Adhd e ipocondria

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Il Disturbo del Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD) è connesso all’ipocondria? 

Negli ultimi decenni, si sta approfondendo sempre più la comprensione e la gestione dei disturbi mentali e comportamentali. Tra questi, l’ADHD (Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività) e l’ipocondria sono stati oggetto di crescente interesse.

In questo articolo esploreremo il legame tra ADHD e ipocondria e metteremo in luce la complessità di questa relazione. Inoltre, vedremo i sintomi e le possibili soluzioni per ridurne gli effetti.

L’ipocondria può peggiorare i sintomi dell’ADHD, causando difficoltà nella vita di tutti i giorni. Inoltre, circa la metà degli adulti ADHD ha anche un disturbo d’ansia. 

Cos’è l’ipocondria?

L’ipocondria, o ansia da salute, è un disturbo psicologico caratterizzato da una preoccupazione eccessiva e persistente per la propria salute. Le persone ipocondriache tendono a interpretare normali sensazioni corporee come segnali di malattia grave o minacciosa, anche in assenza di evidenze mediche a supporto. Questa ansia riguardante la propria salute può interferire significativamente con la vita quotidiana e portare a un’attenzione costante verso il proprio corpo ed eventuali sintomi percepiti.  

Quali sono i sintomi dell’ipocondria?

I sintomi dell’ipocondria possono variare da persona a persona, ma potrebbero includere:

  • Preoccupazione eccessiva per la propria salute, accompagnata da una paura costante di avere o sviluppare una grave malattia.
  • Attenzione costante ai sintomi fisici, anche quelli minori o transitori, interpretandoli come segnali di una grave malattia.
  • Ricerca compulsiva di informazioni mediche su internet o attraverso altre fonti, nella speranza di confermare o smentire le proprie paure.
  • Visite frequenti ai medici o richieste di esami medici, nonostante le rassicurazioni ripetute che non vi è nulla di sbagliato.
  • Costante ricerca di rassicurazioni dagli altri riguardo alla propria salute.
  • Ansia e stress cronico associati alla propria salute, che possono portare a sintomi fisici reali, come mal di testa, palpitazioni o disturbi gastrointestinali.

Cosa causa la connessione tra adhd e ipocondria?

Anche se l’ansia da sola non è inclusa nei criteri diagnostici dell’ADHD, il legame tra le due condizioni potrebbe essere forte. 

Le persone ADHD e con disturbi d’ansia diagnosticati tenderebbero ad avere sintomi ipocondriaci più gravi rispetto a persone non ADHD. Però, proprio a causa dell’ADHD, i disturbi di ansia occasionale potrebbero verificarsi più frequentemente rispetto a persone che non soffrono di Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività.

Inoltre, un articolo di PubMed spiega come quando si verificano episodi di ansia i sintomi ADHD tendano a peggiorare.  

Sia cambiamenti climatici che alterazioni nello stile di vita potrebbero favorire l’ipocondria nelle persone ADHD, incrementando i pensieri ossessivi legati alla salute. I momenti di transizione, come cambi di lavoro o traslochi, potrebbero rivelarsi stressanti e portare ad un aumento dei sintomi di ipocondria. Il legame ADHD-ipocondria, si sarebbe reso evidente anche a causa di un evento universale e senza precedenti: la pandemia.  Questo fenomeno si è presentato sottoforma di una nube sconosciuta e ha fatto piovere sensazioni di ansia che hanno reso impossibile ignorare questa relazione. Gli effetti della pandemia si vedrebbero soprattutto ora, nonostante sia passato del tempo dalla fine di essa.

Come trattare adhd e ipocondria?

Sia l’ADHD che l’ipocondria verrebbero trattati tramite farmaci e/o terapia. Spesso, il trattamento che si concentra su una condizione aiuterebbe a migliorare i sintomi in entrambe.

I farmaci usati per trattare l’ADHD generalmente non peggiorano i sintomi ipocondriaci. Tuttavia, una combinazione di medicina e terapia potrebbe risultare più vantaggiosa per le persone ADHD ed ipocondriache.

Esistono trattamenti che possono funzionare sia per l’ADHD che per l’ipocondria, anche l’articolo “What’s the Link Between Anxiety and ADHD?” consiglia: terapia cognitivo-comportamentale, tecniche di rilassamento e meditazione e farmaci prescritti. 

Come gestire l’ipocondria autonomamente?

Per gestire efficacemente la tua ipocondria, afferma Ramsay per “ADHD and Anxiety: Symptoms, Connections & Coping Mechanisms”, potresti iniziare ad utilizzare i tuoi sentimenti e comportamenti come informazioni.

Alcune domande che potresti sfruttare per fare ciò includono le seguenti.

#1 Cosa sto provando?

Inizia scrivendo i tuoi sentimenti e sensazioni fisiche nel momento in cui sorgono. Ad esempio, potresti scrivere: 

“Sento un senso di ansia, accompagnato da palpitazioni e sudorazione fredda.”

Per gestire efficacemente l’ipocondria, è importante iniziare a trattare i miei sentimenti e comportamenti come informazioni anziché come indicatori di una minaccia imminente. Una strategia potrebbe essere quella di praticare la consapevolezza e l’auto-osservazione, prendendo nota dei miei pensieri e sensazioni senza giudicarli. Inoltre, potrei beneficiare di tecniche di rilassamento come la respirazione profonda, la meditazione o lo yoga per calmare il mio corpo e la mia mente.”

#2 Qual è il problema?

Identifica il motivo specifico per cui ti senti ansioso riguardo alla tua salute. Ad esempio, potresti scrivere: “Il mio problema principale è la paura di avere una malattia grave, anche se non ho sintomi evidenti. Per affrontare efficacemente questo problema, potrei iniziare ad adottare approcci pratici per gestire le mie preoccupazioni. Una strategia potrebbe essere cercare di limitare il mio accesso alle informazioni sulla salute online, poiché spesso questo può alimentare le mie ansie anziché mitigarle.”

#3 Qual è stato il trigger?

Rifletti su ciò che ha scatenato la tua ansia in un determinato momento. Ad esempio, potresti scrivere: “Il trigger potrebbe essere stato vedere un articolo su una malattia su Internet o avvertire un sintomo fisico che ho interpretato in modo catastrofico. Per gestire meglio questi trigger, potrei cercare di identificarli in anticipo e sviluppare strategie per affrontarli in modo costruttivo.”

#4 Il problema è davvero un problema? In tal caso, come può essere gestito?

Valuta razionalmente se il problema è effettivamente reale o se potrebbe essere amplificato dalla tua ansia e/o ADHD. Ad esempio, potresti scrivere: “Riconosco che le mie preoccupazioni sono spesso eccessive, ma la gestione dell’ipocondria richiede tempo e impegno. Posso affrontare il problema consultando un professionista della salute mentale e utilizzando strategie di gestione dello stress.”

#5 Qual è il miglior, peggiore e più probabile risultato della questione?

Esplora le possibili conseguenze della situazione, sia positive che negative. Ad esempio, potresti scrivere: “Il miglior risultato potrebbe essere superare le mie paure e vivere una vita più serena. Il peggiore potrebbe essere continuare a essere prigioniero dell’ansia. Il risultato più probabile potrebbe essere fare progressi nella gestione dell’ipocondria con il supporto appropriato.”

Per rispondere a queste domande è consigliabile prendere carta e penna e scrivere su un foglio. Anche scrivere al computer o al telefono va bene, l’importante è spostare il problema dalla tua testa e vederlo prendere forma come testo. Questo può aiutarti a vedere chiaramente cosa hai sotto controllo e cosa no e a confrontarti con il problema. 

Come posso aiutare chi soffre di adhd e ipocondria? 

Ci sono varie metodologie per aiutare chi soffre di adhd e ipocondria, vediamone alcune. 

In primo luogo, è fondamentale ascoltare le preoccupazioni della persona e fornire un sostegno empatico. 

In seguito, è importante rassicurare la persona che le loro preoccupazioni non sono fondate e che ci sono vari metodi per aiutarli a gestire l’ipocondria. Questo potrebbe includere la terapia cognitivo-comportamentale, la terapia farmacologica o altre forme di supporto psicologico.

Infine, è essenziale educare gli altri sull’ADHD e sull’ipocondria per ridurre lo stigma e promuovere una maggiore comprensione ed accettazione. Solo attraverso la consapevolezza e il supporto potremmo migliorare la qualità della vita per persone ADHD e ipocondriache. 

In conclusione, comprendere l’interconnessione tra ADHD e ipocondria rivestirebbe un ruolo cruciale nella gestione della salute mentale. Approfondire questa relazione può portare ad un trattamento più efficace e mirato per coloro che affrontano queste sfide quotidiane. Dunque, con il giusto sostegno e trattamento, sarebbe possibile gestire efficacemente i sintomi e condurre una vita soddisfacente e appagante. 

GAM Medical: supporto adhd e ipocondria

Presso GAM Medical, ci impegniamo a fornire risorse informative e terapie specializzate per aiutare gli individui a superare tali ostacoli e a vivere una vita più equilibrata e appagante.

GAM Medical è una clinica specializzata nel trattamento ADHD negli adulti e può aiutarti a gestire in modo efficace l’ADHD tenendo conto della sua complessità. 

Il centro GAM Medical offre gratuitamente il test ADHD, il quale favorisce la possibilità di avere un’indicazione preventiva sull’eventuale presenza di ADHD negli adulti. I 18 quesiti del nostro test evidenziano le manifestazioni dei sintomi dell’ADHD negli adulti ed i risultati emersi da questa valutazione possono suggerire la necessità di un’analisi clinica più approfondita. È importante sottolineare che, per iniziare da subito a convivere al meglio con la tua ADHD, l’identificazione tempestiva e precisa dell’ADHD attraverso un test ADHD accurato, come quello che offre gratuitamente il centro ADHD GAM Medical, è essenziale.

Prova il nostro test ADHD ed in soli 3 minuti otterrai gratis il risultato. Se il risultato del test ADHD è positivo in età adulta, puoi prenotare il primo colloquio gratuito con uno dei nostri medici specializzati nel Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività.

Infatti, per coloro che potrebbero manifestare ADHD il test ADHD è lo strumento primario per raggiungere il benessere .

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Fonti:

  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35076887/

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