Contenuto verificatoLe persone ADHD percepiscono davvero meno il pericolo? È una domanda che può nascere osservando alcuni comportamenti, soprattutto nei bambini e negli adolescenti: agire senza fermarsi a valutare le conseguenze, esporsi a situazioni rischiose, sovrastimare le proprie capacità o sembrare poco prudenti anche quando il pericolo è evidente.
Cercheremo di esplorare questo argomento, anche attraverso l’uso di alcuni contributi della letteratura scientifica di riferimento, nei prossimi paragrafi.
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Centro Clinico ADHDQuando si parla di una presunta ridotta percezione del pericolo, si possono intendere in realtà aspetti diversi. Per esempio:
Per questo, parlare semplicemente di “non percepire il pericolo” può essere poco preciso. In alcuni casi, infatti, il rischio può essere riconosciuto, ma valutato in modo diverso oppure non tradursi in una risposta sufficientemente prudente.
Pensi che l’ADHD limiti la tua vita? Un colloquio gratuito con un nostro psicologo può chiarire molti dubbi, così potrai decidere se iniziare un percorso di diagnosi o trattamento.
Prenota colloquio gratuito ADHDUno studio che ha esplorato direttamente il modo in cui i bambini con e senza ADHD percepiscono il rischio ha evidenziato che i due gruppi descrivevano processi simili quando dovevano valutare una situazione rischiosa.
Nei bambini ADHD, tuttavia, emergevano alcune differenze specifiche: tendevano più facilmente a sovrastimare le proprie capacità fisiche, ad assumersi intenzionalmente dei rischi e ad aspettarsi conseguenze positive oppure nessuna conseguenza negativa dal comportamento rischioso.
Questo dato suggerisce che, almeno in alcuni casi, la difficoltà non consista tanto nel non riconoscere che una situazione possa essere pericolosa, quanto nel valutare in modo diverso le proprie possibilità e le conseguenze dell’azione.
Un bambino può quindi sapere che un comportamento comporta un rischio ma, allo stesso tempo, pensare di essere perfettamente in grado di gestirlo, sottostimare ciò che potrebbe andare storto oppure concentrarsi maggiormente sul possibile risultato positivo.
La percezione del pericolo nel disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività potrebbe quindi essere più correttamente letta anche in termini di valutazione del rischio e anticipazione delle conseguenze, piuttosto che come una semplice assenza di consapevolezza del pericolo.
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Fai il test ADHDLo studio pubblicato nell’articolo “Prevalence and Correlates of Poor Safety Awareness and Accidental Injury in ASD, ADHD, ASD + ADHD, and Neurotypical Youth Samples” che ha confrontato bambini e adolescenti con ADHD, autismo, autismo + ADHD (AuDHD) e sviluppo neurotipico ha analizzato in particolare due aspetti: consapevolezza della sicurezza e infortuni accidentali.
Nel campione con autismo e/o ADHD, una minore consapevolezza della sicurezza risultava associata soprattutto a impulsività, iperattività, età più giovane e quoziente intellettivo più basso.
Per quanto riguarda l’ADHD, questo dato è interessante perché suggerisce che le difficoltà legate alla sicurezza possano dipendere non solo dal riconoscimento del pericolo in sé, ma anche dalla capacità di fermarsi, valutare ciò che sta accadendo e modulare il proprio comportamento prima di agire.
Se credi che l’ADHD possa limitarti, un percorso diagnostico ti aiuterà a ottenere chiarezza e a capire come affrontarlo al meglio.
Prenota la diagnosi ADHDTra i fattori associati a una minore consapevolezza della sicurezza, impulsività e iperattività assumono quindi un ruolo particolarmente rilevante.
Un bambino può anche riconoscere che una determinata situazione comporta un rischio, ma avere più difficoltà a inibire una risposta immediata, interrompere un’azione già iniziata o concedersi il tempo necessario per considerare le possibili conseguenze.
Questo aiuta a distinguere la “percezione del pericolo” dalla capacità di comportarsi in modo coerente con il pericolo percepito: sapere che qualcosa è rischioso e riuscire a fermarsi prima di farlo non sono necessariamente la stessa cosa.
(Se vuoi approfondire l’argomento della percezione del pericolo anche nell’autismo, leggi l’articolo del nostro blog di psicologia “Autismo e percezione del pericolo“.)
Un trattamento mirato può aiutarti a gestire meglio i sintomi dell’ADHD, migliorando la tua qualità della vita e restituendoti il controllo delle tue azioni.
Inizia il percorso per gestire l’ADHDLo studio citato nel paragrafo precedente ha analizzato anche i fattori associati agli infortuni accidentali. In questo caso, i principali predittori erano iperattività, difficoltà di coordinazione e problemi della condotta.
Il dato suggerisce quindi che il rischio di farsi male non dipenda necessariamente da una singola caratteristica. Può essere il risultato dell’interazione tra diversi aspetti: maggiore attività motoria, difficoltà nel controllare rapidamente il comportamento, coordinazione meno efficace e altre caratteristiche individuali.
Il rischio di incidenti nell’ADHD quindi può dipendere da un insieme di fattori che influenzano come il bambino si muove nell’ambiente, reagisce agli stimoli e modifica il proprio comportamento davanti a una situazione potenzialmente pericolosa.
Fine dell’articolo
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