Contenuto verificatoQuando si parla di disturbi alimentari restrittivi (come l’anoressia nervosa), molti pensano che l’unico segno rilevante sia il dimagrimento.
In realtà, la restrizione prolungata e la malnutrizione influiscono su più sistemi dell’organismo e si riflettono in una serie di segnali fisici che spesso passano inosservati o vengono scambiati per dettagli estetici.
Riconoscerli presto aiuta a chiedere valutazioni competenti e ad avviare interventi efficaci.
Il dimagrimento, quindi, è solo la punta dell’iceberg.
Sotto la superficie ci sono cambiamenti muscolari, cutanei, vascolari e posturali che raccontano quanto il corpo stia faticando.
Premessa doverosa: uno o anche più di questi sintomi non spiegano l’anoressia nervosa.
I segnali fisici vanno sempre letti tenendo conto di:
Il “segno di Walker” si osserva chiedendo alla persona di avvolgere la mano attorno al proprio polso: se il mignolo sovrasta/oltrepassa il pollice, il segno è detto positivo.
Cosa significa in un contesto restrittivo?
Le scapole appaiono sporgenti (“alate”), soprattutto quando si sollevano le braccia, e la postura tende a curvarsi in avanti.
Perché succede?
Cosa significa?
Racconta un decondizionamento muscolare. In un percorso terapeutico, si lavora su nutrizione e rieducazione posturale in sicurezza.
Le braccia sembrano disproporzionate rispetto al tronco.
Perché succede?
Cosa significa?
È un effetto visivo tipico di corpi molto assottigliati. Non indica “crescita anomala”, ma sproporzione apparente legata alla malnutrizione e alla postura.
L’arco plantare sembra appiattito, con impronta del piede più “larga”.
Perché succede?
Una marezzatura a reticolo (maglia) rossastro-bluastra, soprattutto su cosce, gambe, braccia, più evidente con freddo o stazione eretta.
Perché succede?
Cosa significa?
È un segno vascolare coerente con malnutrizione e ipotermia. Non è pericoloso di per sé, ma indica che la periferia soffre.
Una peluria finissima su guance, tempie, talvolta avambracci e dorso.
Perché succede?
Cosa significa?
Segnala un organismo in risparmio energetico. Con il recupero nutrizionale e la stabilizzazione, tende a ridursi.
Il naso appare più sporgente rispetto al viso. Come fosse “aquilino” pur non essendolo necessariamente.
Perché succede?
Cosa significa?
È un segno estetico di svuotamento del viso. Non è “deformazione”, ma prominenza relativa.
Guance infossate, zigomi marcati, linee più nette tra zigomo e mandibola.
Perché succede?
Cosa significa?
È un indicatore di svuotamento del terzo medio del viso, tipico dei quadri di malnutrizione. Anche qui: non basta da solo, ma nel contesto conferma la sofferenza sistemica.
Nei disturbi alimentari i capelli possono diventare secchi, fragili e iniziare a cadere a ciocche: è il cosiddetto telogen effluvium, una risposta di “risparmio energetico” del corpo quando mancano calorie, proteine e micronutrienti (es. ferro, zinco, vitamina D, biotina), cui si sommano stress e possibili alterazioni tiroidee.
Di solito non si formano “chiazze” glabre, ma una riduzione diffusa del volume e della lucentezza; può comparire 2–3 mesi dopo l’inizio della restrizione (o dopo eventi stressanti) e anche nelle prime fasi del recupero.
La buona notizia: con ristabilizzazione nutrizionale e monitoraggio medico, la caduta tende a regredire nel tempo e i capelli ricrescono, anche se il ciclo può impiegare diversi mesi per tornare stabile. Importante distinguere questa caduta dal lanugo (peluria fine “protettiva” sul viso/corpo), che è un fenomeno diverso ma frequente nello stesso contesto.
La cheilite angolare è l’arrossamento con piccole fissurazioni agli angoli della bocca. Può bruciare, tirare quando si apre la bocca e talvolta screpolarsi fino a sanguinare.
Perché succede?
Questo contenuto è stato pensato per essere letto sia da persone che vivono un disturbo alimentare restrittivo (come l’anoressia nervosa), sia da familiari e figure di riferimento (genitori, partner, amici), insegnanti ed educatori, e anche da studenti e professionisti in formazione (psicologia, medicina, psichiatria, scienze della nutrizione) che magari non conoscono ancora queste sfumature cliniche meno evidenti ma frequenti nella pratica.
L’obiettivo è spiegare in modo accessibile segnali e dinamiche spesso trascurati, senza tecnicismi inutili e senza allarmismi, offrendo strumenti per riconoscere quando è utile chiedere una valutazione specialistica.
Nota: le informazioni hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere di un professionista. Se hai dubbi o ti ritrovi in diversi segnali descritti, rivolgiti a una clinica specializzata in DCA.
Fine dell’articolo
Grazie per aver letto fin qui.
Grazie! Il tuo parere ci aiuta a scrivere articoli più utili.
Chi c’è dietro questo articolo
Scopri tutti gli articoli di psicologia e psicoterapia scritti dai professionisti di GAM Medical! Tutti i contenuti sono verificati dal Team di revisione clinica.
Dai un’occhiata anche a questi articoli
Guarda le nostre recensioni
Pensi di essere ADHD?
Fai ora il test di autovalutazione che può fornirti una prima indicazione sulla possibilità di intraprendere un percorso diagnostico. Bastano 3 minuti per avere il risultato.
Fai il test ADHD gratuito
Commenti
Non ci sono ancora commenti. Se vuoi, inizia tu.