Ansia passeggera o disturbo d’ansia? 6 segnali per distinguerli

Tempo di lettura: 3 minuti

disturbo ansia: segnali

Ti sarà capitato di domandarti, soprattutto se sei una persona ansiosa, se la tua ansia e preoccupazione rientrasse nella scala d’intensità tipica, che chi più chi meno, prova nella sua vita, o se si trattasse di una condizione più seria e intensa, e quindi di un disturbo d’ansia.

Vivere e provare sensazioni ansiose occasionalmente è normale, soprattutto in momenti delicati della propria vita, quando ci sono eventi importanti o scadenze a cui sottostare, o anche in periodi particolarmente stressanti, dove l’agitazione può prendere il sopravvento: ma quando c’è da preoccuparsi

In questo articolo vedremo insieme quali sono i segnali a cui prestare attenzione, per imparare a distinguere ansia passeggera da disturbo d’ansia, così da sapere come agire nella presenza di determinati sintomi.

Ansia passeggera: come si manifesta?

Provare ansia è una normale risposta a molteplici e diversi eventi che possono verificarsi nella vita di ognuno, e questo accade perché le emozioni d’ansia che ci capita di sentire, soprattutto in determinati momenti, sono un modo del nostro sistema nervoso di metterci in allerta e proteggerci nei momenti in cui percepisce una minaccia o un pericolo per noi, così da prepararci a reagire.

Vivere momenti di ansia ogni tanto risulta essere quasi utile o giusto, in quanto in alcune situazioni è in grado di motivare, come ad esempio quando si tratta di studiare per un esame o quando c’è bisogno di portare a termine un compito; in altri momenti invece può essere simile all’entusiasmo, come ad esempio quando si cambia casa o è in arrivo un evento importante.

Lansia è uno spettro e, proprio per questo motivo, può variare d’intensità: se l’ansia che si prova rientra nel lato dello spettro più intenso allora potrebbe trattarsi di un disturbo d’ansia, quando fa sentire sopraffatti e diventa difficile da gestire e da anticipare, avendo di conseguenza un forte impatto sulla vita di chi la vive, portando con sé disagio fisico e mentale, problemi di salute fisica e mentale, il tutto coronato da una generale sensazione di “trappola” dovuta dai propri pensieri e dalle proprie emozioni, provocando nell’individuo che ne soffre un’ansia sproporzionata rispetto alla situazione che l’ha scatenata, e che impediscono di condurre tranquillamente la propria vita e funzionare normalmente, portando con sé eccessiva preoccupazione riguardante gli eventi e le situazioni incerte e fuori da ciò a cui si è abituati.

ansia segnali
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6 segnali per distinguere l’ansia passeggera dal disturbo d’ansia

Riuscire a distinguere l’ansia passeggera da un disturbo d’ansia può essere in alcune situazione complicato, ma esistono diversi segnali che possono aiutare a non confondersi e ad orientarsi, stando a quanto riportato dallo studio scientifico del 2016 “Anxiety” di Michelle G Craske e Murray B Stein, vediamone 6 in particolare:

  1. L’ansia in questione arriva in modo inaspettato e senza alcun motivo preciso, e non è scatenata da una specifica situazione o da uno specifico problema.
  2. L’ansia provata è molto più forte e sproporzionata rispetto alla situazione e alla circostanza, che magari richiederebbe un livello più basso di preoccupazione, se non l’assenza totale di essa.
  3. Ansia ingiustificata ed irrealistica, per situazioni o imprevisti che molto probabilmente non si verificheranno.
  4. L’ansia che si prova permane per un periodo di tempo prolungato, anche quando la situazione o il problema sono stati gestiti con successo e risolti.
  5. L’ansia provata suscita una sensazione di sopraffazione e assenza di controllo, perché sembra impossibile da controllare e gestire.
  6. Per paura di triggerare l’ansia si evitano specifiche situazioni e contesti, modificando di conseguenza il proprio normale comportamento e modo di vivere.

Convivere con un disturbo d’ansia può essere difficile e può far sentire chi ne soffre di non avere il controllo sulla propria vita, ma è possibile gestirlo così che non intacchi con il normale funzionamento della propria vita, tramite i trattamenti più giusti e adatti per sé.

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Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.

Fonti:

  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27349358/

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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

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