Un trauma può rappresentare un vero e proprio spartiacque tra il prima e il dopo e può modificare profondamente il modo in cui una persona percepisce il presente e, soprattutto, il proprio futuro.
Dopo un’esperienza traumatica, infatti, può diventare difficile tornare a immaginarsi nel tempo, fare progetti, desiderare qualcosa o pensare con fiducia a ciò che verrà.
È come se il mondo si fosse spezzato in un momento preciso e, da quel momento in poi, gran parte delle energie venisse assorbita dalla necessità di affrontare il presente e riuscire ad arrivare alla fine della giornata.
In questa condizione, il futuro può apparire distante, incerto o addirittura difficile da rappresentare mentalmente.
Sognare, programmare e costruire aspettative può lasciare spazio a una modalità più orientata alla sopravvivenza quotidiana, in cui l’attenzione resta concentrata su ciò che serve per andare avanti giorno dopo giorno.
Nelle righe che seguono approfondiremo in che modo un’esperienza traumatica può modificare la percezione del futuro e rendere più difficile immaginarsi nuovamente dentro una prospettiva di possibilità, desideri e progetti.
Perché dopo un trauma può diventare difficile immaginare il futuro?
Dopo un’esperienza traumatica, e in particolare quando sono presenti sintomi post-traumatici, diversi meccanismi possono contribuire a rendere più difficile immaginare il proprio futuro.
Tra i principali potrebbero esserci:
- La sensazione che il pericolo sia ancora presente: nei modelli cognitivi del PTSD, l’esperienza traumatica può lasciare la persona con un persistente senso di minaccia attuale. Una parte importante delle risorse rimane quindi orientata a individuare pericoli e affrontare il presente, rendendo più difficile rivolgere lo sguardo a ciò che potrebbe accadere più avanti.
- La sensazione di essere cambiati in modo permanente: il trauma può modificare le convinzioni su se stessi, sugli altri e sul mondo. Pensieri come “non sarò più quello di prima” o “la mia vita non tornerà più come prima” possono restringere la percezione delle possibilità future.
È inoltre importante ricordare che nel disturbo da stress post-traumatico possono essere presenti alterazioni negative delle cognizioni e dell’umore, che possono esprimersi anche attraverso pensieri automatici negativi (PAN) riguardanti se stessi, gli altri e il mondo.
Se il mondo viene percepito come pericoloso, gli altri come poco affidabili e se stessi come vulnerabili, anche il futuro può apparire incerto e minaccioso, rendendo più difficile immaginare possibilità positive, formulare desideri e costruire una progettualità.
Cosa dice la letteratura sulla difficoltà a immaginare il futuro dopo un trauma?
Diversi studi hanno esplorato la relazione tra trauma e immaginazione e prospettiva futura. Uno studio molto interessante sull’argomento è stato pubblicato nel 2014 da Kleim e colleghi.
La ricerca ha coinvolto 50 persone sopravvissute a esperienze traumatiche, alcune con PTSD e altre senza questa diagnosi.
Ai partecipanti veniva chiesto di immaginare eventi personali futuri a partire da stimoli positivi e negativi. I ricercatori hanno osservato che le persone con PTSD riuscivano a generare un numero minore di eventi futuri specifici in risposta agli stimoli positivi rispetto alle persone esposte a trauma che non presentavano PTSD. Questa differenza non emergeva invece nello stesso modo per gli eventi futuri negativi e rimaneva presente anche considerando l’eventuale presenza di depressione maggiore.
Un risultato particolarmente interessante riguarda il rapporto con il cosiddetto “senso di futuro abbreviato”: una minore capacità di costruire mentalmente eventi futuri positivi e specifici era associata alla percezione che il proprio futuro fosse limitato e alla sensazione di essere cambiati in maniera permanente dopo il trauma.
Questo studio suggerisce quindi che, almeno nelle persone con PTSD, le conseguenze dell’esperienza traumatica possono riguardare non soltanto il modo in cui viene ricordato il passato, ma anche la capacità di proiettarsi mentalmente in un futuro concreto e positivo. Immaginare ciò che potrebbe accadere, costruire scenari personali e rappresentarsi all’interno di esperienze future può diventare più difficile, contribuendo alla sensazione che dopo il trauma le possibilità davanti a sé siano diminuite.



