Il periodo che precede e segue le vacanze può essere particolarmente faticoso per le persone ADHD, soprattutto quando si tratta di lasciare la casa in ordine prima della partenza e ritrovarla accogliente al rientro.
Quello che potrebbe sembrare un semplice insieme di faccende domestiche può trasformarsi in un momento di forte resistenza e sovraccarico, perché ci sono molti pezzi da organizzare, ricordare e tenere insieme contemporaneamente.
In questo contenuto proveremo a capire quali sono le fatiche e difficoltà più comuni, perché si presentano e quali conseguenze possono avere al rientro.
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Centro Clinico ADHDADHD e vacanze: quando preparare la casa prima di partire diventa troppo
Prima di partire per le vacanze, la casa sembra chiedere improvvisamente moltissime cose.
Bisogna svuotare il frigorifero, controllare il freezer, fare le ultime lavatrici, cambiare le lenzuola, dare una pulita generale, buttare l’immondizia, innaffiare le piante o trovare qualcuno che se ne occupi.
A queste attività si aggiungono la preparazione delle valigie, il controllo dei documenti e tutte le ultime cose da ricordare prima di chiudere la porta.
Sono compiti faticosi per chiunque, soprattutto quando si concentrano tutti negli stessi giorni.
Per una persona ADHD, però, questo momento può trasformarsi in un vero e proprio caos.
Ogni stanza contiene qualcosa da sistemare, ogni attività ne fa venire in mente un’altra e la lista sembra allungarsi proprio mentre si cerca di accorciarla.
Il senso di sopraffazione diventa sempre più forte: si passa da un compito all’altro, si iniziano molte cose contemporaneamente, si perde il filo di quello che si stava facendo e può diventare difficile capire da dove cominciare.
Quello che dovrebbe essere il momento in cui si chiudono le ultime incombenze e ci si prepara a partire rischia così di essere vissuto con tensione, panico e la sensazione di non riuscire a tenere insieme tutti i pezzi.
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Prenota colloquio gratuito ADHDCosa può succedere a una persona ADHD prima della partenza per una vacanza
I giorni o le ore precedenti alla partenza per una persona ADHD, di fronte alle cose da fare, possono essere:
- Procrastinazione, il classico “ci penso a settembre”, “ci penso al rientro”: molte attività che potrebbero essere svolte prima della partenza vengono rimandate al rientro: lasciare la casa in disordine, non pulire alcuni ambienti, non sistemare il bucato o non riordinare ciò che è rimasto in sospeso.
- Task paralysis: le cose da fare sembrano troppe e non si sa da dove iniziare. Si prova a partire, ma ci si blocca continuamente, si passa da un compito all’altro oppure si resta fermi senza riuscire ad avviare nulla.
- Senso di sopraffazione e panico: l’accumulo di attività, il tempo che diminuisce e la sensazione di non riuscire a tenere tutto insieme possono portare a forte agitazione, shutdown o meltdown
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Fai il test ADHDADHD in vacanza: dubbi, pensieri intrusivi e cose lasciate in sospeso
Anche quando la porta di casa è ormai chiusa e la vacanza è iniziata, la mente può continuare a tornare a ciò che è successo prima della partenza.
Le attività svolte in fretta, quelle lasciate in sospeso e il timore di aver dimenticato qualcosa possono rendere difficile staccare davvero.
La persona è fisicamente lontana da casa, ma una parte della sua attenzione può restare agganciata a dubbi, controlli mentali e pensieri ricorrenti.
- Azioni svolte sovrappensiero: alcune cose vengono fatte in automatico, senza prestare piena attenzione. In seguito, però, la persona può non ricordare se le abbia davvero fatte.
- Dubbi intrusivi durante la vacanza: una volta partita, possono comparire pensieri insistenti: “Ho chiuso la porta?”, “Ho spento tutto?”, “Ho buttato l’immondizia?”, “Ho lasciato qualcosa acceso?”.
- Confusione tra pensiero e azione: a volte un’attività viene pensata, immaginata o ripetuta mentalmente così tante volte da sembrare già svolta. In realtà, però, è rimasta soltanto un’intenzione.
- Il peso di ciò che è rimasto in sospeso: durante la vacanza può comparire anche una sorta di oscuramento emotivo: il pensiero torna continuamente alla casa lasciata in disordine, alle cose rimandate e a tutto ciò che aspetterà al rientro. Il “ci penso a settembre”, che prima della partenza aveva dato un sollievo momentaneo, può trasformarsi in preoccupazione, senso di colpa e difficoltà a godersi pienamente la vacanza.
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Prenota la diagnosi ADHDRientro dalle vacanze ADHD: disordine, stress e pentimento
Al ritorno dalle vacanze può arrivare soprattutto una sensazione: il pentimento. Ci si mangia le mani pensando a tutto ciò che si sarebbe potuto sistemare prima di partire e si vorrebbe tornare indietro per lasciare la casa pulita e in ordine.
Invece di accogliere e facilitare la ripresa della quotidianità, la casa appare poco ospitale e sembra chiedere immediatamente nuove energie.
Il disordine è ancora lì, il bucato aspetta, le stanze devono essere pulite e le attività rimandate sembrano essersi moltiplicate.
A queste si aggiungono le valigie da disfare, i vestiti da lavare, la spesa da fare e tutti gli impegni della ripartenza. Il sollievo del “ci penserò a settembre” lascia così spazio alla frustrazione e al pensiero: “Perché non l’ho fatto prima di partire?”.
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Inizia il percorso per gestire l’ADHDPerché succede? Le caratteristiche ADHD che alimentano questo ciclo
Questo fenomeno tende a ripetersi perché alcune caratteristiche dell’ADHD possono rendere particolarmente difficile organizzare tutto ciò che serve prima di una partenza, portarlo a termine nei tempi e prevedere come ci si sentirà al rientro.
- Cecità temporale: può essere difficile percepire quanto tempo manca davvero alla partenza e stimare quanto richiederanno le diverse attività. Si ha la sensazione che ci sia ancora tempo, finché improvvisamente non ce n’è più.
- Tendenza alla procrastinazione: i compiti poco stimolanti, faticosi o composti da molti passaggi tendono a essere rimandati. Il pensiero “lo farò più tardi” o “ci penso al rientro” offre sollievo immediato, ma sposta il peso sul futuro.
- Paralisi esecutiva: sapere cosa bisogna fare non significa riuscire a iniziare. Quando le attività sono troppe, poco chiare o sembrano tutte urgenti, può diventare difficile scegliere il primo passo e passare all’azione.
- Difficoltà a tenere insieme tanti pezzi: preparare la casa prima di partire richiede di coordinare molti compiti contemporaneamente: pulizie, bucato, frigorifero, piante, immondizia, valigie, documenti e scadenze. Tenere tutto attivo nella mente può diventare rapidamente sovraccaricante.
- Difficoltà nella memoria di lavoro: mentre si svolge un’attività, un nuovo pensiero o una nuova urgenza può far perdere il filo. Si passa da un compito all’altro e si dimentica cosa era stato iniziato, cosa manca e cosa è già stato completato.
- Problemi nella definizione delle priorità: quando tutto sembra importante, può diventare difficile distinguere ciò che è davvero urgente da ciò che può aspettare. Si rischia così di dedicare tempo a dettagli secondari e lasciare incompiute le attività essenziali.
- Difficoltà nel portare a termine i compiti: iniziare una faccenda non garantisce che venga conclusa. Le attività possono restare a metà, soprattutto quando richiedono più passaggi o quando nel frattempo emergono nuove cose da fare.
- Scarsa connessione con il sé futuro: nel momento della partenza può essere difficile immaginare concretamente la fatica che si proverà al ritorno. Il beneficio immediato di rimandare pesa più del disagio futuro, che sembra lontano e astratto.
- Azioni automatiche e ricordi poco nitidi: quando si fanno molte cose di fretta o sovrappensiero, può non formarsi un ricordo chiaro dell’azione. Per questo, una volta partiti, può essere difficile ricordare se qualcosa sia stato fatto davvero oppure soltanto pensato.
Queste difficoltà possono alimentarsi a vicenda: si rimanda perché ci si sente sopraffatti, ci si sente ancora più sopraffatti perché le attività si accumulano e, quando il tempo finisce, si prova a fare tutto insieme.
È così che il ciclo può ripresentarsi a ogni partenza, anche quando la persona aveva promesso a sé stessa che questa volta sarebbe andata diversamente.
Se, leggendo questo articolo e altri contenuti sul nostro blog di psicologia o pagine social, hai avuto per un attimo la sensazione che ti stessimo spiando, non preoccuparti: non è così!
Siamo una clinica specializzata in ADHD e, nella nostra pratica clinica, ci capita spesso di ascoltare storie molto simili tra loro, vissuti ricorrenti e difficoltà che molte persone descrivono quasi con le stesse parole.
Quando un contenuto sembra così accurato da “parlare proprio di te”, spesso è perché ciò che vivi non è un caso isolato, ma un’esperienza condivisa da molte altre persone ADHD.



