Ti starai chiedendo, perché per le persone con l’ADHD è difficile mantenere l’eye contact?
Uno degli strumenti di comunicazione non verbale più potenti è il contatto oculare. Esso è in grado di trasmettere sentimenti e intenzioni e può persino rafforzare le relazioni sociali. Tuttavia, il contatto visivo può causare grande disagio per alcune persone, in particolare per chi soffre di ADHD o ansia sociale.
Questo articolo esplora le ragioni dietro questa difficoltà, analizzando i meccanismi neurologici e psicologici che contribuiscono a questa sfida e suggerendo strategie per migliorare il rapporto con lo sguardo degli altri.
Eye contact e la sua importanza nella comunicazione
Guardarsi negli occhi è uno degli strumenti più potenti nella comunicazione non verbale.
Nelle culture occidentali, un buon contatto visivo è spesso interpretato come segno di sicurezza, interesse e rispetto.
Nei contesti professionali, può essere associato a credibilità e autorevolezza, mentre nelle relazioni personali può rafforzare il senso di connessione e fiducia tra le persone. Tuttavia, la percezione del contatto visivo non è universale.
In alcune culture, evitare lo sguardo diretto è considerato un segno di rispetto, soprattutto nei confronti delle figure di autorità. Questo dimostra quanto il significato dello sguardo possa essere soggettivo e influenzato dal contesto culturale.
Pensi di soffrire di un disturbo d’ansia?
Compila il test di autovalutazione! Ti darà un’indicazione sull’opportunità di di avviare un percorso clinico di supporto. Basta 1 minuto per avere il risultato.
Quand’è che lo sguardo diventa un ostacolo?
Non tutti riescono a mantenere un contatto visivo in modo naturale. Per alcune persone, fissare gli occhi di un interlocutore può generare disagio durante la conversazione.
Questo fenomeno è particolarmente comune tra chi soffre di ansia sociale o di ADHD.
L’evitamento dello sguardo può essere interpretato erroneamente dall’interlocutore come scarso interesse verso la conversazione o come forte insicurezza personale.
La difficoltà nel tenere il contatto visivo può quindi influenzare le relazioni sociali, creando barriere comunicative.
Pensi di essere ADHD?
Compila il test di autovalutazione! Ti darà un’indicazione sull’opportunità di approfondire con diagnosi e terapia. Bastano 3 minuti per avere il risultato.
ADHD e difficoltà nel mantenere il contatto visivo
Uno degli aspetti principali del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) è la difficoltà nel mantenere la concentrazione su un singolo stimolo per un periodo prolungato, e questo include il contatto visivo.
Le persone ADHD possono essere facilmente distratte da suoni, movimenti o pensieri interni, portandole a distogliere lo sguardo involontariamente.
In alcune situazioni, invece, mantenere lo sguardo richiede uno sforzo consapevole, che può risultare faticoso e stressante.
Questo non significa che chi è ADHD non sia interessato alla conversazione, ma semplicemente che il cervello tende a orientarsi verso altri stimoli in modo spontaneo.

Prenota un colloquio gratuito per l’ADHD
Pensi che l’ADHD limiti la tua vita? Un colloquio gratuito con un nostro psicologo può chiarire molti dubbi, così potrai decidere se iniziare un percorso di diagnosi o trattamento.
Fissare troppo a lungo: quand’è che lo sguardo diventa rigido?
Non tutti i soggetti ADHD evitano completamente il contatto visivo. Alcuni, invece, possono avere difficoltà a distogliere lo sguardo, trovandosi a fissare l’interlocutore per tutta la conversazione.
Alcuni studi, tra cui “Disrupted Attention to Other’s Eyes is Linked to Symptoms of ADHD in Childhood” hanno evidenziato che alcuni bambini ADHD tendono a mantenere uno sguardo fisso più a lungo del normale, soprattutto quando provano emozioni negative o interagiscono con espressioni facciali di rabbia.
Questo comportamento potrebbe derivare da difficoltà nel regolare l’attenzione, rendendo difficile spostare il focus visivo da un punto all’altro.
In alcune situazioni, mantenere un contatto visivo troppo intenso può risultare scomodo per gli altri, rendendo l’interazione meno naturale e mettendo a disagio l’interlocutore.

Ansia sociale e disagio nel mantenere il contatto visivo con un interlocutore
Per chi soffre di ansia sociale, il contatto visivo può amplificare la sensazione di essere osservati e giudicati.
Guardare negli occhi un interlocutore può far emergere pensieri negativi su di sé e sulla propria prestazione sociale.
Questa paura del giudizio può portare a evitare lo sguardo diretto, creando però un circolo vizioso, in cui l’evitamento rafforza l’ansia e rende ancora più difficile affrontare le future interazioni sociali.
Nello studio, “Disrupted Attention to Other’s Eyes is Linked to Symptoms of ADHD in Childhood” si evidenzia, inoltre, che le persone con ansia sociale possono percepire lo sguardo diretto come una minaccia.
Questo fenomeno, noto come “gaze threat perception”, può attivare una risposta di allerta nel cervello, rendendo il contatto visivo particolarmente stressante.
L’ansia sociale non si limita a far evitare lo sguardo, ma può anche ritardare la capacità di distogliere lo sguardo in modo appropriato.

Prenota un colloquio gratuito per l’ansia
Ti senti sopraffatto dall’ansia? Un colloquio gratuito con un nostro psicologo può chiarire molti dubbi, così potrai decidere se iniziare un percorso di supporto e miglioramento concreto.
Strategie per migliorare il contatto visivo nei soggetti ADHD
Fortunatamente, esistono alcune strategie che possono aiutare a migliorare la propria capacità di gestire il contatto visivo durante le interazioni sociali.
- Esposizione graduale: affrontare il disagio legato al contatto visivo richiede tempo e pratica. Un metodo efficace è l’esposizione graduale: iniziare mantenendo lo sguardo per pochi secondi e aumentare progressivamente la durata. Questo aiuta il cervello ad abituarsi allo stimolo senza generare eccessivo stress.
- Utilizzo di punti di riferimento alternativi: chi trova difficile guardare direttamente negli occhi può provare a focalizzarsi su altre parti del viso, come la fronte o il ponte del naso. Questo trucco permette di simulare il contatto visivo senza affrontare direttamente il disagio.
- Pratica con persone fidate: fare esercizi di conversazione con amici o familiari può aiutare a prendere confidenza con il contatto visivo in un ambiente sicuro. Anche l’uso di uno specchio per osservare la propria espressione durante un dialogo può essere utile.
Il tuo punto di riferimento per l’ADHD
Se cerchi un aiuto concreto per affrontare l’ADHD, il nostro Centro Clinico è qui per te. Offriamo diagnosi accurate, trattamenti personalizzati e supporto continuo per aiutarti a vivere al meglio.
Strategie di Rilassamento per il Contatto Visivo
Altre strategie di rilassamento specifiche per ADHD e ansia sociale da poter mettere in atto, sono:
- Respirazione ritmica con movimento per calmare la mente senza dover stare immobili.
- Strategie sensoriali come palline antistress, coperte ponderate o suoni binaurali per ridurre l’iperattivazione.
- Mindfulness in movimento (yoga dinamico, tai chi, camminate consapevoli) per regolare l’ansia in modo efficace.
- Rilassamento muscolare attivo per scaricare l’energia in eccesso e ridurre la tensione sociale.
- Tecniche di grounding (Metodo 5-4-3-2-1) per riportare l’attenzione al presente e migliorare il controllo emotivo.
L’ADHD ti sta mettendo alla prova ogni giorno?
Un trattamento mirato può aiutarti a gestire meglio i sintomi dell’ADHD, migliorando la tua qualità della vita e restituendoti il controllo delle tue azioni.
ADHD: Tecniche di rilassamento e gestione dell’ansia da eye contact
Il contatto visivo è un elemento essenziale della comunicazione, ma per chi soffre di ADHD o ansia sociale, può diventare una fonte di stress e disagio. Capire le cause alla base di questa difficoltà è il primo passo per affrontarla in modo efficace, adottando strategie mirate per migliorare la qualità delle interazioni senza che il contatto visivo diventi un ostacolo.
La Clinica GAM Medical è un centro specializzato in ADHD e offre percorsi personalizzati per affrontare le problematiche legate all’attenzione, alla regolazione emotiva e alle difficoltà sociali.
La psicoeducazione ADHD è un elemento chiave del trattamento ADHD, progettata per aiutarti a:
- Comprendere il tuo funzionamento cognitivo ed emotivo,
- Sviluppare strategie pratiche per gestire l’ansia da eye contact,
- Migliorare l’autoregolazione e la comunicazione nei contesti sociali.
Questa metodologia, proposta sia individualmente che in gruppo, è studiata per fornirti strumenti concreti per affrontare al meglio la quotidianità. Infatti, GAM Medical offre percorsi di Psicoeducazione di gruppo ADHD-Coaching Psicologico ADHD di gruppo.
Inoltre, quando necessario, gli specialisti della salute della mente di GAM Medical possono valutare l’opportunità di un supporto farmacologico ADHD mirato, che aiuta a regolare i neurotrasmettitori coinvolti nell’attenzione, nella gestione dell’ansia e nell’autocontrollo. Il trattamento per il Disturbo da Deficit dell’Attenzione è sempre personalizzato e supervisionato da un team di esperti per garantirti i migliori risultati con la massima sicurezza.
Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.
Fonti:
- https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10271899/
- https://bmcpsychiatry.biomedcentral.com/articles/10.1186/1471-244X-8-41