Strategie: Applicare il “Condizionamento” nell’ADHD Adulto

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Strategie Applicare il Condizionamento nell'ADHD Adulto

Una delle principali opzioni di trattamento non farmacologico per l’ADHD è rappresentata dalla psicoterapia, che include diversi approcci specifici volti alla gestione dei sintomi tipici di questa condizione.

Tra le diverse psicoterapie disponibili per l’ADHD, una delle più riconosciute, validate e ampiamente utilizzate è la psicoterapia comportamentale.

La psicoterapia comportamentale per l’ADHD si basa principalmente su un paradigma teorico che prende il nome di “condizionamento”.

Il condizionamento è un processo psicologico di apprendimento attraverso il quale il comportamento umano viene modificato o guidato dalla presenza sistematica di conseguenze specifiche, positive o negative, a seguito dell’emissione di determinati comportamenti.

In altre parole, il condizionamento consiste nel modificare e orientare il comportamento attraverso un sistema strutturato di ricompense (rinforzi positivi) e conseguenze (punizioni negative).

Nonostante questo approccio terapeutico sia prevalentemente utilizzato durante l’infanzia, esso può essere efficacemente applicato anche in età adulta, sia sotto forma di trattamento terapeutico guidato da uno psicoterapeuta esperto sia in autonomia, attraverso strategie comportamentali di automonitoraggio e autoregolazione apprese e interiorizzate nel tempo.

Che Cos’è il Condizionamento e Come Viene Usato nell’ADHD?

Esistono principalmente due tipi di condizionamento: il condizionamento classico, descritto inizialmente da Pavlov, basato sull’associazione tra stimoli, e il condizionamento operante, introdotto da Skinner, che è quello più comunemente utilizzato nella psicoterapia di stampo comportamentale per l’ADHD.

Il condizionamento operante si basa essenzialmente sull’idea che un comportamento tende a ripresentarsi con maggiore frequenza se seguito da una conseguenza positiva (rinforzo positivo), mentre tende a diminuire se seguito da una conseguenza negativa o dall’assenza di conseguenze positive (punizione o estinzione).

Di conseguenza, attraverso la somministrazione mirata di rinforzi positivi, come premi, gratificazioni, riconoscimenti o attività piacevoli, è possibile aumentare significativamente la frequenza di comportamenti desiderabili, mentre con punizioni, intese non necessariamente come castighi ma come conseguenze spiacevoli o rimozione di benefici, è possibile ridurre i comportamenti problematici.

Questo paradigma comportamentale del condizionamento è molto utilizzato nel trattamento dell’ADHD, in particolar modo durante l’infanzia e l’età scolare, periodo in cui risulta essere uno degli interventi terapeutici non farmacologici di prima scelta.

Soprattutto l’infanzia, infatti, il condizionamento applicato alla psicoterapia comportamentale per l’ADHD si manifesta attraverso l’utilizzo sistematico di rinforzi positivi, come elogi frequenti, ricompense tangibili o attività gradite dal bambino, per incrementare i comportamenti positivi desiderati (ad esempio, restare seduti durante le lezioni, completare i compiti assegnati, attendere il proprio turno).

Contemporaneamente, vengono introdotte strategie comportamentali basate su punizioni non aggressive, come ad esempio il “time-out” (intervallo di tempo in cui il bambino viene allontanato brevemente dall’ambiente rinforzante in cui si trova), o il ritiro di privilegi temporaneamente per scoraggiare comportamenti negativi come interruzioni frequenti, comportamenti impulsivi o aggressivi.

Inoltre, la psicoterapia comportamentale per l’ADHD in infanzia si basa spesso anche sull’utilizzo della token economy (economia simbolica o dei gettoni), che rappresenta un intervento strutturato e molto efficace.

In questa tecnica, il bambino guadagna simbolicamente punti, gettoni o crediti ogni volta che mette in atto comportamenti adeguati e desiderati, e può successivamente convertire questi “gettoni” accumulati in attività piacevoli, ricompense concrete o premi desiderati.

Questo metodo aiuta significativamente a incrementare la motivazione e l’autocontrollo dei bambini ADHD, promuovendo al contempo una migliore regolazione del comportamento e della sfera emotiva.

Nei casi di disregolazione emotiva più accentuata, il condizionamento operante utilizzato nella psicoterapia comportamentale per l’ADHD aiuta anche a insegnare strategie di gestione emotiva tramite conseguenze precise.

Ad esempio, attraverso rinforzi positivi somministrati quando il bambino riesce a calmarsi dopo una crisi di rabbia, oppure tramite punizioni lievi come la temporanea perdita di un’attività gradita o una breve sospensione di un gioco nel caso in cui i comportamenti di disregolazione emotiva siano particolarmente intensi e difficili da gestire.

Questi interventi mirati favoriscono gradualmente l’acquisizione di competenze di autoregolazione emotiva, insegnando al bambino strategie comportamentali e cognitive che potrà utilizzare nel tempo per gestire più efficacemente emozioni intense e frustranti.

Come Usare il Condizionamento nella Vita Quotidiana di un Adulto ADHD

Negli adulti ADHD, infatti, il principio del condizionamento può essere applicato attraverso tecniche comportamentali mirate, come la pianificazione di un sistema di ricompense da autogestire ogni volta che viene raggiunto un obiettivo specifico o completata un’attività complessa che generalmente tenderebbe a essere procrastinata.

Allo stesso modo, può essere prevista una forma di auto-punizione comportamentale, come ad esempio posticipare un’attività piacevole in caso di mancato raggiungimento di un obiettivo prefissato.

Nello specifico, alcuni esempi di applicazione del condizionamento nella vita quotidiana di un adulto ADHD:

  • Uso strutturato e consapevole delle ricompense (rinforzi positivi): una prima strategia di condizionamento operante da applicare nella vita quotidiana degli adulti ADHD consiste nell’utilizzo sistematico e intenzionale di rinforzi positivi, cioè ricompense immediate e concrete. Questo metodo è efficace specialmente per incrementare la motivazione, la concentrazione e la produttività personale. Ad esempio, un adulto può programmare di concedersi piccole ricompense piacevoli come pause, snack preferiti, brevi sessioni di attività rilassanti o momenti dedicati a hobby piacevoli dopo aver completato con successo un compito impegnativo che richiede concentrazione sostenuta, come terminare una relazione di lavoro, un progetto universitario o semplicemente sistemare casa. Queste ricompense, utilizzate in maniera regolare e programmata, rinforzano positivamente il comportamento desiderato (terminare il compito) e aumentano la probabilità che lo stesso comportamento si ripresenti in futuro con maggiore facilità.
  • Applicazione della tecnica della token economy (economia simbolica): una strategia molto pratica che l’adulto può implementare in autonomia nella vita quotidiana è l’utilizzo della token economy, ovvero un sistema simbolico di ricompense basato sull’accumulo di punti, gettoni o “crediti”. Nella pratica quotidiana ciò può essere tradotto in uno schema scritto, utilizzando, per esempio, un’app o un’agenda personale, dove si annotano punti per ogni comportamento positivo portato a termine durante la giornata (ad esempio completamento di lavori, appuntamenti rispettati, compiti domestici svolti). Questi punti, una volta raggiunto un determinato livello, possono essere convertiti in una ricompagensa più grande e gratificante, come una cena fuori, una serata di relax, acquisti desiderati, un’attività ludica o sportiva piacevole. Questo metodo permette di rafforzare nel tempo comportamenti produttivi e funzionali, dando all’adulto una gratificazione tangibile e misurabile per i propri progressi.
  • Strategia del time-out o della pausa comportamentale: il condizionamento operante può essere applicato anche utilizzando la strategia del time-out nella gestione quotidiana delle proprie emozioni e impulsi. Nel momento in cui l’adulto si rende conto di essere in una situazione emotivamente carica, rischiosa o impulsiva, come una discussione accesa con un familiare o un conflitto sul posto di lavoro, può utilizzare consapevolmente questa tecnica, allontanandosi brevemente dalla situazione per un tempo definito (es. 10-15 minuti). Questa breve pausa consente di interrompere immediatamente il comportamento impulsivo o emotivamente disregolato, diminuendo la probabilità che si manifesti nuovamente, e favorendo un successivo ritorno alla situazione con una maggiore calma e capacità di gestione delle emozioni. Con il tempo, tale pratica rafforza la capacità di autoregolazione emotiva, riducendo significativamente episodi di conflitto o di impulsività problematica.
  • Autocontrollo attraverso l’auto-punizione (rinforzo negativo): un’altra strategia utile di condizionamento operante è rappresentata dall’autocontrollo tramite auto-punizioni o conseguenze negative controllate personalmente. Ad esempio, l’adulto può programmare di negarsi una piccola gratificazione (come guardare la propria serie TV preferita, fare una pausa sui social network o bere un caffè extra) ogni volta che non porta a termine un compito importante che aveva precedentemente stabilito, o che procrastina significativamente. Questa tecnica comporta una conseguenza immediata negativa (la perdita temporanea di un’attività piacevole), che gradualmente riduce la frequenza del comportamento indesiderato (procrastinare), aumentando così la motivazione verso comportamenti più responsabili e organizzati.
  • Utilizzo di feedback e monitoraggio comportamentale strutturato: un’altra strategia pratica basata sul condizionamento che un adulto può utilizzare nella vita quotidiana è il monitoraggio sistematico e strutturato dei propri comportamenti tramite feedback precisi. Questo può essere fatto, ad esempio, tenendo un diario giornaliero, settimanale o mensile, in cui la persona annota con precisione i comportamenti positivi (ad esempio compiti completati, puntualità negli appuntamenti, gestione efficace delle emozioni) e quelli negativi (come impulsività, procrastinazione o disattenzione). Analizzando con regolarità questi dati, l’adulto riceve un feedback continuo e preciso sul proprio comportamento quotidiano e può utilizzare questo monitoraggio per applicare ulteriori rinforzi positivi, premiandosi quando il bilancio dei comportamenti positivi è superiore, e correggendosi quando emergono comportamenti problematici. Nel tempo, questa strategia aumenta significativamente la consapevolezza personale e l’autocontrollo.
  • Condizionamento nella gestione della procrastinazione e del tempo: il condizionamento operante può essere applicato efficacemente nella gestione quotidiana del tempo e nella lotta alla procrastinazione, un problema molto comune per gli adulti ADHD. In questo caso, una strategia pratica consiste nel suddividere i compiti più impegnativi o noiosi in piccole attività chiaramente delimitate e prevedere, per ciascuna di esse, una ricompensa immediata. Ad esempio, una persona può stabilire che, dopo 25 minuti di lavoro concentrato (utilizzando la tecnica del pomodoro), si conceda una pausa di 5 minuti durante la quale svolge un’attività gratificante e piacevole. Questa applicazione sistematica del condizionamento (rinforzo positivo immediato dopo l’attività) permette di affrontare con maggiore facilità anche i compiti che generalmenteverrebbero evitati, riducendo così significativamente la procrastinazione.

Tutte queste strategie, applicate regolarmente e con costanza, permettono di integrare efficacemente i principi del condizionamento operante nella vita quotidiana di un adulto ADHD, favorendo così una maggiore stabilità comportamentale, emotiva e relazionale e migliorando significativamente la qualità della propria vita personale e lavorativa.

Occorre però specificare che, sebbene le strategie comportamentali basate sul condizionamento possano essere utilizzate in autonomia con buoni risultati dagli adulti ADHD, il trattamento più efficace richiede un percorso terapeutico personalizzato, realizzato sotto la guida di professionisti della salute mentale esperti nella diagnosi dell’ADHD e nel suo trattamento.

La scelta migliore è quindi quella di affidarsi a professionisti specializzati nella gestione dell’ADHD, come psicoterapeuti di orientamento comportamentale o cognitivo-comportamentale, che possiedono competenze specifiche nella valutazione e nel trattamento dell’ADHD adulto e che sono in grado di sviluppare percorsi terapeutici individualizzati e personalizzati in base alle necessità della singola persona.

Tra questi professionisti ci sono gli esperti della clinica ADHD GAM-Medical, specializzati proprio nell’utilizzo di tecniche comportamentali e cognitivo-comportamentali per l’ADHD.

Tali specialisti sono in grado non solo di fornire strumenti e tecniche efficaci di condizionamento operante, ma anche di sviluppare strategie più articolate che prendano in considerazione aspetti emotivi, cognitivi e relazionali, assicurando così un trattamento completo e integrato dell’ADHD.

L’aiuto professionale di specialisti esperti, come quelli di GAM-Medical, rappresenta quindi la scelta ideale per affrontare in modo accurato e mirato non soltanto i sintomi centrali dell’ADHD, ma anche le possibili comorbilità, migliorando concretamente e stabilmente la qualità della vita personale, sociale e professionale.

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