Disattenzione, impulsività, difficoltà nell’organizzazione e problemi nel gestire le richieste quotidiane possono far pensare al Disturbo dell’Attenzione e Iperattività. In alcuni casi, però, caratteristiche simili possono comparire anche nei disturbi dello spettro feto-alcolico, indicati con la sigla FASD.
Proprio questa sovrapposizione può rendere complesso capire da dove arrivino realmente alcune difficoltà. Inoltre, FASD e ADHD non si escludono necessariamente: possono anche essere presenti contemporaneamente.
In questo articolo di GAM Medical vedremo perché FASD e ADHD possono essere confuse, quali differenze possono aiutare durante una valutazione clinica e perché osservare soltanto disattenzione e impulsività non è sufficiente per arrivare a una diagnosi.
Perché FASD e ADHD possono sembrare così simili?
FASD è un termine ombrello che comprende condizioni associate all’esposizione prenatale all’alcol. Non coincide quindi soltanto con la sindrome feto-alcolica, o FAS, che rappresenta uno dei quadri compresi nello spettro.
La confusione con il Disturbo dell’Attenzione nasce soprattutto perché alcune difficoltà possono apparire molto simili nella quotidianità. Un bambino può faticare a mantenere l’attenzione, dimenticare istruzioni, agire impulsivamente, avere difficoltà nella pianificazione o sembrare poco organizzato. Guardando esclusivamente questi comportamenti, distinguere le due condizioni può essere complesso.
Come si può leggere nella meta-analisi “Research Review: Executive function deficits in fetal alcohol spectrum disorders and attention-deficit/hyperactivity disorder” (Kingdon et al.) del 2016, sia i bambini con FASD sia quelli ADHD possono presentare difficoltà nelle funzioni esecutive. La ricerca ha però individuato differenze medie tra i gruppi, con difficoltà più marcate nella FASD soprattutto in aree come pianificazione, flessibilità cognitiva e fluenza. Questo non significa che osservando una singola difficoltà sia possibile capire quale condizione sia presente. Le differenze individuate dagli studi riguardano profili di gruppo e non possono essere trasformate in un test fai-da-te. Servono, però, a comprendere perché due persone che dall’esterno sembrano entrambe “distratte” possano avere profili neuropsicologici e storie cliniche differenti.
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Fai il test ADHDFASD e ADHD: quali differenze aiutano davvero a distinguerle?
La distinzione tra FASD e ADHD non si basa su un singolo sintomo. Disattenzione, impulsività, difficoltà organizzative e problemi nelle funzioni esecutive possono comparire in entrambe le condizioni, ed è proprio questo che può creare confusione.
Come si può leggere nello studio “Distinguishing between attention-deficit hyperactivity and fetal alcohol spectrum disorders in children: clinical guidelines” (Peadon et al.) del 2010, le comuni scale comportamentali non sono sufficienti, da sole, a distinguere i due quadri. Per arrivare a una valutazione più accurata è necessario considerare la storia dello sviluppo, il profilo neuropsicologico e, nel caso della FASD, anche le informazioni relative all’esposizione prenatale all’alcol.
Una prima differenza importante riguarda proprio l’origine del quadro. L’ADHD è una condizione del neurosviluppo con una forte componente genetica e multifattoriale. La FASD, invece, comprende condizioni associate all’esposizione prenatale all’alcol e può coinvolgere diverse aree del funzionamento cognitivo, comportamentale e adattivo.
Anche il profilo delle difficoltà può essere diverso. Nella FASD possono emergere problemi più ampi nella pianificazione, nella flessibilità cognitiva, nell’apprendimento e nella memoria, mentre nella Condizione ADHD le difficoltà riguardano spesso soprattutto regolazione dell’attenzione, controllo dell’impulsività e organizzazione. Queste differenze, però, riguardano tendenze osservate negli studi e non permettono di riconoscere una diagnosi semplicemente osservando il comportamento di una persona.
Un altro elemento da considerare è che alcune forme di FASD possono presentare caratteristiche fisiche specifiche, ma non tutte le persone nello spettro le mostrano. Per questo l’assenza di segni fisici non esclude automaticamente una FASD.
Infine, FASD e ADHD possono coesistere. Questo significa che non sempre la domanda corretta è “quale delle due condizioni è presente?”, perché in alcuni casi entrambe possono contribuire alle difficoltà osservate.
Per questo motivo, il confronto tra FASD e Disturbo dell’Attenzione-Iperattività deve servire a orientare la valutazione, non a semplificarla troppo. Il punto centrale resta comprendere l’intero profilo della persona, invece di attribuire tutto ai sintomi più evidenti.
Se credi che l’ADHD possa limitarti, un percorso diagnostico ti aiuterà a ottenere chiarezza e a capire come affrontarlo al meglio.
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Perché non basta osservare disattenzione e impulsività?
Quando un bambino fatica a stare concentrato, dimentica frequentemente ciò che gli viene chiesto o agisce senza valutare le conseguenze, è comprensibile pensare subito all’ADHD. Il problema nasce quando questi comportamenti vengono utilizzati come unica base per interpretare tutto il funzionamento della persona.
La valutazione deve ricostruire una storia molto più ampia. Una diagnosi ADHD richiede una valutazione completa che consideri storia medica, sviluppo e aspetti psicosociali. Nel sospetto di FASD diventano inoltre importanti la storia prenatale e una valutazione delle diverse aree del funzionamento neuroevolutivo.
C’è poi un’altra possibilità da non dimenticare: non sempre bisogna scegliere tra FASD oppure ADHD. Le due condizioni possono coesistere e l’ADHD è frequentemente diagnosticato nelle persone con FASD. Per questo una precedente diagnosi di ADHD non permette, da sola, di escludere la presenza di difficoltà associate all’esposizione prenatale all’alcol.Comprendere correttamente il quadro è importante perché permette di costruire aspettative, supporti e interventi più coerenti con le reali difficoltà della persona, evitando di interpretare ogni comportamento soltanto attraverso l’etichetta diagnostica più evidente.
Uno screening ADHD può essere utile quando disattenzione, impulsività o difficoltà organizzative sono presenti nella quotidianità. Il risultato, però, non permette di stabilire da solo quale sia l’origine di queste caratteristiche.
Un punteggio compatibile con ADHD indica che può essere opportuno approfondire, non che siano state escluse FASD, altre condizioni del neurosviluppo o eventuali quadri concomitanti. È proprio quando la storia appare più complessa che diventa importante evitare conclusioni basate soltanto sui sintomi più visibili.
GAM Medical, clinica ADHD, offre valutazioni specialistiche per approfondire il funzionamento della persona e comprendere meglio l’origine delle difficoltà osservate. Se riconosci difficoltà compatibili con ADHD e vuoi capire se possa essere utile approfondirle, un test ADHD può rappresentare un primo strumento di orientamento. L’eventuale diagnosi ADHD richiede però una valutazione specialistica capace di considerare la storia e il funzionamento complessivo della persona.
Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.
Fonti:
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26251262/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20856914/



