ADHD e gelosia: il bisogno di conferme costanti e come regolarlo

Revisione clinica diDott.ssa Federica Carvelli
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Esiste correlazione tra gelosia e ADHD (Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività)?

Sebbene non esistano evidenze scientifiche sufficienti per affermare che l’ADHD provochi direttamente gelosia, alcune caratteristiche associate al disturbo, come le difficoltà nella regolazione emotiva e la sensibilità al rifiuto, potrebbero influenzare indirettamente il modo in cui questa emozione viene vissuta e gestita.

Vivere le relazioni, in particolare quelle romantiche, può risultare faticoso e pesante, sia per chi convive con l’ADHD, sia per il partner di quest’ultimo.

In questo articolo vedremo in che modo alcune caratteristiche dell’ADHD potrebbero contribuire a rendere più complessa la gestione della gelosia all’interno di una relazione, senza che questo rappresenti una conseguenza diretta o inevitabile del disturbo.

ADHD: Perché sono geloso?

Secondo lo studio scientifico del 2023 “Evidence of emotion dysregulation as a core symptom of adult ADHD: A systematic review” di Ana-María Soler-Gutiérrez, Juan-Carlos Pérez-González e Julia Mayas la disregolazione emotiva rappresenta una difficoltà frequentemente associata all’ADHD, che può comportare una maggiore complessità nella gestione e nella modulazione delle emozioni. Sebbene lo studio non analizzi direttamente la gelosia, queste difficoltà potrebbero influenzare anche il modo in cui alcune persone con ADHD affrontano emozioni intense nelle relazioni sentimentali.

Oltre che considerare gli stili di attaccamento e la disregolazione emotiva, è importante riconoscere che alcuni sintomi tipici dell’ADHD potrebbero influenzare indirettamente la gestione delle emozioni nelle relazioni, compresa la gelosia, sebbene lo studio del 2023 non dimostri direttamente questa associazione.

  • L’impulsività, in quanto può portare ad agire senza pensare e scaturire in accuse nei confronti del partner, discussioni e comportamenti auto sabotanti quando si prova gelosia, e in generale le emozioni vengono comunicate e buttate sul partner prima ancora che vengano capite.
  • La mancanza di attenzione può contribuire nel peggiorare la gelosia, potendo scaturire in misinterpretazione delle situazioni e dei contesti sociali, portando a covare insicurezza.
  • L’iperattività può manifestarsi attraverso irrequietezza e difficoltà a rimanere fermi. Il bisogno frequente di rassicurazioni nelle relazioni, invece, non è una manifestazione diretta dell’iperattività, ma può dipendere da fattori emotivi e relazionali individuali
  • Una possibile bassa autostima, che alcune persone ADHD possono sviluppare per via di difficoltà accademiche, professionali e sociali accumulate nel tempo, può rendere ancora di più il campo fertile per sentimenti di gelosia e inadeguatezza, percependo minacce all’interno della relazione anche quando non ci sono.

Tutto questo può portare ad un circolo vizioso infinito di ansia, gelosia e rassicurazioni, che sul momento riescono ad alleviare le preoccupazioni, ma a lungo andare non fanno altro che peggiorare e rendere la persona ADHD ancora più insicura, arrivando a focalizzare la propria attenzione soltanto sul partner e ignorare e trascurare altri aspetti personali della vita.

Secondo lo studio scientifico del 2014 “Adolescents’ ADHD symptoms and adjustment: The role of attachment and rejection sensitivity” di Miri Scharf, Assaf Oshri, Varda Eshkol e Tammy Pilowsky, alcuni fattori, come gli stili di attaccamento e la sensibilità al rifiuto, possono essere associati ai sintomi ADHD. Sebbene lo studio non analizzi direttamente la gelosia, questi aspetti potrebbero contribuire indirettamente a influenzare il modo in cui alcune persone vivono le proprie relazioni.

  • L’intensità emotiva rende estremamente difficile ignorare piccoli segnali di rifiuto, che per soggetti neurotipici possono risultare insignificanti, ma che per un persona ADHD hanno un carico emotivo molto forte. 
  • La disforia sensibile al rifiuto ha a che fare con il forte dolore che si prova, in questo caso per chi è ADHD, per via di piccoli segni di criticità o rifiuto, che sia percepito o reale, il che accende più facilmente l’emozione della gelosia, percependo pericolo anche quando non c’è.
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Gelosia da ADHD: come regolarla?

L’intensità e complessità di queste emozioni può spaventare, ma esistono diverse strategie per gestire la gelosia, anche se intensificata dai sintomi ADHD, come:

  • Tecniche di terapia cognitivo-comportamentale ADHD, che aiutano a gestire i sintomi e i responsi emotivi ad essi, tramite l’identificazione dei pensieri irrazionali che alimentano la gelosia, sostituendoli in seguito con pensieri e prospettive più realistiche e razionali.
  • Mindfulness ed esercizi di regolazione emotiva, come meditazione, esercizi di respirazione e rilassamento dei muscoli, in grado di calmare la mente e il corpo, permettendo così il soggetto di reagire alla gelosia con chiarezza e razionalità.
  • Ascoltare attivamente il proprio partner e comunicare in modo assertivo.
  • Psicofarmaci per alleviare i sintomi ADHD, migliorando l’attenzione, il controllo dell’impulsività e la regolazione emotiva, a discrezione del proprio medico per trovare il medicinale e il dosaggio giusto a seconda dell’individuo.

Può essere utile anche:

  • Prendersi un momento e dare un nome a ciò che si sta provando, prima di reagire.
  • Comunicare onestamente i propri bisogni, le proprie paure e insicurezze, per evitare misunderstanding e costruire fiducia reciproca nella relazione, e riconoscendo la possibilità che la gelosia provata possa essere peggiorata dai sintomi ADHD.
  • Essere comprensivi con se stessi.
  • Usare tecniche di grounding, per riconnettersi con se stessi, e riconoscere l’emozione come passeggera.

Convivere con sintomi ADHD all’interno di una relazione può far sentire la persona coinvolta sopraffatta, ma è possibile vivere una relazione sana ed equilibrata anche se si dimostrano sintomi ADHD.

GAM medical, centro ADHD offre la psicoeducazione individuale ADHD, nota anche come coaching psicologico ADHD, fondamentale per la gestione dei propri sintomi e la loro conoscenza, promuovendo consapevolezza e strategie concrete di coping, per convivere nel modo più equilibrato e sano con l’ADHD.

Per le persone ADHD è importante conoscere a fondo i propri sintomi, per conoscersi e sapere come gestirli al meglio, ed è proprio per questo che entra in gioco la psicoeducazione individuale ADHD, che è spesso consigliato come primo step del trattamento.

Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.

Fonti:

  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24826937/
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36608036/

Fine dell’articolo

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ADHD e affettività
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Chi c’è dietro questo articolo

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Contenuto verificato

Revisione clinica a cura di

Dott.ssa Federica Carvelli

Referente per CBT, mindfulness, regolazione emotiva e neurodivergenze.

Ultima revisione clinica: 21 Settembre 2026

Coordinamento editoriale: Denise Puglisi

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