In alcune forme di disturbo del comportamento alimentare può essere presente un fenomeno definito body avoidance, cioè la tendenza a evitare il confronto con il proprio corpo o con situazioni che ne aumentano la consapevolezza.
Quando si parla di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione o, più in generale, di condizioni caratterizzate da una forte preoccupazione per l’immagine corporea, come il disturbo da dismorfismo corporeo, si sente spesso parlare di body checking: controllare ripetutamente il proprio aspetto, osservarsi allo specchio, pesarsi, misurarsi o confrontare alcune parti del corpo.
Il body avoidance può sembrare un comportamento opposto, perché invece di controllare il corpo la persona cerca di non guardarlo, non percepirlo o non esporsi a situazioni che potrebbero aumentare il disagio legato alla propria immagine. In realtà, body checking e body avoidance possono essere entrambi presenti nelle difficoltà legate all’immagine corporea e, in alcuni casi, anche alternarsi nella stessa persona.
Nelle righe che seguono approfondiremo meglio cosa si intende per body avoidance, come può manifestarsi nei DCA e quale funzione può assumere nel rapporto con il proprio corpo.
Cosa si intende per body avoidance?
Con body avoidance si fa riferimento a una serie di comportamenti attraverso i quali la persona cerca di ridurre il confronto con il proprio corpo. Lo studio Assessment of Body-Related Avoidance Behaviour: Validation of the German Version of the Body Image Avoidance Questionnaire (BIAQ) in Adolescents with Anorexia and Bulimia Nervosa and Healthy Controls definisce infatti il body image avoidance come una manifestazione comportamentale dell’alterazione dell’immagine corporea, caratterizzata dagli sforzi messi in atto per evitare il confronto con il proprio corpo.
Questo evitamento può assumere forme diverse, per esempio:
- Evitare gli specchi o cercare di guardare il proprio corpo il meno possibile.
- Indossare vestiti molto larghi o coprenti, non soltanto per nascondere il corpo agli altri, ma anche per percepirne meno le forme e ridurre il confronto con la propria immagine.
- Evitare di pesarsi o di conoscere il proprio peso, perché il numero sulla bilancia può generare forte disagio.
- Evitare fotografie o video nei quali potrebbe essere visibile il proprio corpo.
- Evitare alcune attività sociali che rendono il corpo particolarmente esposto o aumentano l’attenzione sul proprio aspetto.
- Ridurre il contatto visivo o percettivo con alcune parti del corpo, cercando di non osservarle o prestare loro attenzione.
Il body avoidance, quindi, non riguarda necessariamente soltanto il desiderio di nascondere il proprio corpo agli altri. In alcuni casi ciò che viene evitato è soprattutto il confronto con se stessi: vedere, percepire o pensare al proprio corpo può generare un disagio tale da spingere la persona a ridurne il più possibile la presenza nella propria esperienza quotidiana.
Cosa dice la letteratura sul body avoidance nei DCA?
Il rapporto tra body avoidance e disturbi del comportamento alimentare è stato approfondito da Nikodijevic e colleghi in una review sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2018 su European Eating Disorders Review.
Gli autori hanno analizzato la letteratura relativa sia al body avoidance sia al body checking, con l’obiettivo di comprendere quanto questi comportamenti fossero presenti nei DCA e se vi fossero differenze tra le diverse diagnosi.
La revisione ha individuato 52 studi, di cui 34 sono stati inclusi nella meta-analisi. In quest’ultima erano presenti esclusivamente campioni femminili. I risultati hanno mostrato che le persone con un disturbo alimentare presentavano livelli significativamente più elevati di body avoidance rispetto ai controlli senza DCA, con una differenza particolarmente ampia tra i due gruppi.
Un dato interessante è che il livello di body avoidance non differiva significativamente tra i diversi sottotipi di disturbo alimentare considerati.
Questo suggerisce che l’evitamento del proprio corpo non sia necessariamente legato a una singola diagnosi, ma possa rappresentare un fenomeno trasversale presente in differenti forme di psicopatologia alimentare.
Nel complesso, i risultati supportano l’idea che il body avoidance possa rappresentare una caratteristica transdiagnostica rilevante nei DCA, insieme al body checking, e che il rapporto con il proprio corpo possa quindi essere caratterizzato tanto da un controllo ripetuto quanto dal tentativo di evitarne il più possibile il confronto.
Come affrontare il body avoidance?
Quando il rapporto con il proprio corpo diventa fonte di forte disagio e porta a evitare specchi, fotografie, determinati vestiti, situazioni sociali o altre occasioni di confronto con la propria immagine, può essere utile chiedere un supporto professionale.
Il body avoidance può inserirsi all’interno di un disturbo del comportamento alimentare o accompagnare altre difficoltà legate all’immagine corporea. Comprendere la funzione che questi comportamenti assumono per la persona è quindi importante per individuare il percorso più adatto.
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Fonti:



