Autismo e stimming toy “insostituibili”

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Autismo e stimming toy "insostituibili"

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Per alcune persone autistiche, i propri stimming toy possono diventare insostituibili.

Possono essere vecchi, rotti, scoloriti, deformati o molto diversi da com’erano quando sono stati comprati e, nonostante questo, l’idea di sostituirli con un oggetto nuovo e apparentemente identico può non funzionare. Ma perché succede?

Cosa rende uno stimming toy così unico da non poter essere semplicemente rimpiazzato?

Nelle prossime righe parliamo di questa particolare relazione tra stimming, caratteristiche sensoriali e cambiamenti che un oggetto acquisisce nel tempo attraverso l’uso.

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Cosa si intende per stimming toy?

Gli stimming toy sono oggetti utilizzati per mettere in atto comportamenti di stimming, cioè movimenti o azioni ripetitive che possono aiutare alcune persone nello spettro dell’autismo e, più in generale, neurodivergenti a regolare le sensazioni, gestire le emozioni, favorire la concentrazione o ricercare determinati stimoli sensoriali.

Possono avere forme e caratteristiche molto diverse e, soprattutto, non devono necessariamente essere oggetti progettati appositamente per questo scopo.

Abbiamo parlato più approfonditamente di che cosa sono e di come vengono utilizzati nell’articolo del nostro blog di psicologia Stim-Toys per i Neurodivergenti: cosa sono?.

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Scelta di uno stimming toy nell’autismo: le caratteristiche sensoriali

Gli stimming toy possono essere scelti sulla base di caratteristiche sensoriali e pratiche molto specifiche, che variano da persona a persona. Non esiste quindi uno stimming toy adatto a tutti: ciò che risulta piacevole o utile per qualcuno può non esserlo per qualcun altro. Tra le caratteristiche che possono influenzare la scelta troviamo, per esempio:

  • Colore e aspetto visivo: colori, forme, trasparenze o altri elementi visivi possono rendere un oggetto particolarmente piacevole o interessante.
  • Forma: la forma può determinare il modo in cui l’oggetto viene impugnato, manipolato o fatto scorrere tra le dita.
  • Materiale e consistenza: superfici lisce, morbide, ruvide, elastiche, rigide o gommose possono offrire sensazioni tattili molto diverse.
  • Peso: alcune persone possono preferire oggetti molto leggeri, altre trovare più piacevole o rassicurante una certa pesantezza tra le mani.
  • Tipo di movimento: girare, premere, schiacciare, piegare, far scorrere o ruotare una parte dell’oggetto può fornire tipi differenti di stimolazione.
  • Suono: click, scatti o altri piccoli rumori prodotti durante l’utilizzo possono essere ricercati oppure, al contrario, rappresentare una caratteristica da evitare.
  • Tascabilità: dimensioni e praticità possono essere importanti per chi desidera portare lo stimming toy con sé e utilizzarlo facilmente anche fuori casa.

Queste sono solo alcune possibilità: le caratteristiche ricercate dipendono dalle preferenze e dalle esigenze sensoriali della singola persona.

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Autismo e stimming toy: perché alcuni oggetti diventano insostituibili?

Le caratteristiche che abbiamo visto nel paragrafo precedente possono essere importanti nel momento in cui uno stimming toy viene scelto: il materiale, la consistenza, il peso, la forma, il colore o il tipo di movimento che permette di compiere possono renderlo particolarmente adatto alle preferenze sensoriali di una persona.

Con il tempo, però, il suo valore può non dipendere più soltanto da queste caratteristiche iniziali. Attraverso l’uso ripetuto, infatti, l’oggetto cambia: può diventare più morbido o più rigido, consumarsi in determinati punti, piegarsi in un modo preciso o acquisire una particolare risposta al movimento.

Sono proprio questi piccoli cambiamenti a creare sensazioni conosciute, prevedibili e difficili da riprodurre.

Per questo, anche acquistare lo stesso identico modello può non significare davvero sostituirlo: un oggetto nuovo può avere la stessa forma, lo stesso materiale e lo stesso colore, ma non ha ancora quella storia di utilizzo e quelle caratteristiche sensoriali uniche che si sono costruite nel tempo.

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Quando uno stimming toy diventa anche un oggetto affettivo

Uno stimming toy può diventare importante non soltanto per le sensazioni che offre, ma anche per quello che rappresenta nella storia personale di chi lo utilizza.

Può essere un oggetto presente fin dall’infanzia, legato a ricordi particolari oppure associato a momenti difficili che ha accompagnato e reso più gestibili.

In questi casi, il rapporto con lo stimming toy può assumere anche un forte valore affettivo e simbolico, che va oltre la sua funzione pratica.

A contribuire a questo legame, in alcune persone nello spettro autistico, potrebbe esserci anche la tendenza ad attribuire agli oggetti caratteristiche, intenzioni o una sorta di personalità, un fenomeno di cui abbiamo parlato più approfonditamente nel nostro articolo “Personificazione degli oggetti nell’autismo”.

Per questo, uno stimming toy può arrivare a essere percepito non semplicemente come qualcosa che si usa, ma come una presenza familiare legata a una parte della propria vita.

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Quando uno stimming toy si rompe o non è più reperibile

Quando uno stimming toy si rompe definitivamente, viene perso o non è più reperibile, la sua perdita può essere vissuta come particolarmente significativa.

Oggi esistono molti negozi, soprattutto online, che vendono oggetti progettati specificamente come stimming toy.

Per molte persone autistiche che oggi sono adulte, però, durante l’infanzia o l’adolescenza questa possibilità era molto meno comune: spesso non si trattava di oggetti nati appositamente per lo stimming, ma di giochi o oggetti quotidiani che, grazie a determinate caratteristiche sensoriali, finivano per diventare stimming toy attraverso l’uso.

Questo può rendere ancora più difficile trovare un’alternativa davvero equivalente, soprattutto quando quell’oggetto non viene più prodotto o non è più reperibile.

Anche un oggetto nuovo e molto simile potrebbe infatti non offrire le stesse sensazioni o richiedere tempo per diventare altrettanto familiare, prevedibile e confortevole.

Per questo, quando uno stimming toy non può più essere utilizzato, la sua sostituzione può rappresentare un cambiamento importante nella propria routine sensoriale.

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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

Autismo, Psicologia generale

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