Ti è mai capitato di aspettare con entusiasmo il nuovo video di un creator, avere la sensazione che “parli proprio a te” oppure sentirti compreso da una persona che, in realtà, non hai mai incontrato?
Con i social media è diventato sempre più comune sviluppare un senso di familiarità verso creator, streamer, influencer o divulgatori che seguiamo ogni giorno. Ascoltare la loro voce, conoscere le loro abitudini o ritrovare uno stile comunicativo prevedibile può generare una sensazione di vicinanza molto reale, anche se il rapporto non è reciproco.
Per alcune persone ADHD, questi contenuti possono diventare particolarmente rassicuranti. Non perché sostituiscano automaticamente le relazioni reali, ma perché offrono caratteristiche che, in alcuni momenti, possono risultare più semplici da gestire rispetto alle interazioni quotidiane.
In questo articolo di GAM Medical, clinica ADHD, vedremo cosa sono le relazioni parasociali, perché alcuni creator possono trasmettere una forte sensazione di vicinanza e quando questo tipo di legame rappresenta una risorsa oppure un segnale da osservare con maggiore attenzione.
Cosa sono davvero le relazioni parasociali?
Molte persone pensano che una relazione esista solo quando due persone si conoscono direttamente. In realtà, può capitare di sviluppare un forte senso di familiarità anche verso qualcuno che non si è mai incontrato.
Succede, ad esempio, quando si segue da anni lo stesso creator, si conoscono il suo modo di parlare, le sue abitudini, il suo umorismo e si aspetta con piacere ogni nuovo contenuto pubblicato. Questa esperienza prende il nome di relazione parasociale.
Come si può leggere nello studio “Parasocial Relationships, Social Media, & Well-Being” (Hoffner et al.), le relazioni parasociali sono legami socio-emotivi non reciproci che possono svilupparsi nei confronti di personaggi pubblici, creator, influencer o altre figure mediatiche. Pur non essendo relazioni reciproche, possono trasmettere una sensazione di familiarità, compagnia e vicinanza percepita.
Questo significa che sentirsi rassicurati da un creator non è, di per sé, qualcosa di insolito o patologico.
Molte persone trovano conforto nel seguire qualcuno che comunica in modo chiaro, prevedibile e coerente nel tempo. In alcuni momenti difficili, ascoltare una voce familiare o ritrovare contenuti conosciuti può contribuire a ridurre la sensazione di solitudine o di incertezza.
Per questo motivo, sviluppare una relazione parasociale non significa necessariamente confondere realtà e fantasia. Più spesso rappresenta un modo attraverso cui il cervello costruisce una sensazione di continuità e familiarità con persone che fanno parte della propria esperienza quotidiana, anche se solo attraverso uno schermo.
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Fai il test ADHDPerché un creator può sembrare più rassicurante di una relazione reale per le persone ADHD?
Per alcune persone con Disturbo dell’Attenzione, le relazioni quotidiane possono essere molto gratificanti ma anche faticose. Le conversazioni richiedono attenzione, capacità di interpretare segnali sociali, gestione dell’imprevedibilità e regolazione continua delle proprie emozioni. Ogni relazione comporta richieste reciproche, possibilità di incomprensioni, conflitti e momenti di incertezza.
Un creator, invece, funziona in modo completamente diverso. È possibile scegliere quando guardare un contenuto, interromperlo in qualsiasi momento, rivederlo più volte oppure aspettare il video successivo senza dover sostenere alcuna interazione diretta.
Questa prevedibilità può risultare molto rassicurante. Non bisogna preoccuparsi di interpretare il tono della conversazione, capire se si è detto qualcosa di sbagliato o gestire il timore di essere giudicati. Il rapporto resta sempre uguale e rimane completamente sotto il controllo di chi guarda.
Per alcune persone ADHD questo può rappresentare una forma di riposo sociale. Come emerge anche dallo studio “The experiences of adults with ADHD in interpersonal relationships and online communities” (Ginapp et al.), molti adulti ADHD descrivono le relazioni come una fonte importante di benessere, ma anche di fatica. Le difficoltà comunicative, la paura di essere fraintesi o il senso di non sentirsi pienamente compresi possono rendere alcuni contesti sociali particolarmente impegnativi.
In questo scenario, un creator può offrire qualcosa di diverso. Non perché sostituisca un amico, un partner o un familiare, ma perché rappresenta una presenza stabile, prevedibile e facilmente accessibile. Si sa quando pubblica, come comunica e cosa aspettarsi dai suoi contenuti.
Per alcune persone questa continuità genera una sensazione di sicurezza che può essere difficile trovare nelle relazioni quotidiane, dove ogni interazione comporta inevitabilmente una quota di imprevedibilità.
Il punto importante è che questa esperienza non riguarda soltanto l’ADHD e non significa che tutte le persone con Condizione ADHD sviluppino relazioni parasociali particolarmente intense. Piuttosto, può aiutare a comprendere perché, in alcuni momenti della vita, un creator possa sembrare emotivamente più semplice da frequentare rispetto a una relazione reale.
Il rischio nasce quando questa sensazione di sicurezza diventa l’unico spazio relazionale in cui ci si sente davvero a proprio agio. È proprio in quel momento che può essere utile chiedersi quale bisogno quella relazione sta soddisfacendo e se esistano modi per coltivare lo stesso senso di comprensione e appartenenza anche nelle relazioni della vita quotidiana.
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Prenota colloquio gratuito ADHDQuando una relazione parasociale aiuta le persone ADHD e quando inizia a occupare troppo spazio?
Seguire un creator, ascoltare un podcast o attendere con piacere la pubblicazione di nuovi contenuti non rappresenta, di per sé, un problema. Le relazioni parasociali fanno parte dell’esperienza di molte persone e possono avere anche aspetti positivi.
Alcuni creator aiutano a sentirsi meno soli, permettono di conoscere esperienze simili alle proprie, offrono informazioni utili o contribuiscono a normalizzare difficoltà che fino a quel momento sembravano incomprensibili. Per molte persone ADHD, trovare qualcuno che racconta il proprio funzionamento in modo chiaro può rappresentare un’importante esperienza di riconoscimento.
Come si può leggere nello studio “Parasocial Relationships, Social Media, & Well-Being” (Hoffner et al.), le relazioni parasociali possono favorire senso di compagnia, familiarità e appartenenza, ma possono anche diventare meno funzionali quando iniziano a sostituire gran parte delle relazioni reciproche o a influenzare in modo significativo il benessere psicologico.
Il punto, quindi, non è chiedersi se sia giusto seguire un creator, ma osservare il ruolo che quella relazione sta assumendo nella propria vita.
Può essere utile fermarsi a riflettere quando ci si accorge che gran parte del proprio tempo libero ruota attorno ai contenuti di una sola persona, quando il suo umore influenza profondamente il proprio, oppure quando il confronto continuo con ciò che pubblica genera senso di inadeguatezza o frustrazione.
In altri casi, la relazione parasociale può diventare l’unico spazio in cui ci si sente davvero compresi. Quando questo accade, il rischio non è tanto seguire un creator, quanto rinunciare progressivamente a costruire relazioni reciproche, nelle quali sia possibile essere ascoltati, sostenuti e conosciuti anche nella vita reale.
Riconoscere questo passaggio non significa interrompere la relazione con i contenuti che fanno stare bene. Significa comprendere quale bisogno stanno soddisfacendo e chiedersi se quello stesso bisogno possa trovare spazio anche nelle relazioni quotidiane.
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Costruire relazioni rassicuranti anche fuori dallo schermo
Le relazioni parasociali possono offrire conforto, ispirazione e senso di appartenenza. Tuttavia, il benessere psicologico si costruisce soprattutto attraverso relazioni in cui il contatto è reciproco, nelle quali è possibile essere ascoltati, esprimere bisogni e ricevere sostegno in modo diretto.
Per alcune persone con Disturbo dell’Attenzione e Iperattività questo percorso può richiedere tempo. Se le relazioni reali sono state vissute come fonte di fatica, incomprensioni o giudizio, è comprensibile che un rapporto prevedibile e senza richieste reciproche possa sembrare più semplice da gestire.
Questo non significa dover rinunciare ai creator che si seguono con piacere. Piuttosto, può essere utile chiedersi cosa rende quella relazione così rassicurante. È la sensazione di sentirsi finalmente compresi? La prevedibilità dei contenuti? L’assenza di conflitti? Oppure il fatto di non dover sostenere il peso dell’interazione sociale?
Rispondere a queste domande può aiutare a comprendere meglio i propri bisogni relazionali e a portarli gradualmente anche nelle relazioni della vita quotidiana.
Quando ci si accorge che la fatica nelle relazioni reali è diventata molto intensa, oppure che il senso di appartenenza si trova quasi esclusivamente attraverso uno schermo, confrontarsi con professionisti esperti può aiutare a comprendere meglio il proprio funzionamento e a sviluppare modalità relazionali più sostenibili.
Un percorso di psicoeducazione individuale ADHD può rappresentare uno spazio utile per esplorare il rapporto tra ADHD, relazioni sociali e bisogni emotivi, costruendo strategie che permettano di sentirsi più sicuri anche nelle interazioni della vita quotidiana.
Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se questo articolo ti è stato utile, condividilo.
Fonti:
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35219157/
- https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10399076/



