Contenuto verificatoIn questo articolo
Neurodivergenza femminile o disturbo borderline? Le donne neurodivergenti, ad esempio autistiche o ADHD affrontano spesso un problema critico: la diagnosi errata o ritardata, e in particolare una tendenza a essere identificate come affette da Disturbo borderline di personalità (DBP) invece che riconosciute come neurodivergenti.
Le ragioni alla base di questo fenomeno sono principalmente due:
In questo articolo esploreremo questi due elementi e come essi contribuiscano a diagnosi errate o tardive nelle donne.
Una delle principali ragioni per cui le donne neurodivergenti vengono spesso diagnosticate con disturbo borderline di personalità è che alcuni tratti clinici possono essere presenti sia nel disturbo borderline sia in alcune presentazioni dell’autismo o dell’ADHD, specialmente nelle donne.
Alcuni tratti comuni che possono confondere sono_
Quando una donna arriva ad un servizio di salute mentale con sintomi come quelli elencati nel paragrafo sopra, può succedere che il clinico, consciamente o meno, interpreti il quadro secondo lo schema più familiare o più riconosciuto: il disturbo borderline di personalità.
Questo perché il DBP è storicamente più “femminile” nella percezione clinica, mentre l’autismo e l’ADHD sono stati a lungo considerati “maschili” o almeno più visibili nei maschi.
Di conseguenza:
La sovrapposizione sintomatologica agisce, quindi, come una trappola diagnostica, perché non è che autismo/ADHD e DBP siano la stessa cosa, ma i sintomi si sovrappongono in modo sufficientemente significativo da richiedere una valutazione molto attenta e differenziata.
Un secondo elemento fondamentale è che la comunità clinica, formativa e anche sociale ha ancora scarsa consapevolezza del modo in cui le neurodivergenze (autismo, ADHD) si manifestano nelle donne.
Questo porta a due effetti: primo, il riconoscimento tardivo o mancato; secondo, la tendenza a spiegare i sintomi attraverso il filtro di un disturbo “più familiare” (come il disturbo borderline) piuttosto che attraverso il paradigma neurodivergente.
Quindi siamo ancora una volta qui: la mancata conoscenza del fenotipo neurodivergente femminile fa sì che la diagnosi si indirizzi verso un disturbo più “visibile” per le donne — ossia il disturbo borderline — piuttosto che verso la neurodivergenza.
Quando una donna neurodivergente viene diagnosticata come borderline invece che riconosciuta nella sua neurodivergenza, ciò può determinare:
La letteratura recente conferma ciò che la pratica clinica da tempo suggerisce: nelle donne la diagnosi di neurodivergenza può essere mascherata da un’etichetta di disturbo borderline di personalità. Di seguito alcuni studi rilevanti:
Queste evidenze confermano che il fenomeno non è marginale: la riconduzione delle neurodivergenze femminili al disturbo borderline di personalità è supportata dalla letteratura e richiede una presa di coscienza clinica e sociale.
Fine dell’articolo
Grazie per aver letto fin qui.
Grazie! Il tuo parere ci aiuta a scrivere articoli più utili.
Chi c’è dietro questo articolo
Scopri tutti gli articoli di psicologia e psicoterapia scritti dai professionisti di GAM Medical! Tutti i contenuti sono verificati dal Team di revisione clinica.
Contenuto verificato
Revisione clinica a cura di
Coordinatrice della revisione psicologico-clinica, esperta in psicodiagnostica e disturbi del neurosviluppo.
Ultima revisione clinica: 5 Settembre 2026
Coordinamento editoriale: Denise Puglisi
Commenti (1)
Dai un’occhiata anche a questi articoli
28 Settembre 2026
13 Settembre 2026
3 Settembre 2026
1 Settembre 2026Guarda le nostre recensioni
Pensi di essere una persona autistica?
Compila il test di autovalutazione! Ti darà un’indicazione sull’opportunità di approfondire con diagnosi e terapia. Bastano 5 minuti per avere il risultato.
Fai il test autismo gratuito
Molto Molto Significante,
Grazie