Contenuto verificatoOrientarsi tra i diversi codici diagnostici dell’ADHD non è sempre semplice. Sigle come F90.0, F90.2 o 6A05 possono comparire nei referti medici, ma il loro significato non è sempre immediatamente comprensibile, soprattutto perché esistono diversi sistemi di classificazione diagnostica.
Per questo motivo, abbiamo preparato una guida ai principali codici diagnostici dell’ADHD, per aiutarti a comprenderne il significato, le differenze e il modo in cui vengono utilizzati.
I codici diagnostici sono combinazioni di numeri e lettere utilizzate per identificare e classificare le diverse condizioni mediche e psicologiche, compreso l’ADHD.
Questi codici vengono assegnati sulla base di sistemi di classificazione riconosciuti a livello internazionale, come l’ICD-10, l’ICD-11 e il DSM-5-TR, e possono comparire nei referti medici e nei documenti clinici.
Una stessa condizione, però, può essere identificato da codici differenti a seconda del sistema di classificazione utilizzato.
L’ICD-10 (International Classification of Diseases, decima revisione) è un sistema di classificazione sviluppato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
In questa classificazione, l’ADHD rientra nella categoria F90, dedicata ai disturbi ipercinetici.
I principali codici sono:
Sono inoltre previsti F90.8 per altri disturbi ipercinetici e F90.9 per il disturbo ipercinetico non specificato.
NB. L’ICD-10 dell’OMS non utilizza gli stessi codici delle presentazioni dell’ADHD previste dal DSM (anche se nel DSM sono sempre riportati i codici ICD).
L’ICD-11, pubblicato dall’OMS ed entrato in vigore a livello internazionale nel 2022, introduce una classificazione aggiornata dell’ADHD e lo inserisce, come il DSM, tra i disturbi del neurosviluppo.
Il codice generale è 6A05, al quale si aggiungono ulteriori caratteri per distinguere le diverse presentazioni del disturbo.
In particolare:
Sono inoltre previsti 6A05.Y per altre presentazioni specificate e 6A05.Z per quelle non specificate.
Il DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quinta edizione) è stato pubblicato nel 2013 dall’American Psychiatric Association (APA).
A differenza dell’ICD, il DSM non dispone di un sistema di codici completamente autonomo, ma utilizza codici derivati dalle classificazioni ICD.
Il DSM-5 riportava sia i codici numerici dell’ICD-9-CM sia quelli dell’ICD-10-CM.
Per l’ADHD distingue tre presentazioni principali:
Il DSM-5-TR, pubblicato nel 2022, rappresenta la versione aggiornata del DSM-5.
Per quanto riguarda l’ADHD, mantiene sostanzialmente gli stessi criteri diagnostici e le medesime tre presentazioni, ma riporta direttamente i codici dell’ICD-10-CM, senza affiancare quelli numerici dell’ICD-9-CM.
I codici diagnostici dell’ADHD servono a identificare il disturbo attraverso un sistema di classificazione standardizzato, facilitando la registrazione e la condivisione delle informazioni cliniche.
In particolare, vengono utilizzati per:
È importante sottolineare che il codice diagnostico, da solo, non indica la gravità dell’ADHD né descrive tutte le caratteristiche della persona. Per comprendere pienamente la diagnosi, è necessario considerare anche la valutazione clinica e le informazioni riportate nel referto.
Il codice diagnostico può essere riportato all’interno del referto rilasciato dal professionista sanitario che ha effettuato la valutazione diagnostica.
Generalmente, è possibile trovarlo nella sezione dedicata alla diagnosi, accanto al nome della condizione, oppure sotto diciture come codice ICD-10, codice ICD-11 o diagnosi codificata.
Per cercare il proprio codice diagnostico è quindi possibile consultare:
Se il codice non è presente o non è chiaro a quale classificazione appartenga ti consigliamo di chiedere chiarimenti al professionista che ha effettuato la diagnosi.
Fonti:
Per completezza, oltre ai codici diagnostici riportati in questo articolo, ti mettiamo a disposizione il browser ufficiale dell’ICD-11 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), aggiornato alla versione di gennaio 2026 Browser ICD-11 dell’OMS – versione 2026
Se invece la tua diagnosi fa riferimento all’ICD-10, puoi consultare anche il browser ufficiale dell’ICD-10 dell’OMS.
Per completezza, puoi consultare anche le risorse ufficiali dell’American Psychiatric Association (APA), che pubblica i manuali DSM. Puoi trovare le modifiche ai codici ICD-10-CM per le diagnosi del DSM-5 e le modifiche ai codici ICD-10-CM per le diagnosi del DSM-5-TR
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