Contenuto verificatoIl rientro al lavoro dopo le vacanze può essere vissuto con sensazioni molto diverse. Per alcune persone rappresenta un ritorno graduale alla routine; per altre, invece, può accompagnarsi a stanchezza, irritabilità, calo della motivazione, difficoltà di concentrazione o una sensazione generale di fatica nel riprendere i ritmi abituali.
Nei paragrafi che seguono vedremo perché il rientro può risultare così faticoso, quali segnali possono comparire, quali fattori possono aumentare lo stress e come distinguere una normale fase di adattamento da un malessere più persistente, che merita maggiore attenzione.
Al rientro dalle ferie, lo stress non dipende soltanto dalla quantità di lavoro da affrontare, ma anche dai pensieri anticipatori che si riattivano prima ancora di tornare pienamente nella routine.
Tra i più comuni possono esserci:
Questi pensieri possono aumentare la tensione già nei giorni precedenti al rientro. In alcuni casi, infatti, lo stress da rientro inizia prima di tornare effettivamente al lavoro, proprio attraverso l’anticipazione mentale di ciò che ci aspetta.
Non tutte le ferie riescono a svolgere una funzione realmente rigenerante. Alcune persone rientrano al lavoro con la sensazione di non aver staccato abbastanza, o addirittura di non aver staccato affatto.
Può succedere perché il periodo di pausa è stato breve e il tempo è sembrato passare troppo velocemente. In altri casi, le ferie sono state occupate da impegni familiari, organizzativi o personali che hanno lasciato poco spazio al riposo vero e proprio.
C’è poi chi, anche durante la vacanza, è rimasto in qualche modo collegato al lavoro: telefonate, email, messaggi, urgenze o responsabilità difficili da interrompere possono mantenere attivo quello stato di allerta che la pausa dovrebbe invece contribuire a ridurre.
Per alcune persone, infine, il problema è ancora più a monte. Se l’anno lavorativo è stato particolarmente faticoso, segnato da stress lavoro-correlato, sovraccarico o burnout, qualche giorno o qualche settimana di ferie può non essere sufficiente per recuperare davvero. In questi casi, il rientro può riattivare molto rapidamente una stanchezza che non era mai scomparsa del tutto.
La sensazione di non aver recuperato, quindi, non va letta solo come “vacanze non riuscite”, ma anche come possibile indicatore del fatto che il livello di affaticamento accumulato fosse già molto elevato prima della pausa.
Il rientro può spaventare perché segna la fine di un periodo più libero e il ritorno a ritmi, richieste e responsabilità che conosciamo già. Proprio per questo, però, può anche diventare un momento utile per ripartire con qualche aggiustamento.
Non è necessario tornare subito “a pieno regime”. Può essere utile concedersi alcuni giorni di riadattamento, ristabilire gradualmente le routine e osservare quali aspetti della propria quotidianità lavorativa pesano di più.
Può aiutare, ad esempio:
In questo senso, “ricominciare” non significa necessariamente tornare esattamente alla situazione precedente. Può essere anche un’occasione per fare alcune cose in modo diverso, proteggere meglio le proprie energie e riconoscere prima i segnali di sovraccarico.
Se però lo stress da rientro è molto intenso, persiste nel tempo o riattiva una condizione di forte malessere già presente prima delle ferie, può essere utile fermarsi a considerare il contesto lavorativo nel suo insieme. Quando il lavoro è percepito come tossico, ingestibile o costantemente fonte di esaurimento, il problema potrebbe non essere il rientro in sé, ma una situazione di stress lavorativo o burnout che merita attenzione.
GAM Medical è un centro specializzato nel supporto psicologico per stress e burnout. Ci occupiamo di persone che ogni giorno si confrontano con pressioni lavorative, sovraccarico, difficoltà a staccare e perdita di equilibrio tra lavoro e vita personale. Se ti riconosci in questa situazione, puoi contattarci per parlarne con uno dei nostri professionisti della salute mentale.
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