Non riuscire a staccare la spina: la sindrome da inability to swich off

Tempo di lettura: 4 minuti

Non riuscire a staccare la spina la sindrome da inability to swich off

Capita a molte persone di concludere la giornata lavorativa senza riuscire davvero a staccare la spina. Si esce dall’ufficio, si chiude il computer, ma la mente continua a restare agganciata a pensieri, scadenze, problemi e responsabilità.

Ma che cosa significa davvero non riuscire a disconnettersi dal lavoro?

In alcuni casi, questa difficoltà descrive una condizione di persistente attivazione mentale, in cui la persona fatica a interrompere il flusso di pensieri legati al lavoro anche nei momenti di riposo.

Pur non essendo riconosciuta come una sindrome autonoma nei principali manuali diagnostici, questa espressione aiuta a descrivere bene una delle situazioni che si possono osservare quando è presente workaholism, oppure una condizione importante di stress lavoro-correlato.

In questi casi, il problema non è solo lavorare molto, ma non riuscire più a recuperare davvero, perché anche il tempo libero viene invaso da preoccupazioni, rimuginio e senso costante di dover essere produttivi o reperibili.

Cosa significa “staccare la spina” dal lavoro?

Staccare la spina” dal lavoro significa disconnettersi mentalmente ed emotivamente dalle richieste lavorative una volta terminata la giornata o nei momenti di pausa.

In inglese, questa condizione viene spesso descritta con espressioni come switching off o disconnecting from work, cioè la capacità di smettere di pensare in modo continuo al lavoro.

Quindi non vuol dire in senso stretto smettere materialmente di lavorare, ma riuscire a interrompere pensieri continui su compiti, scadenze, problemi, email o responsabilità professionali.

In altre parole, si è davvero riusciti a staccare la spina quando il lavoro non continua a occupare la mente anche nel tempo libero e la persona riesce a dedicare energie psichiche al riposo, alla vita personale e al recupero.

Questa capacità è importante perché permette di abbassare il livello di stress, recuperare risorse e proteggere il benessere psicologico nel lungo periodo.

Il ruolo della WRR (Work-Related Rumination): ruminazione lavoro-correlata

Questa difficoltà è strettamente collegata anche alla WRR (Work-Related Rumination), cioè la ruminazione lavoro-correlata.

La ruminazione è un fenomeno ampiamente studiato in psicologia clinica e nel comportamento organizzativo e indica la tendenza ad avere pensieri ricorrenti e ripetitivi su un determinato tema, spesso con un impatto negativo sul benessere.

Quando riguarda il lavoro, la WRR consiste in uno stile di pensiero che porta la persona a mantenere l’attenzione focalizzata su problemi, tensioni o fonti di disagio legate all’attività lavorativa, anche al di fuori dell’orario di lavoro.

Questo processo può alimentare stress, ansia e difficoltà di recupero, compromettendo il benessere psicologico nel tempo.

Fonte: Exploring the links between work characteristics, work-related rumination, and well-being: a systematic review



Caratteristiche della sindrome ITSO (sindrome da inability to swich off)

La condizione può manifestarsi attraverso diversi segnali, tra cui:

  • pensieri continui sul lavoro anche la sera, nei weekend o durante le ferie;
  • difficoltà a rilassarsi anche quando non ci sono richieste lavorative immediate;
  • tendenza a controllare frequentemente email, messaggi o notifiche;
  • sensazione di dover essere sempre disponibili, reperibili o produttivi;
  • rimuginio costante su errori, problemi, conflitti o attività da svolgere;
  • difficoltà a godersi il tempo libero senza sentirsi in colpa o “improduttivi”;
  • disturbi del sonno, addormentamento difficile o risvegli notturni con pensieri lavorativi;
  • irritabilità, tensione interna, stanchezza persistente e sensazione di esaurimento mentale;
  • riduzione della capacità di recupero psicologico anche dopo pause o momenti di riposo;
  • progressiva compromissione del benessere personale, relazionale e familiare.

Non riuscire a staccare la spina dal lavoro: cosa comporta?

Nel lungo periodo, l’inability to switch off può diventare particolarmente problematica perché impedisce quel processo di recupero mentale che è fondamentale per la salute psicologica.

Quando la mente rimane costantemente agganciata al lavoro, il livello di attivazione resta elevato e la persona può sentirsi sempre “in servizio”, come se non esistesse un vero confine tra vita professionale e vita privata.

Questo può favorire un aumento di stress, ansia, affaticamento emotivo e senso di sovraccarico, fino a incidere negativamente sulla qualità della vita, sulle relazioni e sulla percezione di efficacia personale.

Dal punto di vista psicologico, questa condizione può essere favorita da diversi fattori:

  • carichi di lavoro eccessivi e scadenze continue;
  • ruoli professionali con alta responsabilità o forte pressione;
  • contesti lavorativi poco chiari, conflittuali o altamente competitivi;
  • difficoltà personali nel porre limiti e nel proteggere il proprio tempo;
  • bisogno di controllo, perfezionismo o paura di commettere errori;
  • identificazione eccessiva con il ruolo lavorativo;
  • cultura organizzativa che valorizza la disponibilità continua;
  • utilizzo costante di strumenti digitali che rendono il lavoro sempre accessibile.

Per questo motivo, la sindrome da inability to switch off può essere letta come un segnale importante di disregolazione del rapporto con il lavoro.

Non è soltanto una questione di abitudini, ma una condizione che può riflettere un funzionamento in cui il lavoro occupa uno spazio psichico troppo ampio, ostacolando il riposo e il recupero.

Quando questa difficoltà diventa stabile, può rappresentare uno degli indicatori più significativi di una situazione di stress lavoro-correlato importante o di una tendenza workaholic, e merita quindi attenzione sia sul piano clinico sia su quello organizzativo.

Se anche tu senti di non riuscire mai davvero a staccare la spina, se ti sei riconosciuto in questi segnali o avverti un livello di stress che sta diventando difficile da gestire, può essere utile fermarti e capire meglio che cosa sta succedendo.

GAM-Medical, clinica specializzata nel riconoscimento di stress, burnout e difficoltà legate al sovraccarico lavorativo, può aiutarti a fare un primo passo di consapevolezza attraverso un test per lo stress e il burnout gratuito.

Riconoscere per tempo i segnali di affaticamento psicologico è importante per intervenire prima che il disagio diventi più profondo e persistente.


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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

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