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I farmaci per l’ADHD comprendono diverse opzioni terapeutiche, con caratteristiche, indicazioni e modalità di prescrizione differenti.
In questa guida raccogliamo le informazioni aggiornate sui principali farmaci utilizzati per il trattamento dell’ADHD in Italia, con particolare attenzione all’età adulta, distinguendo tra principi attivi, formulazioni disponibili, indicazioni autorizzate, eventuali utilizzi off-label, regime prescrittivo e rimborsabilità.
La situazione regolatoria può cambiare nel tempo: autorizzazione all’immissione in commercio, effettiva disponibilità del medicinale e rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale sono infatti aspetti distinti. AIFA mette a disposizione una banca dati aggiornata dei medicinali autorizzati e del loro stato amministrativo.
Cerchi invece informazioni su valutazione psichiatrica, prescrizione, titolazione e monitoraggio della terapia? Scopri come funziona il percorso di terapia farmacologica ADHD
Ecco i farmaci ADHD in Italia aggiornati a settembre 2026.
Per capire quali farmaci siano effettivamente utilizzabili nell’ADHD non basta considerare il nome commerciale. È necessario distinguere il principio attivo, la formulazione, l’età per cui il medicinale è autorizzato, l’eventuale utilizzo off-label e il regime di prescrizione e rimborsabilità previsto in Italia.
Nota: per Modafinil e Bupropione, il foglietto illustrativo non riporta indicazioni specifiche per la prescrizione nell’ADHD; tuttavia tali farmaci possono essere prescritti dal medico per questo utilizzo.
| Medicinale / formulazione | Principio attivo | Categoria | Indicazione nell’ADHD adulto in Italia | Stato e prescrizione |
|---|---|---|---|---|
| Medikinet – rilascio modificato | Metilfenidato | Psicostimolante | Sì. È autorizzato anche per adulti con nuova diagnosi di ADHD. | Per l’indicazione adulta è prevista la rimborsabilità SSN secondo le condizioni del Piano Terapeutico AIFA. Prescrizione soggetta alle specifiche regole previste per il metilfenidato. |
| Ritalin 10 mg – rilascio immediato | Metilfenidato | Psicostimolante | Non è autorizzato per l’avvio del trattamento nell’adulto di nuova diagnosi. In questi casi l’eventuale prescrizione è off-label. Sono previste specifiche modalità per la continuità terapeutica in pazienti già trattati. | Prescrizione con Ricetta Ministeriale a Ricalco (RMR). Nell’adulto di nuova diagnosi l’utilizzo non rientra nell’indicazione autorizzata. |
| Equasym – rilascio modificato | Metilfenidato | Psicostimolante | No per la nuova diagnosi in età adulta. L’eventuale utilizzo nell’adulto è off-label. | Nell’adulto di nuova diagnosi non è rimborsato dal SSN per questa indicazione. Prescrizione soggetta alla disciplina prevista per il metilfenidato. |
| Ritalin Effetto Prolungato – rilascio modificato | Metilfenidato | Psicostimolante | Può essere utilizzato in continuità del trattamento iniziato prima dell’età adulta; il RCP non prevede l’inizio della terapia con questa formulazione direttamente in età adulta. | Nel 2026 AIFA ne ha previsto la rimborsabilità SSN per l’indicazione pediatrica. Prescrizione con RMR. |
| Noku – rilascio prolungato | Metilfenidato | Psicostimolante | Sì. Il RCP comprende il trattamento dell’ADHD anche negli adulti. | AIC autorizzata nel 2026. Alla data della determina è classificato C(nn), cioè con rimborsabilità non ancora negoziata. Prescrizione specialistica con RMR. |
| Minalix | Lisdexamfetamina | Psicostimolante | Sì. È indicata anche negli adulti con ADHD e presenza di sintomi già durante l’infanzia, secondo quanto previsto dal RCP. | AIC autorizzata nel giugno 2026. Alla data della determina è classificata C(nn). Prescrizione con RMR, limitata agli specialisti e ai centri previsti dalla normativa. |
| Strattera | Atomoxetina | Non stimolante | Era autorizzata anche per il trattamento dell’ADHD nell’adulto. | La commercializzazione italiana è cessata e nel 2026 l’AIC di Strattera è stata revocata. Non va quindi presentato come medicinale normalmente disponibile in Italia. |
L’utilizzo off-label indica l’impiego di un medicinale al di fuori delle indicazioni autorizzate nel relativo Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto. La scelta deve essere effettuata dal medico sulla base della situazione clinica individuale e nel rispetto della normativa applicabile.
| Medicinale / formulazione | Principio attivo | Categoria | Uso nell’ADHD |
|---|---|---|---|
| Provigil | Modafinil | Farmaco promotore della veglia | Off-label per l’ADHD. Non è autorizzato specificamente in Italia per il trattamento dell’ADHD e non rientra tra le opzioni standard di prima linea. |
| Wellbutrin / Zyban | Bupropione | Antidepressivo NDRI | Off-label per l’ADHD. Può essere valutato in casi selezionati, ma non è autorizzato specificamente per questa indicazione. |
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Fai il test ADHDQuando si parla di farmaci per l’ADHD in Italia, è importante distinguere tra utilizzo on-label e off-label. La differenza riguarda lo status regolatorio del medicinale e non, di per sé, la sua efficacia clinica.
Un farmaco viene utilizzato on-label quando la prescrizione rispetta le condizioni previste dalla sua Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) e dal relativo Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto.
In particolare, possono essere rilevanti:
Si parla invece di utilizzo off-label quando un medicinale già autorizzato viene prescritto al di fuori di una o più delle condizioni previste dalla sua autorizzazione.
In Italia l’impiego off-label è possibile in determinate circostanze, sotto la responsabilità del medico prescrittore e nel rispetto della normativa applicabile.
Off-label non significa quindi “illegale”, “sperimentale” o necessariamente privo di evidenze scientifiche. Significa, più precisamente, che quello specifico utilizzo non rientra nelle condizioni autorizzate per quel medicinale.
È inoltre importante distinguere lo status regolatorio dalle raccomandazioni cliniche: il fatto che un trattamento sia utilizzato o raccomandato da linee guida internazionali non modifica automaticamente la sua autorizzazione in Italia.
Nel trattamento dell’ADHD, medicinali contenenti lo stesso principio attivo possono avere indicazioni autorizzate differenti.
Per capire se una determinata prescrizione è on-label o off-label non basta quindi conoscere il principio attivo. Bisogna considerare anche:
Questo è particolarmente importante, per esempio, per i medicinali a base di metilfenidato, le cui diverse formulazioni non hanno necessariamente lo stesso inquadramento regolatorio.
Non necessariamente in senso assoluto.
La prescrizione off-label effettuata secondo la normativa ordinaria è generalmente a carico del paziente, ma esistono specifici strumenti normativi che possono consentire, in determinate condizioni, l’erogazione di medicinali per indicazioni non autorizzate a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
Per questo è importante distinguere sempre tra:
autorizzazione del medicinale → indicazione terapeutica → prescrivibilità → rimborsabilità.
Sono aspetti collegati, ma non equivalenti.
Quando si parla di farmaci ADHD in Italia, è importante non confondere la possibilità di prescrivere un medicinale con la sua rimborsabilità. Regime di prescrizione, autorizzazione e copertura da parte del Servizio Sanitario Nazionale sono aspetti distinti.
Per capire come può essere ottenuto un determinato farmaco bisogna quindi verificare, per quella specifica formulazione e indicazione, almeno questi elementi:
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Prenota colloquio gratuito ADHDLa RMR – Ricetta Ministeriale a Ricalco è una particolare forma di prescrizione medica utilizzata per medicinali soggetti alla disciplina prevista per determinate sostanze stupefacenti o psicotrope.
Diversi medicinali stimolanti utilizzati nell’ADHD, in particolare quelli a base di metilfenidato e lisdexamfetamina, possono essere soggetti a questo regime prescrittivo.
La RMR ha regole specifiche di compilazione e dispensazione: AIFA indica, in generale, una validità di 30 giorni e limiti specifici alla quantità di terapia prescrivibile.
Avere bisogno di una RMR non significa però automaticamente che il farmaco sia rimborsato dal SSN. Il tipo di ricetta riguarda infatti il regime di fornitura, mentre la rimborsabilità viene determinata separatamente.
Per alcune indicazioni, la prescrizione rimborsata può essere subordinata a un Piano Terapeutico (PT) o all’utilizzo di strumenti di monitoraggio AIFA.
Il Piano Terapeutico permette di definire criteri di appropriatezza prescrittiva ed eleggibilità per l’accesso a determinati medicinali a carico del SSN. Non tutti i farmaci ADHD utilizzano necessariamente lo stesso Piano Terapeutico né le stesse condizioni.
Per esempio, nel 2026 AIFA ha aggiornato il PT web per il metilfenidato includendo Ritalin Effetto Prolungato per la specifica indicazione pediatrica rimborsata dal SSN.
Un medicinale è rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale quando rientra nelle classi e nelle condizioni previste dalla normativa e, quando richiesto, vengono rispettati i criteri stabiliti dal relativo Piano Terapeutico o registro.
Questo significa che uno stesso principio attivo può trovarsi in situazioni differenti a seconda di:
Un esempio è il metilfenidato: Medikinet ha ottenuto l’estensione dell’indicazione agli adulti di nuova diagnosi nel 2023, mentre per Ritalin a rilascio immediato esistono specifiche condizioni di rimborsabilità nell’adulto già trattato prima dei 18 anni.
La classe C(nn), o classe C non negoziata, comprende medicinali autorizzati per i quali prezzo e rimborsabilità a carico del SSN non sono ancora stati negoziati.
Un farmaco classificato C(nn) può essere commercializzato in Italia, ma il suo costo non è rimborsato dal SSN mentre permane tale classificazione. L’eventuale negoziazione della rimborsabilità segue un procedimento distinto.
È, per esempio, la classificazione iniziale attribuita nel 2026 sia a Noku (metilfenidato) sia a Minalix (lisdexamfetamina). Entrambi sono inoltre soggetti a RMR, a dimostrazione del fatto che regime prescrittivo e rimborsabilità sono due cose diverse.
Anche questo dipende dal singolo medicinale e dal relativo regime di fornitura.
Per alcuni farmaci la prescrizione è riservata a specialisti come psichiatri e neuropsichiatri infantili; in determinati casi può essere richiesto che il medico operi presso specifici centri di riferimento individuati dalle Regioni.
Per esempio, l’autorizzazione italiana di Minalix prevede la prescrizione mediante RMR da parte di specialisti in psichiatria o neuropsichiatria infantile operanti nei centri ADHD individuati dalle Regioni e Province autonome.
In termini generali, il costo rimane a carico della persona quando il medicinale è:
Esistono tuttavia eccezioni e specifici strumenti normativi attraverso cui alcuni utilizzi possono essere finanziati dal SSN. Per questo, prima di concludere che un farmaco sia “rimborsato” o “a pagamento”, bisogna sempre verificare medicinale, indicazione, formulazione e regime vigente. AIFA distingue infatti chiaramente i medicinali di classe A, rimborsati dal SSN, da quelli di classe C, a carico del cittadino.
I farmaci utilizzati per l’ADHD possono essere efficaci nel ridurre i sintomi, ma come tutti i medicinali possono causare effetti indesiderati e richiedono un monitoraggio adeguato nel tempo.
Il profilo di sicurezza varia in base al principio attivo, alla formulazione, al dosaggio e alle caratteristiche individuali. Per questo non è corretto parlare dei “farmaci ADHD” come se avessero tutti gli stessi rischi o gli stessi effetti collaterali.
Tra gli aspetti che possono essere monitorati durante il trattamento rientrano, a seconda del farmaco:
Il monitoraggio permette al medico di valutare se mantenere la terapia, modificarne il dosaggio o considerare un farmaco differente. Le linee guida raccomandano, per esempio, il controllo periodico di peso, pressione e frequenza cardiaca nelle persone che assumono farmaci per l’ADHD.
Quando si parla di farmaci stimolanti è importante distinguere concetti diversi, che vengono spesso confusi.
Tolleranza significa che, in alcuni casi, nel tempo può modificarsi la risposta dell’organismo a una determinata dose.
Dipendenza fisica indica invece un adattamento fisiologico dell’organismo alla presenza del farmaco. La sua eventuale presenza non equivale automaticamente a una dipendenza patologica.
La dipendenza patologica o addiction riguarda invece un comportamento caratterizzato da uso problematico e perdita di controllo, ed è un concetto diverso sia dalla tolleranza sia dalla dipendenza fisica.
Per questo eventuali modifiche della dose o sospensioni del trattamento devono essere concordate con il medico e non effettuate autonomamente.
I farmaci stimolanti, tra cui quelli a base di metilfenidato o derivati anfetaminici, possiedono un potenziale di uso improprio, abuso e dipendenza e sono quindi sottoposti a specifiche regole di prescrizione e controllo.
Il rischio riguarda soprattutto situazioni come:
Le autorità regolatorie raccomandano quindi di valutare il rischio di abuso prima dell’inizio della terapia e di monitorare nel tempo eventuali segnali di misuse, addiction o diversione del farmaco.
Questo non significa che una terapia stimolante correttamente prescritta debba essere considerata automaticamente causa di dipendenza. Significa piuttosto che benefici e rischi devono essere valutati individualmente e monitorati durante il trattamento.
La sicurezza della terapia farmacologica non dipende soltanto dalla scelta iniziale del medicinale, ma anche da ciò che accade durante il trattamento.
Il medico valuta nel tempo:
Negli adulti, il monitoraggio può comprendere anche la valutazione periodica di peso, pressione arteriosa e frequenza cardiaca, oltre alla risposta clinica e agli effetti riferiti dalla persona.
Una terapia farmacologica ADHD non consiste quindi soltanto nella prescrizione di un farmaco: sicurezza, efficacia e appropriatezza devono essere rivalutate nel tempo.
Se credi che l’ADHD possa limitarti, un percorso diagnostico ti aiuterà a ottenere chiarezza e a capire come affrontarlo al meglio.
Prenota la diagnosi ADHDIl metilfenidato è uno dei principali principi attivi stimolanti utilizzati nell’ADHD. In Italia è presente in diversi medicinali e formulazioni, che possono differire per modalità di rilascio del principio attivo, durata dell’effetto, indicazioni autorizzate e condizioni di prescrizione e rimborsabilità.
Per questo motivo, parlare genericamente di “metilfenidato” non è sempre sufficiente: Ritalin, Medikinet, Equasym, Ritalin Effetto Prolungato e Noku contengono lo stesso principio attivo, ma non sono automaticamente equivalenti dal punto di vista della formulazione o dell’inquadramento regolatorio.
Una delle differenze principali riguarda la modalità con cui il principio attivo viene rilasciato nell’organismo. Esistono infatti formulazioni a rilascio immediato e formulazioni a rilascio modificato o prolungato, progettate per produrre profili di esposizione differenti nel corso della giornata.
Anche tra le formulazioni a rilascio modificato possono cambiare la proporzione di principio attivo rilasciata inizialmente e quella resa disponibile successivamente. Per questo medicinali diversi a base di metilfenidato non devono essere considerati automaticamente intercambiabili sulla sola base del dosaggio espresso in milligrammi.
Medikinet è un medicinale a base di metilfenidato disponibile in capsule a rilascio modificato.
La formulazione comprende due componenti: circa il 50% della dose è a rilascio immediato e il restante 50% a rilascio modificato. Questo determina un profilo di rilascio differente rispetto alle formulazioni esclusivamente a rilascio immediato.
Un cambiamento particolarmente importante per i farmaci ADHD nell’adulto in Italia è avvenuto nel 2023.
Con la modifica dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio pubblicata nell’ottobre 2023, l’indicazione terapeutica di Medikinet per l’ADHD è stata estesa anche agli adulti di nuova diagnosi.
Indicato per il trattamento dell’ADHD in bambini e adolescenti di età superiore ai 6 anni ma come precedentemente annunciato da AIFA il provvedimento “Modifica dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso umano, a base di metilfenidato cloridrato, ‘Medikinet‘”. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 244, in data 18 ottobre 2023. In sintesi, è stata approvata l’estensione dell’indicazione terapeutica del MEDIKINET agli adulti con una nuova diagnosi di ADHD. La Determina entrata in vigore 19 ottobre 2023 ne consente inoltre l’utilizzo per questa indicazione in regime di rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale, secondo i criteri di eleggibilità e appropriatezza previsti dal relativo Piano Terapeutico web per il metilfenidato.
Questa caratteristica distingue Medikinet da altre formulazioni contenenti lo stesso principio attivo che non possiedono necessariamente la medesima indicazione autorizzata per iniziare il trattamento nell’adulto di nuova diagnosi.
Ritalin 10 mg contiene metilfenidato in compresse a rilascio immediato.
Il Ritalin, a base di metilfenidato, è una delle formulazioni di metilfenidato con la più ampia letteratura scientifica disponibile per il trattamento farmacologico degli adulti ADHD secondo gli studi.
Rispetto alle formulazioni a rilascio modificato, il principio attivo viene assorbito più rapidamente e non è presente una seconda componente progettata per rilasciare successivamente una parte della dose.
Dal punto di vista regolatorio italiano è importante distinguere l’uso negli adulti che proseguono un trattamento con metilfenidato iniziato prima dei 18 anni dall’avvio della terapia in una persona diagnosticata per la prima volta in età adulta.
AIFA ha previsto specifiche condizioni di rimborsabilità del metilfenidato, nell’ambito della Legge 648/1996, per gli adulti già in trattamento farmacologico prima del compimento dei 18 anni.
Diversa è invece la situazione dell’adulto di nuova diagnosi: Ritalin 10 mg non possiede un’indicazione autorizzata specifica per iniziare il trattamento dell’ADHD in questa popolazione.
Anche questo mostra perché conoscere soltanto il principio attivo non è sufficiente: medicinali diversi contenenti metilfenidato possono avere indicazioni autorizzate e condizioni di utilizzo differenti.
Ritalin Effetto Prolungato è una formulazione a rilascio modificato di metilfenidato autorizzata in Italia nel 2025.
A differenza di Ritalin 10 mg a rilascio immediato, le capsule di Ritalin Effetto Prolungato contengono due componenti: circa il 50% del principio attivo viene rilasciato inizialmente, mentre il restante 50% viene rilasciato successivamente, producendo un profilo bifasico.
Ritalin 10 mg e Ritalin Effetto Prolungato condividono quindi il principio attivo, ma non presentano lo stesso profilo di rilascio.
Per quanto riguarda gli adulti, il relativo RCP prevede la possibilità di continuare il trattamento nell’età adulta quando questo era già stato intrapreso in precedenza e aveva prodotto un beneficio evidente. Non è invece previsto l’inizio del trattamento con Ritalin Effetto Prolungato direttamente in età adulta.
Nel 2026 AIFA ha inoltre aggiornato il Piano Terapeutico web del metilfenidato rendendo Ritalin Effetto Prolungato rimborsabile dal SSN per la specifica indicazione pediatrica autorizzata, a partire dal 30 maggio 2026.
La rimborsabilità introdotta nel 2026 riguarda quindi quella specifica indicazione e non deve essere interpretata come un’autorizzazione generalizzata all’avvio della terapia nell’adulto di nuova diagnosi.
Equasym è un’altra formulazione di metilfenidato a rilascio modificato disponibile in Italia.
Equasym è indicato per i percorsi con trattamento farmacologico dell’ADHD in bambini di età superiore ai 6 anni e negli adolescenti come parte di un programma terapeutico che include anche interventi di psicoterapia per ADHD.
Le capsule contengono due componenti: circa il 70% della dose viene rilasciato immediatamente, mentre il restante 30% viene rilasciato successivamente.
Il profilo è quindi differente, per esempio, da quello di Medikinet, nel quale la proporzione tra componente immediata e modificata è pari a circa 50% e 50%.
La presenza dello stesso principio attivo non significa quindi che Equasym, Medikinet e le altre formulazioni abbiano automaticamente lo stesso andamento nel tempo.
Anche le indicazioni autorizzate sono differenti: il RCP di Equasym riguarda il trattamento dell’ADHD nei bambini a partire dai 7 anni e negli adolescenti, mentre il medicinale non possiede un’indicazione autorizzata specifica per l’ADHD nell’adulto.
L’eventuale utilizzo in un adulto deve quindi essere distinto dalle indicazioni autorizzate del medicinale.
Nel marzo 2026 è stata autorizzata in Italia l’immissione in commercio di Noku, un medicinale a base di metilfenidato in compresse a rilascio prolungato.
L’autorizzazione comprende formulazioni da 18, 27, 36, 45 e 54 mg.
Il RCP di Noku comprende il trattamento dell’ADHD nei bambini a partire dai 7 anni e negli adulti, quando le misure correttive da sole risultano insufficienti.
La sua autorizzazione rappresenta quindi un cambiamento rilevante nel panorama italiano, perché aggiunge un’ulteriore formulazione di metilfenidato che comprende espressamente anche la popolazione adulta.
Alla prima autorizzazione italiana, Noku è stato classificato in classe C(nn), cioè nella categoria dei medicinali autorizzati per i quali prezzo e rimborsabilità a carico del SSN non erano ancora stati negoziati.
Il medicinale è inoltre soggetto a Ricetta Ministeriale a Ricalco (RMR) con prescrizione da parte degli specialisti previsti dalla relativa determina.
L’autorizzazione di Noku non va quindi confusa con la sua rimborsabilità: indicazione autorizzata, disponibilità commerciale e copertura da parte del SSN sono aspetti distinti.
No. Anche quando il principio attivo è lo stesso, i medicinali a base di metilfenidato possono differire per:
Per questo è più corretto verificare lo status del singolo medicinale e della specifica formulazione, anziché attribuire automaticamente a tutti i prodotti contenenti metilfenidato le stesse caratteristiche.
La lisdexamfetamina è un principio attivo stimolante appartenente alla famiglia delle anfetamine e presenta caratteristiche farmacologiche differenti rispetto al metilfenidato.
Nel giugno 2026 è stato autorizzato in Italia Minalix, il primo medicinale a base di lisdexamfetamina entrato nel quadro regolatorio italiano con questa denominazione.
L’autorizzazione di Minalix comprende il trattamento dell’ADHD negli adulti con sintomi di ADHD preesistenti durante l’infanzia. Tuttavia, il farmaco non è ancora in commercio in Italia, in quanto il prezzo non è ancora stato approvato.
Per la popolazione adulta il RCP specifica quindi che la presenza di sintomi riconducibili all’infanzia deve poter essere confermata retrospettivamente attraverso l’anamnesi e gli strumenti diagnostici appropriati.
Alla prima autorizzazione italiana, Minalix è stato classificato in classe C(nn). Ciò significa che il medicinale è stato autorizzato, ma che in quella fase prezzo e rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale non erano ancora stati negoziati.
Minalix è inoltre soggetto a Ricetta Ministeriale a Ricalco (RMR).
La determina italiana prevede che la prescrizione sia effettuata da specialisti in psichiatria o neuropsichiatria infantile operanti nei centri di riferimento per l’ADHD individuati dalle Regioni e dalle Province autonome.
Anche per Minalix è quindi fondamentale distinguere:
autorizzazione del medicinale → indicazione terapeutica → prescrivibilità → rimborsabilità → effettiva disponibilità.
L’ingresso della lisdexamfetamina nel quadro regolatorio italiano rappresenta comunque una delle principali novità del 2026 relative ai farmaci per l’ADHD in Italia.
L’atomoxetina è un principio attivo non stimolante che è stato utilizzato per molti anni nel trattamento dell’ADHD anche in Italia. Ad oggi, l’atomoxetina è presente in alcune regioni italiane, ma non in tutte.
È però necessario distinguere il principio attivo atomoxetina dalla specifica specialità medicinale Strattera.
Nell’aprile 2023 è stata comunicata l’interruzione definitiva della commercializzazione di Strattera in Italia a partire dal 30 settembre 2023. La decisione comunicata all’epoca era legata a problematiche di fornitura e non a nuovi problemi di sicurezza o efficacia del principio attivo.
Successivamente è cambiato anche il sistema di monitoraggio AIFA.
Dopo una prima comunicazione di chiusura nel luglio 2024 e la successiva sospensione di quella decisione, AIFA ha confermato definitivamente la chiusura del Piano Terapeutico web-based dell’atomoxetina a partire dal 23 dicembre 2024.
Un ulteriore passaggio è avvenuto nel 2026: con determina del 31 marzo 2026 è stata formalmente revocata, su rinuncia del titolare, l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio di Strattera.
Per questo motivo, nel descrivere oggi i farmaci ADHD disponibili in Italia, Strattera non deve essere presentato come una specialità medicinale normalmente commercializzata.
Questo non significa però che i termini atomoxetina e Strattera siano sinonimi dal punto di vista regolatorio: il primo identifica il principio attivo, mentre Strattera identifica una specifica specialità medicinale la cui commercializzazione italiana è cessata e la cui AIC è stata successivamente revocata.
L’eventuale disponibilità di medicinali contenenti atomoxetina o le possibilità di approvvigionamento devono quindi essere verificate in base alla situazione aggiornata delle specifiche specialità medicinali.
Accanto ai medicinali specificamente autorizzati per l’ADHD, esistono farmaci che possono essere valutati dal medico in particolari circostanze pur non possedendo in Italia un’indicazione autorizzata specifica per questo disturbo.
È il caso, tra gli altri, di bupropione e modafinil.
Il loro inserimento in una lista di farmaci che possono essere utilizzati nell’ADHD non deve quindi farli confondere con medicinali autorizzati specificamente per questa indicazione.
Il bupropione è un farmaco con attività prevalentemente noradrenergica e dopaminergica, commercializzato per indicazioni differenti dall’ADHD.
Il suo utilizzo nel Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività è stato oggetto di studi clinici, in particolare nella popolazione adulta, ma in Italia non possiede un’indicazione autorizzata specifica per il trattamento dell’ADHD.
Quando viene utilizzato con questa finalità si tratta quindi di una prescrizione off-label.
Non va pertanto presentato come equivalente regolatorio di medicinali espressamente autorizzati per l’ADHD, anche quando il medico possa valutarne l’impiego in circostanze cliniche selezionate.
Il modafinil è un medicinale utilizzato principalmente nel trattamento di condizioni caratterizzate da eccessiva sonnolenza, in particolare la narcolessia.
Anche il modafinil non possiede in Italia un’indicazione autorizzata specificamente per l’ADHD.
L’eventuale utilizzo per questo disturbo costituisce quindi un impiego off-label e deve essere tenuto distinto dai medicinali approvati specificamente per il trattamento dell’ADHD.
La presenza di studi o esperienze cliniche sull’utilizzo di un farmaco non modifica infatti automaticamente il suo status regolatorio: evidenza scientifica, raccomandazioni cliniche e indicazione autorizzata sono concetti differenti.
Un trattamento mirato può aiutarti a gestire meglio i sintomi dell’ADHD, migliorando la tua qualità della vita e restituendoti il controllo delle tue azioni.
Inizia il percorso per gestire l’ADHDLa situazione dei farmaci ADHD in Italia è cambiata significativamente negli ultimi anni. Indicazioni autorizzate, disponibilità, modalità di prescrizione e rimborsabilità possono essere modificate nel tempo; per questo è importante verificare sempre la situazione della specifica specialità medicinale e formulazione, e non soltanto del principio attivo.
Tra gli aggiornamenti più rilevanti:
Autorizzazione, commercializzazione, prescrivibilità e rimborsabilità non sono sinonimi. Un medicinale può essere autorizzato senza essere ancora normalmente disponibile o rimborsato dal SSN, mentre formulazioni contenenti lo stesso principio attivo possono avere indicazioni e regimi differenti.
Per avere informazioni aggiornate è quindi necessario verificare sempre nome del medicinale, formulazione, indicazione autorizzata, regime prescrittivo e stato amministrativo vigente.
Se cerchi un aiuto concreto per affrontare l’ADHD, il nostro Centro Clinico è qui per te. Offriamo diagnosi accurate, trattamenti personalizzati e supporto continuo per aiutarti a vivere al meglio.
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Revisione clinica a cura di
Coordinatrice della revisione psicologico-clinica, esperta in psicodiagnostica e disturbi del neurosviluppo.
Ultima revisione clinica: 14 Agosto 2026
Coordinamento editoriale: Denise Puglisi
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Il livello di arretratezza che l’Italia (e l’Europa in generale) dimostrano nella conoscenza sugli studi, la sintomatologia e le possibilità di cura farmacologica per l’ADHD è al limite del vergognoso. Negare l’accesso ai farmaci a una fetta della popolazione che non ha avuto la possibilità di essere diagnosticata in infanzia perché nata nel periodo sbagliato è aberrante e discriminatorio. La mia diagnosi di ADHD è arrivata dopo un tortuoso e difficile percorso durato 3 anni, ho dovuto “testare” gli effetti di TUTTI i farmaci (stimolanti e non), con conseguenze ed effetti collaterali a volte invalidanti, per arrivare finalmente, in ultimo, al principio attivo che potesse normalizzare almeno parte dei miei sintomi (lisdexanfetamina). Mi ha salvata da una condizione che mi stava rendendo impossibile lavorare. Posso solo esser grata di non vivere più in Italia, visto che l’AIFA non lo ha voluto approvare. Che brutta cosa l’ignoranza, peggio ancora quando dilaga in ambiti professionali in cui vengono prese decisioni che si ripercuotono sulla salute e il benessere della popolazione tutta.
Per una volta, questa sarebbe una di quelle cose che gioverebbe imparare dagli Stati Uniti, mica Halloween.
Capisco perfettamente il tuo punto di vista e ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza. Purtroppo la situazione italiana (e più in generale europea) sull’ADHD in età adulta è ancora indietro rispetto ad altri Paesi, sia per quanto riguarda la diagnosi sia per l’accesso ai trattamenti farmacologici.
Il tuo racconto evidenzia quanto sia difficile per chi non viene diagnosticato in età infantile poter accedere rapidamente a cure efficaci, e quanto il percorso terapeutico possa essere complesso e faticoso, soprattutto con farmaci stimolanti che richiedono monitoraggio attento.
È importante continuare a sensibilizzare istituzioni e professionisti sulla necessità di linee guida aggiornate e di un accesso più equo ai trattamenti, perché l’ADHD non riconosciuto può avere ripercussioni significative sulla vita quotidiana, sul lavoro e sul benessere psicologico.
La tua esperienza dimostra anche quanto sia fondamentale un approccio personalizzato: ciò che funziona per una persona potrebbe non funzionare per un’altra, e il supporto clinico esperto è cruciale per minimizzare effetti collaterali e massimizzare i benefici.
In definitiva, condividere storie come la tua aiuta a far luce su un tema ancora troppo spesso trascurato e a spingere per un cambiamento concreto nella gestione dell’ADHD in Italia.
Concordo in pieno ! Tutti questi misteri sul perché gli stimolanti si potessero dare SOLO ai bambini e NON agli ADULTI che non fossero stati riconosciuti da piccoli, come nel tuo caso e nel MIO ! Sono stata in cura da un famoso psichiatra esperto in depressione che aveva etichettato il mio ADHD come DISTURBO BIPOLARE (molto di moda da un pó di tempo) salvo poi riconoscere il proprio errore ma ahimè non sufficientemente visto che non mi concesse nemmeno allora la prescrizione giusta cioè gli stimolanti ma lo STRATTERA che con me non funziona ! Mia sorella gemella con una forma di ADHD più severa della mia e madre di un giovane di quasi 40 anni, in cura da bambino con RITALIN e tuttora con stimolanti, abitando in Canada da decenni è stata curata molto meglio da psichiatri più aggiornati sul nostro disturbo ! In Italia non intravedo neanche lontanissima la fine di questo tunnel e continuo a lottare tutti i giorni con la disorganizzazione, la disattenzione a volte pericolosa (mentre guido la macchina) e il caos della mia casa che è specchio di quello che ho in testa, così assordante per me !
Grazie delle tue parole 🩷
Annabella, quello che racconti purtroppo è un’esperienza che molte persone con ADHD in Italia riconoscono fin troppo bene. Errori diagnostici, confusione con altri disturbi e un accesso ancora limitato o incoerente alle terapie più appropriate possono rendere il percorso davvero frustrante.
Hai fatto qualcosa di importante: continuare a cercare risposte e a mettere in discussione diagnosi che non ti rispecchiavano. Non è scontato, soprattutto dopo esperienze deludenti. Il fatto che tu abbia un confronto diretto con la realtà canadese attraverso tua sorella rende ancora più evidente il divario, ed è comprensibile che questo pesi.
Sullo Strattera: è vero che non funziona per tutti, e la risposta è molto individuale. Questo rende ancora più fondamentale poter avere accesso a tutte le opzioni terapeutiche, inclusi gli stimolanti quando indicati, sotto una guida competente.
Nel frattempo, per la gestione quotidiana (disorganizzazione, guida, sovraccarico mentale), può aiutare affiancare alla terapia farmacologica anche strategie pratiche e supporto specifico per adulti ADHD (coaching, psicoterapia mirata, strumenti di organizzazione adattati al funzionamento ADHD). Non risolve tutto, ma può alleggerire un po’ quel “rumore” che descrivi così bene.
E no, non sei sola in questa lotta. Sempre più persone stanno portando attenzione su questi temi anche in Italia — lentamente qualcosa si muove, anche se non abbastanza in fretta.
Un caro saluto!
Brava, applausi. Io rimango in Svizzera. L’ Italia è destinata al totale fallimento. Come sempre, sta dalla parte dei sistemi lobbistici classici italiani. Tanta potenzialità sprecata per un sistema nazionale pubblico che ‘uccide’ la professione medica e i suoi pazienti. A proposito, medici italiani, qui ci serve il vostro aiuto, pochi si laureano in medicina in Svizzera. Sempre più stranieri coprono le carenze sanitarie. Non esitate a trasferirvi se ambite ad una dignità ed etica professionale. In Italia ovviamente sono solo stati capaci di dire che ero svogliata pigra e masochista, sprecando il mio potenziale. Grazie ad una diagnosi in età adulta, molto adulta, in Svizzera, è alla lisdexamfetamina, (molecola inattiva, che il corpo converte nella d-anfetamine), mi sono salvata la vita e ho ripreso a lavorare e studiare. Ditemi voi se uno deve lasciare l’Italia, che sarebbe un posto con la gente più di cuore al mondo, e con una cultura spropositata rispetto a paesi come Svizzera e U.S.A., pur di trovare dignità e rispetto. A quest’ora sarei io una psichiatra se avessi potuto almeno ricevere una diagnosi. Purtroppo in Italia se non rompi i banchi a scuola e non vai da medici privati specializzati bel settore, rimani indietro. Nel dubbio, investite in questo, pazienti, piuttosto che farvi prescrivere ottocento farmaci mutuabili e /o pagare mille inutili ore di psicoterapia che non fiagnostixhetsnbo alcun disturbo.
Iperattività = soprattutto mentale e carattere pacifico ma impulsivo *nelle donne*
Attenzione! Perché anche questa malattia era di dominio maschile come i suoi sintomi
Quale è il dosaggio consigliato giornaliero del bupropione per il trattamento di ADHD nell’adulto?
Salve, per questo genere di domande dovrebbe consultare un nostro medico, oppure contattarci direttamente. Grazie!
E se si è in burnout senza diagnosi ma con la certezza di essere assolutamente ADHD cosa si può prendere
Ciao Ornella, comprendiamo il desiderio di trovare subito qualcosa che aiuti, ma non è corretto consigliare un farmaco senza una vera diagnosi.
In caso di sospetto ADHD nell’adulto è importante fare prima una valutazione specialistica accurata, perché solo così si può capire quale percorso terapeutico sia davvero indicato soprattutto se poi coesistono altri disturbi come il burnout.
Il nostro consiglio è di rivolgerti a uno specialista esperto in ADHD dell’adulto (come i nostri di gam-medical.com)per un inquadramento diagnostico: solo dopo ha senso parlare di eventuale terapia farmacologica o di altre forme di trattamento.
Se la sofferenza in questo momento è molto intensa, contatta anche il medico di base o i servizi di salute mentale del tuo territorio.