Dicembre e stress lavoro correlato: perché è il mese più difficile?

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Dicembre e stress lavoro correlato: perché è il mese più difficile?

Secondo un sondaggio della compagnia assicurativa MetLife, citato nell’articolo di CNBC “Christmas period is the most stressful for employees“, dicembre risulta essere il mese più stressante dell’anno per il 42% dei lavoratori. Per tantissime persone, la chiusura dell’anno coincide esattamente con il periodo in cui lo stress raggiunge i livelli più alti, amplificando sintomi di stress lavoro correlato, fatica mentale, sovraccarico e, in alcuni casi, segnali di burnout.

Un dato significativo, soprattutto se si considera che, culturalmente, dicembre è associato all’idea di festa, pausa, famiglia, luci e riposo.

Se stai attraversando un periodo di forte stress che sembra intensificarsi proprio a dicembre, sappi che non sei solo.

Ci sono infatti molte ragioni — sia lavorative che personali — che rendono questo mese particolarmente complesso da gestire.

Nelle prossime righe analizzeremo perché dicembre rappresenta un picco critico per lo stress lavoro-correlato, quali sono i fattori che lo alimentano e come riconoscerne i segnali, sia per i lavoratori dipendenti sia per chi lavora come libero professionista o imprenditore.

Dicembre e stress: un mese di chiusura e ripartenza

Dicembre è un mese di passaggio, e come ogni passaggio comporta una doppia tensione interiore e pratica:

  • da una parte si chiude l’anno e si tirano le somme;
  • dall’altra parte si preparano le basi per quello nuovo.

Questa doppia direzione, unita al fatto che le scadenze spesso si sovrappongono senza margine di respiro, può produrre un aumento importante dello stress lavoro-correlato, indipendentemente dal settore o dalla tipologia di occupazione.

Che tu sia lavoratore dipendente, autonomo o imprenditore, dicembre tende a intensificare carichi di lavoro, aspettative e richieste esterne.

Per capire meglio da dove nasce questo sovraccarico, possiamo scomporre i principali fattori stressogeni in due grandi categorie:

  1. Fattori strettamente lavorativi
  2. Fattori secondari ma fortemente impattanti, legati alla gestione della vita privata nel periodo natalizio.

Perché dicembre aumenta lo stress lavoro correlato: i principali fattori lavorativi

Alcuni dei fattori più comuni che rendono dicembre un mese critico dal punto di vista lavorativo, sia sul piano emotivo che organizzativo, sono:

1. Chiusura delle pratiche e delle attività annuali

  • Ultimare progetti già avviati
  • Consegnare lavori entro fine anno
  • Rispettare scadenze che non sono prorogabili
  • Sistemare documentazione amministrativa
  • Rispondere alle richieste dei clienti che vogliono chiudere tutto prima delle festività

Questa corsa alla chiusura delle pratiche crea un senso di urgenza costante, che è una componente chiave dello stress lavoro correlato.

2. Bilancio dell’anno: tra risultati raggiunti e obiettivi mancati

Dicembre porta inevitabilmente con sé un confronto con ciò che è stato — e non è stato — fatto.
Questo significa:

  • valutare i successi
  • riconoscere gli obiettivi non raggiunti
  • fare i conti con eventuali insicurezze o auto-critiche

Per molte persone, questo bilancio può attivare stress emotivo, senso di inadeguatezza o paura del giudizio, alimentando il rischio di burnout.

3. Pressione da parte dell’azienda o dei clienti

Molte realtà vogliono chiudere tutto entro il 31 dicembre.
Di conseguenza:

  • aumenta la pressione
  • si accavallano richieste improvvise
  • i tempi si stringono
  • diminuisce il margine d’errore

Questo crea un ambiente lavorativo che facilita l’emergere di stress lavoro correlato, soprattutto se già durante l’anno il carico era elevato.

4. Pianificazione dell’anno successivo

Mentre si chiude un ciclo, se ne apre un altro.
Dicembre è infatti il mese in cui:

  • si definiscono obiettivi futuri
  • si pianificano strategie
  • si organizzano nuovi progetti
  • si predispongono budget e previsioni

Il tutto mentre si è ancora immersi nelle scadenze dell’anno in corso. Questa doppia direzione crea un carico cognitivo importante.

5. Carichi extra per chi lavora nei settori stagionali

Per chi lavora in:

  • commercio
  • ristorazione
  • turismo
  • servizi
    il mese di dicembre è uno dei più intensi dell’anno.

La combinazione tra aumento dei clienti, orari più lunghi, richieste extra e riduzione delle pause può trasformarsi in un terreno fertile per lo stress lavoro correlato e per forme precoci di burnout.

6. Per chi è autonomo: scadenze fiscali e spese importanti

Per molti lavoratori autonomi dicembre coincide con:

  • l’ultima rata delle tasse
  • conguagli fiscali
  • pagamenti obbligatori da saldare
  • recupero di eventuali insoluti dei clienti

Questo significa che, oltre allo stress lavorativo, si aggiunge una pressione economica che può influire pesantemente sul benessere psicologico.

Perché dicembre aumenta lo stress: i fattori secondari (ma potentissimi)

Oltre ai motivi legati strettamente al lavoro, dicembre è un mese che richiede molta energia anche nella vita privata.
Spesso queste richieste si sommano a quelle lavorative, creando un doppio carico che, di fatto, rende difficile trovare spazi di recupero.

Alcuni degli elementi più comuni:

  1. Conciliazione complessa tra lavoro e impegni familiari: dicembre porta con sé una serie di richieste aggiuntive che rendono difficile bilanciare lavoro e vita privata, come:
    • feste scolastiche
    • recite dei figli
    • impegni familiari straordinari
    • incontri, cene e riunioni
      Per molti genitori questo significa comprimere ulteriormente il tempo disponibile, con un conseguente aumento dello stress.
  2. Organizzazione delle festività: il periodo natalizio richiede un grande investimento di energie per:
    • preparativi
    • organizzazione delle giornate
    • gestione dei familiari
    • definizione di visite e spostamenti
      Tutto ciò trasforma il mese di dicembre in una vera e propria “maratona organizzativa”.
  3. Acquisto dei regali e gestione del budget: comprare i regali comporta:
    • tempo
    • energia mentale
    • spese economiche
      Quest’ultimo aspetto può diventare particolarmente stressante, soprattutto considerando che dicembre coincide spesso con costi aggiuntivi legati al lavoro, alle tasse o agli imprevisti dell’ultimo trimestre.
  4. Aspettative sociali e culturali legate al Natale: l’immaginario del periodo natalizio — fatto di gioia, armonia e vicinanza — può scontrarsi con la realtà vissuta da molte persone, generando:
    • pressione
    • senso di inadeguatezza
    • tristezza (pensiamo, ad esempio, alla depressione natalizia, a cui abbiamo dedicato l’articolo “Christmas Blues: cos’è la Depressione “Natalizia”?”
    • ansia
      Quando queste emozioni si intrecciano con uno stato già presente di stress lavorativo, l’effetto complessivo può diventare ancora più pesante.

Stress lavoro correlato e burnout nel mese di dicembre

Dicembre è quindi un mese in cui il rischio di stress lavoro correlato aumenta significativamente.

Questo tipo di stress non riguarda semplicemente “avere tanto da fare”, ma un sovraccarico prolungato che coinvolge corpo e mente, e che può sfociare in sintomi quali:

  • irritabilità
  • difficoltà di concentrazione
  • fatica cronica
  • insonnia o sonno disturbato
  • somatizzazioni
  • calo della motivazione
  • difficoltà a “staccare” mentalmente dal lavoro
  • sensazione di essere sempre indietro

Se non viene riconosciuto per tempo, lo stress lavoro correlato può evolvere verso il burnout, una condizione più grave caratterizzata da esaurimento emotivo, cinismo e calo drastico dell’efficacia professionale.

Dicembre, con la sua intensità e con la sovrapposizione di richieste, rappresenta purtroppo un fertile terreno per lo sviluppo di queste dinamiche.

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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

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