Autismo e interocezione: perché non senti fame, sete o stanchezza finché è tardi

Tempo di lettura: 5 minuti

autismo e non sentire la fame

Ti capita di accorgerti di avere fame, sete o sonno solo quando il disagio è già molto intenso?

Autismo e interocezione sono spesso collegati a questa esperienza: percepire e interpretare i segnali interni del corpo può risultare meno immediato, portando la persona a riconoscere alcuni bisogni solo quando diventano difficili da ignorare. 

In questo articolo vediamo cos’è l’interocezione, perché può funzionare in modo diverso nelle persone autistiche e quali strategie pratiche possono aiutare nella quotidianità, soprattutto quando il sovraccarico rende ancora più difficile ascoltare il proprio corpo.

Interocezione: Cos’è e perché è importante nell’autismo?

L’interocezione è la capacità di percepire e interpretare i segnali che arrivano dal corpo. Fame, sete, stanchezza, tensione fisica, bisogno di riposo o sensazione di stress fanno parte di questo sistema di percezione interna.

Secondo lo studio “Interoception in autism spectrum disorder: A review” di DuBois D. e colleghi del 2016, nelle persone nello spettro autistico possono essere presenti differenze nella percezione e nell’interpretazione dei segnali corporei interni.

Questo non significa necessariamente “non sentire” il corpo, ma piuttosto percepirlo in modo meno chiaro, più discontinuo o più tardivo. In alcuni casi il segnale arriva solo quando il livello di disagio è già elevato e difficile da ignorare.

Molte persone descrivono esperienze come:

  • rendersi conto della fame solo quando compare irritabilità,
  • accorgersi della stanchezza solo quando il corpo è già molto affaticato,
  • dimenticare di bere per molte ore senza percepire sete.

In altri casi, il corpo può inviare segnali difficili da interpretare. Una sensazione di agitazione, ad esempio, potrebbe essere collegata a fame o stanchezza senza che la persona riesca immediatamente a riconoscerlo.

Comprendere questo funzionamento è importante perché permette di leggere alcune difficoltà quotidiane in modo meno colpevolizzante e più coerente con il proprio funzionamento neurologico.

Perché fame, sete e stanchezza arrivano tardi?

Quando l’interocezione funziona in modo diverso, il cervello può avere più difficoltà nel riconoscere rapidamente alcuni bisogni corporei.

Secondo lo studio “Interoceptive accuracy in autism spectrum disorder” di Garfinkel S.N. e colleghi del 2016, alcune persone autistiche possono mostrare differenze nell’accuratezza interocettiva, cioè nella capacità di identificare correttamente i segnali interni del corpo.

Nella pratica quotidiana, questo può tradursi in pasti saltati senza accorgersene oppure nella difficoltà a interrompere un’attività anche quando il corpo è affaticato. In alcuni casi, il bisogno di recupero viene percepito solo molto tardi, quando il livello di sovraccarico è già elevato.

L’attenzione intensa verso un’attività può rendere ancora più difficile percepire i segnali corporei. Quando il cervello è fortemente focalizzato su qualcosa, i segnali interni possono passare in secondo piano fino a diventare molto intensi.

Anche il sovraccarico sensoriale può influenzare l’interocezione. Se il sistema nervoso è impegnato a gestire troppi stimoli esterni, può risultare più difficile prestare attenzione a ciò che accade all’interno del corpo.

Questo può creare una sensazione di “disconnessione” dai propri bisogni fisici, che spesso viene interpretata come distrazione o scarsa organizzazione, quando in realtà riguarda il modo in cui il cervello processa le informazioni corporee.

Quali sono gli effetti nella vita quotidiana delle difficoltà interocettive?

Le difficoltà interocettive possono influenzare molti aspetti della vita quotidiana, spesso in modo sottile ma continuo.

Ad esempio, una persona può continuare a lavorare o studiare anche quando il livello di stanchezza è già molto alto, semplicemente perché il segnale non viene percepito in tempo. In altri casi, irritabilità o difficoltà di concentrazione possono aumentare senza che la causa venga collegata a fame, sete o mancanza di pause.

Questo può contribuire ad aumentare:

  • il sovraccarico mentale,
  • la fatica emotiva,
  • la sensibilità sensoriale,
  • le difficoltà di regolazione emotiva.

In alcuni momenti, il corpo comunica il bisogno solo quando il livello di disagio è ormai molto elevato. Questo può portare a oscillazioni improvvise dell’energia o dell’umore, che possono risultare difficili da interpretare.

Anche il sonno può essere influenzato. Alcune persone si accorgono della stanchezza solo quando il corpo è già esausto, rendendo più difficile costruire routine di recupero regolari.

Comprendere il legame tra interocezione e regolazione emotiva può aiutare a dare un significato più chiaro a molte esperienze quotidiane.

Quali sono le strategie pratiche per riconoscere i segnali del corpo?

Quando i segnali corporei vengono percepiti tardi, può essere utile utilizzare strategie esterne che aiutino a compensare questa difficoltà.

Routine prevedibili e reminder possono aiutare il cervello a monitorare meglio i bisogni corporei. Programmare pause regolari o orari stabili per i pasti riduce il rischio di arrivare a livelli elevati di stanchezza o fame senza accorgersene.

Anche brevi check corporei durante la giornata possono aiutare a costruire maggiore consapevolezza. Fermarsi per pochi secondi e chiedersi:

  • “quanto tempo è passato dall’ultimo pasto?”,
  • “ho bevuto abbastanza oggi?”,
  • “come si sente il mio corpo in questo momento?”

può favorire una connessione più stabile con i segnali interni.

In alcuni casi può essere utile associare bisogni corporei a elementi esterni prevedibili, ad esempio fare una pausa sempre dopo una determinata attività o bere acqua in momenti specifici della giornata.

Nel tempo, piccoli esercizi ripetuti possono aiutare il cervello a riconoscere i segnali corporei in modo più graduale e meno improvviso.

Autismo e interocezione: perché può aumentare il sovraccarico?

Quando fame, sete o stanchezza vengono riconosciute troppo tardi, il sistema nervoso può entrare più facilmente in uno stato di sovraccarico.

Secondo lo studio “The role of interoception in autism and alexithymia” di Shah P. e colleghi del 2016, le differenze interocettive possono influenzare anche la regolazione emotiva e la capacità di identificare gli stati interni.

Questo può manifestarsi con irritabilità improvvisa, aumento della sensibilità sensoriale o difficoltà di concentrazione. In alcuni casi, il corpo accumula tensione e affaticamento senza che la persona se ne renda conto immediatamente.

Quando il livello di sovraccarico aumenta, può diventare ancora più difficile percepire correttamente i segnali interni. Si crea così un circolo in cui il corpo comunica sempre più tardi e il sistema nervoso fatica a recuperare.

Riconoscere il legame tra corpo, attenzione ed emozioni è importante per sviluppare modalità più sostenibili di gestione dell’energia.

Quando può essere utile un supporto?

Quando le difficoltà interocettive influenzano in modo significativo la quotidianità, può essere utile un supporto orientato alla comprensione del proprio funzionamento.

In GAM Medical, clinica italiana specializzata in autismo, sono disponibili percorsi con psicologi specializzati in autismo, pensati per aiutare la persona a comprendere meglio il proprio funzionamento e le difficoltà legate a regolazione emotiva, sovraccarico e percezione dei segnali corporei.

Questi percorsi aiutano a comprendere meglio il rapporto tra segnali corporei, attenzione e regolazione emotiva, lavorando su modalità più sostenibili di gestione dell’energia mentale e fisica.

Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.

Fonti:

  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26763020/
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27845735/
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27622146/

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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

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