Ti sei mai chiesto se esistesse una correlazione fra extrasistole e ansia? E se sì, quale?
Molte persone che soffrono di extrasistole le sperimentano in periodi di particolare stress e stanchezza e la maggior parte delle volte si tratta di casi di natura benigna, ma per i soggetti più ansiosi può destare preoccupazione non da poco.
In questo articolo vedremo insieme in cosa consistono le extrasistole, quando possono essere correlate all’ansia e quando si tratta di un effettivo problema cardiaco.
Cosa sono le extrasistole e quali le cause
Prima di tutto partiamo dalla base: cosa sono le extrasistole?
Stando allo studio scientifico del 1975 “Measuring ventricular extrasystoles” di S Talbot, le extrasistole sono battiti aggiunti, quindi contrazioni cardiache che si verificano prima del normale battito del ritmo del cuore, ovvero battiti anticipati, in alcuni casi impercettibili in altri possono dare la sensazione di un “salto” nel petto, e ne esistono di due tipi: atriali, che avvengono quindi negli atri, le camere superiori del cuore e ventricolari, che avvengono nei ventricoli e quindi nelle camere inferiori.
Entrambe le tipologie sono benigne, ma la loro natura può variare a seconda della frequenza con il quale avvengono e delle presenza di condizioni cliniche specifiche, come ad esempio la presenza di altre patologie cardiache.
I motivi per i quali le extrasistole si verificano possono essere diverse e le cause possono essere legate a fattori sia psicologici che fisici: in particolare, per quanto riguarda i fattori psicologici, troviamo l’ansia e lo stress poiché in momenti di forte agitazione il corpo rilascia adrenalina, che può influenzare il ritmo cardiaco; inoltre anche caffeina, alcol e alcuni farmaci specifici possono contribuire all’insorgenza di battiti irregolari.

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Qual è il legame tra ansia ed extrasistole?
In alcuni casi può esistere correlazione tra ansia ed extrasistole: secondo lo studio scientifico del 2020 “Quality of life, anxiety and depressive disorders in patients with extrasystolic arrhythmia” di Alexey Y Mikhaylov, Alexei V Yumashev e Eugeny Kolpak, quando il nostro corpo percepisce una minaccia esso si prepara ed entra in un stato di “fight or flight”, attacco o fuga, dove il cuore accelera per inviare più sangue ai muscoli, i muscoli si tendono e il respiro si fa più accelerato, portando in casi più intensi il generarsi di extrasistole, che interrompono il regolare ritmo del cuore e, se percepite, possono peggiorare lo stato di agitazione e spavento; per questo motivo gli indicatori di ansia e depressione risultano fortemente più elevati nei pazienti con extrasistole sopra ventricolari e la presenza di sintomi ansiosi può aumentare la percezione e la frequenza di battiti anticipati ed extrasistole.

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Strategie per gestire ansia ed extrasistole e quando rivolgersi ad un medico e/o psicologo?
Fortunatamente esistono strategie pratiche per gestire le extrasistole ed i sintomi d’ansia ad esse correlati: nello specifico, lo studio scientifico del 2006 “Effect of deep breathing at six breaths per minute on the frequency of premature ventricular complexes” di E Sankaranarayanan Prakash, Pattanashetty N Ravindra, Madanmohan, R Anilkumar e J Balachander, dimostra come la respirazione profonda a sei respiri sia efficace nell’eliminare le extrasistole ventricolari premature in soggetti che sperimentano ansia frequente e palpitazioni.
Oltre all’eventuale trattamento medico, il supporto psicologico e quindi alle tecniche di rilassamento e di gestione dello stress, è importante anche condurre uno stile di vita sano, composto da attività fisica regolare, alimentazione equilibrata e sonno di qualità, alleati preziosi per la salute del cuore e della mente; in più, può essere utile evitare sostanze eccitanti come caffeina, nicotina e alcol.
Quando le extrasistole sono la conseguenza di uno stato emotivo ansioso, il supporto psicologico può davvero fare la differenza, poiché questo stato d’animo non solo può scatenare o amplificare i sintomi ma può anche innescare un circolo vizioso di preoccupazione e ipervigilanza: proprio per questo motivo il supporto di un terapeuta è fondamentale per aiutare ad esplorare le proprie emozioni e a comprendere i meccanismi che collegano mente e corpo, in modo da acquisire strategie per gestire la preoccupazione.

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Ma quando le extrasistole possono essere pericolose?
Sarà necessario rivolgersi ad un medico nei casi in cui le extrasistole siano frequenti, persistenti e accompagnate da sintomi più gravi come dolore toracico, svenimenti, difficoltà respiratorie o palpitazioni intense, in quanto questi segnali potrebbero indicare condizioni più serie e la tempestività nel cercare aiuto può fare la differenza nella prevenzione di complicazioni e nel garantire un intervento appropriato.

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Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.
Fonti:
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/51895/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35316917/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17004338/



