La disprassia motoria è una difficoltà che riguarda la pianificazione, la coordinazione e l’esecuzione dei movimenti volontari ed è una caratteristica molto frequente nello spettro autistico.
Molte persone autistiche, sia bambini sia adulti, presentano infatti difficoltà nella coordinazione motoria, nella fluidità dei movimenti e nella pianificazione dell’azione.
Come sottolineato anche in “Dyspraxia, Motor Function and Visual-Motor Integration in Autism“, attualmente, le difficoltà motorie non rientrano tra i criteri diagnostici del Disturbo dello Spettro Autistico (ASD). Nonostante questo, alterazioni della coordinazione e della motricità rappresentano caratteristiche molto frequenti sia nei bambini sia negli adulti autistici e possono avere un impatto significativo sul funzionamento quotidiano.
Non tutte le persone autistiche, però, hanno una disprassia motoria.
Per questo motivo, in questo articolo cercheremo di mettere meglio a fuoco che cos’è la disprassia motoria nell’autismo, quali segnali possono aiutare a riconoscerla e come può manifestarsi concretamente nei bambini autistici e negli adulti autistici, anche nelle situazioni della vita quotidiana.
Disprassia motoria nei bambini autistici: come la si può notare?
Nei bambini autistici, la disprassia motoria può manifestarsi in modi molto diversi e con livelli di intensità variabili.
Spesso il bambino appare più impacciato nei movimenti rispetto ai coetanei oppure impiega più tempo ad apprendere abilità motorie quotidiane che, per altri bambini, diventano progressivamente automatiche.
Nel quotidiano, la disprassia motoria può essere notata attraverso difficoltà in attività come:
- usare correttamente le posate;
- allacciarsi le scarpe;
- abbottonare vestiti o chiudere cerniere;
- lavarsi o vestirsi in autonomia;
- coordinare i movimenti durante il gioco;
- salire o scendere le scale;
- andare in bicicletta;
- prendere o lanciare una palla;
- mantenere equilibrio e postura.
Molti bambini con disprassia necessitano inoltre di più tempo per apprendere nuove sequenze motorie e possono sentirsi frustrati davanti ad attività che richiedono coordinazione, precisione o automatizzazione dei gesti.
Le difficoltà diventano spesso ancora più evidenti con l’ingresso a scuola. Il contesto scolastico richiede infatti numerose abilità di motricità fine e coordinazione che possono mettere in luce la presenza di una disprassia motoria. Ad esempio, il bambino può:
- fare fatica a impugnare correttamente la penna;
- avere una grafia lenta, poco leggibile o molto faticosa;
- stancarsi rapidamente durante scrittura o coloritura;
- avere difficoltà a ritagliare, incollare o usare strumenti scolastici;
- coordinare con difficoltà spazio, pressione e movimento sul foglio.
Anche le attività sportive extrascolastiche possono rappresentare un momento in cui le difficoltà motorie diventano particolarmente visibili. Alcuni bambini possono apparire meno coordinati nei movimenti, avere difficoltà a seguire sequenze motorie, imitare i gesti dell’allenatore o partecipare ad attività di gruppo che richiedono sincronizzazione e rapidità motoria.
In molti casi, queste difficoltà possono influire anche sull’autostima del bambino, soprattutto quando si confronta con i coetanei o percepisce di “fare più fatica” nelle attività quotidiane. Per questo motivo, riconoscere precocemente la presenza di una disprassia motoria è importante per comprendere meglio i bisogni del bambino e supportarlo in modo adeguato.
Disprassia motoria negli adulti autistici: come si può notare?
Negli adulti nello spettro dell’autismo, la disprassia motoria può presentarsi in forme più sottili e meno immediatamente riconoscibili rispetto all’infanzia.
Con il tempo, molte persone imparano infatti strategie di compensazione che permettono di mascherare almeno in parte le difficoltà motorie.
Tuttavia, la sensazione di goffaggine, fatica motoria o difficoltà nella coordinazione può continuare a essere presente anche in età adulta.
Spesso gli adulti descrivono la percezione di sentirsi “fuori sincronia” con il proprio corpo, impacciati nei movimenti o più lenti nell’apprendere attività pratiche e motorie rispetto agli altri.
In alcuni casi, queste difficoltà sono state attribuite per anni a distrazione, scarsa manualità o mancanza di predisposizione fisica, senza che venisse riconosciuta una componente disprassica.
Nel quotidiano, la disprassia motoria può manifestarsi attraverso:
- difficoltà nella coordinazione fine dei movimenti;
- goffaggine motoria o tendenza a urtare oggetti;
- impaccio nelle attività manuali;
- difficoltà a montare, assemblare o seguire sequenze pratiche;
- affaticamento nelle attività che richiedono coordinazione prolungata;
- lentezza nell’automatizzare nuovi gesti o procedure;
- difficoltà nella guida o nell’orientamento spaziale;
- problemi di equilibrio, postura o coordinazione corporea.
Anche attività considerate “semplici” possono richiedere un notevole sforzo cognitivo e motorio.
Alcune persone riferiscono difficoltà nel cucinare, usare strumenti, organizzare movimenti in sequenza o svolgere contemporaneamente più azioni coordinate.
Le difficoltà possono emergere in modo particolare nei contesti lavorativi o sociali che richiedono rapidità motoria, multitasking o adattamento corporeo all’ambiente. Alcuni adulti autistici possono evitare determinate attività sportive o pratiche proprio a causa della fatica, dell’imbarazzo o della sensazione di non riuscire a coordinarsi efficacemente.
Dal punto di vista soggettivo, molte persone descrivono la disprassia come una costante necessità di “pensare” i movimenti invece di eseguirli automaticamente. Azioni che per altri risultano spontanee possono richiedere attenzione consapevole, maggiore concentrazione e consumo di energia mentale.
In alcuni casi, la disprassia motoria nell’adulto può contribuire a generare frustrazione, senso di inadeguatezza o difficoltà nell’autonomia quotidiana, soprattutto quando non viene riconosciuta o compresa all’interno del quadro autistico complessivo.
Cosa dice la letteratura rispetto alla correlazione tra autismo e disprassia motoria?
Lo studio “Specificity of dyspraxia in children with autism” evidenzia come le difficoltà motorie rappresentino una componente molto frequente, ma spesso sottovalutata, nel Disturbo dello Spettro dell’Autismo.
Gli autori sottolineano che alterazioni della coordinazione motoria, della postura, dell’equilibrio e della pianificazione del movimento possono comparire molto precocemente nello sviluppo, talvolta ancora prima delle caratteristiche sociali e comunicative tipicamente associate all’autismo.
La revisione descrive numerose manifestazioni motorie osservabili nelle persone autistiche, tra cui:
- ritardi nello sviluppo motorio;
- difficoltà nella motricità fine e grossolana;
- problemi di coordinazione ed equilibrio;
- andatura atipica;
- difficoltà di imitazione motoria;
- alterazioni della postura;
- difficoltà nella pianificazione dei movimenti (prassie).
Secondo gli autori, questi aspetti non dovrebbero essere considerati semplicemente “secondari”, ma parte integrante del funzionamento neuroevolutivo autistico.
Le difficoltà motorie possono infatti influire profondamente sull’autonomia quotidiana, sul gioco, sulle interazioni sociali e persino sullo sviluppo comunicativo e linguistico.
Gli autori evidenziano inoltre che, nonostante l’elevata frequenza dei deficit motori nell’autismo, questi aspetti non sono ancora inclusi nei criteri diagnostici principali dell’ASD. Tuttavia, la letteratura scientifica suggerisce sempre più chiaramente l’importanza di riconoscere e valutare le difficoltà motorie come parte significativa del quadro clinico autistico.



