Contenuto verificatoL’obsessional slowness, o lentezza ossessiva, è un fenomeno osservabile in alcuni casi di disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), caratterizzata da un marcato rallentamento nell’esecuzione di compiti quotidiani, anche semplici, che richiedono un tempo eccessivamente prolungato a causa di pensieri ossessivi, rituali mentali o comportamenti compulsivi.
Molto spesso, quando si pensa alle persone con disturbo ossessivo-compulsivo, l’immaginario comune è immediatamente orientato verso l’idea di individui meticolosi, precisi, puntuali, controllanti, estremamente affidabili, forse anche un po’ “maniacali” nel senso popolare del termine.
Questa rappresentazione è parzialmente vera, soprattutto nel caso del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (OCPD) in cui dominano la rigidità, il perfezionismo, il bisogno di ordine, di controllo e una forte adesione a regole morali o comportamentali autoimposte. In queste persone si osservano spesso un’elevata performatività e una grande capacità di organizzazione, anche a costo di notevoli sacrifici personali, e l’idea di essere in ritardo, imprecisi o inefficienti può risultare intollerabile.
Tuttavia, nel disturbo ossessivo-compulsivo clinico, soprattutto nelle sue forme più gravi o croniche, la realtà è molto più complessa e talvolta controintuitiva.
Infatti, in molti casi, le persone con DOC si trovano invischiate in veri e propri meccanismi paralizzanti, dove i rituali, i dubbi, le verifiche e i pensieri intrusivi finiscono per rallentare drammaticamente le loro giornate.
Invece di osservare la “perfezione” nella produttività, si può assistere a una grande perdita di tempo, a difficoltà nel rispettare gli orari, gli appuntamenti o le consegne.
Routine apparentemente semplici diventano montagne da scalare, e ciò che per un’altra persona richiede pochi minuti può trasformarsi in un’impresa di un’ora o più.
Questo fenomeno può sembrare paradossale: come può una persona ossessionata dalla precisione e dal controllo, risultare inefficiente e in ritardo?
Eppure è proprio questa la natura pervasiva e intrusiva del DOC.
Questa discrepanza tra aspettative esterne e funzionamento interno può essere fonte di grande frustrazione per le persone con DOC, che spesso sono perfettamente consapevoli della propria lentezza e ne soffrono profondamente, ma non riescono a interrompere il ciclo delle ossessioni e delle compulsioni che la alimentano.
L’ossessione per il “fare bene” diventa il principale ostacolo al “fare”, perché ogni azione è costantemente analizzata, verificata, ripetuta, fino a perdere il proprio senso originario.
La obsessional slowness si colloca esattamente in questo punto critico, ed è uno degli aspetti più debilitanti del disturbo, anche se spesso sottovalutato o mal interpretato.
Nelle prossime righe capiremo quali sono i principali meccanismi che determinano e mantengono l’obsessional slowness.
L’obsessional slowness nel disturbo ossessivo-compulsivo si verifica come conseguenza diretta della complessa interazione tra pensieri intrusivi, ansia e compulsioni, e rappresenta una manifestazione molto particolare ma estremamente invalidante di questo disturbo.
Anche se a un osservatore esterno può apparire come semplice lentezza, distrazione, disorganizzazione o perdita di tempo, in realtà si tratta di un rallentamento profondamente radicato nei meccanismi cognitivi ed emotivi del DOC.
La persona non rallenta perché vuole, ma perché è intrappolata in una rete di pensieri e comportamenti ripetitivi che hanno lo scopo di ridurre l’ansia, ma che paradossalmente la rinforzano e la moltiplicano.
Questo rallentamento può diventare così pervasivo da compromettere ogni aspetto della vita quotidiana, e può essere interpretato solo se si comprendono le dinamiche psicopatologiche che lo sostengono.
I meccanismi che determinano e che contribuiscono al mantenimento di questo fenomeno del DOC sono:
Se pensi che anche il tuo disturbo ossessivo-compulsivo ti porti a perdere moltissimo tempo nelle attività quotidiane, facendoti sentire rallentato, bloccato o sopraffatto da una lentezza difficile da spiegare, sappi che non sei solo e che si tratta di un aspetto ben noto e riconosciuto del DOC.
Anche se a volte può sembrare un problema insormontabile, o difficile da comunicare agli altri, esistono percorsi concreti per affrontarlo.
Un professionista della salute mentale può aiutarti anche su questo fronte, spesso lavorando sulle cause più profonde: l’ansia generata dalle ossessioni, il bisogno di controllo, il perfezionismo e la rigidità che ti portano a sentirti sempre “in ritardo” o fuori tempo.
Attraverso un approccio personalizzato, che può includere un trattamento psicoterapeutico (come la terapia cognitivo-comportamentale) e, quando indicato, un supporto psicofarmacologico, è possibile agire in modo diretto o indiretto anche sulla obsessional slowness, restituendoti maggiore libertà e fluidità nel vivere la tua quotidianità che non significa “andare più veloci”, ma imparare a muoverti senza la costante pressione del dubbio, del controllo e della paura di sbagliare.
Contatta il centro specializzato in disturbo ossessivo-compulsivo GAM-Medical.
I professionisti della salute mentale che vi lavorano conoscono in profondità queste dinamiche e potranno accompagnarti in un percorso di comprensione e cambiamento, rispettoso dei tuoi tempi, delle tue difficoltà, ma anche delle tue risorse.
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