Il termine DESNOS (Disturbo da Stress Estremo non Altrimenti Specificato) viene utilizzato per descrivere un quadro clinico associato a esperienze traumatiche prolungate e ripetute, soprattutto di natura interpersonale.
Non si tratta di una diagnosi attualmente presente nel DSM, dove nei manuali diagnostici si parla prevalentemente di Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) o di Disturbo da Stress Acuto, entrambi inseriti tra i disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti.
Tuttavia, il DESNOS rappresenta un costrutto ampiamente studiato nella ricerca scientifica: numerosi articoli in letteratura esplorano proprio questo insieme di sintomi complessi, che vanno oltre la definizione tradizionale di PTSD e cercano di descrivere gli effetti psicologici di traumi cronici e ripetuti nel tempo.
Cos’è il DESNOS: definizione e quadro clinico secondo la letteratura
Per spiegare che cos’è il DESNOS (Disorders of Extreme Stress Not Otherwise Specified), è utile rifarsi alla letteratura scientifica e, in particolare, al contributo pubblicato in ambito APA, American Psychological Associatio (Disorders of extreme stress not otherwise specified (DESNOS)—A case study).
In questo lavoro, il DESNOS viene descritto come un quadro clinico associato a esposizioni traumatiche prolungate e ripetute, soprattutto di natura interpersonale, che producono conseguenze psicologiche pervasive e multidimensionali.
Secondo questa prospettiva, il DESNOS non si limita ai sintomi “classici” del Disturbo Post-Traumatico da Stress (come intrusioni, evitamento e iperattivazione), ma comprende un insieme più ampio di alterazioni che riguardano diverse aree del funzionamento psicologico.
Sintomi del DESNOS (Disturbo da Stress Estremo non Altrimenti Specificato)
Alcune delle alterazioni tipiche del DESNOS riguardano:
- Difficoltà nella regolazione degli affetti e degli impulsi, con oscillazioni emotive intense, rabbia, comportamenti autolesivi o difficoltà nel modulare le emozioni.
- Alterazioni dell’attenzione e della coscienza, inclusi fenomeni dissociativi.
- Modificazioni nella percezione di sé, con sentimenti persistenti di vergogna, colpa, impotenza o senso di essere “danneggiati”.
- Compromissioni nelle relazioni interpersonali, caratterizzate da sfiducia, isolamento o difficoltà nella costruzione di legami sicuri.
- Somatizzazioni e sintomi fisici correlati allo stress, non sempre spiegabili da condizioni mediche organiche.
- Alterazioni nei sistemi di significato, come perdita di fiducia, disperazione o cambiamenti profondi nella visione di sé e del mondo.
Lo stesso articolo, sottolinea come questo quadro emerga soprattutto in presenza di traumi cronici, ripetuti e spesso iniziati in età evolutiva, evidenziando la necessità di una concettualizzazione clinica che vada oltre la definizione tradizionale di PTSD.
In questo senso, il DESNOS rappresenta un tentativo, in ambito scientifico, di descrivere in modo più completo gli effetti psicologici dello stress traumatico estremo e prolungato.
Perché il disturbo DESNOS è “non altrimenti specificato”?
L’espressione “Non altrimenti specificato” (Not Otherwise Specified, NOS) deriva dal linguaggio utilizzato nelle classificazioni diagnostiche precedenti e indica, in generale, condizioni clinicamente significative che non erano pienamente rappresentate dalle categorie diagnostiche disponibili.
Nel caso del DESNOS (Disorders of Extreme Stress Not Otherwise Specified), tuttavia, la denominazione non deve essere interpretata semplicemente come “un PTSD che non soddisfa tutti i criteri”.
Il costrutto DESNOS è stato infatti proposto per descrivere le conseguenze psicologiche più complesse e pervasive di esperienze traumatiche croniche e ripetute, soprattutto quando il trauma è di natura interpersonale e si protrae nel tempo.
Le manifestazioni descritte nel DESNOS possono riguardare, oltre ai sintomi tipici del PTSD, la regolazione emotiva, la dissociazione, la percezione di sé, le relazioni interpersonali, l’autoregolazione e i sistemi di significato.
Questi aspetti possono essere presenti anche insieme al PTSD, motivo per cui il DESNOS è stato studiato sia come possibile quadro distinto sia come insieme di manifestazioni associate a un disturbo post-traumatico.
Nel corso degli anni, il concetto di DESNOS ha quindi contribuito al dibattito scientifico sulla necessità di distinguere le conseguenze dei traumi singoli da quelle dei traumi cronici e complessi.
DESNOS e PTSD complesso (CPTSD): differenze
L’evoluzione della ricerca sui traumi complessi ha contribuito anche alla definizione del disturbo da stress post-traumatico complesso (CPTSD), oggi riconosciuto nell’ICD-11 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il CPTSD comprende i sintomi fondamentali del PTSD, come rivivere l’evento traumatico, evitamento e senso persistente di minaccia, ai quali si aggiungono tre aree di difficoltà definite come disturbi dell’organizzazione del sé (Disturbances in Self-Organization, DSO):
- difficoltà nella regolazione delle emozioni;
- convinzioni persistenti di essere svalutati, sconfitti o privi di valore, accompagnate da sentimenti di vergogna, colpa o fallimento;
- difficoltà persistenti nel mantenere e costruire relazioni.
Il CPTSD è quindi concettualmente vicino ad alcuni degli aspetti descritti storicamente attraverso il DESNOS, ma non è semplicemente un nuovo nome per il DESNOS.
Si tratta di un’evoluzione della classificazione diagnostica che ha portato a riconoscere formalmente, nell’ICD-11, una forma di PTSD caratterizzata anche da difficoltà più pervasive nella regolazione emotiva, nella percezione di sé e nelle relazioni.
Per questo, oggi, quando si parla di conseguenze psicologiche dei traumi cronici e ripetuti, è importante distinguere tra il DESNOS, come costrutto sviluppato nella ricerca sul trauma complesso, e il CPTSD, che rappresenta una diagnosi formalmente riconosciuta dall’ICD-11.



