La perdita di un nonno rappresenta spesso uno dei primi grandi lutti della vita. Per molte persone è un dolore che si manifesta con tristezza, nostalgia e senso di mancanza. Per altre, soprattutto quando è presente un ADHD, le emozioni possono assumere forme molto diverse e difficili da riconoscere.
C’è chi si sente improvvisamente più irritabile, chi fatica a stare fermo, chi si rifugia nel lavoro o nello studio, chi continua a tenersi occupato per tutto il giorno e chi, invece, prova un’apparente assenza di emozioni che genera ancora più senso di colpa. Questo può creare molta confusione. Alcune persone arrivano a chiedersi se stiano vivendo il lutto “nel modo sbagliato”, perché non piangono quanto si aspettavano oppure perché sentono soprattutto rabbia, agitazione o nervosismo.
In questo articolo di GAM Medical, clinica ADHD, vedremo perché il lutto può manifestarsi in modo diverso nelle persone ADHD, quando rabbia e agitazione possono rappresentare una risposta al dolore e quando può essere utile confrontarsi con professionisti esperti nella salute mentale.
Perché la perdita dei nonni può essere vissuto in modo diverso nelle persone ADHD?
Ogni persona vive il lutto in modo diverso. Non esiste una reazione giusta né una sequenza obbligata di emozioni da attraversare. Tuttavia, nelle persone con Condizione ADHD alcune caratteristiche del funzionamento emotivo possono rendere l’esperienza della perdita particolarmente intensa e, soprattutto, meno riconoscibile.
Molti immaginano il dolore come qualcosa che si esprime principalmente attraverso il pianto o la tristezza. Nella pratica clinica, però, non è raro osservare persone che reagiscono con irritabilità, agitazione, impulsività oppure con un forte bisogno di tenersi continuamente occupate.
Questo può accadere perché il sistema emotivo sta cercando di gestire un evento molto intenso utilizzando modalità che fanno già parte del funzionamento abituale della persona.
Come si può leggere nello studio “Emotion Dysregulation in Attention Deficit Hyperactivity Disorder”, la disregolazione emotiva rappresenta una caratteristica frequentemente associata all’ADHD e può influenzare l’intensità, la rapidità e la modulazione delle emozioni.
Questo non significa che una persona con Disturbo dell’Attenzione soffra necessariamente di più rispetto agli altri. Significa, però, che alcune emozioni possono essere vissute con maggiore intensità oppure trovare modalità di espressione differenti da quelle che ci si aspetterebbe.
Per questo motivo, dopo la perdita di un nonno, alcune persone possono sentirsi costantemente irrequiete, avere la sensazione di non riuscire a fermarsi oppure diventare più impulsive e facilmente irritabili. Altre possono accorgersi di avere molta meno pazienza, discutere più facilmente con le persone vicine oppure sentirsi improvvisamente sopraffatte da emozioni che sembrano comparire senza un motivo preciso.
Il problema è che queste manifestazioni vengono spesso interpretate come segnali di scarso controllo o di cattiva gestione delle emozioni. In realtà, possono rappresentare semplicemente il modo in cui il sistema emotivo sta cercando di adattarsi a un evento profondamente doloroso.
Per alcune persone diventa persino difficile riconoscere il dolore stesso. Più che tristezza, riferiscono una sensazione costante di tensione, stanchezza, confusione mentale o bisogno di fare continuamente qualcosa. È solo dopo qualche tempo che riescono a collegare queste reazioni alla perdita vissuta.
Comprendere questo meccanismo è importante perché permette di ridurre il senso di colpa. Non esiste un unico modo corretto di vivere il lutto, e il fatto che il dolore si esprima attraverso rabbia, agitazione o nervosismo non significa che il legame con la persona scomparsa fosse meno profondo.
Prenota un colloquio gratuito per l’ADHD
Pensi che l’ADHD limiti la tua vita? Un colloquio gratuito con un nostro psicologo può chiarire molti dubbi, così potrai decidere se iniziare un percorso di diagnosi o trattamento.
Prenota colloquio gratuito ADHDQuando il dolore si manifesta con rabbia o agitazione? Molte persone si aspettano che il lutto abbia un andamento abbastanza prevedibile: tristezza, pianto, nostalgia e, con il tempo, una graduale riduzione dell’intensità emotiva. Nella realtà, però, il dolore raramente segue uno schema così lineare.
Per alcune persone ADHD, il lutto può assumere forme molto diverse. La tristezza può alternarsi rapidamente a irritabilità, agitazione, senso di frustrazione o bisogno continuo di fare qualcosa. Alcuni raccontano di non riuscire a stare seduti, di sentirsi costantemente nervosi o di reagire in modo molto intenso a situazioni che, prima della perdita, avrebbero gestito con maggiore tranquillità.
All’esterno queste reazioni possono essere fraintese. Chi sta vicino alla persona può interpretarle come scarsa sensibilità, incapacità di affrontare il dolore o addirittura mancanza di sofferenza. In realtà, molto spesso il dolore è presente, ma trova modalità diverse per esprimersi.
Alcune persone cercano inconsapevolmente di tenere la mente sempre occupata. Si buttano nel lavoro, nello studio, nello sport o nelle attività quotidiane senza concedersi momenti di pausa. Non perché abbiano dimenticato la persona scomparsa, ma perché fermarsi significa lasciare spazio a emozioni che in quel momento sembrano troppo difficili da sostenere.
Altre, invece, notano un aumento dell’impulsività. Possono perdere facilmente la pazienza, rispondere in modo brusco, sentirsi costantemente irritate oppure provare una forte agitazione fisica senza riuscire a identificarne il motivo. Solo dopo qualche tempo collegano questi cambiamenti al lutto che stanno vivendo.
Questo può generare un ulteriore senso di colpa. Molti si chiedono se sia normale non riuscire a piangere, se sia sbagliato sentirsi arrabbiati oppure perché il dolore sembri emergere nei momenti più imprevedibili.
La realtà è che il lutto non riguarda solo la tristezza. Può coinvolgere l’intero sistema emotivo, modificando temporaneamente il modo in cui vengono vissute e regolate molte emozioni diverse.
Per questo motivo, il fatto che il dolore si manifesti attraverso rabbia, agitazione o irrequietezza non significa che il lutto sia meno autentico. Significa semplicemente che quella persona sta cercando di adattarsi a una perdita importante utilizzando modalità coerenti con il proprio funzionamento emotivo.
Pensi di essere ADHD?
Compila il test di autovalutazione! Ti darà un’indicazione sull’opportunità di approfondire con diagnosi e terapia. Bastano 3 minuti per avere il risultato.
Fai il test ADHD
Quando il lutto segue il suo corso e quando può essere utile chiedere supporto? Con il passare del tempo, molte persone iniziano gradualmente a ritrovare un nuovo equilibrio. Il dolore non scompare completamente, ma cambia forma. Diventa meno travolgente e lascia nuovamente spazio alla quotidianità, pur mantenendo vivo il ricordo della persona scomparsa.
Come si può leggere nello studio “Complicated Grief” di M. Katherine Shear, il processo di elaborazione del lutto è molto variabile da persona a persona. Nella maggior parte dei casi il dolore tende progressivamente a trasformarsi, permettendo di riprendere le attività quotidiane pur continuando a mantenere un legame affettivo con chi non c’è più. In alcune situazioni, però, la sofferenza rimane molto intensa e continua a compromettere in modo significativo il funzionamento della persona.
È importante ricordare che non esiste un tempo “giusto” per elaborare un lutto. Tuttavia, se con il passare dei mesi rabbia, agitazione, evitamento o disperazione continuano a occupare gran parte della giornata, oppure se diventa sempre più difficile lavorare, studiare, mantenere relazioni o svolgere le normali attività quotidiane, può essere utile chiedere un supporto specialistico.
Questo vale ancora di più quando il lutto si intreccia con caratteristiche già presenti, come la disregolazione emotiva dell’ADHD. In questi casi può essere difficile distinguere ciò che appartiene al normale processo di elaborazione della perdita da ciò che, invece, sta aumentando la sofferenza e il senso di blocco.
Chiedere aiuto non significa vivere il lutto nel modo sbagliato. Significa concedersi uno spazio per comprendere meglio quello che sta accadendo, dare un significato alle proprie reazioni e costruire strumenti che permettano di affrontare il dolore senza esserne completamente travolti.
Se senti che la perdita di una persona cara continua a influenzare profondamente il tuo equilibrio emotivo e riconosci che l’ADHD rende ancora più difficile gestire ciò che stai vivendo, confrontarti con uno psicologo specializzato in ADHD può rappresentare un primo passo utile per affrontare il lutto con maggiore consapevolezza e senza sentirti giudicato per il modo in cui esprimi il tuo dolore
Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.
Fonti:
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24480998/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27074164/



