ADHD e lauree STEM: quando conosci la materia, ma non riesci a dimostrarlo all’esame

Revisione clinica diDott.ssa Debora Galli
  • 6 min di lettura
  • 4 capitoli
  • 5 fonti scientifiche
difficoltà ADHD e lauree STEMContenuto verificato

Hai studiato analisi, fisica, informatica o chimica. A casa riesci a risolvere gli esercizi, ma durante l’esame perdi un passaggio, gestisci male il tempo o ti blocchi su un dettaglio. Per alcuni studenti universitari ADHD, questa distanza tra ciò che sanno e ciò che riescono a dimostrare durante una prova può essere particolarmente frustrante.

La ricerca indica che, negli universitari ADHD, la presenza del disturbo o di una sintomatologia significativa è associata, in media, a un rendimento accademico inferiore. Le difficoltà attentive sembrano avere un ruolo importante, insieme alle funzioni esecutive e alle strategie utilizzate per studiare. Una revisione sistematica del 2025, “ADHD and Academic Performance in College Students: A Systematic Review” di Èlia Pagespetit e colleghi, ha rilevato che una diagnosi di ADHD o una sintomatologia significativa è associata a un rendimento accademico inferiore negli studenti universitari, con un ruolo rilevante dei sintomi di disattenzione, delle funzioni esecutive e delle strategie di studio. 

Questo non significa avere minori capacità, né che una laurea STEM sia fuori portata. Significa piuttosto capire quali difficoltà interferiscono con la performance e trovare modalità di studio e organizzazione più adatte alle proprie esigenze.

L’obiettivo di questo articolo è spiegare perché alcuni studenti ADHD possono faticare a dimostrare la propria preparazione negli esami STEM e quali strategie e supporti possono aiutarli.

Perché gli esami STEM possono essere un ostacolo per gli studenti ADHD?

Non ci sono prove sufficienti per affermare che gli esami STEM siano, in generale, più difficili per le persone ADHD. Alcune caratteristiche di queste prove, però, possono entrare in conflitto con difficoltà che alcuni studenti sperimentano nella gestione dell’attenzione e delle funzioni esecutive.

Un esercizio di matematica o fisica può richiedere di mantenere diverse informazioni contemporaneamente, scegliere la procedura corretta, seguire una sequenza di passaggi, controllare i calcoli e rispettare un tempo limite.

Alcune ricerche condotte in età evolutiva hanno evidenziato associazioni tra memoria di lavoro, disattenzione e abilità matematiche. Come evidenziato nello studio “Working Memory and Math Skills in Children with and without ADHD” di Fatou Gaye e colleghi (2024), condotto su 186 bambini di età compresa tra 8 e 13 anni, la memoria di lavoro, i sintomi ADHD e le abilità matematiche risultano collegati. Questi risultati non possono essere trasferiti automaticamente agli universitari, ma aiutano a comprendere perché i compiti complessi e composti da molti passaggi possano risultare impegnativi.

All’università, le difficoltà riportate più frequentemente riguardano soprattutto:

  • gestione del tempo e organizzazione, soprattutto quando più esami si concentrano nello stesso periodo;
  • mantenimento dell’attenzione, durante lezioni, studio e prove lunghe;
  • funzioni esecutive, necessarie per pianificare, iniziare e portare a termine un’attività.

Una sintesi qualitativa del 2026, “Students’ Experiences of Living with ADHD at University: A Meta-Ethnography” di Maree Mestichelli e colleghi, ha raccolto i risultati di 25 studi qualitativi sulle esperienze degli studenti universitari ADHD, individuando tra i temi ricorrenti anche le difficoltà legate allo studio, all’organizzazione, alla gestione delle richieste universitarie e al mantenimento del focus. 

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Le tecniche di studio tradizionali sono davvero efficaci per chi affronta una laurea STEM e ha l’ADHD? 

Non esiste un unico metodo di studio per l’ADHD valido per tutti. Passare più ore sui libri non garantisce necessariamente risultati migliori: conta anche come viene organizzato lo studio.

La revisione sistematica sul rendimento universitario evidenzia infatti che, oltre alle funzioni esecutive, anche le strategie di studio possono influenzare gli esiti accademici degli studenti ADHD. Come riportato nella revisione “ADHD and Academic Performance in College Students: A Systematic Review” di Pagespetit e colleghi (2025), le strategie di studio rientrano tra i fattori associati al rendimento accademico degli universitari ADHD. Per una materia STEM può quindi essere utile sostituire obiettivi generici come “oggi studio analisi” con attività concrete: “risolvo tre integrali”, “controllo gli errori”, “rifaccio il procedimento senza appunti”.

Esercizi attivi, simulazioni e pause programmate possono rendere lo studio più strutturato. Non è però necessario seguire un metodo standard: è più utile sperimentare e capire quali strategie permettono davvero di mantenere l’attenzione e verificare ciò che si è imparato.

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senso di frustrazione ADHD e lauree STEM
senso di frustrazione ADHD e lauree STEM

Dove trovare tutele e supporto per l’ADHD nelle lauree STEM e nell’università?

Il primo riferimento è il servizio disabilità, DSA o inclusione del proprio Ateneo. Procedure, documentazione richiesta e misure disponibili possono variare, quindi è importante controllare direttamente le indicazioni dell’università che si frequenta.

La Legge 170/2010 riguarda specificamente i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA). Una diagnosi di ADHD, quindi, non dà automaticamente accesso alle stesse misure previste per i DSA.

Alcuni Atenei hanno tuttavia predisposto servizi specifici anche per studenti ADHD. L’Università di Bologna, per esempio, indica servizi che possono comprendere adattamenti degli esami, tutorato, consulenza sulle strategie di studio e mediazione con i docenti, secondo le procedure previste dall’Ateneo.

Quando previsti e coerenti con la documentazione presentata, gli adattamenti non riducono gli obiettivi didattici: servono a permettere allo studente di dimostrare la propria preparazione in condizioni più adeguate.

È quindi consigliabile informarsi prima della sessione d’esame, senza aspettare che le difficoltà diventino un’emergenza.

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5 consigli pratici per affrontare gli esami delle lauree STEM con l’ADHD 

  1. Trasforma il programma in micro-obiettivi: “Studiare fisica” è troppo generico. Dividi il programma in capitoli, tipologie di esercizi e risultati verificabili.
  2. Simula l’esame: Fare esercizi senza limiti di tempo e affrontare una prova cronometrata sono esperienze diverse. Le simulazioni aiutano a capire se la difficoltà riguarda la conoscenza oppure il recupero delle informazioni sotto pressione.
  3. Esternalizza i passaggi: Checklist, formule organizzate e schemi possono ridurre le informazioni da mantenere contemporaneamente a mente e aiutare a non saltare passaggi.
  4. Analizza gli errori: Se perdi punti sempre per distrazione, gestione del tempo o passaggi mancanti, aumentare semplicemente le ore di studio potrebbe non bastare. Capire dove si verifica l’errore permette di intervenire in modo più mirato.
  5. Attiva per tempo i supporti: Se hai una diagnosi del Disturbo dell’Attenzione, informati presso il tuo Ateneo sulle procedure e sugli eventuali servizi disponibili. Farlo in anticipo rende più semplice affrontare la sessione.
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App utili per organizzare lo studio delle lauree STEM con l’ADHD 

Le app non sostituiscono un metodo di studio né un eventuale supporto professionale. Possono però aiutare a esternalizzare alcune attività esecutive, soprattutto quando la difficoltà riguarda organizzazione, pianificazione o gestione delle scadenze.

AppPuò essere utile per
Google calendarpianificare lezioni, studio e scadenze 
Todoistsuddividere gli obiettivi in attività concrete 
Foreststrutturare le sessioni di concentrazione 
Ankiripassare formule, definizioni e concetti 
Notionorganizzare appunti, materiali e attività 

La scelta dovrebbe partire dalla difficoltà concreta: se il problema è iniziare, suddividi il compito; se è il tempo, visualizza scadenze e attività; se è il focus, struttura le sessioni; se è ricordare, utilizza il ripasso attivo.

Non esiste quindi un’app “migliore per l’ADHD”. Lo strumento più utile è quello che risponde alla difficoltà specifica della persona e che viene utilizzato con continuità.

Avere difficoltà durante un esame non significa necessariamente non conoscere la materia. Per uno studente ADHD, può essere utile chiedersi non solo “quanto ho studiato?”, ma anche “che cosa mi impedisce di dimostrare quello che so?”. Individuare questo ostacolo è spesso il primo passo per trovare una strategia più efficace.

Quando le difficoltà legate all’ADHD influenzano non solo lo studio, ma anche la gestione degli esami, l’organizzazione e la vita universitaria, confrontarti con professionisti esperti può aiutarti a comprendere meglio il tuo funzionamento e a individuare il percorso più adatto alle tue esigenze.

GAM Medical, clinica ADHD, offre percorsi dedicati ai trattamenti per l’ADHD che permettono di lavorare sulle difficoltà legate allo studio e all’organizzazione, individuando strategie più efficaci per affrontare gli esami e valorizzare le proprie capacità durante il percorso universitario, anche nelle lauree STEM.

Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.

Fonti:

  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39668738/ 
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42332946/ 
  • https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10842998/ 
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36924424/ 
  • https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3441934/ 

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Chi c’è dietro questo articolo

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Contenuto verificato

Revisione clinica a cura di

Dott.ssa Debora Galli

Coordinatrice della revisione psicologico-clinica, esperta in psicodiagnostica e disturbi del neurosviluppo.

Ultima revisione clinica: 18 Settembre 2026

Coordinamento editoriale: Denise Puglisi

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