Contenuto verificatoMolti soggetti con disturbo ossessivo-compulsivo riportano anche esperienze simili alle allucinazioni, o addirittura allucinazioni vere e proprie.
Oltre ai sintomi più noti del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), come i pensieri intrusivi, le immagini mentali disturbanti, i rituali comportamentali e le compulsioni che la persona si sente costretta a mettere in atto per ridurre l’ansia, ci sono anche altri aspetti sintomatologici che possono presentarsi o accompagnare il DOC.
Uno di questi è proprio la presenza di allucinazioni o fenomeni quasi-allucinatori nel DOC. Nel corso di questo articolo faremo chiarezza su questa compresenza, cercando di far luce sulla differenza tra:
Tradizionalmente, il DOC non è un disturbo della percezione. Le allucinazioni, invece, sono sintomi tipici dei disturbi psicotici, come la schizofrenia, il disturbo schizoaffettivo e altri quadri correlati.
Tuttavia, la letteratura scientifica ha dimostrato che DOC e schizofrenia possono coesistere più frequentemente di quanto un tempo si credesse.
Secondo articoli clinici citati dalla International OCD Foundation (IOCDF):
Quando la schizofrenia e il DOC coesistono, è molto più probabile osservare allucinazioni vere e proprie. In questi casi, infatti, non siamo più di fronte esclusivamente a pensieri intrusivi, ma a percezioni sensoriali completamente alterate, come:
A differenza delle immagini intrusive tipiche del DOC, nelle allucinazioni psicotiche il paziente non riconosce il carattere irrealistico dell’esperienza e l’insight può essere gravemente compromesso o del tutto assente.
Negli anni ’90 si è proposta la definizione di Disturbo Schizo-Ossessivo, una condizione in cui sintomi ossessivo-compulsivi e psicotici (deliri, allucinazioni) coesistono in modo strutturale e persistente.
La International OCD Foundation (IOCDF) ha dedicato un approfondimento proprio a questa condizione, sottolineando che:
Il disturbo schizo-ossessivo si caratterizza per:
Ci sono casi in cui le “allucinazioni” nel DOC non sono veri sintomi psicotici bensì delle quasi allucinazioni.
Cerchiamo di capire meglio: il DOC è tendenzialmente di natura ego-distonica: ciò significa che la persona riconosce che i pensieri sono irrazionali, esagerati o non coerenti con ciò che desidera o crede. Questo lo distingue nettamente dai disturbi psicotici, dove il soggetto tende a considerare i propri pensieri deliranti o le proprie percezioni allucinatorie come reali ed ego-sintoniche.
Eppure, proprio questa distinzione talvolta può diventare sfumata.
Molti pazienti riferiscono immagini intrusive talmente vivide da sembrare percezioni reali, difficili da discernere dalla realtà.
Si tratta di fenomeni in cui il paziente:
Ma non sono vere e proprie allucinazioni intese come disturbi e alterazioni percettive.
Ciò che distingue questi fenomeni quasi-allucinatori da quelli propriamente allucinatori nel DOC è:
Ad esempio:
Questi fenomeni non implicano una perdita del contatto con la realtà: il soggetto sa che sono immagini mentali, per quanto disturbanti.
Lo studio Sensory properties of obsessive thoughts in OCD and the relationship to psychopathology è una fonte molto interessante per capire la natura sensoriale delle immagini intrusive nel DOC.
La ricerca mostra che:
Questo studio fornisce un supporto empirico alla distinzione tra:
Nel DOC, ciò che “sembra reale” non è necessariamente percepito come “vero”.
Gli individui con DOC, infatti, presentano spesso:
Questi fattori rendono le immagini intrusive molto più intense rispetto alla normale esperienza immaginativa.
Quando l’ansia è alta, la soglia che separa immaginazione e percezione può sembrare più sottile.
Ciò non equivale a un’esperienza psicotica, ma può portare la persona a chiedersi:
Questo dubbio è esso stesso un sintomo ossessivo, definito ossessione di dubbio percettivo.
Nella pratica clinica è fondamentale riconoscere questo aspetto, perché molto spesso ciò che a una prima osservazione può sembrare un sintomo psicotico si rivela invece essere semplicemente un’ossessione particolarmente vivida tipica del disturbo ossessivo-compulsivo.
Le immagini intrusive del DOC, infatti, possono essere così nitide e sensorialmente cariche da confondere sia il paziente sia talvolta il clinico inesperto.
Quando si aggiunge il caratteristico dubbio patologico del disturbo ossessivo-compulsivo — il cosiddetto “E se fosse reale?” — il soggetto può convincersi che quell’immagine mentale o quella sensazione interna possa addirittura essere un’allucinazione.
Questo rischio di interpretazione errata rende ancora più importante distinguere accuratamente tra fenomeni ossessivi intensi e veri sintomi psicotici, poiché la diagnosi corretta orienta in modo decisivo il trattamento e la prognosi.
Fine dell’articolo
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Chi c’è dietro questo articolo
Scopri tutti gli articoli di psicologia e psicoterapia scritti dai professionisti di GAM Medical! Tutti i contenuti sono verificati dal Team di revisione clinica.
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Revisione clinica a cura di
Dott.ssa Maria Elena De Matteis
Ultima revisione clinica: 5 Settembre 2026
Coordinamento editoriale: Denise Puglisi
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