La diagnosi ADHD è un percorso diagnostico clinico strutturato, diverso da un test di screening o da un questionario di autovalutazione online. La valutazione clinica dell’ADHD considera i sintomi attuali, la storia dello sviluppo, il loro impatto nei diversi contesti di vita e l’eventuale presenza di altre condizioni che possono accompagnare o spiegare alcuni sintomi.
Negli adulti, il percorso può comprendere colloqui clinici, interviste diagnostiche, questionari standardizzati, valutazione psicologica e valutazione medico-psichiatrica.
Presso GAM Medical, il percorso di diagnosi ADHD per adulti prevede una fase di valutazione psicologica e una successiva valutazione medico-psichiatrica.
Se invece vuoi effettuare un primo screening per capire se alcuni sintomi possono essere compatibili con l’ADHD, puoi utilizzare il nostro Test ADHD online: è uno strumento di autovalutazione e non sostituisce una diagnosi clinica.
Di seguito trovi spiegato come funziona la diagnosi ADHD per adulti presso GAM Medical.
Nell’adulto, la diagnosi dell’ADHD può essere più complessa perché i sintomi possono cambiare modalità di espressione nel corso della vita, essere compensati da strategie sviluppate nel tempo o sovrapporsi alle manifestazioni di altre condizioni.
Per questo la valutazione non si basa sulla sola presenza di alcuni sintomi: vengono considerate anche la storia dello sviluppo, la presenza di manifestazioni riconducibili all’ADHD fin dall’infanzia, il funzionamento attuale nei diversi contesti e le eventuali condizioni associate.
Una valutazione clinica approfondita permette quindi di verificare se il quadro complessivo soddisfa i criteri per una diagnosi di ADHD e di distinguere, per quanto possibile, i sintomi da quelli riconducibili ad altre condizioni.
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Validazione scientifica e supervisione dei contenuti: Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta con alta esperienza nell’ADHD in età adulta. Supervisiona contenuti clinici e utilizzo di strumenti di screening/valutazione basati su criteri diagnostici e scale validate. Revisioni periodiche per garantirne accuratezza e aggiornamento.
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Revisione clinica a cura di
Coordinatrice della revisione psicologico-clinica, esperta in psicodiagnostica e disturbi del neurosviluppo.
Ultima revisione clinica: 2 Agosto 2026
Coordinamento editoriale: Claudio Giovenzana
La diagnosi dell’ADHD nell’adulto richiede una valutazione clinica approfondita. I sintomi possono infatti modificarsi nel corso della vita, essere compensati da strategie sviluppate nel tempo o sovrapporsi a quelli di altre condizioni.
Per questo il percorso diagnostico considera non soltanto i sintomi attuali, ma anche la storia dello sviluppo, il funzionamento nei diversi contesti di vita e l’eventuale presenza di condizioni associate o alternative. Le linee guida raccomandano infatti una valutazione clinica e psicosociale completa, insieme alla ricostruzione della storia evolutiva e psichiatrica.
Presso GAM Medical, il percorso di diagnosi ADHD per adulti si articola principalmente in due fasi:
La prima fase del percorso prevede una valutazione psicologica attraverso colloqui clinici, interviste diagnostiche e questionari standardizzati.
La valutazione permette di approfondire i sintomi attuali, ricostruire la loro presenza nel corso dello sviluppo e analizzarne l’impatto sulla vita personale, sociale, scolastica o lavorativa. Viene inoltre considerata la possibile presenza di altre condizioni psicologiche o neuropsichiatriche che possono coesistere con l’ADHD o presentare manifestazioni simili.
I risultati della valutazione vengono raccolti in una relazione psicologica, utilizzata anche nelle successive fasi del percorso diagnostico.
La valutazione medico-psichiatrica integra le informazioni emerse nella fase psicologica con l’anamnesi medica e psichiatrica e con la valutazione clinica dello specialista dell’ADHD.
Lo psichiatra considera la presenza di eventuali condizioni mediche o psichiatriche che possono contribuire ai sintomi o richiedere una diagnosi differenziale. Quando clinicamente indicato, può richiedere ulteriori accertamenti o approfondimenti.
Al termine del percorso, se il quadro clinico soddisfa i criteri diagnostici per l’ADHD, viene formulato l’esito diagnostico e rilasciata la relativa documentazione, compresa la certificazione di diagnosi quando prevista dal percorso.
Il percorso diagnostico di GAM Medical coinvolge professionisti dell’area psicologica e psichiatrica con esperienza nella valutazione dell’ADHD in età adulta.
La collaborazione tra le diverse figure consente di integrare valutazione psicologica, approfondimento medico-psichiatrico e diagnosi differenziale, fino alla definizione dell’esito diagnostico e della relativa documentazione.
Il percorso può essere svolto online, consentendo di effettuare le diverse fasi della valutazione da remoto.
La valutazione psicologica rappresenta la prima fase del percorso diagnostico ADHD e integra diverse fonti di informazione. Presso GAM Medical può comprendere:
Colloqui ADHD
Nel percorso diagnostico dell’adulto può essere utilizzata la DIVA-5 (Diagnostic Interview for ADHD in Adults), un’intervista diagnostica semistrutturata sviluppata per approfondire i criteri dell’ADHD nell’infanzia e nell’età adulta.
L’intervista permette di ricostruire la presenza dei sintomi nel corso della vita e di valutarne l’impatto in diversi ambiti, come studio, lavoro, relazioni, famiglia e organizzazione della vita quotidiana.
Quando possibile, possono essere raccolte anche informazioni da una persona che conosce bene la storia dell’interessato, in particolare per ricostruire le manifestazioni presenti durante l’infanzia. Queste informazioni rappresentano un elemento di supporto alla valutazione complessiva.
Nel corso degli incontri vengono progressivamente approfonditi:
Nel corso della valutazione possono essere utilizzati questionari e scale standardizzate per approfondire i sintomi dell’ADHD, ricostruire alcune manifestazioni presenti durante lo sviluppo e valutare l’eventuale presenza di condizioni associate.
Gli strumenti utilizzati vengono scelti dal professionista in base alle caratteristiche della persona e alle informazioni emerse durante i colloqui. I risultati dei questionari non determinano da soli la diagnosi, ma vengono interpretati insieme all’intervista clinica, alla storia dello sviluppo e alle altre informazioni raccolte durante il percorso. Una diagnosi di ADHD non dovrebbe essere formulata esclusivamente sulla base di scale di valutazione o dati osservazionali.
Tra gli strumenti che possono essere impiegati nel percorso rientrano, a seconda del caso, scale per la valutazione dei sintomi ADHD nell’adulto, delle manifestazioni presenti nell’infanzia e di eventuali condizioni psicologiche associate.
Durante i colloqui, il professionista considera anche gli elementi che emergono dall’osservazione clinica, come modalità di interazione, andamento dell’attenzione, eventuale irrequietezza o impulsività e organizzazione del racconto e inoltre:
Queste osservazioni possono integrare le informazioni raccolte tramite anamnesi, interviste e questionari, ma non costituiscono da sole una prova diagnostica dell’ADHD. Devono essere interpretate nel contesto complessivo della valutazione.
La diagnosi di ADHD non viene formulata sulla base di un singolo test o questionario. Il professionista valuta il quadro clinico complessivo verificando la presenza dei criteri diagnostici previsti dai principali sistemi di classificazione, tra cui il DSM-5-TR.
Nell’adulto, la valutazione considera in particolare:
La diagnosi richiede quindi una valutazione clinica complessiva, che integra storia dello sviluppo, colloqui, informazioni sul funzionamento nei diversi contesti ed eventuali strumenti standardizzati. Le scale e i questionari possono supportare il percorso, ma non sono sufficienti da soli per formulare una diagnosi.
In base alla combinazione dei sintomi presenti, l’ADHD può essere descritto attraverso tre principali presentazioni:
La valutazione considera inoltre il grado di compromissione e la gravità del quadro clinico, che può essere indicata come lieve, moderata o grave.
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1. Approfondire la diagnosi differenziale
Valutare la presenza di condizioni mediche o psichiatriche che possono coesistere con l’ADHD oppure contribuire a spiegare alcuni dei sintomi emersi durante la valutazione psicologica.
2. Completare il percorso diagnostico
Integrare le informazioni raccolte nelle diverse fasi e verificare se il quadro clinico complessivo soddisfa i criteri per una diagnosi di ADHD. In caso di conferma, viene rilasciata la documentazione diagnostica prevista dal percorso o la certificazione.
3. Valutare gli eventuali passaggi successivi
Se indicato, lo psichiatra può discutere con la persona le possibili opzioni successive alla diagnosi, compresa l’eventuale valutazione di un trattamento farmacologico, che richiede uno specifico inquadramento clinico e della salute fisica.
La valutazione medico-psichiatrica completa il percorso diagnostico integrando i risultati della valutazione psicologica con l’anamnesi medica e psichiatrica e con la valutazione clinica dello specialista.
Questa fase può comprendere:
Lo psichiatra raccoglie l’anamnesi medica e psichiatrica, approfondisce le informazioni emerse durante la valutazione psicologica e valuta la presenza di eventuali condizioni che richiedono ulteriori approfondimenti.
Quando clinicamente indicato, può richiedere accertamenti medici o esami di approfondimento.
Se necessari, possono essere richiesti esami ematici o altri accertamenti utili a valutare lo stato di salute generale e ad approfondire eventuali condizioni mediche che potrebbero contribuire ai sintomi o essere rilevanti per la diagnosi differenziale.
Sulla base della valutazione psicologica, dell’anamnesi, della visita psichiatrica e degli eventuali accertamenti effettuati, lo specialista completa l’inquadramento diagnostico.
Se il quadro clinico soddisfa i criteri per l’ADHD, viene formulata la diagnosi e rilasciata la relativa documentazione prevista dal percorso, compresa la certificazione di diagnosi ADHD quando applicabile.
Presso GAM Medical, la valutazione medico-psichiatrica prevista nel percorso di diagnosi ADHD può essere svolta online, tramite una piattaforma dedicata.
La modalità da remoto consente agli adulti e ai giovani adulti di completare la fase psichiatrica del percorso diagnostico ADHD senza doversi recare fisicamente presso una struttura, mantenendo invariati i passaggi clinici previsti dalla valutazione.
Valutazione psicologica*
€97
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Relazione e restituzione
€97
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Visita psichiatrica**
€87
(20 minuti)
Le fatture sono trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria e detraibili secondo normativa.
*Per la DIAGNOSI sono necessari in media 3 COLLOQUI PSICOLOGICI, in alcuni casi 4.
**il percorso clinico di diagnosi adhd prevede DUE VISITE PSICHIATRICHE.
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La certificazione ADHD può essere rilasciata al termine di un percorso diagnostico completo, che presso GAM Medical comprende la valutazione psicologica e la successiva valutazione medico-psichiatrica. diagnosi
Quando la valutazione conferma la diagnosi di ADHD, viene rilasciata la relativa documentazione diagnostica, che attesta l’esito del percorso clinico.
La certificazione può essere utilizzata, in base al contesto e ai requisiti previsti, come documentazione clinica in ambito:
La certificazione viene rilasciata dopo il completamento del percorso diagnostico e la conferma della diagnosi.
Le tempistiche dipendono quindi dalla durata della valutazione psicologica, delle visite psichiatriche e dall’eventuale necessità di ulteriori approfondimenti clinici o medici.
La certificazione ADHD italiana documenta l’esito del percorso diagnostico e può essere utilizzata, a seconda del contesto e dei requisiti previsti, per rappresentare formalmente la presenza della condizione e le eventuali esigenze della persona.
In ambito scolastico, la documentazione clinica relativa all’ADHD può essere presentata alla scuola per segnalare formalmente la condizione dello studente e supportare la valutazione dei suoi bisogni educativi.
L’ADHD è espressamente ricompreso dal Ministero dell’Istruzione tra i disturbi evolutivi specifici che possono rientrare nell’area dei Bisogni Educativi Speciali (BES). Sulla base della documentazione clinica e della valutazione del Consiglio di classe, la scuola può predisporre un Piano Didattico Personalizzato (PDP) e adottare strategie didattiche, strumenti compensativi o misure dispensative adeguate alle esigenze dello studente.
Nei casi di maggiore compromissione, quando ricorrono anche i requisiti previsti dalla normativa sulla disabilità, possono essere attivati gli strumenti previsti dalla Legge 104/1992, ma la diagnosi di ADHD da sola non equivale automaticamente a un riconoscimento di disabilità.
La documentazione diagnostica può essere presentata ai servizi di Ateneo dedicati all’inclusione o ai Bisogni Educativi Speciali per richiedere la valutazione di eventuali misure di supporto.
A differenza dei DSA, per i quali la Legge 170/2010 prevede specifiche tutele anche in ambito universitario, l’ADHD non determina automaticamente l’applicazione delle stesse misure.
L’accesso a eventuali adattamenti o servizi dipende quindi dal regolamento del singolo Ateneo e dall’eventuale presenza di ulteriori riconoscimenti ai sensi della normativa sulla disabilità.
La documentazione diagnostica può essere utile per attestare la presenza dell’ADHD e descrivere le difficoltà funzionali della persona, ad esempio nel confronto con il medico competente o con altri professionisti coinvolti nella tutela della salute lavorativa.
Tuttavia, la diagnosi di ADHD non attribuisce automaticamente lo status giuridico di persona con disabilità né il diritto a specifici accomodamenti lavorativi. Quando è presente un riconoscimento di disabilità ai sensi della normativa vigente, i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad adottare accomodamenti ragionevoli per garantire pari condizioni di lavoro.
Gli eventuali adattamenti – per esempio modifiche organizzative, strumenti di supporto o altre soluzioni compatibili con il ruolo svolto – vengono valutati in relazione alla situazione individuale e al contesto lavorativo. Le Linee guida del Ministero del Lavoro precisano inoltre che la ragionevolezza dell’accomodamento dipende anche dalla natura dell’intervento e dall’onere per il datore di lavoro.
La certificazione ADHD non è un percorso separato dalla diagnosi: viene rilasciata quando il percorso diagnostico è stato completato e la valutazione clinica conferma la diagnosi.
Presso GAM Medical, il processo può essere riassunto in 4 passaggi:
1.Valutazione psicologica
Vengono raccolte informazioni sui sintomi, sulla storia dello sviluppo e sul funzionamento nei diversi contesti attraverso colloqui, interviste diagnostiche e strumenti standardizzati. Quando utile, possono essere considerate anche informazioni fornite da familiari o altre persone significative.
2.Valutazione medico-psichiatrica
Lo psichiatra integra i risultati della valutazione psicologica con l’anamnesi medica e psichiatrica, approfondisce la diagnosi differenziale e, quando clinicamente indicato, può richiedere ulteriori accertamenti.
3.Definizione dell’esito diagnostico
Le informazioni raccolte nelle diverse fasi vengono integrate per verificare se il quadro clinico soddisfa i criteri diagnostici per l’ADHD.
4.Rilascio della documentazione diagnostica
Se la diagnosi viene confermata, viene rilasciata la relativa documentazione, compresa la certificazione di diagnosi ADHD prevista dal percorso. Il suo utilizzo in ambito scolastico, universitario o lavorativo dipende dal contesto e dai requisiti applicabili.
Ricevere una diagnosi di ADHD significa chiarire se le difficoltà presenti soddisfano effettivamente i criteri diagnostici del disturbo e distinguerle, per quanto possibile, da altre condizioni che possono produrre sintomi simili.
Una diagnosi accurata può essere utile per:
La diagnosi non rappresenta quindi soltanto l’attribuzione di un’etichetta, ma il risultato di un percorso clinico di valutazione che può aiutare la persona e i professionisti a comprendere meglio il quadro e a definire gli eventuali passaggi successivi.
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La diagnosi differenziale è una parte importante del percorso diagnostico ADHD. Serve a verificare se i sintomi osservati siano riconducibili all’ADHD, ad altre condizioni oppure alla presenza contemporanea di più quadri clinici.
Nell’adulto questo passaggio è particolarmente importante perché disattenzione, irrequietezza, impulsività, difficoltà organizzative e alterazioni della concentrazione non sono specifiche esclusivamente dell’ADHD. Anche altre condizioni psicologiche, psichiatriche o mediche possono produrre manifestazioni simili, per questo occorre distinguere l’ADHD da:
L’ADHD può presentarsi insieme ad altre condizioni psicologiche, psichiatriche o del neurosviluppo. In questi casi si parla di comorbidità o condizioni coesistenti.
Individuarle durante il percorso diagnostico è importante perché possono influenzare manifestazioni dei sintomi, funzionamento quotidiano e successive scelte cliniche.
Le comorbidità più comuni negli adulti con Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD) sono:
L’ADHD può essere sottoriconosciuto nelle ragazze e nelle donne, che in alcuni casi arrivano alla valutazione soltanto nell’adolescenza o nell’età adulta.
Una possibile ragione è che le manifestazioni dell’ADHD possono essere meno evidenti sul piano dell’iperattività e maggiormente caratterizzate da disattenzione, difficoltà organizzative e strategie di compensazione sviluppate nel tempo. Ansia, depressione o altre condizioni associate possono inoltre rendere più complessa l’identificazione del quadro ADHD.
Nel percorso diagnostico è quindi importante ricostruire attentamente la storia dello sviluppo, l’andamento dei sintomi e il loro impatto nei diversi contesti di vita, evitando di basarsi esclusivamente sulle manifestazioni più tipicamente associate all’iperattività.
Riconoscersi in alcuni sintomi, leggere esperienze di altre persone o compilare un test di autovalutazione ADHD può rappresentare un primo passo per approfondire le proprie difficoltà, ma non permette di formulare autonomamente una diagnosi.
Difficoltà come disattenzione, procrastinazione, impulsività, irrequietezza o disorganizzazione non sono infatti specifiche esclusivamente dell’ADHD e possono comparire anche in altre condizioni.
Per questo una diagnosi richiede una valutazione clinica complessiva, che consideri:
Questionari e strumenti di screening possono quindi contribuire all’orientamento e alla raccolta delle informazioni, ma non sostituiscono colloqui clinici, anamnesi, diagnosi differenziale e valutazione professionale.
Un percorso diagnostico ADHD non ha lo scopo di confermare necessariamente un sospetto iniziale, ma di comprendere quale spiegazione clinica sia più coerente con le difficoltà della persona.
Se al termine della valutazione i criteri diagnostici per l’ADHD non risultano soddisfatti, il percorso non è stato inutile: le informazioni raccolte possono comunque aiutare a comprendere meglio il funzionamento della persona e a individuare, quando necessario, altre condizioni o ulteriori approfondimenti clinici.
Difficoltà di attenzione, organizzazione, impulsività o regolazione emotiva possono infatti essere presenti anche in disturbi d’ansia, dell’umore, del sonno, in altre condizioni neuroevolutive o in quadri clinici differenti.
Una valutazione accurata deve quindi permettere tanto di confermare la diagnosi di ADHD quando i criteri sono soddisfatti, quanto di escluderla quando le evidenze raccolte indicano un’altra spiegazione.
Il percorso di diagnosi adhd richiede circa 40-60 giorni; la tempistica di diagnosi ADHD dipende anche dalla disponibilità dell’interessato nella fissazione degli appuntamenti. Lo svolgimento online dei colloqui agevola molto, in questo senso.
No, non è obbligatorio, in senso assoluto. La sola relazione dello psicologo ADHD non ha, però, valore medico-legale. Infatti, per poter richiedere, ad esempio, agevolazioni a livello scolastico, universitario o per disabilità, è necessario ricevere la diagnosi medica, quindi includendo la valutazione psichiatrica e il certificato di diagnosi ADHD. Quest’ultima, inoltre, è fondamentale per escludere la presenza di concause organiche ai sintomi evidenziati a livello psicologico ed eventuali comorbilità.
Il certificato di diagnosi ADHD rilasciato dal nostro psichiatra è pienamente valido a i fini legali. E’, però, necessario rivolgersi al proprio Istituto o Ateneo per conoscere le procedure necessarie all’ottenimento delle agevolazioni previste. Infatti, vi sono differenze normativa a livello regionale per quanto concerne la provenienza del certificato di diagnosi (ad es. può essere richiesto un certificato rilasciato nel pubblico o che quello privato venga “validato” nel pubblico).
Si, se sei residente all’estero possiamo effettuare la diagnosi di ADHD, ma nel caso volessi ricevere il farmaco non potrai acquistarlo usando la nostra ricetta nel tuo paese. Per farlo dovrai andare, con la nostra ricetta, da un medico registrato nel tuo paese di residenza e farti fare la prescrizione.
Trattandosi di una visita privata nessuno può venire a saperlo a meno che non sia il paziente stesso a farne segnalazione. Può capitare che per ottenere il rinnovo di qualche certificato (ad. esempio idoneità alla guida) il medico competente richieda informazioni sull’assunzione di farmaci; è responsabilità del paziente informare il medico di riferimento.
Una volta che viene diagnosticato il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), si avvia il processo di trattamento. Quest’ultimo viene personalizzato in base alle specifiche esigenze di ciascuna persona e può assumere una forma farmacologica o non farmacologica, a seconda della gravità della condizione.