Perché una convocazione dell’HR può attivare ansia e pensieri catastrofici?

Revisione clinica diDott.ssa Federica Carvelli
  • 5 min di lettura
  • 2 capitoli
  • 5 fonti scientifiche
chiamata HR e ansiaContenuto verificato

Hai ricevuto una convocazione dall’HR e ti stai chiedendo perché questo semplice messaggio possa farti sentire subito in allarme?

Se ricevi un messaggio breve come “Possiamo sentirci oggi?”, è possibile che tu non abbia ancora abbastanza informazioni per capire perché sia stato richiesto l’incontro. Proprio questo spazio lasciato aperto può portare la mente a cercare di anticipare ciò che accadrà, arrivando anche a immaginare scenari negativi.  Questo non significa che una convocazione delle Risorse Umane indichi necessariamente un problema. Il punto è capire perché l’incertezza può alimentare preoccupazione e pensieri catastrofici, soprattutto quando riguarda un ambito importante come il lavoro.

L’obiettivo di questo articolo è spiegare perché una convocazione dell’HR può aumentare l’ansia anche quando non se ne conosce ancora il motivo e quali strategie possono aiutare a gestire i pensieri negativi prima dell’incontro.

Cosa potrebbe scatenare pensieri catastrofici per una convocazione dell’HR?

Una convocazione dell’HR può essere vissuta come una situazione di incertezza: sai che dovrai partecipare a un incontro, ma non necessariamente conosci il motivo, cosa ti verrà chiesto o quali saranno le conseguenze.

In queste condizioni, alcune persone possono iniziare a formulare diverse ipotesi. L’incertezza, infatti, può favorire i pensieri di preoccupazione, mentre la difficoltà a tollerare ciò che non si può prevedere rappresenta un importante fattore associato all’ansia.

Lo studio The influence of uncertainty and intolerance of uncertainty on anxiety di Chen, Yao e Qian (2018) ha rilevato che l’intolleranza dell’incertezza era associata a livelli maggiori di ansia e preoccupazione. Gli autori hanno inoltre osservato che l’incertezza poteva favorire l’aumento dei pensieri di preoccupazione.

Questo aiuta a comprendere perché, davanti a una convocazione senza spiegazioni, possano comparire domande come: “Ho fatto qualcosa di sbagliato?”, “È successo qualcosa?” oppure “Potrebbero licenziarmi?”.

La paura del giudizio può aggiungere un ulteriore elemento di tensione. Se l’incontro viene interpretato come una valutazione della propria attività professionale, l’assenza di informazioni può lasciare ancora più spazio alle interpretazioni negative.

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Come l’incertezza lavorativa può aumentare l’ansia e i pensieri catastrofici? 

Il contesto professionale può avere un peso particolare perché alcune condizioni lavorative sono associate a un maggiore rischio di problemi di salute mentale.

Una meta-review sistematica di 37 revisioni, Can work make you mentally ill? A systematic meta-review of work-related risk factors for common mental health problems di Harvey et al. (2017), ha individuato tra i principali fattori di rischio lavorativi l’incertezza occupazionale, insieme a elevati carichi di lavoro, scarso controllo, stress legato al ruolo, problemi di giustizia organizzativa e scarso supporto sociale.

Questo non significa che una singola convocazione dell’HR provochi un disturbo d’ansia. Piuttosto, mostra perché l’incertezza legata al lavoro può rappresentare una fonte di stress e perché una situazione poco chiara possa essere percepita come particolarmente importante.

In presenza di informazioni incomplete, la mente può quindi cercare di “chiudere” rapidamente l’incertezza. Il problema nasce quando l’ipotesi peggiore viene trattata come se fosse già un fatto: “Mi hanno convocato, quindi ho sicuramente combinato qualcosa”.

Ma tra ciò che si sa e ciò che si teme esiste una differenza importante.

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Come gestire i pensieri catastrofici prima della riunione con l’HR?

Pensare al peggio non significa prevedere correttamente ciò che accadrà.

La ricerca sull’intolleranza dell’incertezza mostra il legame tra difficoltà a gestire ciò che non è prevedibile e tendenza alla preoccupazione catastrofica.

Lo studio Investigating the effect of intolerance of uncertainty on catastrophic worrying and mood di Meeten, Dash, Scarlet e Davey (2012) ha osservato che i partecipanti sottoposti a una condizione di maggiore intolleranza dell’incertezza producevano più passaggi di pensiero catastrofico rispetto al gruppo di confronto. Nello stesso gruppo sono stati osservati anche livelli maggiori di ansia e tristezza.

Prima di una riunione può quindi essere utile distinguere tra fatti e interpretazioni:

  • “L’HR mi ha chiesto un incontro” è un fatto.
  • “Mi vogliono licenziare” è un’ipotesi.
  • “Ho sicuramente fatto qualcosa di grave” è un’altra interpretazione.

Questa distinzione non serve a convincersi che andrà tutto bene, ma a evitare che un’ipotesi venga trasformata prematuramente in una certezza.

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Quali sono i reali motivi dietro una chiamata dell’HR?

Una convocazione delle Risorse Umane può avere motivazioni molto diverse. Senza informazioni aggiuntive, non è possibile sapere se riguardi un aspetto organizzativo, amministrativo, contrattuale, formativo oppure una questione direttamente collegata al lavoro svolto.

Per questo, una convocazione non dovrebbe essere interpretata automaticamente come un segnale di licenziamento o di richiamo.

Quando possibile, può essere utile chiedere semplicemente quale sarà l’argomento dell’incontro. Anche una piccola quantità di informazioni aggiuntive può ridurre il margine lasciato alle interpretazioni.

La meta-analisi più recente sul rapporto tra intolleranza dell’incertezza, preoccupazione e ansia, A hierarchical uncertainty framework of anxiety: Preregistered meta-analytic structural model of intolerance of uncertainty and worry across anxiety disorders di Akbari et al. (2026), ha integrato 738 dimensioni di effetto provenienti da 115 studi o tesi, 138 campioni indipendenti e un totale di 28.693 partecipanti. I risultati hanno confermato associazioni robuste tra intolleranza dell’incertezza e preoccupazione, indicando inoltre la preoccupazione come uno dei processi attraverso cui l’intolleranza dell’incertezza può contribuire all’ansia.

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Quali strategie possono aiutare? 

Quando l’ansia aumenta, può essere utile spostare l’attenzione dalla previsione all’azione. Alcuni accorgimenti sono semplici ma concreti:

  • Scrivere ciò che si sa: annotare il contenuto effettivo della convocazione aiuta a non confonderlo con le proprie interpretazioni.
  • Preparare alcune domande: avere una breve lista a disposizione permette di affrontare l’incontro con maggiore ordine.
  • Prendere appunti durante la riunione: può aiutare a ricordare con precisione ciò che viene comunicato.
  • Chiedere chiarimenti: se una frase è ambigua, domandare ulteriori informazioni è preferibile rispetto a completare mentalmente ciò che manca.
  • Prendersi qualche momento prima di rispondere: non tutte le domande richiedono una risposta immediata.

Per chi vive già stress lavorativo o difficoltà legate all’organizzazione della propria attività, questi strumenti possono essere particolarmente utili perché riducono la quantità di informazioni che deve essere gestita esclusivamente a mente.

Infine, è importante considerare anche il contesto generale. Le ricerche sul lavoro e sulla salute mentale non dimostrano che una convocazione HR sia di per sé dannosa, ma evidenziano che incertezza occupazionale e condizioni lavorative stressanti possono contribuire al disagio psicologico. Se ansia, preoccupazione e pensieri catastrofici diventano frequenti e interferiscono con il sonno, il lavoro o la vita quotidiana, può essere utile parlarne con un professionista della salute mentale.

Presso la clinica specializzata in ansia GAM Medical puoi trovare un supporto specializzato per comprendere i meccanismi che possono portarti ad anticipare scenari negativi, cercare continue rassicurazioni o vivere con preoccupazione le situazioni di incertezza sul lavoro. Un percorso mirato può aiutarti a distinguere ciò che sai realmente da ciò che temi possa accadere, riducendo il peso dei pensieri catastrofici e affrontando con maggiore serenità anche situazioni come una convocazione dell’HR.

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Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.

Fonti:

  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22982084/
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28108676/ 
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29909250/ 
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42419154/ 
  • https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10425829/

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Contenuto verificato

Revisione clinica a cura di

Dott.ssa Federica Carvelli

Referente per CBT, mindfulness, regolazione emotiva e neurodivergenze.

Ultima revisione clinica: 20 Settembre 2026

Coordinamento editoriale: Denise Puglisi

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