La lista aggiornata dei farmaci per l’ADHD in Italia – Settembre 2025

Tempo di lettura: 11 minuti

La lista aggiornata dei farmaci ADHD- giugno 2023

Scopri tutti gli articoli di psicologia e psicoterapia scritti dai professionisti di GAM Medical! Tutti i contenuti sono verificati dal Team di revisione clinica.

Contenuto verificato

Revisione clinica a cura di

Dott.ssa Debora Galli

Coordinatrice della revisione psicologico-clinica, esperta in psicodiagnostica e disturbi del neurosviluppo.

Ultima revisione clinica: 14 Agosto 2026

Coordinamento editoriale: Denise Puglisi

Supervisione medico-scientifica

Dott. Giancarlo Giupponi

Completata il 14 Agosto 2026

Scopri la lista dei farmaci per il Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD) per gli adulti messa a disposizione da noi di GAM Medical, clinica adhd online specializzata nel trattamento farmacologico dell’ADHD in età adulta.

Ecco i farmaci ADHD in Italia:

Farmaci per l’ADHD in Italia
Farmaci PsicostimolantiRitalin (Metilfenidato)- Rilascio Immediato
Ritalin Effetto Prolungato (metilfenidato) – rilascio modificato 
Equasym (Metilfenidato)
Medikinet (Metilfenidato)
Farmaci non PsicostimolantiModafinil (Provigil) 
Bupropione (Wellbutrin o Zyban)
Strattera (Atomoxetina) 

Nota: per Modafinil e Bupropione, il foglietto illustrativo non riporta indicazioni specifiche per la prescrizione nell’ADHD; tuttavia tali farmaci possono essere prescritti dal medico per questo utilizzo

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Ritalin: il farmaco ADHD gold in Italia

Il Ritalin, a base di metilfenidato, è una delle formulazioni di metilfenidato con la più ampia letteratura scientifica disponibile per il trattamento farmacologico degli adulti ADHD secondo gli studi. Questo sia perché si tratta della prima formula (il metilfenidato) resa accessibile per il trattamento del disturbo, il che ha portato a:

  1. una ampissima letteratura 
  2. un monitoraggio molto intenso di quei primi pazienti pediatrici a cui è stato somministrato in passato e che da adulti hanno avuto la possibilità di partecipare a trial clinici sull’efficacia nel lungo termine. 

Tuttavia il tema “farmaci ADHD in Italia” è sempre stato un caso mediatico piuttosto spinoso. Ma perché si è sollevato un vero e proprio polverone per un farmaco che dovrebbe promettere una qualità della vita decisamente migliore a chi ha una diagnosi ADHD?

Bisogna sapere che ad oggi il Ritalin è sicuramente una delle opzioni farmacologiche per l’ADHD con la più ampia letteratura scientifica disponibile, mentre la scelta del trattamento deve essere valutata dal medico sulla base della situazione clinica, della risposta individuale, della tollerabilità e della specifica formulazione utilizzata. Nonostante ciò, in Italia, per il Ritalin a rilascio immediato è importante distinguere tra gli adulti che proseguono una terapia iniziata prima della maggiore età e gli adulti che iniziano il trattamento per la prima volta. Nel primo caso, il trattamento può proseguire in regime di rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale, secondo le condizioni previste dalla normativa vigente; nel secondo caso, invece, l’utilizzo del Ritalin nell’adulto non rientra nell’indicazione autorizzata e deve essere valutato secondo le disposizioni previste per l’impiego off-label. Il regime di prescrizione, dispensazione e rimborsabilità dipende dalle specifiche condizioni previste dalla normativa vigente. Per uso off-label si intende una prescrizione in cui il medicinale viene utilizzato secondo modalità, indicazioni, popolazioni o condizioni diverse da quelle previste dall’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC). 

È però importante distinguere tra il Ritalin a rilascio immediato e le nuove formulazioni di metilfenidato. In particolare, dal 2026 è disponibile in Italia anche Ritalin Effetto Prolungato, una formulazione a rilascio modificato di metilfenidato. L’autorizzazione all’immissione in commercio era stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 191 del 19 agosto 2025 e la formulazione è entrata successivamente nel percorso di disponibilità e rimborsabilità previsto da AIFA. La riclassificazione del 2026 ha previsto la rimborsabilità a carico del SSN per l’indicazione autorizzata, che riguarda la popolazione pediatrica dai 6 anni di età. Per questo motivo, Ritalin Effetto Prolungato non deve essere presentato come una nuova formulazione specificamente autorizzata per il trattamento dell’ADHD nell’adulto. 

Ritalin Effetto Prolungato presenta un rilascio bifasico del metilfenidato, pensato per ottenere un effetto più prolungato rispetto alla formulazione a rilascio immediato. Il profilo di rilascio è quindi diverso da quello del Ritalin tradizionale e va distinto dalle altre formulazioni di metilfenidato a rilascio modificato, come Equasym e Medikinet, che presentano differenti proporzioni e profili farmacocinetici. In particolare, le diverse formulazioni di metilfenidato non sono automaticamente intercambiabili a parità di dose: la quantità di principio attivo rilasciata immediatamente e quella resa disponibile successivamente possono modificare il profilo di concentrazione del farmaco e quindi la durata e la distribuzione dell’effetto durante la giornata. 

Le basi scientifiche sugli effetti e controindicazioni di questo farmaco ADHD utilizzato in età adulta sono comunque ampie, ma l’inquadramento prescrittivo dipende dalla specifica formulazione e dalla situazione clinica e regolatoria del paziente. 

Come se non bastasse sono purtroppo numerose le testimonianze sia di adulti diagnosticati in età pediatrica che di adulti con figli ADHD riguardo alle difficoltà ad accedere al Ritalin anche in presenza di una diagnosi certificata del Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD). Questo sia per le condizioni che devono verificarsi per la prescrizione del metilfenidato, sia per le diverse modalità di accesso e dispensazione previste a seconda che si tratti di una terapia già iniziata in età evolutiva oppure di un trattamento iniziato per la prima volta in età adulta. 

Le condizioni per cui con una diagnosi ADHD è possibile accedere alla prescrizione del Ritalin sono:

  • Da parte del medico specialista in ADHD che ha preso in carico il caso: aver acquisito il consenso informato scritto del paziente dal quale risulti che è consapevole che il farmaco verrà utilizzato al di fuori delle indicazioni d’uso autorizzate esponendo il paziente a rischi potenziali in considerazione del fatto che l’efficacia e la sicurezza sono state valutate in popolazioni diverse da quelle oggetto della prescrizione off-label;
  • Il trattamento farmacologico dell’ADHD deve comunque essere effettuato sotto il controllo di un medico specialista nel Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività;
  • Il trattamento farmacologico del Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività deve essere inserito nel registro ADHD e, a tal fine, dovrebbe essere richiesta l’autorizzazione all’uso dei dati personali per l’inserimento nel registro;
  • È richiesto che il medico compili una dichiarazione di assunzione di responsabilità;
  • Essendo il farmaco non rimborsato dal SSN la prescrizione deve comunque essere effettuata su Ricetta Ministeriale a Ricalco (poiché è medicinale soggetto alla legge sugli stupefacenti in quanto principio attivo stimolante) ma deve essere priva della sezione relativa alla copia SSN.

Il Ritalin rimane una delle formulazioni di metilfenidato con la letteratura scientifica più ampia. Nel confronto tra farmaci per l’ADHD, la network meta-analysis di Cortese et al., pubblicata nel 2018 su The Lancet Psychiatry, ha evidenziato che negli adulti gli stimolanti appartenenti alla classe delle anfetamine risultavano complessivamente più efficaci nel breve termine rispetto alle alternative considerate, mentre il metilfenidato rappresentava una delle principali opzioni farmacologiche valutate. 

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Equasym: Efficacia del Farmaco per l’ADHD

Anche l’Equasym è un farmaco ampiamente studiato per il trattamento del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD).

Il principio attivo di Equasym, come per il Ritalin, è il metilfenidato, uno stimolante del sistema nervoso centrale che agisce aumentando i livelli di alcune sostanze chimiche nel cervello che aiutano a migliorare l’attenzione e a ridurre l’iperattività e l’impulsività nei pazienti con ADHD.

Nello specifico, il metilfenidato blocca i trasportatori della dopamina e della noradrenalina nei neuroni presinaptici. Questo impedisce la ricaptazione di questi neurotrasmettitori, aumentando la loro concentrazione nello spazio sinaptico.

L’aumento della dopamina e della noradrenalina nelle sinapsi migliora la trasmissione dei segnali nervosi. Questo aumento contribuisce a migliorare l’attenzione, a ridurre l’impulsività e a controllare l’iperattività negli adolescenti e negli adulti con ADHD.

Equasym è disponibile in capsule a rilascio modificato. Le capsule rilasciano il farmaco in due fasi: una parte viene rilasciata immediatamente dopo l’assunzione, mentre il resto viene rilasciato successivamente. Questa modalità determina un profilo farmacocinetico specifico e una durata d’azione diversa rispetto alle formulazioni a rilascio immediato. 

Nello specifico, Equasym presenta una formulazione composta da circa il 70% di metilfenidato a rilascio immediato e il 30% a rilascio modificato. Questa diversa proporzione determina un profilo farmacocinetico specifico, con una prima disponibilità del principio attivo e una successiva fase di rilascio prolungato. Questa caratteristica distingue Equasym da altre formulazioni di metilfenidato a rilascio modificato: a parità di principio attivo, la diversa modalità di rilascio determina differenze nella farmacocinetica e nell’andamento dell’effetto nel corso della giornata. 

Equasym è indicato per il trattamento farmacologico dell’ADHD in bambini di età superiore ai 6 anni e negli adolescenti come parte di un programma terapeutico che include anche interventi di psicoterapia per ADHD.

È fondamentale che la diagnosi di ADHD sia confermata da un uno psichiatra specializzato in ADHD e che il trattamento con Equasym venga monitorato regolarmente per valutarne l’efficacia e gli eventuali effetti collaterali.

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Medikinet: Disponibilità e Uso per l’ADHD in Italia

Come per Equasym e Ritalin, il principio attivo del Medikinet è il metilfenidato.

Medikinet è disponibile in Italia in una formulazione a rilascio modificato e può essere prescritto dai medici per la terapia farmacologica dell’ADHD.

Come per tutti i farmaci a base di metilfenidato, la prescrizione e l’uso devono essere attentamente monitorati da uno psichiatra ADHD per garantire la sicurezza e l’efficacia del trattamento

La formulazione a rilascio modificato di Medikinet è composta per il 50% da metilfenidato a rilascio immediato e per il 50% da metilfenidato a rilascio modificato. Il secondo rilascio di Medikinet contribuisce a prolungare l’esposizione al farmaco durante la giornata. 

Le dosi variano a seconda della formulazione e delle necessità individuali del paziente. La versione a rilascio prolungato di Medikinet fornisce un rilascio controllato del farmaco, che consente un effetto terapeutico costante durante il giorno, riducendo la necessità di dosi multiple.

Medikinet è indicato per il trattamento dell’ADHD in bambini e adolescenti di età superiore ai 6 anni ma come precedentemente annunciato da AIFA, con il quale il Centro di psicologia GAM Medical ha stabilito una partnership, il provvedimento “Modifica dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso umano, a base di metilfenidato cloridrato, ‘Medikinet‘” è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 244, in data 18 ottobre 2023. In sintesi, è stata approvata l’estensione dell’indicazione terapeutica del MEDIKINET agli adulti con una nuova diagnosi di ADHD. Il rimborso del MEDIKINET da parte del servizio sanitario nazionale rimarrà invariato, sia per quanto riguarda le condizioni di classe che il prezzo. La Determina è entrata in vigore 19 ottobre 2023.

Medikinet, attraverso il suo principio attivo metilfenidato, già ampiamente spiegato nei paragrafi precedenti, offre un’opzione efficace per il trattamento dell’ADHD, contribuendo a migliorare l’attenzione e a ridurre l’impulsività e l’iperattività.

Il trattamento, come sempre, richiede una supervisione medica attenta per garantire la sicurezza e l’efficacia del farmaco.

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Lisdexamfetamina in Italia: situazione a settembre 2026

La lisdexamfetamina dimesilato è stata autorizzata per la prima volta in Italia con il nome commerciale Minalix. L’autorizzazione all’immissione in commercio è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 138 del 17 giugno 2026, a seguito della determina AAM/A.I.C. n. 182 del 9 giugno 2026.

Minalix è un medicinale a base di lisdexamfetamina, uno stimolante del sistema nervoso centrale appartenente alla classe delle anfetamine. L’autorizzazione italiana comprende il trattamento dell’ADHD nei bambini e negli adulti, secondo le condizioni previste dall’indicazione autorizzata. Negli adulti, la diagnosi di ADHD deve essere basata sulla presenza di sintomi riconducibili all’infanzia. 

Prima dell’autorizzazione di Minalix, la lisdexamfetamina non era commercializzata ordinariamente in Italia e, nei casi in cui il medico ne ritenesse necessario l’utilizzo, potevano essere necessarie procedure di importazione dall’estero. In altri Paesi il principio attivo è commercializzato, a seconda del mercato, con nomi come Elvanse o Vyvanse.

È importante però distinguere tra autorizzazione all’immissione in commercio, classificazione ai fini della rimborsabilità e concreta disponibilità del medicinale. L’autorizzazione di Minalix non significa infatti automaticamente che il farmaco sia già disponibile secondo le normali modalità di dispensazione nelle farmacie italiane. Minalix è stato inizialmente classificato in fascia C(nn), cioè tra i medicinali autorizzati non ancora valutati ai fini della rimborsabilità a carico del Servizio sanitario nazionale. La classificazione C(nn) non impedisce di per sé la commercializzazione del medicinale, ma comporta che il costo non sia rimborsato dal SSN. 

Pertanto, a settembre 2026, è importante distinguere tra l’autorizzazione all’immissione in commercio, la classificazione ai fini della rimborsabilità e l’effettiva disponibilità del medicinale. 

La lisdexamfetamina rappresenta comunque una novità rilevante per il trattamento farmacologico dell’ADHD in Italia, perché introduce per la prima volta nel mercato italiano un medicinale a base di questo principio attivo. La sua presenza amplia le possibilità terapeutiche disponibili, ma la scelta del farmaco deve essere effettuata dal medico sulla base dell’età, della storia clinica, dei sintomi, della risposta ai trattamenti precedenti, della tollerabilità e delle condizioni di prescrizione applicabili.

Anche per Minalix valgono inoltre le specifiche disposizioni previste dalla normativa italiana per i medicinali contenenti sostanze sottoposte alla disciplina sugli stupefacenti e psicotropi. Le modalità concrete di prescrizione e dispensazione devono quindi essere valutate in relazione al regime regolatorio vigente e alla situazione del singolo paziente.

La novità su Strattera: farmaco ADHD in Italia

L’atomoxetina o Strattera è il farmaco forse più prescritto in Italia per il trattamento farmacologico dell’ADHD nell’adulto. In molti altri stati l’atomoxetina ricade spesso in una seconda scelta o viene aggiunta ad altri farmaci per controllare i sintomi dell’ADHD. Nel nostro paese Strattera risulta preferibile e più accessibile sia per la classe di medicinali a cui appartiene cioè quelli non stimolati. Il principio attivo della atomoxetina, come descritto prima, agisce in modo tale che le funzioni dell’organismo si regolino sulla base di un aumento di noradrenalina nel sistema nervoso centrale. Questa sostanza prodotta naturalmente dal nostro organismo consente una volta che raggiunge un certo livello di aumentare l’attenzione e ridurre l’impulsività e l’iperattività nei pazienti con l’ADHD migliorandone la qualità della vita altrimenti condizionata da tutto il complesso di sintomi caratteristici della condizione.

L’atomoxetina rappresenta una delle principali alternative non stimolanti al metilfenidato. Nonostante incontri molto consenso da parte della comunità medica, non mancano i casi in cui i pazienti ne mettono in discussione l’efficacia nel trattamento farmacologico dell’ADHD e la considerano meno adeguata rispetto al metilfenidato. 

L’ultima novità su Strattera riguarda la cessazione della commercializzazione della specialità medicinale a base di atomoxetina. AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, ha comunicato la cessata commercializzazione di Strattera e la successiva disponibilità di medicinali equivalenti contenenti lo stesso principio attivo, atomoxetina

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Modafinil: l’alternativa inattesa per la cura dell’ADHD. Siamo sicuri?

Il Modafinil è l’ultimo farmaco della nostra lista e recentemente è entrato nella discussione su come questo possa essere prescritto per il trattamento farmacologico dell’ADHD soprattutto nell’adulto. Il Provigil è un medicinale etichettato come atipico prescritto per contrastare i segni dell’ADHD e vi spieghiamo il perché.

Da quando è stato immesso in commercio, il principio attivo del Modafinil è stato sempre indicato come farmaco ideale per trattare i sintomi di affaticamento e sonnolenza legate a narcolessia, demenza e anche nel recupero da interventi chirurgici importanti che richiedono l’impiego di anestesie totali.

Uno dei meccanismi d’azione del Modafinil è quello di aumentare le concentrazioni di dopamina nel cervello, tuttavia ciò avviene in modo leggermente diverso rispetto ad altri farmaci (stimolanti con effetti simili) come il Ritalin. Infatti questo farmaco più che incentivare la produzione di questa molecola responsabile degli stati di eccitamento e allerta, tende più a interferirne l’assorbimento e la scomposizione nel nostro cervello. 

In Italia è stato recentemente impiegato per il trattamento farmacologico dell’ADHD in combinazione con antidepressivi con risultati soddisfacenti nel controllo dei sintomi di disattenzione. Resta comunque il fatto che nel nostro paese la prescrizione del Modafinil rientra nel caso dei farmaco off-label sempre per il fatto che il suo utilizzo per il controllo del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività non rientra fra quelli descritti dalle approvazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Per questo motivo ad oggi risulta ancora una scelta secondaria soprattutto se si tratta della prescrizione di terapie farmacologiche per l’ADHD nell’adulto.

Bupropione: Un Antidepressivo Promettente nel Trattamento dell’ADHD negli Adulti

Il bupropione, noto anche con il nome commerciale Wellbutrin o Zyban, è un farmaco originariamente sviluppato come antidepressivo e per aiutare a smettere di fumare.

Negli ultimi anni, il bupropione ha suscitato interesse come potenziale trattamento per il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD), specialmente nei pazienti adulti che non rispondono bene ai trattamenti tradizionali con stimolanti come il metilfenidato.

Il bupropione agisce principalmente come inibitore della ricaptazione della noradrenalina e della dopamina. Aumenta i livelli di questi neurotrasmettitori nel cervello, migliorando la trasmissione nervosa e influenzando positivamente l’umore e la concentrazione.

Sebbene il suo meccanismo d’azione non sia identico a quello degli stimolanti, l’aumento della noradrenalina e della dopamina può aiutare a migliorare i sintomi dell’ADHD.

Gli studi clinici hanno dimostrato che il bupropione è efficace nel ridurre i sintomi dell’ADHD negli adulti. Uno studio ha evidenziato che il bupropione era comparabile agli stimolanti tradizionali in termini di miglioramento dell’attenzione e della riduzione dell’impulsività.

È però importante precisare che il bupropione non possiede in Italia un’indicazione autorizzata specifica per il trattamento dell’ADHD: quando viene utilizzato per questo disturbo, si tratta quindi di un impiego off-label. Lo stesso principio vale per altri farmaci ad azione prevalentemente noradrenergica disponibili in Italia: possono essere utilizzati in circostanze selezionate, ma la loro disponibilità sul mercato non significa che siano autorizzati per l’ADHD. 

La ricerca sull’uso del bupropione nei bambini e negli adolescenti con ADHD è, invece, sicuramente più limitata. Alcuni studi suggeriscono che può essere un’opzione utile, specialmente per quei bambini che non tollerano gli stimolanti. Tuttavia, è necessaria ulteriore ricerca per confermare la sua efficacia e sicurezza in questa popolazione.

Alcune considerazioni Cliniche sul Bupropione:

  • Alternativa agli Stimolanti: Il bupropione può essere una buona alternativa per i pazienti con ADHD che non tollerano gli stimolanti o che hanno condizioni mediche che controindicano l’uso di stimolanti.
  • Monitoraggio: È importante monitorare attentamente i pazienti per gli effetti collaterali e valutare regolarmente l’efficacia del trattamento.
  • Comorbidità: Il bupropione può essere particolarmente utile per i pazienti con ADHD che hanno anche depressione o disturbi d’ansia, grazie alla sua azione antidepressiva.

9 risposte

  1. Il livello di arretratezza che l’Italia (e l’Europa in generale) dimostrano nella conoscenza sugli studi, la sintomatologia e le possibilità di cura farmacologica per l’ADHD è al limite del vergognoso. Negare l’accesso ai farmaci a una fetta della popolazione che non ha avuto la possibilità di essere diagnosticata in infanzia perché nata nel periodo sbagliato è aberrante e discriminatorio. La mia diagnosi di ADHD è arrivata dopo un tortuoso e difficile percorso durato 3 anni, ho dovuto “testare” gli effetti di TUTTI i farmaci (stimolanti e non), con conseguenze ed effetti collaterali a volte invalidanti, per arrivare finalmente, in ultimo, al principio attivo che potesse normalizzare almeno parte dei miei sintomi (lisdexanfetamina). Mi ha salvata da una condizione che mi stava rendendo impossibile lavorare. Posso solo esser grata di non vivere più in Italia, visto che l’AIFA non lo ha voluto approvare. Che brutta cosa l’ignoranza, peggio ancora quando dilaga in ambiti professionali in cui vengono prese decisioni che si ripercuotono sulla salute e il benessere della popolazione tutta.
    Per una volta, questa sarebbe una di quelle cose che gioverebbe imparare dagli Stati Uniti, mica Halloween.

    1. Capisco perfettamente il tuo punto di vista e ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza. Purtroppo la situazione italiana (e più in generale europea) sull’ADHD in età adulta è ancora indietro rispetto ad altri Paesi, sia per quanto riguarda la diagnosi sia per l’accesso ai trattamenti farmacologici.

      Il tuo racconto evidenzia quanto sia difficile per chi non viene diagnosticato in età infantile poter accedere rapidamente a cure efficaci, e quanto il percorso terapeutico possa essere complesso e faticoso, soprattutto con farmaci stimolanti che richiedono monitoraggio attento.

      È importante continuare a sensibilizzare istituzioni e professionisti sulla necessità di linee guida aggiornate e di un accesso più equo ai trattamenti, perché l’ADHD non riconosciuto può avere ripercussioni significative sulla vita quotidiana, sul lavoro e sul benessere psicologico.

      La tua esperienza dimostra anche quanto sia fondamentale un approccio personalizzato: ciò che funziona per una persona potrebbe non funzionare per un’altra, e il supporto clinico esperto è cruciale per minimizzare effetti collaterali e massimizzare i benefici.

      In definitiva, condividere storie come la tua aiuta a far luce su un tema ancora troppo spesso trascurato e a spingere per un cambiamento concreto nella gestione dell’ADHD in Italia.

    2. Concordo in pieno ! Tutti questi misteri sul perché gli stimolanti si potessero dare SOLO ai bambini e NON agli ADULTI che non fossero stati riconosciuti da piccoli, come nel tuo caso e nel MIO ! Sono stata in cura da un famoso psichiatra esperto in depressione che aveva etichettato il mio ADHD come DISTURBO BIPOLARE (molto di moda da un pó di tempo) salvo poi riconoscere il proprio errore ma ahimè non sufficientemente visto che non mi concesse nemmeno allora la prescrizione giusta cioè gli stimolanti ma lo STRATTERA che con me non funziona ! Mia sorella gemella con una forma di ADHD più severa della mia e madre di un giovane di quasi 40 anni, in cura da bambino con RITALIN e tuttora con stimolanti, abitando in Canada da decenni è stata curata molto meglio da psichiatri più aggiornati sul nostro disturbo ! In Italia non intravedo neanche lontanissima la fine di questo tunnel e continuo a lottare tutti i giorni con la disorganizzazione, la disattenzione a volte pericolosa (mentre guido la macchina) e il caos della mia casa che è specchio di quello che ho in testa, così assordante per me !
      Grazie delle tue parole 🩷

      1. Annabella, quello che racconti purtroppo è un’esperienza che molte persone con ADHD in Italia riconoscono fin troppo bene. Errori diagnostici, confusione con altri disturbi e un accesso ancora limitato o incoerente alle terapie più appropriate possono rendere il percorso davvero frustrante.

        Hai fatto qualcosa di importante: continuare a cercare risposte e a mettere in discussione diagnosi che non ti rispecchiavano. Non è scontato, soprattutto dopo esperienze deludenti. Il fatto che tu abbia un confronto diretto con la realtà canadese attraverso tua sorella rende ancora più evidente il divario, ed è comprensibile che questo pesi.

        Sullo Strattera: è vero che non funziona per tutti, e la risposta è molto individuale. Questo rende ancora più fondamentale poter avere accesso a tutte le opzioni terapeutiche, inclusi gli stimolanti quando indicati, sotto una guida competente.

        Nel frattempo, per la gestione quotidiana (disorganizzazione, guida, sovraccarico mentale), può aiutare affiancare alla terapia farmacologica anche strategie pratiche e supporto specifico per adulti ADHD (coaching, psicoterapia mirata, strumenti di organizzazione adattati al funzionamento ADHD). Non risolve tutto, ma può alleggerire un po’ quel “rumore” che descrivi così bene.

        E no, non sei sola in questa lotta. Sempre più persone stanno portando attenzione su questi temi anche in Italia — lentamente qualcosa si muove, anche se non abbastanza in fretta.

        Un caro saluto!

    3. Brava, applausi. Io rimango in Svizzera. L’ Italia è destinata al totale fallimento. Come sempre, sta dalla parte dei sistemi lobbistici classici italiani. Tanta potenzialità sprecata per un sistema nazionale pubblico che ‘uccide’ la professione medica e i suoi pazienti. A proposito, medici italiani, qui ci serve il vostro aiuto, pochi si laureano in medicina in Svizzera. Sempre più stranieri coprono le carenze sanitarie. Non esitate a trasferirvi se ambite ad una dignità ed etica professionale. In Italia ovviamente sono solo stati capaci di dire che ero svogliata pigra e masochista, sprecando il mio potenziale. Grazie ad una diagnosi in età adulta, molto adulta, in Svizzera, è alla lisdexamfetamina, (molecola inattiva, che il corpo converte nella d-anfetamine), mi sono salvata la vita e ho ripreso a lavorare e studiare. Ditemi voi se uno deve lasciare l’Italia, che sarebbe un posto con la gente più di cuore al mondo, e con una cultura spropositata rispetto a paesi come Svizzera e U.S.A., pur di trovare dignità e rispetto. A quest’ora sarei io una psichiatra se avessi potuto almeno ricevere una diagnosi. Purtroppo in Italia se non rompi i banchi a scuola e non vai da medici privati specializzati bel settore, rimani indietro. Nel dubbio, investite in questo, pazienti, piuttosto che farvi prescrivere ottocento farmaci mutuabili e /o pagare mille inutili ore di psicoterapia che non fiagnostixhetsnbo alcun disturbo.
      Iperattività = soprattutto mentale e carattere pacifico ma impulsivo *nelle donne*
      Attenzione! Perché anche questa malattia era di dominio maschile come i suoi sintomi

    1. Salve, per questo genere di domande dovrebbe consultare un nostro medico, oppure contattarci direttamente. Grazie!

  2. E se si è in burnout senza diagnosi ma con la certezza di essere assolutamente ADHD cosa si può prendere

    1. Ciao Ornella, comprendiamo il desiderio di trovare subito qualcosa che aiuti, ma non è corretto consigliare un farmaco senza una vera diagnosi.
      In caso di sospetto ADHD nell’adulto è importante fare prima una valutazione specialistica accurata, perché solo così si può capire quale percorso terapeutico sia davvero indicato soprattutto se poi coesistono altri disturbi come il burnout.
      Il nostro consiglio è di rivolgerti a uno specialista esperto in ADHD dell’adulto (come i nostri di gam-medical.com)per un inquadramento diagnostico: solo dopo ha senso parlare di eventuale terapia farmacologica o di altre forme di trattamento.
      Se la sofferenza in questo momento è molto intensa, contatta anche il medico di base o i servizi di salute mentale del tuo territorio.

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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

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