Bambino che sembra sordo: quando preoccuparsi e cosa osservare

Tempo di lettura: 5 minuti

Bambino che sembra sordo: quando preoccuparsi e cosa osservare

Il tuo bambino sembra sordo? A molti genitori questa domanda può sembrare strana. In fondo, chi meglio di una mamma o di un papà dovrebbe accorgersi se il proprio figlio sente oppure no?

Eppure, ci sono molti genitori che, leggendo l’espressione “bambino che sembra sordo”, si riconoscono immediatamente in una situazione ben precisa: chiamano il loro bambino per nome, gli parlano, cercano di attirare la sua attenzione, ma lui sembra non reagire. Non si gira, non risponde, non mostra alcun segnale che faccia pensare di aver sentito la voce di chi lo sta chiamando.

In questi casi, il primo pensiero è spesso legato a un possibile problema di udito. Ed è una preoccupazione assolutamente comprensibile. Tuttavia, la mancanza di risposta agli stimoli verbali non è sempre causata da una difficoltà uditiva. Esistono infatti diverse condizioni che possono portare un bambino a sembrare disattento o “sordo” pur avendo una capacità uditiva nella norma.

Per questo motivo è importante osservare attentamente alcuni comportamenti e conoscere i segnali che meritano un approfondimento.

In questo articolo vedremo quando è opportuno preoccuparsi se un bambino sembra non sentire, quali aspetti osservare nella vita quotidiana e quali possono essere le possibili spiegazioni dietro questo comportamento.

Bambino che sembra avere problemi di udito: a cosa ci riferiamo?

Quando parliamo di un “bambino che sembra sordo” ci riferiamo a quei bambini che, nella vita quotidiana, danno l’impressione di non sentire ciò che accade intorno a loro.

Per esempio, il genitore può notare che il bambino:

  • viene chiamato per nome, ma non risponde;
  • non si gira quando sente la voce della mamma, del papà o di altre persone familiari;
  • non sembra reagire al proprio nome;
  • non mostra attenzione quando qualcuno cerca di coinvolgerlo verbalmente;
  • non reagisce a stimoli sonori come battiti di mani, schiocchi delle dita o rumori improvvisi;
  • non risponde a richiami affettuosi, come baci mandati da lontano o suoni fatti per attirare la sua attenzione;
  • sembra assorto, distante o “nel suo mondo”, anche quando qualcuno prova a comunicare con lui.

In questi casi, è comprensibile che il primo pensiero dei genitori sia: “forse mio figlio non sente bene?”.

A volte può effettivamente trattarsi di un problema di udito, ma non sempre la mancata risposta agli stimoli sonori dipende da una difficoltà uditiva.

Quando è davvero un problema di udito?

In alcuni casi, la mancata risposta agli stimoli sonori può essere effettivamente legata a una difficoltà uditiva. Quando un bambino sente poco o non sente affatto, tende a non reagire in modo coerente alla maggior parte dei suoni presenti nell’ambiente, indipendentemente da chi li produce o dal contesto in cui si verificano.

Alcuni segnali che possono far pensare a un problema di udito sono:

  • il bambino non si gira verso i suoni, anche quando sono forti o improvvisi;
  • non reagisce alla voce dei genitori, anche quando viene chiamato da vicino;
  • non sembra accorgersi di rumori ambientali importanti, come una porta che sbatte, il campanello o un oggetto che cade;
  • non si spaventa in presenza di rumori improvvisi e intensi;
  • mostra ritardi nello sviluppo del linguaggio o produce poche vocalizzazioni;
  • reagisce in modo simile sia ai suoni che provengono dalle persone sia a quelli provenienti dall’ambiente, mostrando una generale riduzione dell’attenzione verso tutto ciò che sente.

In presenza di questi segnali è importante rivolgersi al pediatra o a uno specialista per effettuare una valutazione dell’udito. Oggi gli esami audiologici consentono di verificare in modo preciso se il bambino percepisce correttamente i suoni e di individuare eventuali difficoltà anche nei più piccoli.

Quando probabilmente non si tratta di un problema di udito?

Ci sono invece situazioni in cui il bambino sembra non sentire, ma alcuni comportamenti fanno pensare che il suo udito sia in realtà funzionante. In questi casi il problema non è tanto la percezione del suono, quanto il modo in cui il bambino presta attenzione o risponde agli stimoli che riceve.

Per esempio, può capitare che il bambino:

  • non risponda quando viene chiamato per nome;
  • sembri ignorare le persone che cercano di coinvolgerlo verbalmente;
  • non si giri quando mamma o papà lo chiamano;
  • non reagisca a richiami sociali o tentativi di interazione;

ma allo stesso tempo:

  • si spaventi quando cade un oggetto a terra;
  • si giri verso un rumore improvviso proveniente da un’altra stanza;
  • corra immediatamente quando sente la sigla del suo cartone animato preferito;
  • riconosca alcuni suoni specifici che gli interessano;
  • mostri di sentire perfettamente rumori molto deboli che catturano la sua attenzione.

In questi casi il bambino dimostra di percepire i suoni, ma di non rispondere in modo costante alle persone o alle richieste sociali. Questa differenza è molto importante: se un bambino non sente, tende a non reagire ai suoni in generale; se invece sente alcuni suoni ma non risponde alle persone che lo chiamano, è opportuno approfondire le possibili cause di questo comportamento con professionisti esperti dello sviluppo infantile.

Se non è un problema di udito, allora che cos’è?

Quando gli esami dell’udito risultano nella norma, è naturale che i genitori si pongano una domanda: se mio figlio sente, perché si comporta come se non sentisse?

La risposta non è sempre semplice. Dietro a un bambino che non risponde al proprio nome, che sembra ignorare le persone o che non reagisce agli stimoli sociali possono esserci diverse spiegazioni. In alcuni casi possono essere presenti difficoltà legate allo sviluppo, alla comunicazione, alla regolazione emotiva o all’attenzione.

Noi siamo una clinica di psicologia specializzata nella valutazione e nel trattamento dell’autismo. Ci occupiamo prevalentemente di autismo negli adulti ma parte del nostro team di professionisti della salute mentale è specializzato nell’autismo e nel suo decorso ed evoluzione fin dall’età del neurosviluppo.

Quindi al “bambino che sembra sordo”, in assenza di un danno organico, a noi viene immediatamente in mente la presenza di uno sviluppo atipico, in particolare di caratteristiche riconducibili al disturbo dello spettro autistico.

Naturalmente non è l’unica possibilità, ma è una condizione che merita attenzione perché uno dei segnali più frequentemente riportati dai genitori riguarda proprio l’apparente mancanza di risposta alle persone e alle loro richieste.

Bambino che sembra sordo: potrebbe essere autismo?

Il nostro team di GAM-Medical è composto da psicologi, psicoterapeuti e psichiatri, molti dei quali lavorano quotidianamente anche nell’ambito dell’età evolutiva. Nel corso degli anni, questo racconto è emerso con grande frequenza nelle storie di famiglie che successivamente hanno ricevuto una diagnosi di autismo per il proprio bambino.

Non si tratta naturalmente di una regola assoluta, ma di un elemento che ricorre così spesso da meritare attenzione

Ma perché un bambino autistico può sembrare sordo?

La ragione principale è che, nelle prime fasi dello sviluppo, alcuni bambini autistici possono presentare difficoltà nell’orientare spontaneamente la propria attenzione verso le persone e nell’entrare in una relazione di reciprocità sociale.

In altre parole, il problema non è sentire il suono della voce del genitore, ma attribuire a quella voce la stessa rilevanza sociale che normalmente avrebbe per la maggior parte dei bambini.

Per questo motivo il genitore può avere la sensazione di essere quasi “trasparente”. Chiama il bambino, cerca il suo sguardo, gli parla, ma non ottiene una risposta.

Non perché il bambino non abbia sentito, ma perché l’interazione sociale non cattura la sua attenzione in modo spontaneo.

È proprio questa caratteristica a creare spesso il dubbio di un problema di udito.

Da una parte il bambino sembra ignorare la voce della mamma o del papà; dall’altra, però, reagisce a suoni specifici dell’ambiente, a rumori improvvisi o a stimoli che suscitano il suo interesse. Questa apparente contraddizione porta molti genitori a chiedersi come sia possibile che il bambino non risponda quando viene chiamato, ma senta perfettamente altri rumori.

In realtà, ciò che spesso manca non è la capacità di sentire, ma la naturale tendenza a condividere l’attenzione, orientarsi verso le persone e rispondere ai loro tentativi di coinvolgimento.

Ed è proprio per questo che, soprattutto nei primi anni di vita, alcuni bambini autistici possono dare l’impressione di essere sordi quando in realtà il loro udito funziona perfettamente.

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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

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