“Ho l’ADHD?” 20 segnali nell’adulto che spesso si scambiano per distrazione

Tempo di lettura: 4 minuti

20 segnali nell'adulto che spesso si scambiano per distrazione

Ti ritieni una persona che fa fatica a concentrarsi, che si distrae facilmente ed è iperattiva? Se sì: ti sei mai domandato se potesse essere per via di ADHD non diagnosticata o per semplice distrazione?

Essere distratti, fare fatica a concentrarsi e avere sporadici episodi di iperattività è normale e, chi più chi meno, fa parte dell’esperienza di tutti: non tutti però vivono queste sensazioni allo stesso modo, in quanto per le persone ADHD sono più intense e difficili da gestire, mettendo alla prova chi le vive e impedendo loro spesso di vivere tranquillamente le attività quotidiane, come il portare a termine i compiti senza sentirsi sopraffatti.

In questo articolo vedremo insieme quali sono i segnali principali da tenere d’occhio per capire la differenza tra ADHD o distrazione, così da avere più chiari quali sono comportamenti tipici di ognuno e quali meno.

ADHD negli adulti: 20 segnali

L’ADHD negli adulti, pur mantenendo gli stessi sintomi tipici che presentano anche i bambini, si differenzia nel modo in cui quel dato sintomo si manifesta e molti adulti ADHD sviluppano nel tempo delle strategie di coping che mascherano i sintomi o che, quando sono evidenti, vengono erroneamente attribuiti ad altre condizioni, come stress, ansia o semplici tratti della personalità: questo fa sì che spesso i sintomi ADHD negli adulti vengano sottovalutati, interpretati nel modo sbagliato e che vengano confusi e scambiati per distrazione.

Riconoscere e individuare i propri sintomi è importante e necessario, così da poter in primis validare la propria condizione e viverla per quella che è, e inoltre per poter poi successivamente trovare i metodi di coping giusti e più efficaci per sé.

I segnali principali di ADHD negli adulti, stando a quanto citato dallo studio scientifico del 2024 “Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder in Adults” di Amanda E Olagunju e Faraz Ghoddusi, possono essere:

  1. Mancanza di concentrazione e nel prestare attenzione in modo prolungato, che può significare avere difficoltà nel portare a termine determinati compiti, ma anche nel seguire e ascoltare gli altri in una conversazione.
  2. Disorganizzazione, che oltre a comportare difficoltà nel seguire gli impegni e portare a termine i compiti può comportare anche difficoltà nel saper stabilire le proprie priorità.
  3. Difficoltà nel gestire il tempo, che può tradursi nel procrastinare, ritrovarsi in ritardo agli eventi o anche ignorare i compiti da dover svolgere perché considerati “noiosi”.
  4. Atteggiamento impulsivo, che può significare interrompere involontariamente gli altri durante una conversazione, agire senza pensare alle conseguenze, assumere atteggiamenti socialmente inappropriati, ma anche riguardare abitudini come lo shopping compulsivo.
  5. Cambiamenti emotivi costanti, per via della ricerca di emozioni forti per ovviare alla noia, che le persone ADHD provano più facilmente.
  6. Problemi di relazione, perché le persone ADHD possono avere la tendenza a parlare involontariamente sopra gli altri o non prestare attenzione e annoiarsi.
  7. Dimenticanza frequente, in quanto l’ADHD può compromettere involontariamente la capacità di ricordare alcune informazioni importanti, per poi andare ad intaccare relazioni e lavoro.
  8. Bassa autostima,  soprattutto in quelle persone che non hanno ricevuto una diagnosi e sviluppano ipercriticità nei confronti di se stesse, e in età adulta il tutto può tradursi in sensazione di fallimento personale o risultati ritenuti insufficienti.
  9. Mancanza di motivazione, strettamente collegato alla difficoltà di concentrazione e di portare a termine i compiti.
  10. Abuso di sostanze, nonostante non riguardi tutti gli adulti ADHD.
  11. Difficoltà nel rilassarsi, dovuta dall’iperattività.
  12. Disregolazione emotiva, come sbalzi d’umore, frustrazione e bassa tolleranza dello stress.
  13. Perdita di oggetti, derivante dalla disattenzione.
  14. Logorrea.
  15. Comportamenti ansiosi, avendo la sensazione che i pensieri non si fermino mai, riproducendo ripetutamente eventi e pensieri preoccupanti nella loro mente.
  16. Stanchezza, dovuta spesso dall’iperattività, i problemi con il sonno e lo sforzo costante.
  17. Difficoltà nel rivolgere attenzioni verso i particolari.
  18. Svolgimento di attività quotidiane in modo approssimativo e sbadato.
  19. Involontaria invadenza, come ad esempio inserirsi in contesti o gruppi di cui non si fa parte.
  20. Facile distrazione da stimoli esterni o interni, come avere pensieri che non hanno nulla a che fare con ciò che si sta facendo.

Rimane fondamentale però, nonostante il Disturbo da Deficit dell’Attenzione/Iperattività possa manifestarsi negli adulti in maniera nascosta e diversa da ciò che ci si aspetterebbe, rientrare in quelli che sono i criteri diagnostici essenziali del Manuale Diagnostico DSM-5, ed assicurarsi di presentare tutti i sintomi tipici della condizione ADHD.

20 segnali nell'adulto che spesso si scambiano per distrazione
20 segnali nell’adulto che spesso si scambiano per distrazione

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E’ importante specificare come il test non è una diagnosi clinica, ma un primo passo per orientarti e per valutare un colloquio preliminare ed eventualmente intraprendere una certificazione dell’ADHD, seguita da percorsi personalizzati con i nostri professionisti della condizione.

Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.

Fonti:

  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39172673/

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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

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