Uncinetto e autismo: i gesti ripetitivi possono aiutare ad autoregolarsi?

Tempo di lettura: 4 minuti

uncinetto e autismo

Scopri tutti gli articoli di psicologia e psicoterapia scritti dai professionisti di GAM Medical! Tutti i contenuti sono verificati dal Team di revisione clinica.

Contenuto verificato

Revisione clinica a cura di

Dott.ssa Debora Galli

Coordinatrice della revisione psicologico-clinica, esperta in psicodiagnostica e disturbi del neurosviluppo.

Ultima revisione clinica: 1 Settembre 2026

Coordinamento editoriale: Denise Puglisi

Ripetere lo stesso punto, sentire il filo tra le dita e vedere il lavoro crescere lentamente può avere qualcosa di rassicurante. Per alcune persone autistiche, un’attività come l’uncinetto potrebbe offrire un momento piacevole in cui concentrare l’attenzione e ridurre temporaneamente il numero di stimoli da gestire.

Questo non significa che fare uncinetto sia una terapia per l’autismo, né che i suoi movimenti ripetitivi siano automaticamente una forma di stimming. Potrebbe però essere interessante capire perché ritmo, ripetizione e componente sensoriale risultino piacevoli per alcune persone e non per altre.

In questo articolo di GAM Medical vedremo cosa sappiamo sul rapporto tra gesti ripetitivi e autoregolazione nell’autismo e quale spazio potrebbe avere un’attività manuale come l’uncinetto.

Uncinetto aiuta l’autoregolazione dell’autismo?


Perché ripetere un gesto può risultare rassicurante per alcune persone autistiche? Quando osserviamo un movimento ripetitivo, è facile concentrarci soltanto su ciò che vediamo dall’esterno. Per comprenderne il significato, però, può essere molto più utile chiedersi quale funzione abbia per la persona che lo compie.

Come si può leggere nello studio “People should be allowed to do what they like: Autistic adults’ views and experiences of stimming” (Kapp et al.)del 2019, gli adulti autistici intervistati descrivevano lo stimming anche come una modalità utile per regolare emozioni e pensieri intensi. I partecipanti raccontavano inoltre che questi comportamenti potevano avere una funzione calmante o permettere di esprimere stati interni difficili da comunicare in altro modo.

Questo non significa che ogni gesto ripetitivo abbia necessariamente una funzione autoregolatoria. La stessa azione potrebbe avere significati differenti per persone diverse e persino per la stessa persona in momenti diversi.

Nel caso dell’uncinetto, la ripetizione potrebbe rappresentare uno degli elementi piacevoli dell’esperienza. La sequenza dei punti è relativamente prevedibile, le mani seguono un movimento che progressivamente può diventare familiare e l’attenzione può concentrarsi su un’attività concreta. Per alcune persone questo potrebbe creare una sensazione di continuità; per altre, invece, la componente tattile del filo o la precisione richiesta potrebbero risultare poco piacevoli.

Per questo non esiste un’attività manuale “adatta all’autismo” in senso generale. Ciò che può favorire una sensazione di regolazione dipende dal profilo sensoriale, dagli interessi e dalle preferenze individuali.

L’uncinetto riunisce diversi elementi che potrebbero spiegare perché alcune persone lo trovino rilassante: ripetizione dei movimenti, componente tattile, concentrazione su un compito circoscritto e possibilità di vedere progressivamente il risultato del proprio lavoro.

La ricerca disponibile sull’uncinetto, però, non permette di concludere che questi elementi producano automaticamente autoregolazione, né tantomeno che abbiano un effetto specifico nelle persone autistiche.

Come si può leggere nello studio “Happy Hookers: findings from an international study exploring the effects of crochet on wellbeing” (Burns et al.) del 2020, in un’indagine online condotta su 8.391 persone che praticavano uncinetto, il 78,5% indicava il rilassamento tra le ragioni per cui svolgeva questa attività e l’89,5% riferiva di sentirsi più calmo dopo averla praticata. I partecipanti riportavano inoltre un miglioramento dell’umore percepito dopo l’attività.

Questi risultati sono interessanti, ma devono essere letti con prudenza. Lo studio non riguardava specificamente persone autistiche e si basava su risposte auto-riferite, quindi non dimostra che l’uncinetto produca necessariamente questi effetti né permette di attribuirli alla ripetitività dei movimenti.

Può però suggerire perché, per alcune persone, l’esperienza soggettiva dell’uncinetto venga associata a calma, creatività e senso di realizzazione.

Nel caso di una persona autistica, la domanda utile potrebbe quindi non essere “l’uncinetto aiuta ad autoregolarsi?”, ma piuttosto “che cosa succede a questa persona mentre fa uncinetto?”. Potrebbe sentirsi più tranquilla perché il movimento è prevedibile, perché può concentrarsi su un unico compito oppure perché l’attività coincide con un interesse personale particolarmente piacevole.

Per qualcun altro potrebbe accadere esattamente il contrario. Dover contare i punti potrebbe risultare frustrante, alcuni materiali potrebbero creare disagio sensoriale oppure un errore nel lavoro potrebbe aumentare la tensione anziché ridurla.

È proprio questa variabilità a rendere poco utile trasformare l’uncinetto in una strategia universale. Un’attività può diventare autoregolatoria quando incontra il modo di funzionare e le preferenze della persona, non semplicemente perché contiene movimenti ripetitivi.

Prenota un colloquio gratuito per l’autismo

Pensi di rientrare nello spettro autistico? Un colloquio gratuito con un nostro psicologo può chiarire molti dubbi, così potrai decidere se iniziare un percorso di diagnosi o trattamento.

Prenota colloquio gratuito per l’autismo
autismo e uncinetto
autismo e uncinetto

Fare uncinetto per le persone autistiche può essere una forma di stimming?

La somiglianza può sembrare immediata: le mani ripetono lo stesso movimento molte volte e il ritmo può diventare regolare. Tuttavia, non è possibile stabilire che un comportamento sia stimming soltanto osservandone la forma.

Lo stimming può comprendere movimenti, suoni o altre azioni ripetitive e per alcune persone autistiche può assumere funzioni legate alla regolazione emotiva o sensoriale. Fare uncinetto, invece, è un’attività complessa che comprende anche creatività, apprendimento, pianificazione e costruzione di un oggetto.

Per una persona con autismo la componente ripetitiva dell’uncinetto potrebbe avere anche una funzione regolatoria, mentre per un’altra potrebbe essere semplicemente il modo necessario per realizzare qualcosa che le piace. Le due possibilità, inoltre, non devono necessariamente escludersi.

Più che decidere dall’esterno quale etichetta utilizzare, può essere utile ascoltare l’esperienza della persona: capire se quell’attività la aiuta a recuperare dopo una giornata sovraccarica, se la ricerca spontaneamente quando ha bisogno di tranquillità oppure se la pratica soprattutto perché ama creare.

Uncinetto, disegno, lavori manuali o altre attività ripetitive potrebbero diventare, per alcune persone autistiche, momenti personali in cui ridurre le richieste esterne e dedicarsi a qualcosa di prevedibile e piacevole. Non è necessario che un’attività abbia un’etichetta terapeutica perché possa avere valore nella quotidianità.

Il punto è osservare come viene vissuta. Se permette di recuperare energie, favorisce una sensazione di calma e non interferisce negativamente con altre aree della vita, potrebbe semplicemente rappresentare una delle modalità personali con cui prendersi uno spazio di regolazione.

Quando invece sovraccarico sensoriale, difficoltà nella regolazione emotiva o stress incidono significativamente sulla quotidianità, può essere utile comprenderne meglio i meccanismi e individuare strategie costruite sulle caratteristiche della singola persona.

GAM Medical, clinica specializzata in autismo, offre supporto specialistico per comprendere meglio bisogni, situazioni di sovraccarico e modalità individuali di regolazione.Confrontarsi con uno psicoterapeuta autismo può aiutare a riconoscere bisogni, situazioni di sovraccarico e modalità individuali di regolazione, senza partire dall’idea che esista una strategia valida allo stesso modo per tutte le persone autistiche.

Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.

Fonti:

  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30818970/
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32245337/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

Autismo

Condividilo

Pensi di essere una persona autistica?

Fai ora il test di autovalutazione che può fornirti una prima indicazione sulla possibilità di intraprendere un percorso diagnostico per l’autismo. 

Guarda le nostre recensioni

Pensi di essere una persona autistica?

Fai ora il test di autovalutazione che può fornirti una prima indicazione sulla possibilità di intraprendere un percorso diagnostico per l’autismo. Bastano 5 minuti per avere il risultato.

Se ti è piaciuto l'articolo iscriviti alla newsletter per non perdere tutte le nostre comunicazioni.