Dismorfofobia, Fobie e Disturbi Alimentari

dismorfobia che cos'è

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La dismorfofobia, o Disturbo da Dismorfismo Corporeo (BDD), è una condizione psicologica complessa e spesso fraintesa, caratterizzata da un’eccessiva preoccupazione per uno o più difetti percepiti nel proprio aspetto fisico.

Questi difetti, che agli occhi degli altri possono apparire inesistenti o minimi, diventano una fonte di intensa ansia e sofferenza per chi ne soffre.

Sebbene il termine “dismorfofobia” contenga la parola “fobia,” il disturbo è profondamente diverso da una paura irrazionale.

Inoltre, sebbene possa condividere alcune caratteristiche con i disturbi alimentari, la dismorfofobia si discosta da questi sia in termini di sintomatologia che in termini di eziologia e trattamento.

Differenze tra la Dismorfofobia e le Fobie Specifiche

La dismorfofobia non è una fobia nel senso tradizionale del termine.

La dismorfofobia, o Disturbo da Dismorfismo Corporeo (BDD), si distingue dalle fobie specifiche principalmente per la natura dell’oggetto della preoccupazione e per il suo impatto sulla percezione del sé.

Mentre nelle fobie specifiche l’oggetto fobico è generalmente riconosciuto come irrazionale e può essere evitato attivamente dalla persona, nella dismorfofobia la preoccupazione è centrata su presunti difetti fisici percepiti come reali e significativi dal soggetto affetto.

Infatti, nelle fobie specifiche:

  • L’oggetto fobico è trasversale: Le fobie specifiche si riferiscono a una paura irrazionale e persistente di un oggetto, situazione o attività specifica. Questo oggetto fobico può essere comune e riconosciuto come una minaccia da molte persone. Ad esempio, la paura dei ragni (aracnofobia) è comune tra coloro che soffrono di questa fobia, indipendentemente dalle caratteristiche specifiche del ragno.
  • C’è un evitamento attivo: Le persone con fobie specifiche cercano spesso di evitare attivamente l’oggetto della loro paura per ridurre l’ansia associata. Questo comportamento di evitamento può influenzare le loro attività quotidiane e le interazioni sociali.

Nella dismorfofobia, invece:

  • Oggetto della Preoccupazione Specifico e Personale: Nella dismorfofobia, la preoccupazione è centrata su presunti difetti fisici che il soggetto percepisce come reali e significativi. Questi difetti possono riguardare qualsiasi parte del corpo, come il viso, la pelle, i capelli o il naso, ma sono specifici e personali per il soggetto.
  • Non Universalmente Riconosciuto: Questi difetti percepiti non sono universalmente riconosciuti dagli altri come problematici o evidenti, il che li distingue dalle fobie specifiche dove l’oggetto fobico è generalmente riconosciuto come fonte di paura irrazionale.

Il termine “dismorfofobia” può essere, quindi, molto fuorviante perché suggerisce una relazione con le fobie tradizionali, quando in realtà il disturbo ha caratteristiche più simili a un disturbo ossessivo-compulsivo (OCD) che a una fobia, infatti fa parte della categoria diagnostica del Disturbo Ossessivo-Compulsivo e Disturbi Correlati.

Differenze tra la Dismorfofobia e i Disturbi Alimentari

Sebbene la dismorfofobia condivida alcune somiglianze con i disturbi alimentari, come l’attenzione eccessiva all’aspetto fisico e l’insoddisfazione corporea, ci sono differenze chiave che distinguono questi due disturbi complessi.

La prima differenza sostanziale riguarda il focus della preoccupazione:

  1. Disturbi Alimentari:
    • Preoccupazione Principale: Nei disturbi alimentari come l’anoressia nervosa e la bulimia, il focus principale è sul peso corporeo, la forma del corpo e il controllo dell’alimentazione. Le persone con questi disturbi possono manifestare una paura intensa di ingrassare o di perdere il controllo sul loro peso corporeo.
    • Comportamenti Alimentari Estremi: I disturbi alimentari sono spesso caratterizzati da comportamenti alimentari estremi, come la restrizione calorica severa, l’abbuffarsi seguito da comportamenti di purgazione (come il vomito autoindotto o l’uso di lassativi), o altri comportamenti di compensazione per gestire il peso corporeo.
  2. Dismorfofobia:
    • Preoccupazione per Difetti Fisici Specifici: Nella dismorfofobia, la preoccupazione si concentra su presunti difetti fisici specifici, che il soggetto percepisce come evidenti e problematici. Questi difetti possono essere così ossessionanti da influenzare profondamente la vita quotidiana e le interazioni sociali del paziente.
    • Non Necessariamente Legata al Peso o alla Forma: A differenza dei disturbi alimentari, la dismorfofobia non è necessariamente legata al peso corporeo o alla forma del corpo. I pazienti possono essere normopeso, sovrappeso o sotto peso, ma la loro preoccupazione riguarda comunque aspetti specifici del loro aspetto fisico.

Una seconda differenza riguarda, invece, i comportamenti e le risposte compulsive:

  1. Disturbi Alimentari:
    • Comportamenti Compulsivi Alimentari: Nei disturbi alimentari, i comportamenti compulsivi sono prevalentemente legati all’alimentazione e al controllo del peso. Questi comportamenti possono includere la conteggio delle calorie, l’evitamento di determinati cibi, o l’uso di diete estreme per raggiungere un ideale di corpo desiderato.
  2. Dismorfofobia:
    • Comportamenti Compulsivi e Rassicurazioni: I pazienti con dismorfofobia possono manifestare comportamenti compulsivi come il controllo continuo dello specchio, il camuffamento dei difetti percepiti con trucco o abbigliamento, o il cercare continuamente rassicurazioni dagli altri riguardo alla percezione del loro aspetto fisico.
    • Ricorso alla Chirurgia Estetica: In alcuni casi estremi, la dismorfofobia può portare al ricorso ripetuto alla chirurgia estetica nel tentativo di correggere i difetti percepiti. Questo aspetto è meno comune nei disturbi alimentari, dove l’intervento chirurgico è generalmente mirato a scopi medici piuttosto che a risolvere una percezione distorta del corpo.

Comprendere queste differenze è fondamentale per una diagnosi accurata e per garantire l’implementazione di trattamenti efficaci che rispettino le specificità di ciascun disturbo e migliorino la qualità della vita dei pazienti affetti da queste complesse condizioni psicologiche.

Cosa comporta diagnosticare una Dismorfofobia come una Fobia Specifica o come un Disturbo Alimentare?

Diagnosticare erroneamente la dismorfofobia come una fobia specifica o come un disturbo del comportamento alimentare può influenzare significativamente il trattamento e il supporto terapeutico fornito al paziente.

In particolare, se viene diagnosticata erroneamente come fobia specifica il risultato sarà:

  • Trattamento Inadeguato: Le fobie specifiche sono generalmente trattate con terapie di esposizione e desensibilizzazione sistematica, mirate a ridurre la paura irrazionale dell’oggetto specifico della fobia. Questo approccio potrebbe non essere efficace per affrontare i pensieri ossessivi e i comportamenti compulsivi associati alla dismorfofobia.
  • Persistenza dei Sintomi: Senza un trattamento mirato alla natura ossessiva della dismorfofobia, i sintomi come la preoccupazione eccessiva per presunti difetti fisici potrebbero persistere o addirittura peggiorare nel tempo, compromettendo la qualità della vita del paziente.
  • Mancanza di Risultati Terapeutici: L’incapacità di ottenere miglioramenti significativi nei sintomi potrebbe portare a frustrazione sia per il paziente che per il terapeuta, e potrebbe aumentare il rischio di cronicizzazione della condizione.

Se viene diagnosticata erroneamente come Disturbo della Nutrizione e dell’Alimentazione, le implicazioni potrebbero essere:

  • Trattamento Inadeguato: I disturbi alimentari richiedono un trattamento specifico che si concentra sul controllo del peso, sui comportamenti alimentari estremi e sulla gestione delle complicanze fisiche associate. Trattare la dismorfofobia come un disturbo alimentare potrebbe non indirizzare adeguatamente la preoccupazione per i difetti fisici specifici e i comportamenti compulsivi associati.
  • Aggravamento dei Sintomi: La mancata considerazione dei sintomi unici della dismorfofobia potrebbe portare a un peggioramento della condizione, poiché i comportamenti compulsivi per gestire la preoccupazione per l’aspetto fisico potrebbero non essere adeguatamente affrontati.
  • Rischio di Complicanze Aggiuntive: Trattare erroneamente la dismorfofobia come un disturbo alimentare potrebbe esporre il paziente a trattamenti invasivi o farmaci non indicati per la gestione dei sintomi specifici della dismorfofobia, aumentando il rischio di effetti collaterali indesiderati.

È fondamentale diagnosticare correttamente la dismorfofobia per fornire il trattamento più efficace e mirato possibile.

Una diagnosi accurata della dismorfofobia, grazie a professionisti della salute mentale come psicologi e psichiatri, diventa cruciale per garantire che il paziente riceva il supporto terapeutico appropriato che miri a ridurre la preoccupazione e il disagio associati ai difetti fisici percepiti.

Ciò può contribuire significativamente a migliorare la qualità della vita del paziente e a promuovere il recupero a lungo termine dalla condizione.


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