ADHD e smettere di bere: come cambiano amicizie, relazioni e vita sociale

Tempo di lettura: 6 minuti

adhd e smettere di bere

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Revisione clinica a cura di

Dott.ssa Debora Galli

Coordinatrice della revisione psicologico-clinica, esperta in psicodiagnostica e disturbi del neurosviluppo.

Ultima revisione clinica: 22 Agosto 2026

Coordinamento editoriale: Denise Puglisi

Per molte persone ADHD, smettere di bere non significa soltanto rinunciare all’alcol. Significa cambiare abitudini, modificare il modo di vivere le uscite, ridefinire alcune relazioni e, in molti casi, riscoprire chi si è senza una sostanza che per anni ha accompagnato momenti di socialità, stress o divertimento.

All’inizio questo cambiamento può essere molto più difficile di quanto ci si aspettasse. Alcuni raccontano di sentirsi fuori posto durante gli aperitivi, altri hanno la sensazione di non divertirsi più come prima, altri ancora si accorgono che alcune amicizie sembrano basarsi quasi esclusivamente sul bere insieme.

Queste esperienze possono far nascere molti dubbi: “Sto cambiando troppo?”, “Gli altri mi vedranno diverso?”, “Riuscirò ancora a stare bene in compagnia?”

In questo articolo di GAM Medical vedremo perché smettere di bere può rappresentare un cambiamento particolarmente importante per una persona con Condizione ADHD, come possono modificarsi relazioni e vita sociale e perché affrontare questa fase con il giusto supporto può fare una grande differenza.

Perché smettere di bere può essere diverso per una persona ADHD?

Per alcune persone ADHD, l’alcol non rappresenta soltanto una bevanda consumata durante le occasioni sociali. In alcuni momenti della vita può diventare un modo per sentirsi più rilassati, ridurre la tensione, affrontare situazioni sociali percepite come faticose o interrompere temporaneamente un flusso continuo di pensieri.

Questo non significa che tutte le persone ADHD sviluppino un rapporto problematico con l’alcol. Significa però che alcune caratteristiche dell’ADHD, come impulsività, ricerca di stimoli e difficoltà nella regolazione emotiva, possono aumentare la vulnerabilità verso l’uso di sostanze.

Come si può leggere nello studio “Attention Deficit Hyperactivity Disorder and Substance Use Disorders” (Timothy Wilens e al.), le persone ADHD presentano un rischio maggiore di sviluppare disturbi correlati all’uso di sostanze rispetto alla popolazione generale. Gli autori sottolineano come impulsività, difficoltà nella regolazione delle emozioni e ricerca di gratificazione immediata possano contribuire a questa maggiore vulnerabilità.

Per questo motivo, decidere di smettere di bere può rappresentare molto più di un semplice cambiamento nello stile di vita.

Per alcune persone significa rinunciare a una modalità che, almeno temporaneamente, sembrava rendere più semplici alcune situazioni sociali. Per altre significa imparare a gestire emozioni che fino a quel momento venivano in parte attenuate dal consumo di alcol.

È proprio questo che rende il cambiamento così impegnativo. Non si modifica soltanto un comportamento. Si modifica anche il modo in cui si affrontano molte esperienze della quotidianità.

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Come cambiano amicizie, relazioni e vita sociale quando smetti di bere?

Una delle paure più frequenti riguarda ciò che succederà alle relazioni. Molte persone si accorgono che una parte importante della propria vita sociale ruotava attorno all’alcol senza averne piena consapevolezza. Aperitivi, feste, cene, concerti o serate con gli amici seguivano rituali ormai consolidati, nei quali bere rappresentava quasi un elemento scontato.

Quando questo elemento viene meno, è normale attraversare una fase di adattamento. Alcuni raccontano di sentirsi inizialmente osservati, come se gli altri notassero continuamente il fatto che non stanno bevendo. Altri hanno paura di dover giustificare ogni volta la propria scelta o di essere considerati meno spontanei, meno divertenti o addirittura meno interessanti.

In realtà, nella maggior parte dei casi queste preoccupazioni sono molto più intense nella mente di chi sta affrontando il cambiamento che nelle persone che lo circondano. Ciò che può cambiare davvero è il modo di vivere alcune relazioni.

Come si può leggere nello studio “Social support and recovery from alcohol use disorder: A review” (Matthew Lee e al.), il supporto sociale rappresenta uno dei fattori più importanti nel mantenimento del cambiamento dopo la sospensione dell’alcol. Le relazioni possono facilitare oppure ostacolare il percorso di recupero, influenzando la capacità della persona di mantenere nel tempo le nuove abitudini. Questo significa che alcune amicizie possono rafforzarsi, mentre altre possono modificarsi profondamente.

In alcuni casi ci si accorge che il legame non dipendeva dall’alcol, ma dal piacere di stare insieme. In altri emerge invece che gran parte degli incontri ruotava proprio intorno al bere e che, senza quell’abitudine condivisa, diventa più difficile trovare nuovi spazi di relazione. Per molte persone ADHD questo passaggio può essere particolarmente delicato.

L’alcol aveva spesso anche una funzione sociale: rendeva più semplice parlare con gli altri, abbassava momentaneamente l’ansia o aiutava a sentirsi più spontanei. Nei primi mesi senza bere è normale percepire un certo senso di estraneità, come se fosse necessario imparare nuovamente a stare nelle relazioni. Questo non significa che la vita sociale diventerà inevitabilmente più povera.

Molte persone raccontano che, dopo una fase iniziale di adattamento, iniziano a costruire relazioni più autentiche, nelle quali il piacere di stare insieme non dipende più dal consumo di alcol. Allo stesso tempo, possono scoprire nuovi modi di divertirsi, conoscere persone con interessi simili o riscoprire attività che nel tempo erano passate in secondo piano.

Il cambiamento richiede tempo e, soprattutto all’inizio, è normale attraversare momenti in cui ci si sente un po’ fuori posto. Questo non significa aver fatto la scelta sbagliata. Più spesso significa che il cervello e le abitudini sociali stanno attraversando una fase di riorganizzazione.

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Perché all’inizio puoi sentirti “fuori posto” anche se hai fatto la scelta giusta?

Uno degli aspetti di cui si parla meno riguarda ciò che succede dopo le prime settimane. Molte persone si aspettano che, una volta smesso di bere, tutto diventi progressivamente più semplice. In realtà, almeno all’inizio, può accadere l’opposto.

Le situazioni sociali che prima sembravano automatiche richiedono un nuovo adattamento. Andare a una festa, partecipare a una cena o uscire con gli amici può far emergere una sensazione insolita di estraneità. Non perché sia cambiato il contesto, ma perché è cambiato il modo in cui lo si vive.

Alcune persone raccontano di sentirsi meno spontanee o di avere la sensazione di dover imparare nuovamente a stare in compagnia. Altre scoprono che una parte delle conversazioni, dei rituali o delle abitudini condivise ruotava attorno all’alcol molto più di quanto avessero immaginato.

In questa fase è normale attraversare momenti di dubbio. Può comparire il pensiero di essere diventati “meno divertenti”, di sentirsi esclusi oppure di non riconoscersi ancora nel nuovo equilibrio che si sta costruendo.

Per una persona con Disturbo dell’Attenzione, questo cambiamento può essere ancora più evidente. Se l’alcol rappresentava anche un modo per ridurre tensione, impulsività o disagio sociale, le prime uscite senza bere possono richiedere un maggiore dispendio di energie. Questo non significa che stare con gli altri diventerà sempre difficile, ma che il cervello sta imparando nuove modalità di vivere la socialità.

Con il tempo, molte persone descrivono un cambiamento importante. Le relazioni iniziano a basarsi meno sul contesto e più sulla qualità dello stare insieme. Alcune amicizie diventano più profonde, altre si modificano naturalmente e, in alcuni casi, si fanno spazio nuove conoscenze più compatibili con il proprio modo di vivere.

Accettare questa fase di transizione è spesso una parte importante del percorso. Non è necessario sentirsi perfettamente a proprio agio fin dall’inizio. Come per molti cambiamenti significativi, anche questo richiede tempo, esperienza e la possibilità di sperimentare nuove abitudini senza pretendere di adattarsi immediatamente.

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Quando chiedere supporto può rendere il cambiamento più sostenibile?

Smettere di bere rappresenta un cambiamento importante per chiunque. Per alcune persone ADHD, però, può significare anche rivedere il proprio modo di gestire emozioni, relazioni e momenti di stress che per anni sono stati associati all’alcol.

Non sempre questo percorso procede in modo lineare. Possono esserci momenti di entusiasmo alternati a fasi di maggiore fatica, dubbi o nostalgia delle vecchie abitudini. Tutto questo non significa che il cambiamento stia fallendo. Significa semplicemente che il cervello sta costruendo nuovi modi di affrontare situazioni che, fino a quel momento, erano legate a comportamenti ormai consolidati.

Proprio per questo motivo, chiedere supporto non dovrebbe essere considerato un segnale di debolezza. Se senti che questo percorso sta diventando particolarmente difficile o riconosci che l’ADHD rende più complessa la gestione delle emozioni, delle relazioni o delle situazioni sociali, confrontarti con professionisti esperti può aiutarti a costruire un cambiamento più stabile e rispettoso del tuo modo di funzionare.

Un colloquio Gratuito ADHD può rappresentare un primo passo utile per comprendere meglio il rapporto tra ADHD, consumo di alcol e benessere quotidiano, individuando insieme il percorso più adatto alle tue esigenze.

Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.

Fonti:

  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24935845/
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35085663/

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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

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