Sapresti capire se una persona a te cara avesse un disturbo del comportamento alimentare (DCA)?
A volte non è facile, perché alcuni segnali di disturbi alimentari possono essere sottili o difficili da notare, ma tendono a diventare più evidenti durante i pasti. I disturbi del comportamento alimentare (DCA) si manifestano attraverso comportamenti che, purtroppo, possono rimanere invisibili fino a quando non raggiungono una gravità significativa. Riconoscere i segnali precoci è fondamentale: anche uno solo di questi segnali potrebbe indicare un problema più profondo legato al rapporto con il cibo e con il proprio corpo. In questo articolo, esploreremo proprio 5 comportamenti chiave da tenere d’occhio durante i pasti, continua a leggere per saperne di più.
#1 Controllo ossessivo degli alimenti e delle porzioni: 5 indizi
Un primo segnale di disturbi del comportamento alimentare a tavola secondo lo studio del 2021: “Restrictive eating behaviors and eating disorder psychopathology”, condotto da Hagan, riguarda il controllo continuo delle quantità e i tipi di alimenti, scegliendo solo alcuni cibi considerati “sicuri”. Questo comportamento ossessivo nasce da una profonda paura di ingrassare e da un bisogno compulsivo di mantenere un certo peso o forma fisica. Secondo lo studio citato questo comportamento potrebbe diventare così invadente da compromettere la socialità e il benessere psicofisico. Fai attenzione a segnali come:
- Rifiuto persistente di alcuni alimenti: Come ad esempio, carboidrati e grassi. Vengono quindi eliminate intere categorie di cibi perché li percepisce come dannosi o ingrassanti, spesso basandosi su informazioni non scientifiche o distorte.
- Calcolo ossessivo delle calorie: Ogni pasto viene pianificato con grande attenzione, monitorando costantemente le calorie assunte e la composizione nutrizionale di ogni alimento.
- Evitamento di condimenti e salse: Anche piccole quantità di grassi o zuccheri aggiunti possono generare ansia, portando a consumare cibi estremamente semplici e poco saporiti.
- Ansia e senso di colpa se si mangia qualcosa che non rientra nel piano alimentare.
- Controllo continuo delle porzioni.
L’autore dello studio aggiunge, inoltre, che questi segnali possono indicare un rapporto problematico con il cibo, spesso legato a disturbi restrittivi come l’anoressia nervosa.
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#2 Ritualismo durante i Pasti: alcuni esempi
Il ritualismo durante i pasti è un comportamento che si può notare in chi sta affrontando disturbi del comportamento alimentare, in particolare l’anoressia nervosa. Questo tipo di comportamento emerge quando una persona inizia a seguire rituali specifici durante i pasti, spesso a causa delle preoccupazioni legate al cibo e al proprio corpo.
I rituali a tavola si presentano come una strategia per affrontare l’ansia legata all’alimentazione e possono variare da persona a persona.
Anche se questi comportamenti possono sembrare innocui o normali, spesso nascondono un problema più profondo legato a un controllo eccessivo sul cibo. Questi rituali sono spesso legati a un forte bisogno di controllo sul cibo e sul corpo, riflettendo l’ansia che pervade chi soffre di disturbi alimentari. Alcuni esempi di comportamenti rituali includono:
- Spezzettare il cibo in pezzi molto piccoli: Questo gesto non solo allunga il tempo del pasto, ma può anche servire a limitare la quantità di cibo che viene effettivamente ingerita. Ogni pezzo di cibo potrebbe essere visto come una minaccia da dover affrontare in modo controllato.
- Bere molta acqua tra un boccone e l’altro: Questo comportamento mira a ridurre la sensazione di fame, rallentando il processo di mangiare e diminuendo la quantità di cibo inghiottito.
- Rigida sequenza di consumo: Mangiare ogni alimento in un ordine specifico o separare i diversi cibi nel piatto può essere un tentativo di minimizzare l’impatto percepito di ciascun tipo di cibo consumato.
In questo contesto, il comportamento alimentare diventa un modo per gestire le proprie paure e insicurezze. La presenza di tali comportamenti rituali indica la necessità di un supporto nutrizionale.
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#3 Nervosismo e Isolamento Sociale durante i Pasti: 3 manifestazioni
Secondo lo studio del 2016 di Levinson e Rodebaugh “Clarifying the prospective relationships between social anxiety and eating disorder symptoms” nervosismo e isolamento sociale a tavola segnalano il fatto che qualcosa non vada nella relazione con il cibo. Chi affronta disturbi del comportamento alimentare tende spesso a evitare i pasti in compagnia, preferendo mangiare da solo. Ci sono diverse ragioni dietro a questo comportamento, ma la più comune è il disagio emotivo che si prova mentre si mangia. Condividere un pasto con gli altri può scatenare un forte senso di vergogna e insicurezza.
I segnali di nervosismo possono manifestarsi in vari modi:
- Evitare pasti comuni: Mangiare in solitudine diventa una sorta di scudo contro la pressione sociale. Questo comportamento è spesso accompagnato da un rifiuto di socializzare durante i pasti, poiché la persona teme di essere giudicata per le quantità che mangia o per il tipo di cibo scelto.
- Silenzio e tensione: Durante i pasti, la persona può apparire nervosa o distante, non partecipando alle conversazioni e mostrando un evidente disagio.
- Eccessiva concentrazione sul cibo: Alcuni possono diventare iper-focalizzati su ciò che stanno mangiando, quasi come se il cibo fosse un nemico da controllare con attenzione per evitare di perdere il controllo.
Secondo lo studio sopra citato questi comportamenti sono spesso legati a una bassa autostima e alla paura che gli altri possano notare il problema che si sta cercando di nascondere. L’isolamento diventa un meccanismo di difesa, utilizzato per sfuggire al giudizio e al confronto sociale. Questo isolamento sociale alimenta un ciclo negativo nel disturbo alimentare, poiché rinforza l’idea che il cibo sia al centro dell’attenzione, mentre la socializzazione viene percepita come una minaccia.
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#4 Comportamenti Compensatori Immediatamente dopo i Pasti
I comportamenti compensatori rappresentano uno dei segnali più evidenti di disturbi alimentari come la bulimia nervosa o l’anoressia nervosa. Quando una persona è sopraffatta dalla paura di ingrassare o di aver mangiato troppo, può cercare di eliminare il cibo attraverso vari metodi compensatori. Questi possono includere il vomito autoindotto, l’uso di lassativi o diuretici, e l’esercizio fisico eccessivo.
Il corpo subisce gravi danni a causa di questi meccanismi estremi, che possono portare a squilibri elettrolitici, disidratazione e danni ai denti e all’apparato digerente. I principali indicatori di questi comportamenti sono:
- Indurre il vomito: Chi soffre di bulimia nervosa potrebbe sentirsi costretto a vomitare subito dopo un pasto per purificarsi dal cibo ingerito, convinto che sia l’unico modo per evitare di aumentare di peso.
- Uso di lassativi e diuretici: L’uso eccessivo di questi farmaci è un altro comportamento compensatorio che si cerca di adottare per eliminare rapidamente il cibo ingerito.
- Esercizio fisico intenso: Dopo aver mangiato, la persona potrebbe dedicarsi a sessioni di allenamento estreme nel tentativo di “bruciare” le calorie assunte e sentirsi meno in colpa.
Secondo il DSM-5 Questi comportamenti non sono solo pericolosi per la salute fisica, ma anche per quella psicologica. Questi segnali sono un chiaro indicativo che il disturbo alimentare sta avendo un impatto negativo e deve essere affrontato con urgenza richiedendo un aiuto professionale.
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#5 Alternanza tra Abbuffate e Restrizioni Alimentari
Questo segnale riguarda l’alternanza tra periodi di forte restrizione alimentare e momenti di abbuffate incontrollate, spesso accompagnati da un forte senso di colpa e disagio.
Esempi pratici da osservare:
- Consumo eccessivo di cibo in un breve lasso di tempo, seguito da digiuni.
- Forti sensazioni di vergogna e depressione dopo episodi di abbuffata.
- Fluttuazioni significative nel peso corporeo.
Questi comportamenti indicano possibili forme di disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder) o bulimia nervosa.
Nel caso in cui notassi più di uno di questi segnali, è importante contattare un professionista che possa aiutarti a comprendere meglio la situazione e, se necessario, avviare un percorso terapeutico. Non sottovalutare mai i segnali che il tuo corpo e la tua mente ti inviano: riconoscerli in tempo è il primo passo verso un recupero efficace.

Credi di soffrire di disturbi alimentari e vuoi intraprendere un percorso di guarigione?
Questi segnali sono indicativi di disturbi alimentari che richiedono attenzione immediata. Se riconosci uno o più di questi comportamenti in una persona, è fondamentale agire tempestivamente e consultare un professionista esperto in disturbi del comportamento alimentare. La diagnosi precoce e l’intervento mirato possono fare una grande differenza nel percorso di recupero.
GAM Medical, centro DCA, offre un test per la valutazione dei disturbi alimentari gratuito, oltre a garantire un supporto di dietologi qualificati. Ricorda che il primo passo per affrontare un problema è esserne consapevoli, in modo tale da ricevere una diagnosi e un trattamento adeguato. Se ritieni di avere un disturbo alimentare o riconosci alcuni di questi segnali elencati in qualcuno che conosci, non esitare a chiedere aiuto.
Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.
Fonti:
- https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0195666317310954
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27444957/
- https://www.psychiatry.org/psychiatrists/practice/dsm
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31838613/