7 oli essenziali consigliati per chi è ADHD

Tempo di lettura: 8 minuti

profumo per concentrazione ADHD

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Revisione clinica a cura di

Dott.ssa Federica Carvelli

Referente per CBT, mindfulness, regolazione emotiva e neurodivergenze.

Ultima revisione clinica: 12 Agosto 2026

Coordinamento editoriale: Denise Puglisi

Ti sei mai chiesto in che modo gli oli essenziali e gli aromi possano essere utilizzati come supporto al benessere delle persone con ADHD?

ùL’aromaterapia viene utilizzata da alcune persone per creare un ambiente più rilassante, favorire il benessere emotivo o accompagnare momenti dedicati allo studio, al lavoro o al riposo. Ma quali sono gli oli essenziali e gli aromi più utilizzati e come possono essere integrati nella quotidianità?

L’ADHD, noto come Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (DDAI), viene trattato attraverso interventi personalizzati che possono comprendere, a seconda delle necessità della persona, la terapia farmacologica e interventi psicologici e psicoeducativi. Accanto al trattamento, alcune persone scelgono di utilizzare strategie complementari, come l’aromaterapia, per favorire il rilassamento, gestire lo stress o creare un ambiente percepito come più favorevole alla concentrazione. Gli oli essenziali e i profumi, tuttavia, non costituiscono una terapia per l’ADHD e non sostituiscono il percorso indicato dai professionisti.

In questo articolo vedremo 7 oli essenziali utilizzati nell’aromaterapia, le caratteristiche dei loro aromi e le modalità con cui possono essere impiegati nella quotidianità. Approfondiremo inoltre il possibile rapporto tra alcuni aromi, concentrazione, attenzione, rilassamento e benessere, distinguendo ciò che è supportato dalla ricerca scientifica da ciò che rientra nell’esperienza individuale.

ADHD: cosa sono gli oli essenziali e come utilizzarli in modo sicuro

Gli oli essenziali sono sostanze aromatiche di origine vegetale utilizzate, tra gli altri ambiti, nell’aromaterapia. Sono ottenuti da diverse parti delle piante, tra cui fiori, foglie, radici, steli e semi, attraverso processi come la distillazione, che permettono di concentrare alcune delle molecole responsabili del caratteristico profumo della pianta.

L’aromaterapia consiste principalmente nell’utilizzo degli oli essenziali attraverso l’inalazione degli aromi. L’olfatto è strettamente collegato ai processi cerebrali coinvolti nell’elaborazione delle emozioni, della memoria e della risposta allo stress. Per questo motivo, alcune persone scelgono determinati aromi per creare un ambiente associato al rilassamento, al benessere o alla concentrazione.

Gli aromi possono essere utilizzati in diversi contesti: per esempio, attraverso un diffusore nell’ambiente, durante lo studio o il lavoro, oppure come fragranza personale. La risposta a un determinato profumo è tuttavia soggettiva: un aroma percepito come piacevole e rilassante da una persona può risultare neutro o fastidioso per un’altra.

Gli oli essenziali possono essere utilizzati anche sulla pelle, ma in questo caso devono essere adeguatamente diluiti in un olio vettore, come quello di mandorle, e utilizzati seguendo le indicazioni di sicurezza relative al singolo prodotto. È invece sconsigliato ingerire gli oli essenziali, poiché alcuni possono essere tossici se assunti per via orale.

È inoltre necessario prestare particolare attenzione in situazioni specifiche, come durante la gravidanza, e in presenza di eventuali condizioni di salute, allergie o terapie farmacologiche. Prima di utilizzare un olio essenziale in situazioni particolari è quindi opportuno chiedere consiglio a un professionista sanitario.

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In che modo gli oli essenziali possono aiutare l’ADHD?

Ma in che modo gli oli essenziali possono influenzare il benessere delle persone con ADHD?

L’inalazione degli aromi stimola il sistema olfattivo, che è collegato ad alcune aree cerebrali coinvolte nell’elaborazione delle emozioni, della memoria e della risposta allo stress. Una review scientifica del 2022, “Inhalation Aromatherapy via Brain-Targeted Nasal Delivery: Natural Volatiles or Essential Oils on Mood Disorders”, ha analizzato i possibili meccanismi dell’aromaterapia inalatoria e il suo utilizzo soprattutto in relazione ad ansia, depressione e disturbi del sonno.

Questi risultati non dimostrano però che gli oli essenziali siano efficaci nel trattamento dell’ADHD. Le ricerche disponibili sull’aromaterapia riguardano infatti prevalentemente il benessere psicofisico e alcune condizioni specifiche, mentre le evidenze sull’utilizzo degli oli essenziali come intervento per i sintomi dell’ADHD sono ancora limitate.

Alcuni aromi possono comunque essere utilizzati come supporto complementare al benessere quotidiano. Per esempio, una persona potrebbe scegliere un aroma percepito come rilassante durante una pausa, oppure utilizzarne uno particolarmente piacevole nell’ambiente di studio o di lavoro. In questo senso, l’aromaterapia può contribuire a creare un contesto favorevole al rilassamento, alla gestione dello stress o alla concentrazione, senza che ciò significhi intervenire direttamente sui meccanismi dell’ADHD.

È quindi importante distinguere tra l’eventuale effetto di un aroma sul benessere, sull’umore o sulla percezione dello stress e un effetto terapeutico sui sintomi del disturbo. L’aromaterapia non deve essere considerata un sostituto dei trattamenti evidence-based per l’ADHD.

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Quali oli essenziali vengono utilizzati nell’aromaterapia? 7 proposte

Non esiste una lista di oli essenziali specificamente raccomandati per l’ADHD. Alcuni oli, tuttavia, sono comunemente utilizzati nell’aromaterapia e sono stati studiati in relazione a rilassamento, stress, sonno, umore o alcune funzioni cognitive. Il loro eventuale utilizzo nel contesto dell’ADHD deve quindi essere considerato come supporto complementare al benessere, e non come trattamento dei sintomi del disturbo.

Tra gli aromi più utilizzati troviamo:

  1. Lavanda: La lavanda è uno degli aromi più conosciuti nell’aromaterapia e viene utilizzata soprattutto per le sue caratteristiche rilassanti. Alcune ricerche hanno analizzato il suo possibile rapporto con ansia, stress, attenzione e memoria, ma le evidenze non sono sufficienti per considerarla un trattamento dell’ADHD.
  2. Arancia dolce: L’aroma dell’arancia dolce, così come quello di altri agrumi, è spesso scelto per il suo profumo fresco e piacevole. Può contribuire a creare un ambiente percepito come più gradevole e positivo, per esempio durante lo studio, il lavoro o i momenti di relax.
  3. Camomilla: La camomilla è comunemente associata al rilassamento e viene utilizzata soprattutto negli ambienti o nei momenti dedicati alla calma e al riposo. Nell’ambito dell’ADHD, il suo eventuale utilizzo può quindi essere considerato come supporto al benessere e alla gestione dello stress.
  4. Vetiver: Il vetiver ha un aroma intenso, terroso e persistente. È utilizzato nell’aromaterapia per creare ambienti rilassanti e, proprio per la sua persistenza, può essere impiegato anche nella profumazione degli ambienti. Alcune ricerche hanno inoltre esplorato il possibile rapporto tra i composti volatili del vetiver e l’attenzione, ma questi risultati non dimostrano un effetto terapeutico sull’ADHD.
  5. Incenso: L’incenso, o frankincense, è utilizzato da lungo tempo nelle pratiche aromatiche e viene spesso associato a momenti di rilassamento e meditazione. Può essere utilizzato come fragranza ambientale o nell’ambito di una routine personale, senza considerarlo un trattamento per l’ADHD.
  6. Bergamotto: Il bergamotto ha un caratteristico aroma agrumato ed è utilizzato nell’aromaterapia soprattutto in relazione al rilassamento e al benessere emotivo. Può essere utilizzato come fragranza personale o ambientale, tenendo conto delle necessarie precauzioni.
  7. Patchouli: Il patchouli è caratterizzato da un aroma intenso e persistente ed è utilizzato sia nelle fragranze sia nell’aromaterapia. La sua scelta può dipendere soprattutto dalle preferenze personali e dal modo in cui il singolo aroma viene percepito.
profumo donna ADHD
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Aromi e concentrazione: cosa sappiamo?

Alcuni studi hanno esplorato il possibile rapporto tra aromi, attenzione e funzioni cognitive. Queste ricerche sono interessanti anche nel contesto dell’ADHD, ma è importante precisare che non dimostrano che i profumi o gli oli essenziali possano trattare il disturbo o migliorarne direttamente i sintomi.

Tra gli aromi maggiormente studiati troviamo il vetiver e il rosmarino. Uno studio del 2012 ha analizzato gli effetti dei composti volatili emessi dalle radici del vetiver durante un compito che richiedeva attenzione visiva, osservando risultati compatibili con un possibile effetto sul mantenimento dell’attenzione. Un altro studio, pubblicato nello stesso anno, ha invece esaminato la relazione tra l’esposizione all’aroma dell’olio essenziale di rosmarino, i livelli di 1,8-cineolo nel sangue e alcune prestazioni cognitive, rilevando un’associazione tra questi fattori.

Anche il cedro e l’incenso vengono utilizzati nell’ambito dell’aromaterapia e delle fragranze ambientali. Il cedro è caratterizzato da un aroma intenso e legnoso, mentre l’incenso presenta note più calde e persistenti. Possono essere scelti da alcune persone per creare un ambiente percepito come equilibrato e piacevole, anche durante attività che richiedono attenzione.

È però importante non interpretare questi risultati come una prova dell’efficacia degli aromi sulla concentrazione nelle persone con ADHD. Gli studi disponibili sono limitati e spesso riguardano popolazioni, condizioni sperimentali e obiettivi diversi dall’ADHD. L’effetto percepito può inoltre dipendere dalle caratteristiche individuali e dalla piacevolezza dell’aroma.

Per questo motivo, un aroma può eventualmente essere utilizzato come elemento dell’ambiente di studio o di lavoro, ma non dovrebbe essere considerato uno strumento terapeutico per migliorare l’attenzione o sostituire i trattamenti dell’ADHD.

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Come utilizzare gli aromi nella quotidianità?

Una volta individuato un aroma piacevole, è possibile inserirlo nella propria quotidianità in diversi modi. L’obiettivo non dovrebbe essere quello di utilizzare un profumo per “curare” l’ADHD, ma eventualmente quello di creare un ambiente piacevole e coerente con l’attività che si sta svolgendo.

Gli aromi possono essere utilizzati, per esempio, attraverso un diffusore ambientale, durante lo studio o il lavoro, oppure come fragranza personale. La scelta dipende dalle preferenze individuali e dalla modalità di utilizzo prevista per il singolo prodotto.

Può inoltre essere utile associare un determinato aroma a un contesto ricorrente. Per esempio, si può scegliere una fragranza da utilizzare durante lo studio, una per il lavoro e un’altra per i momenti dedicati al relax. Questa associazione può contribuire a creare una routine riconoscibile, anche se non ci sono prove sufficienti per affermare che una routine olfattiva migliori direttamente i sintomi dell’ADHD.

Per la profumazione degli ambienti è possibile utilizzare un diffusore, prestando attenzione a non saturare eccessivamente lo spazio. I dispositivi dotati di timer possono consentire di limitare il tempo di diffusione e mantenere l’aroma a un’intensità moderata.

È comunque importante osservare la propria risposta agli aromi. Un profumo piacevole per una persona può risultare fastidioso o distraente per un’altra. In presenza di ipersensibilità agli odori, mal di testa, nausea, irritazione o altri disturbi, è preferibile interromperne l’utilizzo e arieggiare l’ambiente.

Oli essenziali: precauzioni e sicurezza

Gli oli essenziali sono sostanze concentrate e il loro utilizzo richiede alcune precauzioni. Anche quando vengono utilizzati soltanto per profumare un ambiente, è importante prestare attenzione alla quantità e alla modalità di diffusione, evitando un’esposizione eccessiva.

L’applicazione sulla pelle deve essere effettuata soltanto quando prevista per il prodotto specifico e dopo un’adeguata diluizione in un olio vettore. L’utilizzo di un olio essenziale puro sulla pelle può provocare irritazione o altre reazioni indesiderate.

È inoltre importante non ingerire gli oli essenziali, salvo diversa indicazione nell’ambito di un trattamento specificamente supervisionato da un professionista qualificato. L’ingestione impropria può infatti comportare rischi di tossicità.

Particolare attenzione è necessaria in presenza di gravidanza, allattamento, allergie, asma, patologie respiratorie, sensibilità agli odori o altre condizioni di salute, così come quando si assumono farmaci. In queste situazioni è opportuno chiedere preventivamente consiglio a un professionista sanitario.

Anche durante la diffusione nell’ambiente è preferibile mantenere un’esposizione moderata e arieggiare gli spazi. Se compaiono mal di testa, nausea, irritazione, difficoltà respiratorie o altri sintomi, è consigliabile interrompere l’utilizzo dell’aroma e allontanarsi dalla fonte.

Infine, la sicurezza deve essere valutata anche in base alle persone presenti nell’ambiente. Quando gli oli essenziali vengono utilizzati in casa, è quindi importante considerare la presenza di bambini, animali domestici o persone particolarmente sensibili e verificare le indicazioni specifiche relative al prodotto utilizzato.

Aromaterapia e ADHD: cosa ricordare

Gli oli essenziali e gli aromi possono essere inseriti, quando appropriato, nella quotidianità come strumenti complementari per creare un ambiente piacevole, favorire il rilassamento o accompagnare alcuni momenti della giornata, come lo studio, il lavoro o il riposo.

È però importante ricordare che l’aromaterapia non è un trattamento per l’ADHD e non esistono sufficienti evidenze per considerare uno specifico olio essenziale o profumo efficace nel ridurre i sintomi del disturbo. Gli eventuali benefici possono inoltre variare significativamente da persona a persona, anche in base alla risposta individuale agli odori.

La scelta di un aroma dovrebbe quindi partire soprattutto dalle preferenze personali e dalla tollerabilità, senza aspettarsi un effetto terapeutico. Gli oli essenziali possono eventualmente affiancare, ma non sostituire, il percorso di trattamento e gli strumenti indicati dai professionisti che seguono la persona con ADHD.

In caso di dubbi sull’utilizzo degli oli essenziali, soprattutto durante la gravidanza, in presenza di condizioni di salute particolari o in concomitanza con terapie farmacologiche, è consigliabile rivolgersi a un professionista sanitario.

Questo contenuto ha esclusivamente finalità divulgative e non sostituisce la diagnosi, la valutazione o il trattamento da parte di un professionista sanitario. Gli oli essenziali e l’aromaterapia non devono essere utilizzati come sostituti delle terapie indicate per l’ADHD. 

Fonti:

  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33673548/ 
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35496310/ 
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23124250/  
  • https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3736918/  
  • https://www.frontiersin.org/journals/pharmacology/articles/10.3389/fphar.2017.00280/full

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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

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