Contenuto verificatoTi capita di ripetere ogni giorno alcune abitudini anche quando vorresti interromperle?
Smartphone, serie TV, videogiochi, cibo, acquisti online o altre attività possono diventare una fonte immediata di stimoli e gratificazione. Nell’ADHD, alcune caratteristiche del funzionamento attentivo e della regolazione della ricompensa possono rendere più difficile rinunciare a ciò che offre una soddisfazione immediata. Questo non significa, però, che ogni abitudine sia una dipendenza.
L’obiettivo di questo articolo è capire perché alcune assuefazioni giornaliere possono comparire nell’ADHD, quali segnali osservare e quali strategie possono aiutare a gestire le abitudini che diventano difficili da interrompere.
Parlare di assuefazioni giornaliere nell’ADHD può essere utile per descrivere quelle situazioni in cui un comportamento viene ripetuto con grande frequenza e sembra diventare quasi automatico. Il termine, però, non indica una diagnosi specifica: un’abitudine molto frequente non equivale necessariamente a una dipendenza.
Una persona ADHD può, per esempio, ritrovarsi a controllare continuamente il telefono, cercare nuovi contenuti online, giocare per molto tempo o dedicarsi a un’attività piacevole proprio quando dovrebbe iniziarne un’altra. Il punto centrale non è soltanto quanto spesso avviene il comportamento, ma quanto sia difficile interromperlo e quali conseguenze produca.
Queste difficoltà possono diventare più evidenti quando l’attività alternativa è poco stimolante, richiede uno sforzo prolungato o offre una ricompensa soltanto nel futuro. Per comprendere meglio il funzionamento dell’ADHD è quindi utile considerare anche il rapporto tra attenzione, impulsività, motivazione e gratificazione.
Una delle possibili chiavi di lettura riguarda il modo in cui viene valutata una ricompensa quando deve essere attesa. La ricerca ha studiato questo fenomeno attraverso il delay discounting, cioè la tendenza a dare meno valore a una ricompensa quando è disponibile soltanto dopo un certo periodo di tempo.
La meta-analisi “Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder and Monetary Delay Discounting: A Meta-Analysis of Case-Control Studies”, di Jacob N. S. Jackson e James MacKillop (2016), ha rilevato una differenza significativa di media entità nel delay discounting tra gruppi ADHD e gruppi di controllo, indicando una maggiore preferenza per ricompense disponibili più rapidamente.
Questo può aiutare a comprendere perché un’attività che offre gratificazione immediata possa risultare particolarmente difficile da lasciare, soprattutto quando l’alternativa richiede pazienza e impegno.
Una situazione tipica può essere questa: aprire un social richiede pochi secondi e produce subito nuovi stimoli; completare un’attività lavorativa, invece, richiede concentrazione e la ricompensa arriva soltanto alla fine. Il cervello può quindi essere maggiormente attratto dalla prima opzione.
Anche la scelta impulsiva può avere un ruolo. La meta-analisi “ADHD and the Choice of Small Immediate Over Larger Delayed Rewards: A Comparative Meta-Analysis of Performance on Simple Choice-Delay and Temporal Discounting Paradigms”, di Ivo Marx, Thomas Hacker, Xue Yu, Samuele Cortese ed Edmund Sonuga-Barke (2018, pubblicata nel 2021), ha mostrato che i partecipanti ADHD sceglievano più frequentemente ricompense piccole e immediate rispetto a ricompense maggiori ma ritardate.
Non significa quindi che il Disturbo dell’Attenzione e Iperattività provochi automaticamente comportamenti di dipendenza. Piuttosto, la ricerca sulla ricompensa aiuta a spiegare perché alcune attività brevi, stimolanti e immediatamente gratificanti possano esercitare una forte attrazione.
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Fai il test ADHDQuali sono i segnali da osservare?
Non esiste un singolo comportamento che permetta di riconoscere un’assuefazione. È più utile osservare il rapporto tra la persona e l’attività.
Alcuni segnali meritano particolare attenzione:
È importante non interpretare automaticamente questi segnali come una dipendenza. Una diagnosi di ADHD richiede una valutazione specialistica e considera la storia della persona, i sintomi e il loro impatto nei diversi contesti.
La meta-analisi “A meta-analysis of decision-making and attention in adults with ADHD”, di Athanasia M. Mowinckel, Mads Lund Pedersen, Espen Eilertsen e Guido Biele (2015), ha rilevato effetti piccoli-moderati nelle misure di decisione negli adulti ADHD e ha evidenziato l’interesse della ricerca verso i processi decisionali legati alla ricompensa.
Come mostrato da questi studi, quindi, impulsività e modalità di valutazione delle ricompense possono contribuire a determinati comportamenti, ma non permettono da sole di stabilire la presenza di una dipendenza.
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Prenota colloquio gratuito ADHDCosa succede quando fermarsi diventa difficile?
La difficoltà può emergere soprattutto quando un’attività rappresenta una fonte costante di novità e stimolazione. Passare rapidamente da un video all’altro, controllare le notifiche o iniziare continuamente nuovi contenuti può mantenere alta l’attenzione senza richiedere uno sforzo prolungato.
In questi casi, il problema non è necessariamente l’attività in sé. Guardare una serie, giocare o utilizzare lo smartphone sono comportamenti comuni. Diventano più problematici quando occupano uno spazio sproporzionato nella giornata e interferiscono con ciò che la persona vorrebbe o dovrebbe fare.
Per questo è utile chiedersi non soltanto “Quanto lo faccio?”, ma anche:
Queste domande possono aiutare a distinguere un’abitudine frequente da un comportamento che sta diventando problematico.
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Centro Clinico ADHDCambiare un’abitudine difficile da interrompere non significa affidarsi soltanto alla forza di volontà. Nell’ADHD può essere più utile rendere concretamente più facile il comportamento desiderato e meno immediato quello che si vuole ridurre.
Alcune strategie possono essere:
Quando viene confermata la presenza di ADHD, può essere indicata anche la terapia farmacologica ADHD, sempre sotto supervisione specialistica. I farmaci per l’ADHD possono contribuire a migliorare attenzione e autoregolazione, aspetti che possono incidere anche sulla gestione di abitudini e comportamenti difficili da interrompere. Nei percorsi di GAM Medical, centro ADHD, il trattamento viene valutato in base al quadro clinico e inserito in un percorso personalizzato.
Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.
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Referente per CBT, mindfulness, regolazione emotiva e neurodivergenze.
Ultima revisione clinica: 20 Settembre 2026
Coordinamento editoriale: Denise Puglisi
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