Qual è il ruolo di un metodo educativo strutturato ma flessibile nello sviluppo di bambini con ADHD?
Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) è uno dei disturbi neuroevolutivi più diffusi in età evolutiva e si caratterizza per pattern persistenti di disattenzione, iperattività e impulsività che interferiscono con il funzionamento adattivo del bambino in ambito scolastico, familiare e sociale (American Psychiatric Association, 2013).
In ambito educativo, l’ADHD rappresenta una sfida complessa, poiché i modelli didattici tradizionali, basati su lezioni frontali, tempi uniformi e ridotto movimento, risultano spesso poco compatibili con il profilo neuropsicologico di questi bambini. In questo contesto, può il metodo Montessori, fondato su autonomia, apprendimento attivo e ambiente strutturato, rappresentare una risorsa educativa per i bambini ADHD?
In che cosa consiste il metodo Montessori?
Il metodo Montessori è un approccio educativo sviluppato da Maria Montessori all’inizio del XX secolo, originariamente applicato anche a bambini con difficoltà cognitive e comportamentali. Alla base del metodo vi è l’idea che l’apprendimento avvenga in modo più efficace quando il bambino è posto al centro del processo educativo e può interagire attivamente con l’ambiente.
Secondo una revisione della letteratura, l’educazione Montessori si distingue per tre caratteristiche principali: ambiente preparato, materiali didattici specifici e ruolo dell’insegnante come guida piuttosto che come istruttore direttivo (Marshall, 2017). Una revisione sistematica recente ha evidenziato che l’istruzione Montessori può produrre effetti positivi sia sugli esiti accademici sia su quelli non accademici, come competenze sociali, motivazione e funzioni esecutive, sebbene con una qualità metodologica variabile degli studi disponibili (Courtier et al., 2023).
Maria Montessori riteneva che ogni bambino abbia una “mente assorbente”, capace di apprendere profondamente dall’ambiente quando è rispettata la sua natura intrinseca di esploratore attivo.

Pensi di essere ADHD?
Compila il test di autovalutazione! Ti darà un’indicazione sull’opportunità di approfondire con diagnosi e terapia. Bastano 3 minuti per avere il risultato.
Quali sono i 3 pilastri del metodo Montessori?
Sebbene Maria Montessori non abbia formalizzato una struttura teorica in termini di “pilastri”, la letteratura scientifica e pedagogica individua tre elementi cardine del metodo.
- Ambiente preparato: L’ambiente è progettato per essere ordinato, accessibile e prevedibile, con materiali disposti in modo sistematico. Questo favorisce autonomia, concentrazione e riduzione della distrazione, aspetti particolarmente rilevanti per bambini con difficoltà attentive.
- Materiali autocorrettivi e sensoriali: I materiali Montessori permettono l’apprendimento attraverso l’esperienza diretta e la manipolazione. La possibilità di autocorrezione riduce la dipendenza dal giudizio esterno e favorisce lo sviluppo della competenza percepita, un fattore cruciale per la motivazione.
- Ruolo dell’educatore: L’insegnante osserva il bambino e interviene in modo mirato, presentando i materiali al momento evolutivamente più opportuno. Questo approccio è coerente con modelli educativi centrati sull’individualizzazione dell’apprendimento (Marshall, 2017).

Hai il sospetto che l’ADHD ti stia influenzando la vita?
Se credi che l’ADHD possa limitarti, un percorso diagnostico ti aiuterà a ottenere chiarezza e a capire come affrontarlo al meglio.
Quali sono le regole del metodo Montessori?
Nel metodo Montessori le regole non assumono una forma prescrittiva rigida, ma si configurano come principi organizzativi che regolano il funzionamento del contesto educativo:
- Libertà entro limiti strutturati;
- Rispetto dell’ambiente e dei materiali;
- Movimento libero e funzionale all’apprendimento;
- Autoregolazione progressiva del comportamento.
Questi principi mirano a sviluppare una disciplina interna piuttosto che un controllo esterno, favorendo l’autonomia e la responsabilità personale.

Quale strategia è più efficace per supportare un con bambino ADHD a scuola?
Dal punto di vista clinico, l’ADHD è associato a deficit delle funzioni esecutive, in particolare nei processi di inibizione comportamentale, pianificazione e memoria di lavoro (Barkley, 1997; Willcutt et al., 2005). Tali difficoltà incidono direttamente sull’apprendimento scolastico e sulla capacità di mantenere l’attenzione in compiti prolungati e poco stimolanti.
La letteratura scientifica specifica sull’efficacia del metodo Montessori nei bambini ADHD è ancora limitata. Tuttavia, alcuni studi suggeriscono che ambienti educativi strutturati ma flessibili, con possibilità di movimento e apprendimento attivo, possano essere compatibili con le esigenze neuropsicologiche di questi bambini.
Una revisione sull’intervento scolastico per l’ADHD indica che i bambini con questo disturbo mostrano un miglior funzionamento comportamentale in contesti caratterizzati da routine chiare, istruzioni concise e feedback immediato (Fabiano et al., 2021). Tali elementi risultano parzialmente sovrapponibili ad alcuni principi del metodo Montessori.
Studi osservazionali e indagini qualitative indicano che, secondo la percezione di genitori e insegnanti, i bambini ADHD inseriti in contesti Montessori mostrano migliori livelli di coinvolgimento e partecipazione scolastica rispetto a contesti tradizionali, pur in assenza di dati clinici robusti e controllati (Courtier et al., 2023).

Pensi di soffrire di un disturbo d’ansia?
Compila il test di autovalutazione! Ti darà un’indicazione sull’opportunità di di avviare un percorso clinico di supporto. Basta 1 minuto per avere il risultato.
Come posso motivare un bambino ADHD?
Le linee guida internazionali raccomandano un approccio multimodale, che integri interventi educati adhd, comportamentali e, quando indicato, terapia farmacologica adhd(Cortese et al., 2023).
Le strategie educative più efficaci includono:
- Strutturazione dell’ambiente e delle attività;
- Suddivisione dei compiti in unità brevi;
- Rinforzi positivi frequenti;
- Pause motorie programmate.
L’integrazione di tali strategie con elementi Montessori può risultare funzionale in alcuni profili di bambini ADHD.
La motivazione nei giovani ADHD risulta spesso compromessa a causa di alterazioni nei sistemi di ricompensa e nella regolazione dopaminergica. Studi basati sulla Self-Determination Theory evidenziano che il supporto all’autonomia, alla competenza e alla relazione può migliorare l’engagement nei compiti scolastici (Dekkers et al., 2017).
Strategie motivazionali efficaci includono:
- Obiettivi chiari e raggiungibili;
- Feedback immediat;
- Attività multisensoriali;
- Scelte guidate all’interno di una struttura definita.
Alla luce delle evidenze disponibili, il metodo Montessori non può essere considerato un trattamento specifico per l’ADHD, ma alcuni suoi principi risultano coerenti con strategie educative evidence-based raccomandate per questi bambini. L’ambiente strutturato, l’apprendimento attivo e il rispetto dei ritmi individuali possono rappresentare fattori facilitanti, soprattutto se integrati in un intervento multidisciplinare personalizzato. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi controllati per valutare in modo rigoroso l’efficacia del metodo Montessori in popolazioni cliniche con ADHD.
Per approfondimenti su valutazioni diagnostiche, interventi personalizzati e supporto multidisciplinare per bambini ADHD, è possibile rivolgersi al Centro di ADHD e psicologia GAM Medical e ai professionisti della salute mentale.
Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.
Fonti:
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32206588/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29163248/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37554998/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9000892/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15820235/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33926289/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37554998/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37030086/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27217177



