Qual è la relazione tra ADHD e il Disturbo Bipolare?
ADHD e disturbo bipolare sono due condizioni differenti e distinte, classificate separatamente nel DSM-5
L’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) è una neurodivergenza classificata tra i disturbi del neurosviluppo. È presente fin dall’infanzia e riguarda difficoltà nella regolazione dell’attenzione, impulsività e iperattività, con conseguenze significative sul funzionamento quotidiano.
Il disturbo bipolare, invece, è un disturbo dell’umore caratterizzato da alterazioni cicliche tra episodi depressivi e episodi maniacali o ipomaniacali. Nel DSM-5, ha una propria categoria chiamata appunto “Disturbi bipolari e disturbi correlati”, in cui sono inclusi il disturbo bipolare di tipo I, il disturbo bipolare di tipo II e il disturbo ciclotimico.
La relazione tra ADHD e disturbo bipolare è complessa perché queste condizioni possono coesistere nello stesso individuo.
È necessario prestare attenzione nella diagnosi, dato che presentano diverse aree di sovrapposizione sintomatologica.
Per questo motivo è importante considerare con attenzione sia le similitudini sia le differenze, in modo da riuscire a fare una diagnosi corretta in caso di comorbilità e procedere con attenzione alla diagnosi differenziale tra le due condizioni.
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Aree di sovrapposizione tra ADHD e Disturbo Bipolare
La relazione tra ADHD e disturbo bipolare è particolarmente complessa anche a causa delle molte aree di sovrapposizione che rendono difficile differenziare le due condizioni.
Non è raro infatti che entrambe possano coesistere nello stesso individuo, ma proprio per la presenza di sintomi simili è importante considerare con attenzione ogni singolo aspetto.
Tra le aree principali di sovrapposizione sintomatologica vi sono:
- Iperattività e affaccendamento: sia nell’ADHD che nel disturbo bipolare (durante la fase maniacale) si osserva una marcata agitazione psicomotoria caratterizzata da irrequietezza, necessità costante di movimento e difficoltà a rimanere fermi o inattivi. In entrambi i casi, la persona appare estremamente attiva, spesso coinvolta contemporaneamente in molteplici attività, mostrando un comportamento agitato e una generale incapacità di rallentare o rilassarsi.
- Impulsività: l’impulsività rappresenta un importante sintomo comune sia all’ADHD che al disturbo bipolare, in particolare nelle fasi maniacali. Entrambe le condizioni comportano difficoltà nel controllare gli impulsi, con azioni compiute senza un’adeguata valutazione delle conseguenze. Questo comportamento impulsivo si può manifestare in vari modi: ad esempio, decisioni affrettate, comportamenti rischiosi, problemi nella gestione del denaro, difficoltà a controllare reazioni emotive improvvise e comportamenti sociali inappropriati o rischiosi.
- Disturbi del sonno e insonnia: sia l’ADHD che il disturbo bipolare mostrano frequentemente disturbi del sonno, in particolare insonnia, caratterizzati da difficoltà di addormentamento, frequenti risvegli notturni o sonno non riposante. In entrambe le condizioni è frequente osservare alterazioni nel ritmo sonno-veglia, con ripercussioni significative sulla qualità di vita, sul funzionamento quotidiano e sul benessere emotivo complessivo.
- Instabilità emotiva e irritabilità: una forte similitudine tra ADHD e disturbo bipolare riguarda la difficoltà nella regolazione delle emozioni. Entrambe le condizioni sono caratterizzate da cambiamenti repentini e frequenti dello stato emotivo, difficoltà a gestire emozioni intense, irritabilità accentuata e una tendenza a reagire in modo esagerato agli stimoli emotivi esterni o interni. Questa instabilità emotiva può portare a conflitti interpersonali, scatti di rabbia improvvisi e comportamenti impulsivi dettati da un forte stato di frustrazione o disagio emotivo.
- Problemi attentivi e di concentrazione: ADHD e disturbo bipolare condividono significative difficoltà attentive, con problematiche legate alla concentrazione, alla memoria a breve termine, alla capacità di mantenere la focalizzazione su un singolo compito per periodi prolungati e difficoltà nella gestione delle attività quotidiane che richiedono attenzione sostenuta. In entrambi i casi, la persona può apparire distratta, incapace di completare compiti complessi o di seguire istruzioni dettagliate, con ricadute negative sia in ambito scolastico/lavorativo che relazionale.
- Difficoltà nell’iniziare attività, anedonia e abulia: ADHD e disturbo bipolare condividono importanti caratteristiche relative alla difficoltà nell’iniziare e portare avanti attività. In entrambi è comune osservare periodi in cui prevale un senso di perdita di motivazione e interesse (anedonia), incapacità a provare piacere in attività normalmente gratificanti, e difficoltà croniche nel trovare la motivazione per iniziare compiti, progetti o semplici attività quotidiane. Questa condizione spesso si accompagna a una marcata sensazione di stanchezza mentale, apatia e incapacità di agire (abulia), creando una forte compromissione funzionale.
- Base genetica ed ereditaria: ADHD e disturbo bipolare presentano una significativa componente genetica ed ereditaria comune. In entrambe le condizioni, è stata osservata una significativa predisposizione familiare, con alti tassi di ereditarietà e una maggiore probabilità che familiari stretti abbiano la stessa diagnosi o presentino sintomi analoghi. Sebbene i meccanismi genetici specifici non siano ancora chiariti completamente, è evidente che entrambe le condizioni hanno basi neurobiologiche con importanti componenti genetiche condivise.
Queste aree di sovrapposizione rendono evidente l’importanza di una valutazione clinica accurata e approfondita, in cui occorre considerare attentamente il decorso temporale, l’esordio e la tipologia di sintomi, così da poter giungere a una diagnosi differenziale precisa e individuare eventuali condizioni di comorbilità.
Solo un’attenta analisi delle caratteristiche specifiche di ogni sintomo e la valutazione del contesto in cui si manifestano permetteranno di comprendere se si tratti di ADHD, di disturbo bipolare o della presenza concomitante di entrambi.

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Differenze tra ADHD e Disturbo Bipolare
Prendendo in considerazione i punti appena descritti riguardo le aree di sovrapposizione sintomatologica tra ADHD e disturbo bipolare, è importante ora vedere quali sono invece le differenze fondamentali tra le due condizioni, affinché si possa svolgere correttamente una diagnosi differenziale.
Nello specifico:
- Iperattività e affaccendamento: mentre nell’ADHD l’iperattività è generalmente stabile, costante e presente sin dall’infanzia, caratterizzata da una persistente necessità di movimento, inquietudine motoria generalizzata (soprattutto durante l’infanzia) e iperattività mentale (soprattutto nelle donne e nell’ADHD adulto) nel disturbo bipolare questa manifestazione (affaccendamento) si presenta in modo episodico, limitato ai periodi di mania o ipomania. L’iperattività nel disturbo bipolare appare più organizzata verso attività precise e spesso grandiose, accompagnate da sentimenti di euforia, invincibilità e maggiore energia, mentre nell’ADHD questa agitazione è più diffusa, disorganizzata e senza uno scopo preciso.
- Impulsività: anche in questo caso, l’ADHD si caratterizza per un’impulsività costante e persistente nel tempo, che tende a manifestarsi quotidianamente e sin dall’età infantile, indipendentemente dalle fasi umorali. Nel disturbo bipolare, invece, l’impulsività assume un carattere più episodico e intenso durante la fase maniacale o ipomaniacale, con comportamenti estremi, quali acquisti incontrollati o comportamenti sessuali rischiosi. Al contrario, nei periodi di umore stabile, l’impulsività tende a diminuire sensibilmente.
- Disturbi del sonno e insonnia: sebbene entrambe le condizioni condividano disturbi del sonno significativi, nell’ADHD tali difficoltà sono generalmente costanti nel tempo, spesso fin dall’infanzia, manifestandosi come difficoltà croniche ad addormentarsi e mantenere il sonno. Nel disturbo bipolare, invece, i disturbi del sonno assumono forme diverse a seconda delle fasi: nella fase maniacale è tipica una drastica riduzione del bisogno percepito di dormire (la persona dorme pochissimo o nulla senza sentirsi stanca), mentre nella fase depressiva prevale l’insonnia con risvegli precoci o difficoltà iniziale nell’addormentamento, associata però ad altre manifestazioni depressive più marcate come tristezza e disperazione.
- Instabilità emotiva e irritabilità: nell’ADHD l’instabilità emotiva rappresenta una caratteristica cronica e stabile che si presenta già nell’infanzia e persiste in maniera costante, seppur con variabilità giornaliera. Nel disturbo bipolare l’instabilità emotiva è invece strettamente collegata al ciclo umorale, con episodi nettamente definiti di umore alterato (mania o depressione) che si alternano a periodi più stabili. Durante le fasi maniacali, l’irritabilità può essere più esplosiva e intensa rispetto all’ADHD, mentre nelle fasi depressive si accompagna a manifestazioni depressive più profonde e pervasive, come tristezza, disperazione e senso di inutilità.
- Problemi attentivi e di concentrazione: le difficoltà attentive nell’ADHD sono tipicamente costanti, fin dall’infanzia, croniche, indipendenti da fasi alterne o episodi umorali specifici. Nel disturbo bipolare, invece, i problemi attentivi e di concentrazione tendono ad essere più legati e influenzati dallo stato umorale specifico del momento: nelle fasi depressive, la concentrazione è ridotta da sentimenti di tristezza, affaticamento e disinteresse; nelle fasi maniacali o ipomaniacali, invece, l’attenzione è compromessa da una rapidità eccessiva dei pensieri, fuga di idee e facilissima distraibilità.
- Difficoltà nell’iniziare attività, anedonia e abulia: nell’ADHD, le difficoltà nell’iniziare attività, la mancanza di motivazione e la difficoltà a provare piacere nelle attività quotidiane sono generalmente croniche e costanti, seppur con una certa variabilità situazionale. Nel disturbo bipolare, invece, questi sintomi si manifestano principalmente durante le fasi depressive, assumendo una forma più intensa e delimitata nel tempo, spesso accompagnata da altri sintomi depressivi come tristezza intensa, disperazione e senso di vuoto esistenziale.
- Base genetica ed ereditaria: entrambe le condizioni condividono una forte base genetica, ma mentre per l’ADHD i sintomi si presentano precocemente nell’infanzia con andamento relativamente stabile e persistente nel tempo, nel disturbo bipolare la componente genetica è correlata a un esordio più tardivo, spesso adolescenziale o adulto, e a un decorso tipicamente ciclico e episodico, caratterizzato da fasi ben definite di alterazioni dell’umore, che alternano periodi di stabilità relativa.
Queste differenze, analizzate insieme alle similitudini precedenti, evidenziano ulteriormente la necessità di un’approfondita valutazione clinica e di un’attenta analisi della storia evolutiva e del decorso temporale dei sintomi, per giungere con chiarezza a una corretta diagnosi differenziale tra ADHD e disturbo bipolare.
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Il Disturbo Bipolare può coesistere con l’ADHD?
La risposta è sì, ADHD e disturbo bipolare possono coesistere nella stessa persona, e infatti la loro comorbilità non è rara.
Questo significa che un individuo può ricevere una doppia diagnosi, avendo contemporaneamente entrambe le condizioni.
La comorbilità tra ADHD e disturbo bipolare si verifica con una frequenza relativamente elevata rispetto alla popolazione generale, ed è confermata da numerosi studi clinici.
La presenza contemporanea delle due condizioni (comorbilità) rende la diagnosi particolarmente complessa proprio a causa delle forti aree di sovrapposizione sintomatologica.
In questi casi, è fondamentale un’attenta valutazione clinica che analizzi in modo accurato il decorso temporale, l’età d’insorgenza dei sintomi, la loro stabilità nel tempo e la presenza di eventuali episodi umorali definiti, per distinguere ciò che appartiene all’una o all’altra condizione o a entrambe.
Solitamente, nei percorsi diagnostici più lineari, il primo disturbo che viene diagnosticato è l’ADHD, proprio perché si tratta di una condizione neuroevolutiva che tende a manifestarsi già nell’infanzia, tipicamente durante i primi anni di scuola.
Questo comporta che, quando ADHD e disturbo bipolare coesistono, spesso è la diagnosi di ADHD a precedere quella di disturbo bipolare, che invece tende ad avere un esordio più tardivo, spesso in adolescenza o nella prima età adulta.
È però importante sottolineare che questa situazione ideale non si verifica sempre.
Spesso, infatti, la diagnosi di ADHD non viene formulata durante l’infanzia e, nel caso di comorbilità, può essere diagnosticata solo successivamente, in età adolescenziale o adulta, in parallelo o addirittura dopo la diagnosi di disturbo bipolare.
In questi casi la diagnosi si fa ancora più complessa, poiché diventa difficile comprendere se i sintomi dell’ADHD siano da attribuire direttamente al disturbo bipolare o se, invece, siano una condizione a sé stante presente da sempre, ma mai identificata prima.
Proprio per questo è necessario, in età adulta, un approfondimento molto dettagliato della storia clinica ed evolutiva dell’individuo, prestando particolare attenzione al decorso temporale dei sintomi, alla loro stabilità o periodicità, e ai fattori scatenanti che permettono di chiarire se si tratti di una sola condizione, della loro combinazione o di una loro comorbilità.
Nel momento in cui emerge il dubbio diagnostico, è necessario rivolgersi a professionisti della salute mentale, esperti in ADHD.
La valutazione diagnostica dell’ADHD deve essere accurata e dettagliata e deve includere, oltre a una completa anamnesi personale e familiare, anche l’utilizzo di strumenti di valutazione standardizzati e test psicologici mirati che possano identificare e discriminare chiaramente le due condizioni.
Questo processo è necessario per individuare sia le comorbilità dell’ADHD, sia per operare una diagnosi differenziale dell’ADHD corretta, nel caso in cui una delle due condizioni debba essere esclusa.
Gli esperti in ADHD della clinica ADHD GAM-Medical, come psicologi ADHD, psicoterapeuti ADHD e psichiatri ADHD, sono specialisti con una formazione specifica e approfondita nel campo dell’ADHD e sono in grado di riconoscere con precisione sia la presenza di comorbilità associate all’ADHD, come nel caso del disturbo bipolare, sia di effettuare una corretta diagnosi differenziale tra queste due condizioni.
Se hai dubbi sulla tua situazione personale, rivolgersi ai professionisti esperti del centro psicologico GAM-Medical ti permetterà di ricevere una valutazione approfondita tramite strumenti diagnostici aggiornati, così da identificare con chiarezza se vi siano sintomi esclusivamente attribuibili all’ADHD, o se coesistano altre condizioni, come appunto il disturbo bipolare.
La loro competenza permette di pianificare interventi terapeutici mirati e personalizzati, migliorando significativamente la qualità di vita e la gestione quotidiana della sintomatologia.
Infatti, le diagnosi di una delle due condizioni comporta differenze significative nel trattamento farmacologico e terapeutico.
Giusto per fare un esempio più concreto, l’intervento farmacologico per l’ADHD, ad esempio, prevede generalmente l’utilizzo di farmaci per l’ADHD stimolanti (come il metilfenidato) o farmaci non stimolanti (come atomoxetina o guanfacina), volti a ridurre l’impulsività, migliorare l’attenzione e regolare l’iperattività.
Al contrario, nel disturbo bipolare l’approccio farmacologico è completamente differente e solitamente prevede la somministrazione di stabilizzatori dell’umore (come litio, acido valproico o lamotrigina), spesso associati, a seconda della fase in cui si trova il paziente, ad antidepressivi (nelle fasi depressive) o antipsicotici atipici (nelle fasi maniacali o ipomaniacali).
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Questo articolo è a scopo divulgativo e informativo, non sostituisce la diagnosi di un professionista.
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