali sistemi di classificazione, tra cui il DSM-5-TR.

Nell’adulto, la valutazione considera in particolare:

  • la presenza persistente di sintomi di disattenzione e/o iperattività-impulsività; per adolescenti più grandi e adulti il DSM prevede una soglia di almeno 5 sintomi nell’area considerata;
  • una durata dei sintomi di almeno 6 mesi, con caratteristiche non coerenti con il livello di sviluppo;
  • la presenza di alcuni sintomi prima dei 12 anni;
  • la presenza delle difficoltà in due o più contesti di vita, per esempio lavoro o studio, famiglia e relazioni;
  • un impatto significativo dei sintomi sul funzionamento sociale, scolastico, universitario o lavorativo;
  • la necessità di verificare che il quadro non sia spiegato meglio da altre condizioni psicologiche o psichiatriche.

La diagnosi richiede quindi una valutazione clinica complessiva, che integra storia dello sviluppo, colloqui, informazioni sul funzionamento nei diversi contesti ed eventuali strumenti standardizzati. Le scale e i questionari possono supportare il percorso, ma non sono sufficienti da soli per formulare una diagnosi.

Presentazioni dell’ADHD

In base alla combinazione dei sintomi presenti, l’ADHD può essere descritto attraverso tre principali presentazioni:

  • prevalentemente inattentiva;
  • prevalentemente iperattiva-impulsiva;
  • combinata.

La valutazione considera inoltre il grado di compromissione e la gravità del quadro clinico, che può essere indicata come lieve, moderata o grave.


 

Stai solo cercando una rapida risposta preliminare?

👉 Prova il Questionario di screening ADHD (non è una diagnosi medica).

1. Approfondire la diagnosi differenziale

Valutare la presenza di condizioni mediche o psichiatriche che possono coesistere con l’ADHD oppure contribuire a spiegare alcuni dei sintomi emersi durante la valutazione psicologica.

2. Completare il percorso diagnostico

Integrare le informazioni raccolte nelle diverse fasi e verificare se il quadro clinico complessivo soddisfa i criteri per una diagnosi di ADHD. In caso di conferma, viene rilasciata la documentazione diagnostica prevista dal percorso o la certificazione.

3. Valutare gli eventuali passaggi successivi

Se indicato, lo psichiatra può discutere con la persona le possibili opzioni successive alla diagnosi, compresa l’eventuale valutazione di un trattamento farmacologico, che richiede uno specifico inquadramento clinico e della salute fisica.

STEP 2 - Valutazione medico-psichiatrica ADHD: come funziona?

La valutazione medico-psichiatrica completa il percorso diagnostico integrando i risultati della valutazione psicologica con l’anamnesi medica e psichiatrica e con la valutazione clinica dello specialista.

Questa fase può comprendere:

  • raccolta dell’anamnesi medica e psichiatrica;
  • valutazione clinica e diagnosi differenziale;
  • eventuali accertamenti o approfondimenti medici, quando clinicamente indicati;
  • definizione dell’esito diagnostico e rilascio della relativa documentazione.

La valutazione medico-psichiatrica permette di:

valutazione.psichiatrica-adhd

Come si svolge la valutazione medico-psichiatrica

visita psichiatrica ADHD Adulti
number 1

Visita psichiatrica (anamnesi)

Lo psichiatra raccoglie l’anamnesi medica e psichiatrica, approfondisce le informazioni emerse durante la valutazione psicologica e valuta la presenza di eventuali condizioni che richiedono ulteriori approfondimenti.

Quando clinicamente indicato, può richiedere accertamenti medici o esami di approfondimento.

esami ematici ADHD
number 2

Ulteriori accertamenti

Se necessari, possono essere richiesti esami ematici o altri accertamenti utili a valutare lo stato di salute generale e ad approfondire eventuali condizioni mediche che potrebbero contribuire ai sintomi o essere rilevanti per la diagnosi differenziale.

trattamenti adhd terapia
number 3

Visita psichiatrica (diagnosi e terapia)

Sulla base della valutazione psicologica, dell’anamnesi, della visita psichiatrica e degli eventuali accertamenti effettuati, lo specialista completa l’inquadramento diagnostico.

Se il quadro clinico soddisfa i criteri per l’ADHD, viene formulata la diagnosi e rilasciata la relativa documentazione prevista dal percorso, compresa la certificazione di diagnosi ADHD quando applicabile.

Percorso diagnostico ADHD online: visita psichiatrica da remoto

prenota diagnosi adhd

Presso GAM Medical, la valutazione medico-psichiatrica prevista nel percorso di diagnosi ADHD può essere svolta online, tramite una piattaforma dedicata.

La modalità da remoto consente agli adulti e ai giovani adulti di completare la fase psichiatrica del percorso diagnostico ADHD senza doversi recare fisicamente presso una struttura, mantenendo invariati i passaggi clinici previsti dalla valutazione.

Costi del percorso clinico per la diagnosi ADHD

Valutazione psicologica*

€97

(50 minuti)

Relazione e restituzione

€97

(20 minuti)

Visita psichiatrica**

€87

(20 minuti)

Le fatture sono trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria e detraibili secondo normativa.

*Per la DIAGNOSI sono necessari in media 3 COLLOQUI PSICOLOGICI, in alcuni casi 4.

**il percorso clinico di diagnosi adhd prevede DUE VISITE PSICHIATRICHE. 

Alle prestazioni con importo superiore a €77,47 si applica marca da bollo di €2

Certificazione ADHD

La certificazione ADHD può essere rilasciata al termine di un percorso diagnostico completo, che presso GAM Medical comprende la valutazione psicologica e la successiva valutazione medico-psichiatrica. diagnosi

Quando la valutazione conferma la diagnosi di ADHD, viene rilasciata la relativa documentazione diagnostica, che attesta l’esito del percorso clinico.

La certificazione può essere utilizzata, in base al contesto e ai requisiti previsti, come documentazione clinica in ambito:

  • scolastico o universitario;
  • lavorativo;
  • sanitario e terapeutico.

La certificazione viene rilasciata dopo il completamento del percorso diagnostico e la conferma della diagnosi.

Le tempistiche dipendono quindi dalla durata della valutazione psicologica, delle visite psichiatriche e dall’eventuale necessità di ulteriori approfondimenti clinici o medici.

A cosa può servire una certificazione ADHD in Italia?

La certificazione ADHD italiana documenta l’esito del percorso diagnostico e può essere utilizzata, a seconda del contesto e dei requisiti previsti, per rappresentare formalmente la presenza della condizione e le eventuali esigenze della persona.

Certificazione ADHD a Scuola

In ambito scolastico, la documentazione clinica relativa all’ADHD può essere presentata alla scuola per segnalare formalmente la condizione dello studente e supportare la valutazione dei suoi bisogni educativi.

L’ADHD è espressamente ricompreso dal Ministero dell’Istruzione tra i disturbi evolutivi specifici che possono rientrare nell’area dei Bisogni Educativi Speciali (BES). Sulla base della documentazione clinica e della valutazione del Consiglio di classe, la scuola può predisporre un Piano Didattico Personalizzato (PDP) e adottare strategie didattiche, strumenti compensativi o misure dispensative adeguate alle esigenze dello studente.

Nei casi di maggiore compromissione, quando ricorrono anche i requisiti previsti dalla normativa sulla disabilità, possono essere attivati gli strumenti previsti dalla Legge 104/1992, ma la diagnosi di ADHD da sola non equivale automaticamente a un riconoscimento di disabilità.

Certificazione ADHD all'Università

La documentazione diagnostica può essere presentata ai servizi di Ateneo dedicati all’inclusione o ai Bisogni Educativi Speciali per richiedere la valutazione di eventuali misure di supporto.

A differenza dei DSA, per i quali la Legge 170/2010 prevede specifiche tutele anche in ambito universitario, l’ADHD non determina automaticamente l’applicazione delle stesse misure.

L’accesso a eventuali adattamenti o servizi dipende quindi dal regolamento del singolo Ateneo e dall’eventuale presenza di ulteriori riconoscimenti ai sensi della normativa sulla disabilità.

Certificazione ADHD al Lavoro

La documentazione diagnostica può essere utile per attestare la presenza dell’ADHD e descrivere le difficoltà funzionali della persona, ad esempio nel confronto con il medico competente o con altri professionisti coinvolti nella tutela della salute lavorativa.

Tuttavia, la diagnosi di ADHD non attribuisce automaticamente lo status giuridico di persona con disabilità né il diritto a specifici accomodamenti lavorativi. Quando è presente un riconoscimento di disabilità ai sensi della normativa vigente, i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad adottare accomodamenti ragionevoli per garantire pari condizioni di lavoro.

Gli eventuali adattamenti – per esempio modifiche organizzative, strumenti di supporto o altre soluzioni compatibili con il ruolo svolto – vengono valutati in relazione alla situazione individuale e al contesto lavorativo. Le Linee guida del Ministero del Lavoro precisano inoltre che la ragionevolezza dell’accomodamento dipende anche dalla natura dell’intervento e dall’onere per il datore di lavoro.

Come si ottiene la certificazione ADHD?

La certificazione ADHD non è un percorso separato dalla diagnosi: viene rilasciata quando il percorso diagnostico è stato completato e la valutazione clinica conferma la diagnosi.

Presso GAM Medical, il processo può essere riassunto in 4 passaggi:

1.Valutazione psicologica

Vengono raccolte informazioni sui sintomi, sulla storia dello sviluppo e sul funzionamento nei diversi contesti attraverso colloqui, interviste diagnostiche e strumenti standardizzati. Quando utile, possono essere considerate anche informazioni fornite da familiari o altre persone significative.

consulto iniziale ADHD
valutazione criteri diagnostici ADHD

2.Valutazione medico-psichiatrica

Lo psichiatra integra i risultati della valutazione psicologica con l’anamnesi medica e psichiatrica, approfondisce la diagnosi differenziale e, quando clinicamente indicato, può richiedere ulteriori accertamenti.

3.Definizione dell’esito diagnostico

Le informazioni raccolte nelle diverse fasi vengono integrate per verificare se il quadro clinico soddisfa i criteri diagnostici per l’ADHD.

diagnosi ADHD genitori
esami medici ADHD certificazione

4.Rilascio della documentazione diagnostica

Se la diagnosi viene confermata, viene rilasciata la relativa documentazione, compresa la certificazione di diagnosi ADHD prevista dal percorso. Il suo utilizzo in ambito scolastico, universitario o lavorativo dipende dal contesto e dai requisiti applicabili.

Perché è importante una diagnosi ADHD?

Ricevere una diagnosi di ADHD significa chiarire se le difficoltà presenti soddisfano effettivamente i criteri diagnostici del disturbo e distinguerle, per quanto possibile, da altre condizioni che possono produrre sintomi simili.

Una diagnosi accurata può essere utile per:

  • comprendere meglio il proprio funzionamento, dando un inquadramento clinico alle difficoltà sperimentate nel tempo;
  • orientare le scelte terapeutiche, quando è indicato intraprendere un trattamento psicologico, psicoeducativo o farmacologico;
  • individuare eventuali condizioni associate, che possono richiedere una valutazione o un intervento specifico;
  • documentare formalmente la diagnosi, quando necessario in ambito sanitario, scolastico, universitario o lavorativo;
  • definire strategie e interventi più adeguati rispetto alle difficoltà che interferiscono con studio, lavoro, relazioni e vita quotidiana.


La diagnosi non rappresenta quindi soltanto l’attribuzione di un’etichetta, ma il risultato di un percorso clinico di valutazione che può aiutare la persona e i professionisti a comprendere meglio il quadro e a definire gli eventuali passaggi successivi.

Vuoi solo un primo orientamento rapido?

👉 Prova il Test ADHD gratuito online (non rappresenta diagnosi clinica).

Diagnosi differenziale ADHD: distinguerlo da altre condizioni

La diagnosi differenziale è una parte importante del percorso diagnostico ADHD. Serve a verificare se i sintomi osservati siano riconducibili all’ADHD, ad altre condizioni oppure alla presenza contemporanea di più quadri clinici.

Nell’adulto questo passaggio è particolarmente importante perché disattenzione, irrequietezza, impulsività, difficoltà organizzative e alterazioni della concentrazione non sono specifiche esclusivamente dell’ADHD. Anche altre condizioni psicologiche, psichiatriche o mediche possono produrre manifestazioni simili, per questo occorre distinguere l’ADHD da:

  1. Disturbi d’Ansia: preoccupazione, irrequietezza e difficoltà di concentrazione possono sovrapporsi ad alcuni sintomi dell’ADHD.
  2. Depressione: calo della concentrazione, affaticamento e riduzione della motivazione possono somigliare alla disattenzione dell’ADHD; le due condizioni possono anche coesistere.
  3. Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA): difficoltà scolastiche, organizzative e attentive possono sovrapporsi a quelle dell’ADHD o presentarsi insieme ad esso.
  4. Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP): alcuni comportamenti impulsivi o oppositivi possono richiedere di distinguere il DOP dall’ADHD, soprattutto in età evolutiva.
  5. Disturbo dello Spettro Autistico (ASD): alcune difficoltà possono sovrapporsi e le due condizioni possono coesistere; nell’autismo sono centrali anche caratteristiche relative alla comunicazione sociale e a interessi o comportamenti ristretti e ripetitivi.
  6. Disturbi del Sonno: insonnia, apnee e altre alterazioni del sonno possono causare stanchezza, irritabilità e difficoltà attentive simili a quelle dell’ADHD.
  7. Disturbo Bipolare: impulsività e aumento dell’attività possono sovrapporsi ad alcuni sintomi dell’ADHD; la valutazione considera soprattutto l’andamento nel tempo, gli episodi dell’umore e la storia dei sintomi.
  8. Disturbo Ossessivo-Compulsivo: alcune manifestazioni cognitive o comportamentali possono richiedere un approfondimento diagnostico specifico.
  9. Disturbo Borderline di Personalità: impulsività e difficoltà nella regolazione emotiva possono presentare sovrapposizioni con l’ADHD; le due condizioni possono inoltre coesistere.
  10. Condizioni mediche, farmaci e sostanze: possono influire su attenzione, attività e controllo degli impulsi e devono essere considerate quando pertinenti.
sintomi ADHD comorbilità

Comorbilità dell'ADHD: cogliere le condizioni che si manifestano insieme al disturbo

L’ADHD può presentarsi insieme ad altre condizioni psicologiche, psichiatriche o del neurosviluppo. In questi casi si parla di comorbidità o condizioni coesistenti.

Individuarle durante il percorso diagnostico è importante perché possono influenzare manifestazioni dei sintomi, funzionamento quotidiano e successive scelte cliniche.

Diagnosi ADHD nelle donne

L’ADHD può essere sottoriconosciuto nelle ragazze e nelle donne, che in alcuni casi arrivano alla valutazione soltanto nell’adolescenza o nell’età adulta.

Una possibile ragione è che le manifestazioni dell’ADHD possono essere meno evidenti sul piano dell’iperattività e maggiormente caratterizzate da disattenzione, difficoltà organizzative e strategie di compensazione sviluppate nel tempo. Ansia, depressione o altre condizioni associate possono inoltre rendere più complessa l’identificazione del quadro ADHD.

Nel percorso diagnostico è quindi importante ricostruire attentamente la storia dello sviluppo, l’andamento dei sintomi e il loro impatto nei diversi contesti di vita, evitando di basarsi esclusivamente sulle manifestazioni più tipicamente associate all’iperattività.

Autodiagnosi ADHD e test di autovalutazione

Riconoscersi in alcuni sintomi, leggere esperienze di altre persone o compilare un test di autovalutazione ADHD può rappresentare un primo passo per approfondire le proprie difficoltà, ma non permette di formulare autonomamente una diagnosi.

Difficoltà come disattenzione, procrastinazione, impulsività, irrequietezza o disorganizzazione non sono infatti specifiche esclusivamente dell’ADHD e possono comparire anche in altre condizioni.

Per questo una diagnosi richiede una valutazione clinica complessiva, che consideri:

  • la presenza e l’andamento dei sintomi nel corso della vita;
  • la loro comparsa durante lo sviluppo;
  • l’impatto in diversi contesti, come studio, lavoro, famiglia e relazioni;
  • la possibile presenza di altre condizioni associate o alternative.

Questionari e strumenti di screening possono quindi contribuire all’orientamento e alla raccolta delle informazioni, ma non sostituiscono colloqui clinici, anamnesi, diagnosi differenziale e valutazione professionale.

E se la valutazione non conferma l’ADHD?

Un percorso diagnostico ADHD non ha lo scopo di confermare necessariamente un sospetto iniziale, ma di comprendere quale spiegazione clinica sia più coerente con le difficoltà della persona.

Se al termine della valutazione i criteri diagnostici per l’ADHD non risultano soddisfatti, il percorso non è stato inutile: le informazioni raccolte possono comunque aiutare a comprendere meglio il funzionamento della persona e a individuare, quando necessario, altre condizioni o ulteriori approfondimenti clinici.

Difficoltà di attenzione, organizzazione, impulsività o regolazione emotiva possono infatti essere presenti anche in disturbi d’ansia, dell’umore, del sonno, in altre condizioni neuroevolutive o in quadri clinici differenti.

Una valutazione accurata deve quindi permettere tanto di confermare la diagnosi di ADHD quando i criteri sono soddisfatti, quanto di escluderla quando le evidenze raccolte indicano un’altra spiegazione.

FAQ sulla Diagnosi ADHD: Risolviamo i tuoi dubbi

  • il test è un’autovalutazione preliminare dal valore scientifico ma non decretato clinicamente da un medico.
  • la diagnosi è invece un vero e proprio percorso medico-psicologico con colloqui, prove psicologiche, valutazione psichiatrica ed infine certificazione.

Il percorso di diagnosi adhd richiede circa 40-60 giorni; la tempistica di diagnosi ADHD dipende anche dalla disponibilità dell’interessato nella fissazione degli appuntamenti. Lo svolgimento online dei colloqui agevola molto, in questo senso.

No, non è obbligatorio, in senso assoluto. La sola relazione dello psicologo ADHD non ha, però, valore medico-legale. Infatti, per poter richiedere, ad esempio, agevolazioni a livello scolastico, universitario o per disabilità, è necessario ricevere la diagnosi medica, quindi includendo la valutazione psichiatrica e il certificato di diagnosi ADHD. Quest’ultima, inoltre, è fondamentale per escludere la presenza di concause organiche ai sintomi evidenziati a livello psicologico ed eventuali comorbilità.

Il certificato di diagnosi ADHD rilasciato dal nostro psichiatra è pienamente valido a i fini legali. E’, però, necessario rivolgersi al proprio Istituto o Ateneo per conoscere le procedure necessarie all’ottenimento delle agevolazioni previste. Infatti, vi sono differenze normativa a livello regionale per quanto concerne la provenienza del certificato di diagnosi (ad es. può essere richiesto un certificato rilasciato nel pubblico o che quello privato venga “validato” nel pubblico).

Si, se sei residente all’estero possiamo effettuare la diagnosi di ADHD, ma nel caso volessi ricevere il farmaco non potrai acquistarlo usando la nostra ricetta nel tuo paese. Per farlo dovrai andare, con la nostra ricetta, da un medico registrato nel tuo paese di residenza e farti fare la prescrizione.

Trattandosi di una visita privata nessuno può venire a saperlo a meno che non sia il paziente stesso a farne segnalazione. Può capitare che per ottenere il rinnovo di qualche certificato (ad. esempio idoneità alla guida) il medico competente richieda informazioni sull’assunzione di farmaci; è responsabilità del paziente informare il medico di riferimento.

Una volta che viene diagnosticato il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), si avvia il processo di trattamento. Quest’ultimo viene personalizzato in base alle specifiche esigenze di ciascuna persona e può assumere una forma farmacologica o non farmacologica, a seconda della gravità della condizione.