Flashback emotivi: un’emozione che ti riporta al passato traumatico

Tempo di lettura: 5 minuti

Indice Contenuti
Flashback emotivi un'emozione che ti riporta al passato traumatico

Quando si parla di flashback emotivi si fa riferimento a esperienze intense e improvvise in cui una persona rivive, in modo parziale o totale, emozioni e sensazioni legate a un evento traumatico passato.

Si tratta di un fenomeno in cui il corpo e la mente reagiscono come se ciò che è accaduto stesse succedendo di nuovo, anche se ci si trova in un contesto sicuro e nel presente.

Nell’ambito del trauma psicologico e in particolare del Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD), i flashback rappresentano uno dei sintomi più caratteristici e riconosciuti.

Quando comunemente si parla di “flashback”, l’immaginario collettivo tende a riferirsi a ricordi sotto forma di immagini vivide e intrusive, simili a fotogrammi o a vere e proprie scene che si impongono alla coscienza senza che la persona le cerchi.

Questa modalità visiva è certamente la più nota e studiata, ma non è l’unica.

Esiste infatti un’altra dimensione dei flashback che riguarda le emozioni e le sensazioni corporee.

In questi casi, non compaiono immagini chiare o ricordi visivi, ma riemergono all’improvviso gli stessi stati emotivi provati durante l’evento traumatico: paura, rabbia, vergogna, impotenza, terrore.

Allo stesso modo, il corpo può riattivare memorie sensoriali: tensioni muscolari, tachicardia, sudorazione, senso di costrizione o altre reazioni fisiche collegate a ciò che è stato vissuto.

È come se l’organismo riconoscesse uno stimolo attuale come simile a quello traumatico originario e, senza passare dal filtro razionale, reagisse in maniera automatica e sproporzionata.

In questi casi, un’emozione percepita nel presente – per esempio sentirsi esclusi, criticati o minacciati – può innescare (triggerare) la stessa reazione emotiva che la persona aveva provato durante il trauma, anche se l’episodio attuale è molto diverso e molto meno grave.

Questo meccanismo rende i flashback emotivi particolarmente destabilizzanti, perché non c’è un’immagine chiara a cui ancorarsi e distinguere il “prima” dall’“adesso”, ma solo una sensazione interiore che sembra travolgente e reale.

Parlare di flashback, quindi, non significa limitarsi alla dimensione visiva della memoria, ma comprendere che c’è anche una memoria emotiva che può diventare terreno fertile per la sintomatologia traumatica.

Come si manifesta un flashback emotivo?

Un flashback emotivo può assumere forme diverse e presentarsi in modi che non sempre sono facili da riconoscere.

Non si limita alla comparsa di immagini mentali o ricordi visivi, ma spesso si manifesta attraverso stati interiori che sembrano arrivare all’improvviso e che trasportano la persona in una condizione di forte vulnerabilità.

Le principali modalità attraverso cui può emergere un flashback emotivo includono:

  • Rivivere emozioni passate: la persona può essere sopraffatta da emozioni intense che non sembrano proporzionate alla situazione presente. Paura, tristezza, rabbia, vergogna o senso di impotenza riemergono con la stessa forza con cui erano state provate durante l’esperienza traumatica, anche se il contesto attuale non giustifica una reazione così forte. Questo genera confusione e smarrimento, perché l’individuo non riesce a collegare in modo logico ciò che prova a ciò che sta realmente accadendo.
  • Sensazioni corporee improvvise: il corpo può attivare reazioni fisiche che ricordano da vicino quelle vissute durante l’evento traumatico. Tachicardia, respiro affannoso, sudorazione, tensioni muscolari, nausea o vertigini possono manifestarsi senza una causa evidente. Queste sensazioni somatiche non sono semplici disturbi fisici, ma fanno parte della memoria del trauma che viene richiamata attraverso il corpo, come se l’organismo stesso ricordasse l’esperienza e la riproponesse nel presente.
  • Alterazione della percezione del presente: durante un flashback emotivo, anche se non ci sono immagini, la persona può sentirsi improvvisamente come se fosse di nuovo nel passato. Un commento, uno sguardo, un tono di voce o una situazione apparentemente neutra possono scatenare la sensazione che il pericolo o la sofferenza si stiano ripetendo. Ciò che accade intorno perde la sua qualità rassicurante di “qui e ora” e viene percepito attraverso la lente del passato, con la conseguenza di un forte senso di insicurezza.
  • Trigger emotivi e relazionali: a scatenare un flashback non serve necessariamente un ricordo consapevole. Può bastare un’emozione presente che ricorda inconsciamente quella sperimentata nel trauma. Sentirsi giudicati, non ascoltati o messi da parte, anche in contesti quotidiani e banali, può attivare dentro la persona la stessa esperienza emotiva dolorosa del passato. Questo meccanismo avviene in modo automatico, senza che ci sia la possibilità di “decidere” di fermarlo, ed è ciò che rende i flashback emotivi così difficili da gestire.
  • Impatto sul comportamento e sulle relazioni: i flashback emotivi non restano confinati all’interno. Possono influenzare i comportamenti della persona, spingendola a reagire in maniera apparentemente eccessiva, a isolarsi o a chiudersi per difendersi da una minaccia che non è realmente presente. Allo stesso modo, possono compromettere le relazioni, perché chi li sperimenta può sentirsi incomprensibile agli altri o reagire in modo che gli altri percepiscono come sproporzionato, alimentando così incomprensioni e distanza.

Come riconoscere un flashback emotivo?

Un flashback emotivo può manifestarsi in modi che sfuggono alla comprensione immediata: non è necessario avere un’immagine nitida o un ricordo visivo dell’evento traumatico per sentirsi invasi, destabilizzati, o sopraffatti.

Spesso, infatti, il trauma non è recuperabile come un’immagine chiara nella memoria: non c’è una scena ben definita da richiamare, un film mentale che riparte.

Eppure, il corpo lo sa.

La memoria emotiva – quella che si iscrive nelle sensazioni, nei battiti accelerati, nel respiro corto, nella gola stretta o nel nodo che si forma allo stomaco – ti dice che qualcosa non va, e lo fa in modo potente, anche quando la mente resta muta o vaga.

I flashback emotivi si attivano con modalità insidiose:

  • per motivi apparentemente insignificanti – un tono di voce, un gesto, una frase, un odore – che portano con sé una carica emotiva ignorata ma potente;
  • senza passare per il pensiero razionale, come se il corpo ricordasse esperienze che la mente non riconosce;
  • lasciando la persona confusa, spiazzata, in bilico tra “qui e ora” e un passato che non prende forma ma si fa sentire.

In questi momenti, può essere difficile distinguere ciò che senti ora da quello che senti “sempre”: la tua mente non trova la scena, ma il tuo corpo sa e reagisce.

La memoria emotiva non si basa su immagini, ma sulla qualità della sensazione: un senso di minaccia, angoscia, impotenza che risale, senza che tu capisca come o perché.

Se questo ti è familiare, fermati un attimo e chiediti: quanto spesso il tuo corpo “sa” prima che la tua mente possa dire il perché?

È proprio in questi momenti che il percorso verso la consapevolezza e la cura può iniziare, a partire da una semplice consapevolezza: il sintomo esiste, anche se la scena è scomparsa.

Presso GAM-Medical, crediamo che il primo passo verso il benessere sia raccogliere informazioni con delicatezza e competenza.

Per questo abbiamo voluto proporre un test online sul PTSD, gratuito e accessibile a tutti, pensato per chi ha vissuto esperienze traumatiche – grandi o piccole – e sente che “qualcosa non va”, anche senza riuscire a identificarlo chiaramente.

Il test ti aiuta a comprendere meglio le sensazioni che provi, a scoprirne i possibili legami con esperienze passate e a orientarti verso un più chiaro sentiero di cura.

Ma il percorso non si ferma qui.

GAM-Medical è una clinica specializzata in traumi psicologici e dispone di un’équipe formata per la diagnosi di PTSD e il trattamento specifico del trauma.

Attraverso approcci terapeutici validati scientificamente, i professionisti ti accompagnano in un lavoro di ricostruzione e integrazione, affinché le emozioni e le sensazioni non siano più esperienze travolgenti, ma ricordi elaborati che trovano un posto nel passato, senza dominare il presente.

Se anche a te capita che un’emozione ti travolga senza un motivo chiaro, riportandoti a una sofferenza difficile da spiegare, ricorda che non sei solo.

Inizia dal test online di GAM-Medical per avere un primo orientamento, e affidati ai nostri specialisti per intraprendere un percorso di diagnosi e trattamento del PTSD.

Subscribe
Notificami
0 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments

Psicologia generale

Condividilo

Pensi di soffrire di un disturbo d’ansia?

Fai ora il test di autovalutazione che può fornirti una prima indicazione sulla possibilità di intraprendere un percorso diagnostico per l’ansia.

Pensi di soffrire di depressione?

Fai ora il test di autovalutazione che può fornirti una prima indicazione sulla possibilità di intraprendere un percorso diagnostico per la depressione. 

Guarda le nostre recensioni

Pensi di soffrire di qualche disturbo?

I nostri test psicologici possono essere il primo passo verso la richiesta di un supporto clinico, in presenza dei sintomi di disturbi comuni come ansia, depressione, stress, ADHD, autismo e altro ancora.

Se ti è piaciuto l'articolo iscriviti alla newsletter per non perdere tutte le nostre comunicazioni.