Psicologo online vs in presenza: cosa cambia davvero e per chi?

Tempo di lettura: 4 minuti

psicologo: seduta online

Ti stai chiedendo se fare terapia in videochiamata sia “la stessa cosa” che andare in studio? 

Online e in presenza condividono obiettivi e metodo clinico, ma cambiano alcune condizioni pratiche e relazionali: ambiente, privacy, confini e continuità. Le ricerche disponibili indicano che, in molti casi, la psicoterapia online può essere efficace quanto quella in presenza, soprattutto per interventi strutturati. (Norwood et al., 2018, The effectiveness of videoconferencing versus face-to-face psychotherapy: A systematic review and noninferiority meta-analysis).

Come funziona lo psicologo online?

Lo psicologo online lavora in modo molto simile allo psicologo in presenza, con una differenza centrale: l’incontro avviene tramite una piattaforma digitale: di solito videochiamata; talvolta audio o messaggistica, a seconda del servizio e del setting clinico. Nella pratica, un percorso online include:

  • Primo colloquio e valutazione: si ricostruiscono storia, sintomi, obiettivi e aspettative, come in studio.
  • Definizione del setting: durata e frequenza delle sedute, modalità di contatto, regole di privacy e gestione di imprevisti come la connessione e eventuali interruzioni.
  • Intervento psicologico: supporto, psicoterapia, training di abilità (es. gestione ansia, ruminazione, regolazione emotiva, comunicazione), a seconda dell’approccio.
  • Monitoraggio dei progressi: si valuta nel tempo l’andamento dei sintomi e il raggiungimento degli obiettivi.

La differenza più concreta riguarda il “contenitore”: in studio, il luogo fisico sostiene rituali e confini: arrivo, sala d’attesa e uscita. Online, questi elementi vanno costruiti intenzionalmente: scegliere uno spazio riservato, usare cuffie, concordare cosa fare se entra qualcuno o se cade la linea. Quando il setting è ben impostato, molte persone riferiscono un’esperienza fluida e “naturale”.

Lo psicologo online è efficace quanto lo psicologo in presenza?

Le evidenze scientifiche suggeriscono che, in diverse condizioni cliniche, gli interventi psicologici erogati in modalità online possono raggiungere esiti sovrapponibili a quelli in presenza, in particolare quando si tratta di trattamenti strutturati e di disturbi comuni come ansia e depressione. Una revisione sistematica con meta-analisi che ha confrontato interventi di telehealth e trattamenti faccia a faccia per i disturbi d’ansia e condizioni correlate ha rilevato livelli di efficacia comparabili tra le due modalità di erogazione (Krzyzaniak et al., 2024, The effectiveness of telehealth versus face-to-face interventions for anxiety and related conditions: A systematic review and meta-analysis).

Anche rispetto alla psicoterapia in video, i dati meta-analitici supportano la non-inferiorità sugli esiti clinici: in una meta-analisi di non inferiorità, la riduzione dei sintomi in video-psicoterapia è risultata non inferiore rispetto alla terapia in presenza, pur con alcune sfumature sulla qualità percepita dell’alleanza (Norwood et al., 2018, The effectiveness of videoconferencing versus face-to-face psychotherapy: A systematic review and noninferiority meta-analysis).

Per molte persone l’online funziona “davvero”, soprattutto quando:

  • Il problema è ben definito: ansia, depressione lieve-moderata, stress, difficoltà relazionali, gestione emotiva;
  • L’intervento è chiaro e strutturato: CBT o approcci affini;
  • Si riesce a mantenere continuità nelle sedute: spesso è più facile nell’online.

Quando invece può essere preferibile l’in presenza, o un modello ibrido? In genere quando:

  • Serve un contenimento più forte come in casi di crisi frequenti o forte instabilità;
  • La privacy domestica è scarsa o l’ambiente è disturbante;
  • La persona vive la videochiamata con forte disagio o dissociazione;
  • C’è bisogno di un lavoro in cui il corpo e la presenza fisica sono centrali: non sempre, ma può essere necessario.

In molti casi, la soluzione più sensata è ibrida: alcune sedute in presenza e altre online, soprattutto nei periodi più intensi o quando gli spostamenti diventano un ostacolo.

psicologo in presenza
psicologo in presenza

Quale tipo di psicologo è più richiesto?

Negli ultimi anni la domanda di supporto psicologico è cresciuta e, parallelamente, è aumentato l’interesse per modalità online e ibride, soprattutto perché riducono barriere pratiche: tempi, distanza e disponibilità. In generale, ciò che oggi viene richiesto più spesso non è tanto “online vs in presenza” come etichetta, ma un servizio che sia:

In altre parole, la domanda tende a spostarsi verso professionisti della salute mentale e centri capaci di offrire percorsi chiari, basati su evidenze, e modulabili: online quando facilita la continuità, in presenza quando è clinicamente più indicato.

La vera differenza tra psicologo online e in presenza non è “funziona vs non funziona”, ma per chi, quando e a quali condizioni. Le evidenze suggeriscono che la terapia online può essere efficace quanto quella in studio in molti casi, soprattutto per interventi strutturati e problemi comuni (Fernandez et al., 2021, Live psychotherapy by video versus in-person: A meta-analysis of efficacy and its relationship to types and targets of treatment; Norwood et al., 2018, The effectiveness of videoconferencing versus face-to-face psychotherapy: A systematic review and noninferiority meta-analysis). Il punto decisivo è scegliere la modalità che rende più facile iniziare, continuare e lavorare bene curando privacy, setting e obiettivi.

Se vuoi capire quale opzione è più adatta alla tua situazione: se online, in presenza o un percorso ibrido, contatta gli psicologi del centro di psicologia e psichiatria GAM Medical: un’équipe integrata può aiutarti a inquadrare il problema, definire un piano di trattamento e individuare il setting più efficace per te.

Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.

Fonti: 

  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30014606/ 
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34860613/ 
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30014606/ 
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33605891/ 
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33826190

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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

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