Le escape room sono diventate una delle attività di gruppo più amate degli ultimi anni. Bisogna osservare dettagli, risolvere enigmi, collaborare con gli altri e prendere decisioni in poco tempo. Per molte persone ADHD rappresentano un’esperienza estremamente coinvolgente: l’ambiente cambia continuamente, gli stimoli sono numerosi e l’obiettivo è chiaro fin dal primo momento.
Proprio queste caratteristiche, però, possono mettere in evidenza anche alcuni aspetti tipici del funzionamento ADHD, come impulsività, difficoltà nel gestire contemporaneamente molte informazioni o la tendenza a concentrarsi intensamente su un dettaglio perdendo di vista il quadro generale.
In questo articolo di GAM Medical, clinica ADHD, vedremo perché una escape room può essere così coinvolgente per una persona con Disturbo dell’Attenzione, quali dinamiche possono emergere durante il gioco e cosa questa esperienza può insegnare sul proprio modo di affrontare problemi e lavoro di squadra.
Perché una escape room può essere così coinvolgente per una persona ADHD?
Le escape room riuniscono molti elementi che tendono naturalmente a catturare l’attenzione: novità, tempo limitato, sfida, obiettivi concreti e necessità di risolvere problemi in modo dinamico.
Per molte persone con Condizione ADHD questo tipo di attività può risultare particolarmente stimolante. L’ambiente cambia continuamente, ogni indizio apre nuove possibilità e il cervello viene costantemente coinvolto nella ricerca di connessioni e soluzioni.
Come si può leggere nello studio “The World Federation of ADHD International Consensus Statement: 208 Evidence-based Conclusions about the Disorder” (Faraone et al.), l’ADHD non è caratterizzato da una semplice mancanza di attenzione, ma da difficoltà nella regolazione dell’attenzione e delle funzioni esecutive. Questo significa che alcune attività molto stimolanti possono favorire un coinvolgimento intenso, mentre altre più ripetitive risultano molto più difficili da sostenere.
Una escape room rappresenta proprio un esempio di ambiente altamente stimolante. Non esistono tempi morti, gli obiettivi sono immediati e ogni piccolo successo fornisce un feedback rapido. Tutti elementi che possono mantenere elevata la motivazione durante il gioco.
Naturalmente questo non significa che le persone ADHD siano automaticamente più brave nelle escape room. Significa semplicemente che il tipo di attività può risultare particolarmente coinvolgente rispetto ad altre situazioni molto più statiche o ripetitive.
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Fai il test ADHDQuando impulsività e lavoro di squadra entrano nella stessa stanza?
Una escape room richiede molto più che trovare indizi. Richiede osservazione, pianificazione, memoria di lavoro, comunicazione e capacità di collaborare con gli altri mantenendo una visione d’insieme.
È proprio qui che, per alcune persone con Disturbo ADHD, possono emergere alcune difficoltà molto riconoscibili. Può capitare di trovare un oggetto interessante e provare immediatamente a utilizzarlo senza aspettare che il gruppo analizzi tutti gli elementi disponibili. Oppure di avere un’intuizione molto rapida e interrompere gli altri per comunicarla prima ancora di averla verificata.
Altre volte succede il contrario. Ci si concentra così tanto su un particolare da perdere il collegamento con ciò che il resto della squadra sta facendo. Nel frattempo altri compagni trovano nuovi indizi, ma il cervello continua a lavorare soltanto sul problema che aveva attirato inizialmente l’attenzione.
Come si può leggere nello studio “Neuropsychological Analyses of Executive Function in ADHD: A Meta-Analytic Review” (Willcutt et al.), le persone ADHD possono presentare difficoltà in diverse funzioni esecutive, tra cui memoria di lavoro, inibizione delle risposte impulsive, pianificazione e flessibilità cognitiva. Tutte abilità che, durante una escape room, vengono continuamente messe alla prova.
Questo non significa che il contributo della persona ADHD sia meno utile. Molte persone descrivono una notevole capacità di trovare collegamenti creativi tra elementi apparentemente scollegati o di individuare rapidamente dettagli che gli altri avevano trascurato.
La difficoltà nasce soprattutto quando entusiasmo e impulsività prendono il sopravvento sulla condivisione delle informazioni. Può succedere di aprire un lucchetto prima che il gruppo abbia finito di osservare gli altri indizi, oppure di passare velocemente da un enigma all’altro senza completarne davvero nessuno. Anche la gestione del tempo può diventare particolare. Alcune persone hanno la sensazione che il tempo stia finendo molto prima del previsto e iniziano ad accelerare ogni decisione.
Altre, invece, entrano in una fase di forte concentrazione e perdono completamente la percezione dello scorrere dei minuti. Queste differenze non rappresentano necessariamente un limite. Molto spesso diventano semplicemente il modo in cui il funzionamento ADHD si manifesta in un’attività ricca di stimoli, collaborazione e problem solving.
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Prenota colloquio gratuito ADHDCosa rende una escape room una buona esperienza di squadra per una persona ADHD?
Una delle caratteristiche più interessanti delle escape room è che raramente si risolvono grazie a una sola persona. Nella maggior parte dei casi, il risultato nasce dalla capacità del gruppo di mettere insieme punti di vista diversi.
Per un adulto ADHD questa può essere anche un’occasione per osservare il proprio modo di affrontare problemi, prendere decisioni e collaborare con gli altri.
Molte persone si accorgono, ad esempio, di avere intuizioni molto rapide. Riescono a cogliere collegamenti che gli altri non avevano ancora notato oppure propongono soluzioni creative che permettono al gruppo di sbloccarsi. Allo stesso tempo, però, possono rendersi conto che la voglia di agire subito rischia talvolta di anticipare il confronto con gli altri componenti della squadra.
In queste situazioni non serve cercare di controllare completamente l’impulsività. Può essere più utile imparare a darle una direzione.
Ad esempio, condividere subito un’intuizione invece di metterla immediatamente in pratica permette al gruppo di valutarla insieme. Allo stesso modo, fermarsi qualche secondo prima di passare all’enigma successivo può aiutare a verificare se qualcuno abbia già trovato informazioni utili che meritano di essere integrate.
Anche la distribuzione spontanea dei ruoli può fare la differenza. Alcune persone sono particolarmente efficaci nell’osservare dettagli nascosti. Altre riescono meglio a organizzare gli indizi raccolti. Altre ancora mantengono una visione più ampia dell’intero percorso. Quando ciascuno può utilizzare i propri punti di forza, la collaborazione diventa spesso più efficace rispetto al tentativo di fare tutti la stessa cosa nello stesso momento.
La comunicazione rappresenta un altro elemento fondamentale. Dire ad alta voce ciò che si sta osservando, condividere rapidamente un’idea o informare gli altri quando un enigma è già stato verificato permette di evitare che il gruppo disperda energie su problemi già affrontati.
In questo senso, la escape room mostra molto bene che il lavoro di squadra non consiste nel rallentare chi è più veloce o nel correggere chi è più impulsivo. Consiste piuttosto nel trovare un modo di utilizzare caratteristiche diverse come una risorsa comune.
Per molte persone ADHD questa esperienza può diventare anche un’occasione per riconoscere alcuni punti di forza che nella quotidianità passano più facilmente inosservati: creatività, rapidità nel cogliere connessioni, capacità di adattarsi rapidamente a nuove informazioni e forte coinvolgimento quando un’attività risulta davvero stimolante.
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Quando il gioco racconta qualcosa del proprio modo di funzionare?
Naturalmente una escape room non permette di capire se una persona abbia o meno l’ADHD. È semplicemente un’attività che, come molte altre situazioni della vita quotidiana, può mettere in evidenza il modo in cui ciascuno affronta attenzione, impulsività, collaborazione e problem solving.
Per alcune persone può essere l’occasione per riconoscere quanto sia facile passare rapidamente da un’idea all’altra. Per altre può diventare evidente la tendenza a concentrarsi intensamente su un dettaglio oppure la difficoltà nel rallentare prima di agire.
Osservare queste dinamiche con curiosità, invece che con giudizio, può aiutare a comprendere meglio il proprio funzionamento anche al di fuori del gioco.
Quando difficoltà legate ad attenzione, organizzazione, impulsività o lavoro di squadra si ripresentano in modo costante nella vita quotidiana, confrontarsi con psicoterapeuta specializzato in ADHD può aiutare a comprenderne meglio l’origine e a individuare strategie più adatte al proprio funzionamento.
Un supporto specialistico può essere utile non solo per gestire le difficoltà, ma anche per riconoscere risorse come creatività, rapidità nel trovare connessioni e capacità di coinvolgersi intensamente nelle attività stimolanti.
Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.
Fonti:
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33549739/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17563184/



