Perché l’estate può essere così deludente per chi è ADHD?

Tempo di lettura: 5 minuti

Perché l’estate può essere così deludente per chi è ADHD?

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L’estate, almeno nell’immaginario comune, dovrebbe essere il momento del riposo, della libertà e delle esperienze piacevoli ma per alcune persone ADHD può finire per diventare estremamente deludente.

Questo che leggerai sarà un articolo esperienziale: raccoglie vissuti, sensazioni e difficoltà che ci vengono spesso riportati dalle persone ADHD quando parlano del proprio rapporto con l’estate.

Non pretendiamo, quindi, in questo caso, di descrivere un’esperienza universale né sostituire informazioni o valutazioni cliniche, ma dare spazio a situazioni nelle quali alcune persone potrebbero riconoscersi.

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ADHD in estate: quando spariscono le routine

Per alcune persone ADHD, l’estate non coincide necessariamente con la stagione del riposo.

Durante il resto dell’anno, infatti, lezioni, lavoro, appuntamenti e altre attività contribuiscono a creare una struttura esterna che scandisce le giornate.

Quando molti di questi punti di riferimento improvvisamente scompaiono, la libertà può essere piacevole, ma può anche diventare difficile da gestire.

Una giornata senza orari definiti richiede di decidere autonomamente:

  • da dove iniziare;
  • cosa fare prima;
  • quale attività scegliere;
  • quanto tempo dedicarle;
  • come distribuire gli impegni durante la giornata.

Per questo, ADHD e tempo libero non sono sempre una combinazione semplice. Avere meno obblighi può significare anche avere meno riferimenti esterni che aiutano a iniziare e organizzare le attività.

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ADHD ed estate: “quest’estate potrei fare…”

All’inizio dell’estate le possibilità sembrano infinite.

“Potrei iniziare quel progetto.”
“Potrei leggere di più.”
“Potrei fare sport.”
“Potrei organizzare un viaggio.”
“Potrei finalmente vedere tutte quelle persone.”

Nella mente, l’estate può trasformarsi in un enorme contenitore di possibilità.

Il problema arriva quando queste possibilità diventano così numerose da rendere difficile scegliere. Invece di sentirsi liberi, ci si può ritrovare davanti a troppe alternative contemporaneamente.

E così una parte considerevole del tempo può essere trascorsa a immaginare ciò che si potrebbe fare, pianificare mentalmente scenari diversi o passare da un’idea all’altra, senza riuscire necessariamente a trasformarli in qualcosa di concreto.

ADHD e disfunzione esecutiva durante le vacanze

Quando le giornate sono poco strutturate, anche iniziare un’attività apparentemente semplice può richiedere molta energia.

Si può sapere perfettamente cosa si vorrebbe fare e, allo stesso tempo, avere difficoltà a partire.

È uno dei motivi per cui alcune persone ADHD descrivono le proprie vacanze in modo apparentemente contraddittorio: finalmente hanno tempo per fare ciò che desiderano, ma proprio quel tempo senza una struttura precisa può diventare difficile da utilizzare.

La giornata può quindi rimanere destrutturata e la disfunzione esecutiva può farsi sentire maggiormente nella gestione pratica del tempo, delle priorità e dell’avvio delle attività.

Il risultato non è necessariamente “non avere voglia di fare nulla”. A volte, al contrario, le cose che si vorrebbero fare sono tantissime. La difficoltà sta nel trasformare l’intenzione in azione.

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Estate deludente e ADHD: la distanza tra aspettative e realtà

Prima dell’estate è facile costruire mentalmente una versione ideale dei mesi che ci aspettano.

Ci immaginiamo più produttivi, più sociali, più spontanei. Pensiamo di avere finalmente il tempo necessario per recuperare tutto ciò che durante l’anno abbiamo rimandato.

Quando però la realtà non corrisponde a quelle aspettative, può emergere una sensazione di estate deludente.

Non necessariamente perché non sia successo nulla di bello, ma perché diventa evidente la distanza tra:

  • l’estate che avevamo immaginato;
  • le cose che pensavamo di riuscire a fare;
  • il modo in cui abbiamo realmente trascorso le giornate.

Per una persona ADHD questa discrepanza può diventare particolarmente frustrante quando si accompagna alla sensazione di aver avuto molto tempo disponibile senza essere riuscita a utilizzarlo come avrebbe voluto.

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ADHD, estate e FOMO

A complicare ulteriormente questa esperienza può esserci la FOMO, la paura di essere tagliati fuori o di stare perdendo esperienze importanti.

Durante l’estate i social sembrano riempirsi di persone in viaggio, serate con gli amici, giornate al mare, festival, gruppi affiatati e momenti apparentemente memorabili.

Il confronto può diventare ancora più immediato quando la propria giornata, invece, è trascorsa tra indecisione, procrastinazione o difficoltà a organizzarsi.

Non è soltanto la sensazione di “non stare facendo abbastanza”. Può emergere anche l’impressione che tutti gli altri sappiano come vivere l’estate, mentre noi siamo rimasti fermi a cercare di capire cosa fare.

Il confronto continuo può così amplificare la distanza tra l’estate immaginata e quella reale.

Tanto tempo libero, ma sentirsi comunque sopraffatti

Ed è qui che compare uno dei paradossi dell’ADHD in estate: avere finalmente più tempo e sentirsi, nonostante questo, più sopraffatti.

Durante i periodi pieni di impegni ci si può lamentare di non avere abbastanza tempo libero. Quando quel tempo finalmente arriva, però, bisogna anche decidere come utilizzarlo.

Per alcune persone ADHD, una quantità molto ampia di tempo non strutturato può trasformarsi in:

  • difficoltà a scegliere;
  • sensazione di paralisi;
  • procrastinazione;
  • giornate che sembrano “scivolare via”;
  • frustrazione per ciò che non si è fatto;
  • insoddisfazione rispetto alle proprie aspettative.

Si può quindi arrivare alla fine della giornata con la sensazione di aver avuto moltissimo tempo a disposizione e, contemporaneamente, di non averlo davvero vissuto come si desiderava.

Se la tua estate non è come l’avevi immaginata..

In questo articolo abbiamo voluto raccontare un vissuto che può essere comune tra alcune persone ADHD: quello di arrivare all’estate con molte aspettative, molto tempo apparentemente disponibile e, allo stesso tempo, una maggiore difficoltà a capire come usarlo.

Quando vengono meno le strutture che durante il resto dell’anno scandiscono le giornate, infatti, il tempo libero può diventare più difficile da organizzare. E la distanza tra l’estate che avevamo immaginato e quella che stiamo realmente vivendo può generare frustrazione e insoddisfazione.

Di fronte a questa esperienza, ci sono almeno due aspetti su cui può essere utile riflettere.

1. Ridimensionare l’idea di dover “riempire” l’estate

Il primo riguarda le aspettative.

Avere più tempo libero non significa necessariamente doverlo trasformare in una sequenza continua di viaggi, progetti, uscite, hobby e nuove esperienze. Cercare di fare tutto può finire per produrre l’effetto opposto: sentirsi costantemente in ritardo rispetto alla propria estate ideale.

Quando ogni giornata viene valutata sulla base di quanto siamo riusciti a fare, anche le esperienze piacevoli rischiano di sembrare insufficienti.

Può quindi essere utile modulare l’aspettativa di dover sfruttare ogni momento, accettando che il riposo, le giornate vuote e i programmi saltati facciano parte del tempo libero tanto quanto le esperienze più memorabili.

2. Ricreare una struttura quando quella esterna viene meno

Il secondo aspetto riguarda invece l’organizzazione delle giornate.

Durante il resto dell’anno, scuola, università, lavoro, appuntamenti e altri impegni funzionano spesso come contenitori esterni: definiscono orari, priorità e momenti di inizio e fine delle attività.

In estate molti di questi contenitori sospendono, almeno in parte, la loro funzione regolatrice. Per alcune persone ADHD può quindi essere utile provare a costruire intenzionalmente una struttura più leggera, senza trasformare però le vacanze in un’altra agenda piena di obblighi.

Può significare, per esempio:

  • mantenere alcuni punti fissi nella giornata;
  • scegliere poche attività realistiche invece di una lunga lista di possibilità;
  • creare piccoli appuntamenti con se stessi o con altre persone;
  • distinguere il tempo destinato al riposo da quello dedicato a progetti o attività;
  • ridurre il numero di decisioni da prendere ogni giorno.

L’obiettivo non è riempire nuovamente ogni spazio, ma trovare un equilibrio tra libertà e struttura che renda il tempo libero più facile da vivere.

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Quando le difficoltà legate all’ADHD diventano più pervasive

Se difficoltà di organizzazione, gestione del tempo, procrastinazione o disfunzione esecutiva non riguardano soltanto l’estate, ma interferiscono in modo significativo con diversi ambiti della quotidianità, può essere utile approfondirle con professionisti specializzati.

GAM Medical è una clinica specializzata nella diagnosi e nel trattamento dell’ADHD. Se pensi di riconoscerti in alcune delle esperienze descritte o vuoi comprendere meglio il tuo funzionamento, puoi rivolgerti al team di GAM Medical per ricevere maggiori informazioni sui percorsi disponibili.

L’obiettivo di questo articolo, intanto, era dare un nome a un’esperienza che può essere condivisa da diverse persone ADHD: avere finalmente più tempo libero e scoprire che, senza una struttura e con troppe aspettative, quel tempo non è necessariamente più semplice da gestire.

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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

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