Affrontare una grande delusione se si è ADHD: 5 strategie utili

Tempo di lettura: 5 minuti

Affrontare una grande delusione se si è ADHD

Ti è mai capitato di vivere una grande delusione e sentirla come se fosse “più pesante” rispetto a come la vivono gli altri? 

Per molte persone ADHD (disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività, o DDAI) questo può accadere. Comprendere come funziona la regolazione emotiva nell’ADHD e imparare alcune strategie pratiche può aiutare a gestire meglio momenti di frustrazione o fallimento.

ADHD e delusione intensa: perché può succedere?

Nelle persone ADHD le emozioni possono emergere in modo rapido e intenso, soprattutto quando si verifica una frustrazione o una delusione significativa. Questo non significa avere una personalità fragile o essere “troppo sensibili”. Piuttosto, può riflettere modalità specifiche di regolazione emotiva associate al funzionamento neuropsicologico del DDAI.

Secondo la revisione scientifica “Emotion dysregulation in attention deficit hyperactivity disorder di Shaw P. e altri del 2014,molte persone ADHD presentano difficoltà nel modulare l’intensità delle emozioni, con reazioni più rapide e marcate a eventi percepiti come frustranti, critici o deludenti. Questo può essere collegato al modo in cui alcune funzioni esecutive, come il controllo degli impulsi e la regolazione dell’attenzione, interagiscono con i sistemi emotivi.

In pratica, quando qualcosa non va come previsto, l’esperienza emotiva può diventare molto intensa nel giro di pochi istanti. Una critica sul lavoro, un obiettivo mancato o una relazione che non procede come sperato possono essere percepiti come eventi particolarmente destabilizzanti. Non si tratta necessariamente di una reazione “esagerata”, ma di un sistema emotivo che può attivarsi più rapidamente e impiegare più tempo a tornare a uno stato di equilibrio.

Possono comparire alcune reazioni comuni:

  • una frustrazione molto forte rispetto all’evento;
  • difficoltà a “lasciar andare” l’esperienza negativa anche dopo diverse ore o giorni;
  • tendenza a interpretare la delusione come prova di un fallimento personale;
  • pensieri ripetitivi su ciò che è accaduto o su cosa si sarebbe potuto fare diversamente;
  • reazioni emotive impulsive nel breve termine, come risposte immediate o decisioni prese sotto l’effetto della frustrazione.

Un altro elemento importante riguarda la sensibilità alla frustrazione. Alcune persone ADHD possono percepire più intensamente la distanza tra ciò che speravano accadesse e ciò che è realmente successo. Questo divario può amplificare la sensazione di delusione e rendere più difficile ridimensionare l’evento nel momento immediatamente successivo

Affrontare una grande delusione se si è ADHD
Affrontare una grande delusione se si è ADHD

Perché la mente resta bloccata sull’evento?

Dopo una delusione, molte persone con disturbo da deficit dell’attenzione, riferiscono una forte ruminazione mentale, cioè la tendenza a ripensare continuamente all’evento negativo.

Secondo lo studio “Emotion regulation and psychopathology in adults with ADHD di Surman C. e altri colleghi del 2013, negli adulti ADHD possono comparire difficoltà nel disimpegno attentivo dalle emozioni negative, rendendo più difficile “lasciare andare” un’esperienza frustrante.

Questo può tradursi in alcuni schemi comuni:

  • ripensare più volte a ciò che è successo;
  • immaginare scenari alternativi (“se avessi fatto diversamente…”);
  • attribuire l’evento a un limite personale stabile;
  • perdere concentrazione su altre attività.

Un primo passo utile è riconoscere questo processo mentale. La ruminazione non risolve la delusione e spesso la amplifica. Accorgersi di quando sta iniziando permette di intervenire prima che occupi tutta l’attenzione.

Una delusione può facilmente diventare, nella mente, una conclusione su sé stessi: “non valgo”, “fallisco sempre”.

Quando le emozioni sono intense, il cervello può interpretare l’evento in modo più globale e definitivo.

Per contrastare questo meccanismo può essere utile porsi alcune domande:

  • questo evento rappresenta davvero tutta la mia storia?
  • quali altri fattori possono aver influenzato il risultato?
  • cosa direi a un amico nella stessa situazione?

Questo esercizio aiuta a separare l’evento dalla propria identità, riducendo l’impatto emotivo della delusione.

5 strategie utili per affrontare una grande delusione

1. Fare una pausa regolativa prima di reagireLe persone ADHD possono avere reazioni emotive più rapide e intense alle frustrazioni o alle delusioni.Sempre secondo l’articolo “Emotional dysregulation in attention deficit hyperactivity disorder”  di Shaw P. e altri del 2014, la difficoltà nella regolazione emotiva è frequente nell’ADHD e contribuisce alle difficoltà nella vita quotidiana. Strategia pratica:fermarsi alcuni secondi quando arriva la delusionefare tre o quattro respiri lentirimandare una risposta impulsiva (messaggi, decisioni, discussioni)Questo breve intervallo può ridurre l’impulsività emotiva e permettere una risposta più riflessiva.
2. Riformulare cognitivamente l’evento (cognitive reappraisal)Molte persone tendono a interpretare le delusioni in modo molto globale (“è colpa mia”, “fallisco sempre”).Secondo lo studio “Emotion dysregulation in adults with ADHD: The role of cognitive reappraisal and expressive suppression” di Liu Q. e altri colleghi del 2022, negli adulti ADHD è spesso meno utilizzata la ristrutturazione cognitiva, una strategia che aiuta a regolare le emozioni. Strategia pratica:chiedersi se l’evento rappresenta davvero tutta la situazionecercare altre spiegazioni possibiliseparare il risultato dal proprio valore personaleQuesta tecnica è spesso utilizzata nella terapia cognitivo-comportamentale.
3. Ridurre la ruminazione con attività che spostano l’attenzioneDopo una delusione è comune ripensare continuamente all’evento, amplificando l’emozione negativa. Secondo una revisione sulle strategie di regolazione emotiva nell’ADHD, gli adulti ADHD utilizzano più spesso strategie non adattive come ruminazione o auto-colpevolizzazioneStrategia pratica:fare attività fisica moderatadedicarsi a un compito che richiede concentrazionecambiare contesto per qualche tempoLo scopo non è ignorare l’emozione, ma interrompere il ciclo dei pensieri ripetitivi.
4. Parlare dell’esperienza con una persona di fiduciaCondividere una delusione con qualcuno può aiutare a ridurre l’intensità emotiva e riorganizzare il significato dell’esperienza. Per questo, chi vive questa situazione può beneficiare di strategie di coping interpersonali, come il supporto sociale, per gestire stress e difficoltà emotive. Strategia pratica:raccontare l’evento a una persona di fiduciachiedere un punto di vista esternonormalizzare la delusione come esperienza comuneQuesto può aiutare a ridurre la percezione di fallimento personale.
5. Trasformare la delusione in apprendimento concretoLe delusioni possono diventare più gestibili quando vengono rilette come informazioni utili per il futuro. Approcci psicologici come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) mirano proprio a modificare pensieri e comportamenti per migliorare la gestione delle difficoltà emotive e dei fallimenti. Strategia pratica:chiedersi cosa si può imparare dall’eventoindividuare un piccolo cambiamento per il futurodefinire un obiettivo realistico per la prossima situazione simileQuesto passaggio aiuta a spostare l’attenzione dalla perdita alla crescita personale.

Ti è mai capitato di avere una delusione troppo difficile da gestire con l’ADHD?

Le delusioni fanno parte dell’esperienza di tutti, ma quando si vive con ADHD (disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività, o DDAI) possono assumere un’intensità emotiva particolare. In questi casi può essere utile non solo conoscere alcune strategie pratiche, ma anche comprendere meglio come funzionano i propri meccanismi emotivi e cognitivi

In GAM Medical, clinica ADHD, attraverso un intervento medico e personalizzato, potrai essere affiancato da professionisti della salute mentale esperti in ADHD. Il percorso di psicoeducazione individuale ADHD è pensato per aiutarti a comprendere più a fondo il funzionamento dell’attenzione, della regolazione emotiva e delle reazioni alle frustrazioni

Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.

Fonti:

  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36162656/
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24480998/
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23672365/

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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

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