Ansia per la matematica: la matofobia

Tempo di lettura: 4 minuti

Matofobia: cos'è?

Ti stai chiedendo che cosa significa matofobia?

L’ansia da matematica, nota anche come matofobia, è una condizione che può compromettere lo studio e la performance in ambito scolastico. Le sue origini sono spesso multifattoriali e includono elementi emotivi, cognitivi, didattici e sociali. 

Lo scopo di questo testo è presentare le principali cause della paura della matematica e le conseguenze che essa può avere sul percorso di apprendimento.

Come si chiama il disturbo della matematica?

  • Discalculia (più precisamente Disturbo Specifico dell’Apprendimento con compromissione del calcolo): è un disturbo del neuro-sviluppo che riguarda soprattutto l’acquisizione e l’automatizzazione delle abilità numeriche e di calcolo.
  • Ansia da matematica: non è un DSA, ma una reazione emotiva/ansiosa intensa legata a compiti matematici (interrogazioni, verifiche, esercizi, anche solo “pensare ai numeri”).
  • Matofobia: termine usato per indicare una forma fobica o molto intensa di paura/evitamento della matematica (spesso sovrapposta al concetto di ansia da matematica, ma con accento su paura ed evitamento).

Che cos’è la matofobia?

La matofobia (o “fobia della matematica”) è una paura marcata e persistente legata alla matematica, che può portare a evitamento (rimandare, saltare lezioni, non aprire libri, scegliere percorsi di studio/lavoro per non incontrare matematica) e a sintomi d’ansia quando si è esposti a compiti matematici.

In pratica: è come se la matematica diventasse un “trigger” che attiva ansia intensa, blocco e fuga/evitamento.

Come si chiama la fobia della matematica?

La paura della matematica si può chiamare in vari modi, spesso usati come sinonimi nel linguaggio comune:

  • Matofobia
  • Fobia della matematica
  • Ansia da matematica (termine più usato in ambito psicologico/educativo; “fobia” di solito implica evitamento forte e paura molto intensa)

Quali sono i sintomi della matofobia?

Secondo lo studio Mathematics anxiety and cognition: an integrated neural network model

del 2020 di Ahmed A Moustafa ,Angela Porter e Ahmed M Megreya i sintomi tipici della matofobia possono essere raggruppati in quattro aree, quali emotivi, fisici, cognitivi e comportamentali.  

Sintomi emotivi matofobiapaura intensa prima o durante compiti matematicisenso di vergogna, “non sono portato”, anticipazione catastrofica (“andrà malissimo”)
Sintomi fisici matofobiatachicardia, sudorazione, tremorinausea, tensione muscolare, respiro corto
Sintomi cognitivi matofobia“vuoto mentale” / bloccodifficoltà a concentrarsi, pensieri intrusivi (“sbaglierò”, “sono stupido”)calo della memoria di lavoro (scordarsi passaggi che normalmente si saprebbero fare)
Sintomi comportamentali matofobiaprocrastinazione, evitamento (non studiare matematica, non fare esercizi)richiesta eccessiva di rassicurazionifuga dalle verifiche/interrogazioni o scelta di percorsi senza matematica

Quali sono le cause della paura della matematica?

Le cause della paura della matematica (ansia da matematica / “matofobia”) di solito non sono una sola: spesso è un mix di esperienza, emozioni, metodo e, a volte, caratteristiche cognitive. Come ci dice lo studio “Mathematics, anxiety, and the brain” di Ahmed A Moustafa, Richard Tindle, Zaheda Ansari , Margery J Doyle , Doaa H Hewedi  ed Abeer Eissa queste sono le principali cause della matofobia.

Esperienze negative ripetuteinterrogazioni/verifiche andate male, bocciature, “figuracce”correzioni umilianti, prese in giro, confronto continuo con i compagnisentirsi etichettati (“non sei portato”, “sei negato”)
Pressione da prestazioneaspettative alte (genitori, insegnanti, o proprie)paura di sbagliare, perfezionismo (“se non è perfetto è un fallimento”)tempo limitato nei compiti → panico e blocco
Basi fragili e “buchi” accumulatilacune su concetti chiave (frazioni, proporzioni, algebra, problemi)si va avanti nel programma senza aver consolidato → la matematica “diventa incomprensibile” più fatica → più ansia → meno esercizio → ancora più lacune (circolo vizioso)
Metodo di studio non adattostudiare solo teoria senza fare abbastanza esercizi guidatifare esercizi “a caso” senza capire gli errori e senza una progressionepoca pratica di richiamo (non automatizzi tabelline, calcoli, procedure) → ogni esercizio sembra nuovo
Stile didattico e contestospiegazioni troppo rapide, poco “step-by-step”poca connessione con esempi concreticlima in classe poco sicuro (sbagliare è “pericoloso”)
Credenze e stereotipi“la matematica è per pochi”“io sono un tipo umanistico”stereotipi di genere o familiari (“in famiglia non siamo portati”)
Queste idee aumentano l’ansia e riducono la motivazione a provarci.
Fattori cognitivi o disturbi specifici (non sempre presenti)difficoltà di attenzione o memoria di lavoro: sotto stress si “svuota la testa” discalculia: difficoltà specifica nel numero e nel calcolo che, se non riconosciuta, può portare a frustrazione e paura
Qui la paura spesso è una conseguenza di anni di fatica non compresa.
Ansia generale o esperienze emotive più ampieSe una persona è già ansiosa (o vive un periodo stressante), la matematica può diventare il “luogo” dove l’ansia si concentra.

Come si manifesta e quali sono le conseguenze dell’ansia da Matematica?

L’ansia da matematica può manifestarsi in diversi momenti e contesti: durante le verifiche, mentre si studia o si svolgono esercizi, ma anche nella vita quotidiana, ad esempio quando si devono fare conti, calcolare percentuali o gestire il denaro.

Le conseguenze sono spesso rilevanti. In primo luogo, la performance può peggiorare perché l’ansia “ruba” risorse cognitive, aumentando la probabilità di commettere errori e causando blocchi. Inoltre, può instaurarsi un circolo vizioso: la persona tende a evitare la matematica, esercitandosi meno e consolidando basi più fragili, con un conseguente aumento dell’ansia. Nel tempo, questa difficoltà può influenzare anche le scelte scolastiche, universitarie e lavorative, limitando i percorsi possibili. Infine, l’ansia da matematica può incidere sull’autostima, alimentando un senso di impotenza appreso e la convinzione di “non farcela mai”.

sintomi della matofobia
sintomi della matofobia

Esiste un test per la matofobia?

Esistono, secondo lo studio “The Abbreviated Math Anxiety Scale (AMAS): Construction, Validity, and Reliability” di Derek R Hopko, Rajan Mahadevan, Robert L Bare e Melissa K Hunt, questionari/scale usati in ambito psicologico ed educativo per misurare l’ansia da matematica (e il suo impatto). Alcuni esempi noti:

  • MARS (Mathematics Anxiety Rating Scale)
  • AMAS (Abbreviated Math Anxiety Scale)
  • versioni per bambini/ragazzi e scale scolastiche simili

La matofobia è una condizione di ansia persistente legata all’ambito matematico. Se pur non esista un test per la matofobia, esistono vari questionari per l’identificazione dell’ansia. 

GAM Medical, clinica specializzata in ansia, offre gratuitamente un test per l’ansia : è un questionario semplice e riservato che ti aiuta a capire se i sintomi che provi potrebbero essere legati all’ansia e quanto incidono sulla tua vita quotidiana. Al termine riceverai un risultato immediato e indicazioni su come muovere i prossimi passi.

Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.

Fonti:

  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31730536/
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28157694/
  • https://www.researchgate.net/publication/10713446_The_Abbreviated_Math_Anxiety_Scale_AMAS_Construction_Validity_and_Reliability

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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

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