Se sei ADHD, c’è una buona probabilità che almeno una volta tu abbia vissuto una di queste due esperienze:
- Inizi con un’idea chiara in mente, magari solo una piccola curiosità, un dettaglio che vuoi chiarire. Potresti essere lì, intento a cercare velocemente su Google, aprire Wikipedia o guardare un video su YouTube. La tua intenzione è semplice: vuoi solo sapere una cosa. Magari vuoi capire come si scrive correttamente una parola, chi ha diretto un film che hai appena visto, o come funziona un dispositivo che ti ha incuriosito. Eppure, un’ora dopo, ti ritrovi immerso fino al collo in un mare di informazioni. Hai letto articoli accademici, scoperto dettagli tecnici che nemmeno pensavi potessero esistere, hai aperto mille schede nel browser e probabilmente hai già una nuova ossessione temporanea per un argomento che solo poco tempo prima nemmeno consideravi rilevante. Ti rendi conto che hai imparato moltissimo, che hai una quantità di conoscenze sproporzionata rispetto alla tua esigenza iniziale, e forse stai anche pensando di approfondire ancora di più, prendere appunti, guardare documentari, o persino comprare un libro sull’argomento.
- Parti con una domanda chiara, ma nel giro di poco tempo ti accorgi che il percorso si è completamente trasformato. Ogni nuova informazione ti porta altrove, ogni link che clicchi apre una nuova porta, ogni video correlato ti spinge in una direzione imprevista. Senza rendertene conto, sei finito in un punto totalmente diverso rispetto a quello di partenza. Stavi cercando il significato di una parola e ora stai leggendo la storia delle lingue antiche. Volevi solo sapere il finale di un film e ora stai studiando la cinematografia di un intero paese. Cercavi un’informazione tecnica e sei finito a leggere di scoperte scientifiche che non avresti mai pensato di esplorare.
Infatti, la curiosità nell’ADHD può essere il punto di partenza di una ricerca che può prendere due strade principali:
- Over-learning → se l’attenzione rimane fissata sull’argomento iniziale, si finisce per imparare tutto su di esso, approfondendolo ben oltre il necessario. In questo caso, il focus resta sul punto di partenza, ma l’apprendimento diventa iper-dettagliato e immersivo, portando la persona a conoscere l’argomento fino a livelli quasi specialistici (cioè il primo tra i due esempi soprariportati)
- Effetto tana del Bianconiglio → se la ricerca segue il flusso della curiosità incontrollata, si passa da un’informazione all’altra, fino a trovarsi in un punto completamente diverso da quello iniziale. Il focus si sposta continuamente su nuovi input, portando a una navigazione dispersiva e spesso sorprendente, dove la connessione con il tema originale si perde del tutto (cioè il secondo tra i due esempi soprariportati)
Il filo conduttore tra questi due fenomeni è l’incapacità di interrompere spontaneamente il processo di ricerca.
L’unica differenza è se l’attenzione resta ancorata al tema iniziale (over-learning) o se si disperde in una serie di nuove scoperte (tana del Bianconiglio).
In entrambi i casi, il tempo sembra scorrere senza controllo e la persona può trovarsi ore dopo ad aver accumulato una mole enorme di informazioni…magari senza nemmeno ricordare perché aveva iniziato la ricerca!
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Cos’è l’Overlearning?
Il termine “over-learning” (sovra-apprendimento) si riferisce al processo di apprendimento in cui una persona acquisisce una quantità di conoscenze o sviluppa una competenza ben oltre il livello necessario per il proprio scopo iniziale.
Questo fenomeno si verifica quando, dopo aver appreso un concetto o una abilità fino a un livello sufficiente per il compito prefissato, si continua ad approfondire, ripetere o perfezionare l’apprendimento in modo eccessivo, consolidando la conoscenza a livelli estremi.
L’origine del termine si trova negli studi di psicologia dell’apprendimento, in cui si è osservato che, quando un’informazione viene ripetuta o praticata più volte oltre il punto della semplice comprensione o competenza funzionale, essa diventa più radicata nella memoria a lungo termine e più facilmente recuperabile.
Questo è il principio su cui si basa, ad esempio, l’allenamento di abilità motorie o mnemoniche, come la memorizzazione di sequenze numeriche, la padronanza di uno strumento musicale o l’apprendimento linguistico.
Tuttavia, l’over-learning non si limita a essere uno strumento di rafforzamento intenzionale della memoria, ma può anche manifestarsi come un fenomeno spontaneo, in cui una persona si lascia trascinare dalla propria curiosità o dal desiderio di padroneggiare completamente un argomento, accumulando una quantità di informazioni molto superiore a quella realmente necessaria.
In questo senso, può essere visto sia come una risorsa utile per ottenere una conoscenza solida e approfondita, sia come un processo che può portare a una dispersione di tempo e di energie se non è bilanciato da una gestione consapevole degli obiettivi di apprendimento.
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Cos’è il Rabbit Hole Effect o Effetto Tana del Bianconiglio?
L’effetto tana del Bianconiglio (Rabbit Hole Effect) è un fenomeno cognitivo e comportamentale in cui una persona, iniziando con un intento di ricerca o esplorazione su un argomento specifico, finisce per deviare in un percorso di approfondimento che si estende ben oltre l’idea iniziale, spesso seguendo connessioni impreviste e concatenazioni di informazioni.
Il termine “tana del Bianconiglio” è giustificato perché trae origine dal celebre romanzo Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll, in cui la protagonista, Alice, inseguendo un coniglio bianco parlante, cade dentro una tana che la trasporta in un mondo surreale e imprevedibile.
Questa discesa rappresenta un viaggio inaspettato e fuori dal controllo, proprio come accade nel fenomeno che porta il suo nome.
L’espressione “effetto della tana del Bianconiglio” (Rabbit Hole Effect in inglese) viene infatti usata per descrivere una situazione in cui una persona si immerge profondamente in un argomento o un’attività, spesso in modo involontario e senza rendersene conto, e altrettanti spesso perdendo la cognizione del tempo e dello spazio.
Questo processo può avvenire attraverso la navigazione su internet, la lettura, la visione di contenuti multimediali o qualsiasi altro mezzo di acquisizione di informazioni, e porta l’individuo a perdersi in un flusso continuo di scoperta, perdendo la percezione del tempo e allontanandosi progressivamente dall’oggetto originale della ricerca.
Il fenomeno è particolarmente comune nell’era digitale, dove le piattaforme online offrono collegamenti infiniti tra contenuti correlati, stimolando una navigazione esplorativa quasi automatica, che può diventare difficilmente controllabile.
Può essere visto come un’espressione della curiosità e dell’apprendimento spontaneo, ma può anche risultare dispersivo o dispendioso in termini di tempo, in quanto la persona potrebbe ritrovarsi lontano dall’obiettivo originale senza nemmeno accorgersene.

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Come si manifestano l’Overlearning e l’Effetto “Tana del Bianconiglio” (Rabbit Hole Effect) nell’ADHD?
Se sei ADHD, probabilmente ti è successo almeno una volta di voler cercare un’informazione semplice e finire per imparare tutto sull’argomento fino a un livello che non ti sarebbe servito davvero.
Magari volevi solo sapere perché il cielo è blu, ma nel giro di un’ora hai studiato la fisica della diffusione della luce, scoperto come gli occhi percepiscono i colori, letto della composizione atmosferica e forse sei finito a guardare documentari sulla fisica quantistica.
Ti serviva davvero sapere tutto questo? Probabilmente no. Ma una volta che hai iniziato, fermarti è diventato quasi impossibile.
Questo è un classico esempio di overlearning.
Oppure, magari, volevi solo capire chi ha diretto un film che ti è piaciuto, ma dopo pochi minuti ti sei trovato a leggere la storia della casa di produzione, le influenze artistiche del regista, le differenze tra le varie scuole di cinema e, senza nemmeno accorgertene, sei finito a guardare video sul neorealismo italiano o sugli effetti speciali negli anni ‘80.
A un certo punto ti rendi conto che non sai più perché hai iniziato e che ormai il tema iniziale è solo un lontano ricordo.
Questo è clsssico un esempio di Effetto Tana del Bianconiglio.
La ricetta perfetta per entrambi questi fenomeni è sempre la stessa: una semplice curiosità iniziale, che per il cervello di una persona ADHD è spesso eccitante quanto iniziare un nuovo hobby, combinata con un potente flusso di dopamina e l’iperfocalizzazione che rende difficile fermarsi.
Tutto inizia con un piccolo stimolo: una domanda, un’informazione vaga che ti incuriosisce, un argomento che per qualche motivo attira la tua attenzione.
Per molte persone, questo sarebbe solo un dettaglio passeggero, una cosa da cercare velocemente e poi dimenticare.
Ma per una mente ADHD, quella curiosità può accendere un meccanismo potentissimo. Il cervello cerca stimoli costanti, e quando trova qualcosa di nuovo e interessante, la dopamina entra in gioco, creando un senso di soddisfazione immediata.
Questa gratificazione fa sì che l’attenzione si agganci sempre di più all’argomento, attivando un ciclo di apprendimento compulsivo che può prendere due strade principali.
Se il focus rimane fisso sull’argomento iniziale, l’apprendimento cresce in modo esponenziale: più scopri, più vuoi approfondire.
È come se la tua mente non fosse soddisfatta finché non ha sviscerato ogni dettaglio, ogni connessione, ogni implicazione.
Questo è quindi l’over-learning, dove il desiderio di comprendere non si ferma al livello “sufficiente”, ma ti porta a diventare un piccolo esperto di qualcosa che, all’inizio, volevi solo capire a grandi linee.
Se invece la curiosità si lascia trasportare dalle connessioni e dai collegamenti casuali, il processo diventa più dispersivo: ogni nuovo pezzo di informazione suggerisce un’altra strada da seguire, un’altra porta da aprire, un’altra deviazione interessante.
Il punto di partenza diventa solo un ricordo lontano e, senza nemmeno accorgertene, sei completamente immerso in qualcosa di totalmente diverso.
Questo è l’effetto tana del Bianconiglio, un viaggio inaspettato che sembra non avere fine, dove ogni scoperta diventa il punto di partenza per un’altra esplorazione.
In entrambi i casi, la combinazione di curiosità iniziale + dopamina + iperfocalizzazione ADHD trasforma quella che poteva essere una semplice ricerca in un’esperienza totalizzante.
Il tempo si dissolve, il resto del mondo sembra sparire, e la tua mente è completamente assorbita da ciò che sta esplorando.
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