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Uno dei criteri diagnostici del Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è che le ossessioni e le compulsioni occupino molto tempo durante la giornata – in genere più di un’ora al giorno – oppure provochino un disagio clinicamente significativo o una compromissione del funzionamento nella vita quotidiana.
Tuttavia, non tutte le persone con DOC sperimentano compulsioni lunghe o particolarmente evidenti. Esistono infatti persone che mettono in atto rituali molto brevi, della durata di pochi secondi, oppure compulsioni mentali che, pur essendo frequenti, non sembrano far perdere così tanto tempo nell’arco della giornata.
Questo porta spesso a una domanda: se le compulsioni sono brevi e non mi fanno perdere molto tempo, significa che il mio DOC è meno grave o ha un impatto minore sulla mia vita?
La risposta non è così semplice. La durata delle compulsioni rappresenta certamente un elemento importante nella valutazione del disturbo, ma non è l’unico aspetto da considerare. Esistono infatti persone che dedicano pochi minuti ai rituali, ma convivono con un’intensa sofferenza psicologica, con un costante stato di ansia o con un forte senso di limitazione nella vita quotidiana.
Nei prossimi paragrafi cercheremo di capire perché il tempo impiegato nelle compulsioni non coincide necessariamente con la gravità del disturbo e quali altri aspetti è importante considerare quando si valuta l’impatto del DOC.
Uno dei criteri del Disturbo Ossessivo-Compulsivo è che le ossessioni e/o le compulsioni siano dispendiose in termini di tempo, cioè in genere presenti per più di un’ora al giorno, oppure causino un disagio clinicamente significativo o una compromissione del funzionamento nella vita quotidiana. Tuttavia, la durata dei rituali non è l’unico elemento da considerare: anche compulsioni brevi, se frequenti o molto angoscianti, possono avere un forte impatto sulla vita della persona.
Si tratta di rituali che durano pochi secondi o pochi minuti, ma che possono essere ripetuti molte volte nel corso della giornata.
Sono rituali più complessi, che possono richiedere molti minuti o addirittura ore.
Non necessariamente. È vero che compulsioni molto lunghe e ritualizzate possono compromettere in modo importante la quotidianità: pensiamo, ad esempio, a controlli che durano ore, rituali di lavaggio particolarmente complessi o sequenze di azioni che impediscono alla persona di svolgere normalmente le proprie attività.
Questo, però, non significa che un DOC con compulsioni brevi abbia automaticamente un impatto minore. La gravità del disturbo dipende da molti altri fattori, tra cui:
Per questo motivo, la durata delle compulsioni rappresenta solo uno degli elementi da considerare. Un rituale breve non equivale necessariamente a un disturbo lieve, così come un rituale lungo non è l’unico indicatore della gravità del Disturbo Ossessivo-Compulsivo.
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Chi c’è dietro questo articolo
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Revisione clinica a cura di
Coordinatrice della revisione psicologico-clinica, esperta in psicodiagnostica e disturbi del neurosviluppo.
Ultima revisione clinica: 4 Agosto 2026
Coordinamento editoriale: Denise Puglisi
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