Il trattamento dell’ADHD viene definito in base alle caratteristiche della persona, all’intensità dei sintomi, al loro impatto sulla vita quotidiana e alla presenza di eventuali condizioni associate.
A seconda del quadro clinico, il percorso può comprendere, singolarmente o in combinazione:
Non tutte le persone necessitano degli stessi interventi: il piano terapeutico viene personalizzato in base agli obiettivi clinici e funzionali e può essere modificato nel tempo sulla base della risposta al trattamento.
I trattamenti disponibili possono contribuire a ridurre i sintomi dell’ADHD e migliorare il funzionamento quotidiano, compresi attenzione, organizzazione e gestione delle difficoltà associate al disturbo.
Presso GAM Medical, il percorso terapeutico viene definito dopo una valutazione clinica e può coinvolgere professionisti dell’area psicologica e psichiatrica, in funzione delle esigenze della persona.
Supervisione clinica dei contenuti statici e degli strumenti di screening presenti sul sito: Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta esperto nell’ADHD in età adulta.
Contenuto verificato
Revisione clinica a cura di
Coordinatrice della revisione psicologico-clinica, esperta in psicodiagnostica e disturbi del neurosviluppo.
Ultima revisione clinica: 6 Agosto 2026
Coordinamento editoriale: Claudio Giovenzana
Non esiste un unico trattamento adatto a tutte le persone con ADHD. In base al quadro clinico, alle difficoltà presenti, agli obiettivi della persona e alle eventuali condizioni associate, il percorso può comprendere psicoeducazione, psicoterapia e trattamento farmacologico, singolarmente o in combinazione.
Le scelte terapeutiche vengono condivise con la persona e possono coinvolgere psicologi ADHD e psichiatri ADHD, in funzione delle esigenze cliniche e del tipo di intervento.
GAM Medical propone diversi percorsi per il trattamento dell’ADHD nell’adulto, approfonditi nelle sezioni seguenti.
Un percorso per comprendere meglio il proprio funzionamento e sviluppare strategie pratiche per la gestione dell’ADHD nella vita quotidiana.
La psicoeducazione esiste sia individuale che di gruppo.
Un percorso con uno psicoterapeuta per lavorare sugli aspetti emotivi e relazionali legati all’ADHD: autostima, ansia, relazioni e modi di pensare costruiti negli anni.
Quando clinicamente indicato, il trattamento dell’ADHD può comprendere una terapia farmacologica prescritta e monitorata da un medico specialista.
Psicoeducazione
€67
INDIVIDUALE
(50 minuti)
€240
DI GRUPPO
(4 x 2 ore)
Terapia Farmacologica
€87
VISITA PSICHIATRICA
(20 minuti)
€67
VISITA DI CONTROLLO
(15 minuti)
Le fatture sono detraibili secondo normativa.
La PSICOEDUCAZIONE ha cadenza settimanale.
La VISITA DI CONTROLLO della TERAPIA FARMACOLOGICA ha cadenza mensile ed include la spedizione della prescrizione.
Per la DIAGNOSI e/o la TERAPIA FARMACOLOGICA sono necessarie DUE VISITE PSICHIATRICHE.
Alle prestazioni con importo superiore a €77,47 si applica marca da bollo di €2
Attualmente non esiste un trattamento che elimini definitivamente l’ADHD. Gli interventi disponibili hanno l’obiettivo di ridurre l’impatto dei sintomi e migliorare il funzionamento della persona nella vita quotidiana.
Gli obiettivi del trattamento possono riguardare, per esempio, attenzione, impulsività, organizzazione, gestione del tempo, regolazione delle difficoltà quotidiane e qualità del funzionamento nei diversi contesti di vita.
Il percorso viene definito in modo individuale e può essere modificato nel tempo in base alle necessità della persona, agli obiettivi concordati e alla risposta agli interventi.


Il trattamento dell’ADHD viene definito in modo individuale, considerando sintomi, impatto sul funzionamento quotidiano, eventuali condizioni associate, preferenze della persona e risposta agli interventi già effettuati.
A seconda del quadro clinico, il percorso può prevedere un trattamento farmacologico, interventi psicologici o psicoeducativi oppure una combinazione di più approcci. Il piano terapeutico può inoltre essere modificato nel tempo sulla base dei risultati ottenuti e delle esigenze della persona.
La scelta del trattamento viene quindi effettuata insieme ai professionisti coinvolti, con l’obiettivo di individuare gli interventi più appropriati e monitorarne nel tempo efficacia e tollerabilità.
Terapia farmacologica:
Quando clinicamente indicato, il trattamento farmacologico può contribuire a ridurre i sintomi dell’ADHD e viene prescritto e monitorato da un medico specialista. La scelta del farmaco, del dosaggio e gli eventuali cambiamenti della terapia dipendono dalla situazione clinica individuale.
Interventi psicoeducativi:
La psicoeducazione aiuta la persona a comprendere meglio il funzionamento dell’ADHD e a sviluppare strategie pratiche per affrontare difficoltà come organizzazione, gestione del tempo e pianificazione delle attività quotidiane.
Psicoterapia:
La psicoterapia può essere utile per lavorare sulle difficoltà psicologiche e comportamentali associate all’ADHD e, quando appropriato, su eventuali condizioni concomitanti. Gli interventi possono includere approcci strutturati focalizzati sull’ADHD, tra cui elementi di terapia cognitivo-comportamentale.
Supporto sociale e familiare:
In alcuni casi può essere utile coinvolgere partner, familiari o altre persone significative, soprattutto quando le difficoltà legate all’ADHD incidono sulla vita familiare o relazionale. Gli interventi rivolti alla famiglia possono contribuire a migliorare la comprensione delle difficoltà e le modalità di supporto.
L’ADHD può presentarsi insieme ad altre condizioni psicologiche, psichiatriche o mediche, come disturbi d’ansia, depressione, disturbi del sonno o disturbi correlati all’uso di sostanze.
La presenza di condizioni associate può influenzare la scelta, la sequenza e il monitoraggio del trattamento. Per questo il piano terapeutico deve considerare il quadro clinico complessivo della persona e non soltanto i sintomi dell’ADHD.
Quando necessario, gli interventi per l’ADHD possono quindi essere integrati con trattamenti specifici per le condizioni concomitanti, adattando nel tempo il percorso in base alle priorità cliniche e alla risposta della persona.
L’ADHD può continuare a influenzare il funzionamento anche in età adulta, ma ricevere una diagnosi tardiva non significa che sia troppo tardi per iniziare un trattamento. Gli interventi disponibili possono ridurre l’impatto dei sintomi e facilitare la gestione delle difficoltà quotidiane.
Gli obiettivi del trattamento vengono definiti individualmente e possono riguardare diversi ambiti della vita.
Il trattamento può contribuire a ridurre disattenzione, impulsività e irrequietezza, con modalità ed effetti differenti a seconda dell’intervento utilizzato e della risposta individuale.
Interventi farmacologici e psicologici possono favorire un migliore funzionamento nelle attività che richiedono pianificazione, gestione del tempo, organizzazione e completamento dei compiti.

Quando i sintomi interferiscono con il funzionamento scolastico, universitario o professionale, il trattamento può aiutare a ridurne l’impatto e sviluppare strategie più efficaci per affrontare le richieste quotidiane.

Alcuni interventi psicologici possono aiutare a gestire difficoltà comportamentali, emotive o relazionali associate all’ADHD. Quando sono presenti anche ansia, depressione o altre condizioni, queste devono essere considerate specificamente all’interno del piano terapeutico.
Gli obiettivi e gli interventi possono essere rivalutati nel corso del percorso. Il trattamento dell’ADHD non consiste quindi nel raggiungere un risultato uguale per tutti, ma nel ridurre le difficoltà clinicamente rilevanti e migliorare il funzionamento nei contesti importanti per la persona.
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